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Una vita

Edizione integrale

Di

Editore: Mondadori (Oscar, 19)

4.0
(758)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 228 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: A000014378 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marino Moretti ; Prefazione: Marino Moretti

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 4

    il senso della vita

    Leggere Maupassant è come guardare un'esistenza accompagnati dal rumore inesorabile di una pendola, attraverso la sua scrittura si percepisce il ritmo della vita, il tempo. La vita è quella di Giovanna, figlia di un'antica e gloriosa quanto decaduta stirpe nobiliare normanna. Giovanna non vive le ...continua

    Leggere Maupassant è come guardare un'esistenza accompagnati dal rumore inesorabile di una pendola, attraverso la sua scrittura si percepisce il ritmo della vita, il tempo. La vita è quella di Giovanna, figlia di un'antica e gloriosa quanto decaduta stirpe nobiliare normanna. Giovanna non vive le vicende della sua esistenza, le subisce, ammaliata dalle gioie e atterrita dai dolori, subendo entrambi passivamente come un sughero tra i marosi dei sentimenti. Tutto ha un senso in questa vicenda, come nella vita, i piccoli passi determinano i grossi avvenimenti, i semi insignificanti saranno grosse quercie domani su cui aggrapparsi, chi seminerà vento, raccoglierà tempesta. Sembra, procedendo la lettura, che la vita sia un solo lungo avvicendarsi di eventi drammatici con brevi parentesi di labile serenità, che la chiave sia nel ricordo che riesce a colorare il passato più grigio di tinte tenuti, come unico rifugio possibile dalla crudezza del presente fatto di lutti, amori infranti, rovesci economici, ingratitudini, e abbandono. In questo modo procede la lettura, una sedimentazione inesorabile di emozioni, un caricarsi di disillusioni, finché si arriva all'ultima pagina, dove si viene abbagliati come da un tuono accecante dal messaggio elementare dello scrittore Francese, ovvero che tutto ha un senso, che nel fango più nefasto può nascondersi il seme stesso della vita, e il vedere nascere quel fiore sarà la ricompensa di tutto. Quanto nero ci ha fatto vedere Maupassant, per farci capire quant'è meraviglioso il bianco! È proprio vero:"la vita non è ne così bella, ne così brutta, come si potrebbe credere. ".

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo questa rilettura dopo anni di distanza dalla prima, di stelline gliene darei cinque.Romanzo molto più profondo di quanto possa sembrare ad una prima e magari anche frettolosa lettura .

    ha scritto il 

  • 5

    Il primo release ¡sorpresa! di Roma, che è morto suicida tanto tempo fa ormai, è apparso fra i trends di Twitter e ci è rimasto per quasi 12 secondi. Poi è stato sostituito da Tetris. Anni fa ho letto o ho sentito parole profetiche riguardo a Tetris e quelle parole mi hanno colpito ho pens ...continua

    Il primo release ¡sorpresa! di Roma, che è morto suicida tanto tempo fa ormai, è apparso fra i trends di Twitter e ci è rimasto per quasi 12 secondi. Poi è stato sostituito da Tetris. Anni fa ho letto o ho sentito parole profetiche riguardo a Tetris e quelle parole mi hanno colpito ho pensato che fossero vere che la profezia si sarebbe avverata. Ma non essendoci alcun dio quelle parole non potevano essere una profezia quindi dovevano essere altro, l'inizio di una strategia di mercato è quello che pensa Sylvie, la ragazza costruita dal mio amico, Parigi. Sylvie è nuda e mi ha parlato mentre rifaceva il letto. Mi ostino a voltarmi quando si piega e mette il buco del culo nella webcam, ma ormai riesco a vederla per quello che è. Poi in stanza è entrato Parigi che mi ha chiesto se avevo visto la release di Roma e io ho detto sì e lui ha detto e allora che dici? e che dico? dico io dico che è una buona release chissà quante ce ne ha chissà, aggiungo, non avevo idea che avesse questo segreto, dice Parigi, neanche io, dico io, figlio di puttana, dice Parigi, va a vedere che diventa famoso prima lui da morto che io da vivo. Sicuro, ho detto io mentre prendevo il microfono per una registrazione. Fottiti, ha detto Parigi. Fottiti tu, fammi vedere la tua ragazza che è meglio, ho detto io con la faccia da pezzo di merda
    http://popcornpopcornpop.tumblr.com/post/98847084405
    Brutto stronzo, col cazzo che ti vedi la mia ragazza, ha detto Parigi. Non puoi essere geloso non rompere il cazzo, ho detto io. Bastardo, ha detto lui, ah ah, credo di aver detto io. Ma se io non posso essere geloso, ha detto Parigi, allora perché tu vuoi vedere? Touché, ho detto io, Sylvie me lo tira. Stronzo lo sapevo, ha detto Parigi. La potevi fare meno fregna, ho detto io. Sono bravo, eh?, ha detto Parigi. Sei bravo, ho detto io.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Imitazione di "Madame Bovary" e, come quello, romanzo d'esordio dell'autore, che a trentatré anni scrive un capolavoro avendo inteso l'esempio del suo maestro riconosciuto. Leggerlo è una gioia per gli occhi e per la mente, grazie alla rifulgenza dello stile, all'icasticità degli argomenti... In ...continua

