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Una testa selvatica

Un inno d'amore ai libri e al potere della lettura

Di

Editore: Ponte alle Grazie

4.0
(522)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 189 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese , Tedesco , Galego

Isbn-10: 8862200587 | Isbn-13: 9788862200585 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Bruno

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Qui si racconta la storia di Germain, lo «scemo del villaggio». Centodieci chili di muscoli per sorreggere una testa selvatica, un passato di mancata educazione sentimentale e un presente di conta dei piccioni e pomeriggi spesi al bar. Qui si racconta di un incontro straordinario nel più ordinario dei luoghi, un parco pubblico. Si traccia il delicato resoconto della più improbabile delle complicità, quella tra un gigante semi analfabeta e una vecchina con i capelli viola e la passione per i libri. Si dimostra che l'intelligenza è altra cosa dalla cultura. Quando le vite di Germain e Margueritte si accomodano sulla medesima panchina, ogni cosa, dentro e fuori, comincia a cambiare. E così questa può anche essere una storia che parla di avventure o di amore... o di indiani. Perché no? I sentimenti, come le parole, non sono innati. Bisogna acquisirli, piano piano. E quando sbocciano non conta più il vuoto che c’è ancora da riempire, ma tutto il pieno che invade il cuore e la testa come gramigna che non si può più estirpare. Il mondo in cui pianta le sue radici un'altra selvatichezza, fatta di affetti, fatta di parole. Come quella di Germain e Margueritte, e del vocabolario che ne riscrive i destini.
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  • 4

    Si fa leggere. Storia e personaggi semplici. All'inizio del libro ho riso molto per le battute e i modi di fare di Germain, lo scemo del villaggio. Visto che le sue giornate son sempre le stesse, a tratti diventa noioso. La fine abbastanza scontata.

    ha scritto il 

  • 3

    ...e mezzo!

    Ognuno di noi merita di conoscere una persona che gli faccia conoscere la "giusta via", un amico che scuote la nostra quotidianità per portare dei miglioramenti.
    Il protagonista è Germain, lo scemo del villaggio, che incontra per caso Margueritte, un'anziana signora che vive in un ospizio m ...continua

    Ognuno di noi merita di conoscere una persona che gli faccia conoscere la "giusta via", un amico che scuote la nostra quotidianità per portare dei miglioramenti.
    Il protagonista è Germain, lo scemo del villaggio, che incontra per caso Margueritte, un'anziana signora che vive in un ospizio ma va spesso al parco.
    Con la sua pazienza, spontaneità e amore per la scoperta, Margueritte riesce ad entrare in sintonia con Germain, l'aiuta a "coltivare" la sua testa facendogli conoscere la lettura e gli fa vedere le cose in maniera differente.
    È un libro abbastanza scorrevole, mi è piaciuto e ti fa capire che non è mai troppo tardi per fare qualcosa!
    Voto:3.5/5

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di Germain, lo scemo del villaggio.
    Ma un incontro casuale quanto insolito lo trasformerà o meglio darà a Germain l'opportunità di far valere le sue potenzialità.
    Sentimenti e parole, non sono innati.
    Bisogna acquisirli, coltivarli e per ciò non è mai troppo tardi.
    ...continua

    Storia di Germain, lo scemo del villaggio.
    Ma un incontro casuale quanto insolito lo trasformerà o meglio darà a Germain l'opportunità di far valere le sue potenzialità.
    Sentimenti e parole, non sono innati.
    Bisogna acquisirli, coltivarli e per ciò non è mai troppo tardi.
    Conquista per la scrittura leggera, spiritosa e ironica, mai banale.
    E' stato tratto anche un film - protagonista G. Depardieu.

    ha scritto il 

  • 5

    L'ho finito solo ora, "Una testa selvatica" dico e mi è piaciuto perchè è un libro che fa capire una cosa che è difficile da farmi entrare in testa : si può essere felici di vivere anche se la vita non è stata poi così buona con te.
    Germain, è vero, aveva dalla sua che non era molto intel ...continua

    L'ho finito solo ora, "Una testa selvatica" dico e mi è piaciuto perchè è un libro che fa capire una cosa che è difficile da farmi entrare in testa : si può essere felici di vivere anche se la vita non è stata poi così buona con te.
    Germain, è vero, aveva dalla sua che non era molto intelligente e quindi non pensava, non pensava a tutta la sua miseria, ma quando ci ha pensato, quando ha cominciato a "riflettere" le cose invece di diventare più brutte sono diventate più belle!
    Lo "scopare " o "trombare" è diventato "fare all'amore" e si è "innamorato" di una nonna di 86 anni, perchè le nonne mica uno ce l'ha sempre, ma qualche volta ha la fortuna d'incontrarle!

    ha scritto il 

  • 4

    Bella figura di anziana, Margueritte, che con la forza gentile della sua spontaneità, della curiosità , dell'amore per il contatto e la scoperta, sa entrare in sintonia con Germain, gigante semianalfabeta e voce narrante, sa "coltivare" la sua mente selvatica e far fruttare le qualità nascoste, ...continua