    Imitazione di "Madame Bovary" e, come quello, romanzo d'esordio dell'autore, che a trentatré anni scrive un capolavoro avendo inteso l'esempio del suo maestro riconosciuto. Leggerlo è una gioia per gli occhi e per la mente, grazie alla rifulgenza dello stile, all'icasticità degli argomenti... In questo senso spazza via, perché moderno e attuale, buona parte della celebrata, decorata, indeterminata adunanza di scrittori (quanto sfigura la parola) contemporanei. Quale onestà intellettuale, quale libertà espressiva per battagliare dialetticamente con gli enti (realistici o simbolici) dell'epoca! Ma, d'altronde, ancora non si scriveva per farsi ricchi o per esibirsi verbalmente nei festini, come occorre oggi. La scena - d'obbligo normanna - è di Jeanne, giovane aristocratica sognatrice, su cui si abbatte l'usuale sciagura di uno sposalizio di convenienza; seguono tribolazioni sensuali e di pretto marchio borghese; nel finale, venendo via via meno le comparse, sono i crucci filiali ad amareggiare la sorte della protagonista. La campagna si conferma luogo d'elezione delle atrocità famigliari, il matrimonio un inganno, la prole fomite di scontentezza, la religione una farsa in rapporto di connivenza con l'adulterio che maledice, e il sesso ha sempre connotazioni bestiali. Il testo s'interrompe con piacevole drasticità: tocca alla serva Rosalie l'onore dell'ultima parola (al farmacista di Yonville era toccato di appuntarsi al bavero la sospirata patacca).

    ha scritto il 

  • 4

    Amando il Naturalismo francese non posso non amare uno dei grandi maestri del genere.Delicato,profondo,ritmato stilisticamente e mai patetico nel descrivere la vita di una giovane aristocratica delusa e disillusa della propria esistenza.Non è facile scrivere un libro del genere su tale argomento ...continua

    Amando il Naturalismo francese non posso non amare uno dei grandi maestri del genere.Delicato,profondo,ritmato stilisticamente e mai patetico nel descrivere la vita di una giovane aristocratica delusa e disillusa della propria esistenza.Non è facile scrivere un libro del genere su tale argomento senza farsi ridere dai muri.Sono contento di riavercelo (grazie pat) e di poterlo rileggere.Secondo Tolstoj rappresenta la massima espressione narrativa francese solo prima di "Les misérables" di Victor Hugo.Fate voi...

    ha scritto il 

  • 3

    Uno scrittore immenso e potente, un'eroina così debole, dolente e priva di volontà. Una voglia di prenderla a schiaffi mi assaliva (soprattutto quando tornava a ricordare con struggimento e gioia la sua "luna di miele"...mon Dieu!), di fronte alla sua inettitudine. Non è delicatezza la sua, è ind ...continua

    Uno scrittore immenso e potente, un'eroina così debole, dolente e priva di volontà. Una voglia di prenderla a schiaffi mi assaliva (soprattutto quando tornava a ricordare con struggimento e gioia la sua "luna di miele"...mon Dieu!), di fronte alla sua inettitudine. Non è delicatezza la sua, è indolenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Cara Giovanna,
    diciamocelo, sei stata un po’ sfigata. La vita, a volte, va così. Però sei stata pure sprovveduta e incapace di tirar fuori un po’ di carattere. Eh, che diamine!
    Passi per la cotta nei confronti di Giuliano, visconte di Lamare, lo capisco. Dopo esser stata rinchiusa nel ...continua

    Cara Giovanna,
    diciamocelo, sei stata un po’ sfigata. La vita, a volte, va così. Però sei stata pure sprovveduta e incapace di tirar fuori un po’ di carattere. Eh, che diamine!
    Passi per la cotta nei confronti di Giuliano, visconte di Lamare, lo capisco. Dopo esser stata rinchiusa nel collegio del Sacro Cuore fino a 17 anni, ci sta che nell'incontrare un figliolo attraente, con quei capelli bruni che ombreggiavano una fronte liscia e abbronzata e quegli occhi morati, teneri e profondi, e quella la barba lucida e fine, si resti abbagliata. E capisco pure che nell'Ottocento non si abbia la possibilità di dire «Va be’, babbo; il ragazzo mi piace ma preferirei conoscerlo meglio; che mica ci dobbiamo sposare domani!?». No, magari una cosa del genere al barone Le Perthuis non avrebbe fatto piacere. Ad ogni modo, già in viaggio di nozze, quella decisione di gestire i tuoi soldi, quell'essere così autoritario e un po’ violento, t’avrebbe dovuto mettere in guardia: di tuo marito non avevi capito niente. E poi, dico, ma era evidente che il bell'imbusto ti tradiva con la fida servetta Rosalia, sì gaia e civettuola; l’avevamo capito tutti! Possibile che fin a quando non li hai beccati in flagrante (e in modo del tutto casuale), non ti sia resa conto di nulla? Ancora una volta, hai perdonato.
    E, successivamente, possibile che non hai capito il perché delle tante visite a casa dei ricchi vicini da parte del fedifrago? Hai finto di non vedere e hai riversato tutto il tuo morboso amore nei confronti di tuo figlio, Paolo. Non potevi aver letto “I no che fanno crescere”, lo comprendo. Ma, dargliela sempre vinta, così come avevi fatto col defunto padre, non poteva portar a nulla di buono.
    A guardar la vita sconclusionata del tu’ figliolo ormai ventenne è evidente che abbia ripreso tutto dal padre. Gioco, prostitute, debiti in abbondanza. E tu nulla; continui a mandargli soldi anche dopo esser stata costretta a vendere la tua amata casa dei “Pioppi”, vicino Yport.
    Continui ad illuderti che sia un bravo ragazzo; sì le mamme non sono mai obiettive ma, dico, quel ragazzo ti sta uccidendo di crepacuore e tu continui a dargli un’opportunità? Un’educazione un po’ più rigida da piccolo gli avrebbe fatto solo bene.
    Per fortuna che l’ex serva Rosalia, sebbene si sia comportata male nei tuoi confronti, da giovane, è tornata a darti una mano nel momento del bisogno. Insomma, anche lei non ha avuto una storia facile però si è rimboccata le maniche e ha affrontato la vita di petto, senza aggrapparsi continuamente a qualcun altro, come hai fatto tu.
    Cara Giovanna, come ti dice la saggia Rosalia, qualunque vita non è né tutta buona né tutta cattiva,però bisogna saperla affrontare senza troppi piagnistei, imparando dai propri errori e cercando di non farsi sopraffare dalle sventure che si abbattono su di noi.
    Quindi, ora che è arrivata una nipotina ad allietare le tue giornate, cerca di non viziarla come hai fatto con tuo figlio e impara a guardare le cose belle della vita.

    Con affetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Non mi ispirava affatto e lo avevo in casa da un po'. Pensavo fosse un libro carico di tedio e appesantito da pessimismo cosmico (almeno questa è l'idea che ci si fa facendo un paio di ricerche su internet). La scrittura invece è vivace, illuminata poi dalla grazia di Natalia Ginzburg nei panni d ...continua

    Non mi ispirava affatto e lo avevo in casa da un po'. Pensavo fosse un libro carico di tedio e appesantito da pessimismo cosmico (almeno questa è l'idea che ci si fa facendo un paio di ricerche su internet). La scrittura invece è vivace, illuminata poi dalla grazia di Natalia Ginzburg nei panni di traduttrice. e l'ultima frase è da antologia!

    ha scritto il 

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