    Bella figura di anziana, Margueritte, che con la forza gentile della sua spontaneità, della curiosità , dell'amore per il contatto e la scoperta, sa entrare in sintonia con Germain, gigante semianalfabeta e voce narrante, sa "coltivare" la sua mente selvatica e far fruttare le qualità nascoste, mai emerse dalla mancanza di affetto ed educazione, in modo molto convincente.
    Una lezione d'amore, senza riserve, per i libri, la lettura , il diverso.

    ha scritto il 

  • 4

    CASELLE

    Leggere questo libro è stato come andare a sbattere contro un treno un corsa. Prima di tutto per il linguaggio così terra-terra, poi per la storia, diventare amici dopo un incontro casuale al parco a contar piccioni non è roba da tutti.
    Il personaggio principale, secondo me, è Margueritte. ...continua

    Leggere questo libro è stato come andare a sbattere contro un treno un corsa. Prima di tutto per il linguaggio così terra-terra, poi per la storia, diventare amici dopo un incontro casuale al parco a contar piccioni non è roba da tutti.
    Il personaggio principale, secondo me, è Margueritte. La vecchina minuta e indifesa che riesce non solo a conquistare il gigante ma anche a condurlo sulla retta via. Grande!
    Certo non è un libro facile da incasellare, e questo è un grande pregio!

    ha scritto il 

  • 4

    Piccola perla di saggezza

    Dal punto di vista letterario merita un 3 stelle ma lo stile scorrevole e le perle di saggezza sparse nelle pagine lo rendono piacevole e meritevole di 4 stelle - -.
    Bellissima la tenera amicizia tra Germain ,lo scemo del villaggio (che tanto scemo non lo è proprio) e Margueritte,dolce e co ...continua

    Dal punto di vista letterario merita un 3 stelle ma lo stile scorrevole e le perle di saggezza sparse nelle pagine lo rendono piacevole e meritevole di 4 stelle - -.
    Bellissima la tenera amicizia tra Germain ,lo scemo del villaggio (che tanto scemo non lo è proprio) e Margueritte,dolce e colta ricercatrice che trascorre gli ultimi anni di vita in un ospizio.
    L'amore per la lettura li renderà complici :lei troverà il figlio mai avuto e lui la mamma che avrebbe voluto.
    Se potete leggetelo in lingua originale per apprezzare lo stile colloquiale.

    ha scritto il 

  • 4

    3,5 stelle

    “All’inizio non avevo posto nemmeno per Margueritte. Dentro di me, intendo. Quando ho cominciato ad affezionarmi, ho capito che avrei dovuto creare spazio, soltanto per lei, e per i miei sentimenti. Perché a tutto il resto - tutto quello che avevo già nel cranio – si aggiungeva adesso il fatto ch ...continua

    “All’inizio non avevo posto nemmeno per Margueritte. Dentro di me, intendo. Quando ho cominciato ad affezionarmi, ho capito che avrei dovuto creare spazio, soltanto per lei, e per i miei sentimenti. Perché a tutto il resto - tutto quello che avevo già nel cranio – si aggiungeva adesso il fatto che le volevo bene, e questo non l’avevo previsto”.

    Germain fa spazio per Margueritte, ma anche per Annette.
    E fa spazio per i sentimenti, che quando sbocciano invadono “il cuore e la testa come gramigna che non si può più estirpare”.
    Così impara a “condividere i propri giocattoli” e il suo a solo – nella vita come nel suo narrare – diventa una partitura a quattro (o magari a otto) mani.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo è quello che definirei un romanzo-personaggio, nel senso che la narrazione si sviluppa non sulla trama ma sul personaggio stesso, il narratore, che introduce il lettore all'interno della propria vita raccontandola in modo disordinato e trascinandolo nel proprio modo di vedere il mondo e di ...continua

    Questo è quello che definirei un romanzo-personaggio, nel senso che la narrazione si sviluppa non sulla trama ma sul personaggio stesso, il narratore, che introduce il lettore all'interno della propria vita raccontandola in modo disordinato e trascinandolo nel proprio modo di vedere il mondo e di rapportarsi all'esistenza.
    Germain è simpatico, il tipico tontolone di paese grande e grosso ma non cattivo, e sebbene a tratti sembri un po' "costruito", è impossibile non volergli bene.
    Ecco, questa è la parola corretta. Da un punto di vista letterario, freddamente letterario, è il classico romanzo da 7, oppure da tre stelle secondo il mio criterio su anobii: un romanzo ben scritto che vale la pena di leggere.
    Ma sul piano sentimentale, considerandolo come un libro al quale affezionarsi da rileggere a spizzichi ogni tanto, beh, non basterebbero cinque stelle.
    Consigliatissimo a tutti.

    ha scritto il 

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