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Una vita da lettore

Di

Editore: Guanda (La Biblioteca della Fenice)

3.4
(1278)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8882468917 | Isbn-13: 9788882468910 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Massimo Bocchiola

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Entertainment , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Libri ricevuti, libri recensiti, libri comprati e mai letti, libri che prima opoi bisognerà leggere, libri letti davvero, finalmente: un labirinto diletture di tutti i generi, dai classici alle biografie degli sportivi, dalleraccolte di versi ai graphic novel, dai romanzi appena usciti a quelliimperdibili dell'800... Schiacciato dal mucchio delle letture a cui non si puòrinunciare, Nick Hornby prova, con leggerezza e ironia, a trovare qualchecriterio per orientarsi nel dedalo delle letture, racconta le sue preferenze ele sue antipatie e soprattutto restituisce una gioiosa voglia di leggere.Perché è vero che ogni tanto è meglio una partita di calcio... ma è anche veroche se il libro è bello, non c'è partita né concerto rock che tenga.
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  • 3

    Letto e dimenticato, forse perchè non è un romanzo ma una raccolta di libri letti e preferiti.
    Quasi più da consultare nel caso di nuove letture in previsione.
    Però Nick Hornby resta sempre un autore che adoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Qualcuno di cui ci si può fidare!

    Avevo già letto "Shakespeare scriveva per soldi", che è la parte due di questo libro (ma io non sapevo che ci fosse una parte uno!), con somma gioia. Confermo questa sensazione: cosa c'è di meglio che ricevere consigli di lettura da un autore che si ama alla follia, come io amo Nick Hornby? Nulla ...continua

    Avevo già letto "Shakespeare scriveva per soldi", che è la parte due di questo libro (ma io non sapevo che ci fosse una parte uno!), con somma gioia. Confermo questa sensazione: cosa c'è di meglio che ricevere consigli di lettura da un autore che si ama alla follia, come io amo Nick Hornby? Nulla al mondo! Così mi sono spazzolato con enorme gioia le recensioni e i consigli di lettura che Hornby ha dato per la sua rubrica sul Believer, riempiendo il kindle di annotazioni su libri che devo assolutamente recuperare e leggere in futuro.
    Il tono di Hornby è come sempre scanzonato e divertente, così come le sue esortazioni a diffidare di chi prende l'attività di lettura in modo serioso (voglio dire, va presa assolutamente sul serio, ma non seriosamente - sembra essere il suo mantra). Libro ricco di ispirazioni, mi garantirà molti mesi di felici letture!

    ha scritto il 

  • 3

    Non manca di arguzie e di intelligenza questo libro. Per questo motivo gli do tre stelle. E ne meriterebbe pure di più in termini assoluti. Purtroppo l'autore recensisce solo libri della letteratura anglosassone in gran parte sconosciuti in Italia, spesso neppure tradotti. Questo è il suo limite, ...continua

    Non manca di arguzie e di intelligenza questo libro. Per questo motivo gli do tre stelle. E ne meriterebbe pure di più in termini assoluti. Purtroppo l'autore recensisce solo libri della letteratura anglosassone in gran parte sconosciuti in Italia, spesso neppure tradotti. Questo è il suo limite, sia pur soggettivo. Ma le recensioni andrebbero lette dopo che si è letto il libro a cui si riferiscono, e non prima, perché altrimenti non si riesce a entrare in sintonia con chi scrive la recensione.

    ha scritto il 

  • 2

    Voto 5emmezzo

    Il problema principale di questo libro è il fatto che sia stato scritto da un inglese per gli inglesi.
    La maggior parte dei romanzi che elogia non sono neanche stati tradotti da noi oppure risultano introvabili.
    Un'altra cosa che ho mal sopportato,anche se compren ...continua

    Voto 5emmezzo

    Il problema principale di questo libro è il fatto che sia stato scritto da un inglese per gli inglesi.
    La maggior parte dei romanzi che elogia non sono neanche stati tradotti da noi oppure risultano introvabili.
    Un'altra cosa che ho mal sopportato,anche se comprensibile, è il suo leggere un sacco di romanzi di amici/parenti e riempirli indistintamente tutti di commenti favorevoli.
    Per il resto è sempre il solito hornby, un vecchio compagno di bevute, che ti trascina nelle sue divagazioni di cui comunque non ti stancherai.

    ha scritto il 

  • 3

    Preso in prestito incuriosita dal titolo (che ben rappresenta la mia situazione)ho scoperto il resoconto di sei anni di letture dello scrittore con aneddoti e giudizi personali.
    Godibile e molto utile per trarne numerosi spunti di lettura.....

    ha scritto il 

  • 3

    Consigliato a tutti

    Lettura piacevole, dedicata a chi compra più libri di quanti non riesca a leggerne. Ma anche a chi aspira a migliorarsi come scrittore. Con un humor fieramente britannico, Hornby riesce intelligentemente a regalare vere perle di analisi letteraria, in un diario che scandisce i libri letti ogni me ...continua

    Lettura piacevole, dedicata a chi compra più libri di quanti non riesca a leggerne. Ma anche a chi aspira a migliorarsi come scrittore. Con un humor fieramente britannico, Hornby riesce intelligentemente a regalare vere perle di analisi letteraria, in un diario che scandisce i libri letti ogni mese in quasi tre anni. Utile per comprendere meglio i libri che leggiamo e, dopotutto, noi stessi.

    ha scritto il 

  • 3

    Premessa: ho comprato questo libro al volo in una libreria dell'usato, seguendo un impulso immediato dovuto al basso costo e all'autore (sì, compro Nick Hornby a scatola chiusa). La giusta vendetta dell'acquisto istintivo è stata scoprire che non era (come avevo dato per scontato) un romanzo di c ...continua

    Premessa: ho comprato questo libro al volo in una libreria dell'usato, seguendo un impulso immediato dovuto al basso costo e all'autore (sì, compro Nick Hornby a scatola chiusa). La giusta vendetta dell'acquisto istintivo è stata scoprire che non era (come avevo dato per scontato) un romanzo di cui non conoscevo l'esistenza, ma una raccolta di recensioni librarie (del resto, ragionando sul titolo almeno mezzo secondo, ci sarebbe arrivato anche un rinoceronte).

    Detto questo, le recensioni di Hornby non lo sono in senso stretto: sono piuttosto collezioni di riflessioni personali che l'autore ha avuto occasione (ha tuttora?) di pubblicare mensilmente nella rubrica di una rivista letteraria inglese.
    L'atteggiamento leggero che lo contraddistingue nella scrittura non si è certo perso qui, e a volte è stato divertente scoprire la sua posizione su un certo testo non per il contenuto in sé, ma per il modo "friendly" di esporla (mi sia perdonato l'utilizzo di un inglesismo trito e ritrito, ma lo trovo molto consono).
    Se c'è qualcosa di cui Hornby è sprovvisto è lo snobismo, e questo dal mio punto di vista è per principio un pregio.
    Davo però per scontato di possedere numerosi riferimenti culturali in comune con un autore contemporaneo europeo che apprezzo così tanto, e invece mi sono trovata davanti una pletora di titoli sconosciuti (mea culpa). Non solo: anche davanti a proposte assolutamente nuove al mio orecchio, ho estrapolato solo pochi titoli dalla collezione esposta, e la cosa mi ha molto sorpreso perché avrei giurato di incontrare più affinità "epidermiche" (è solo a questo che si deve la scarsità di stelle: se dovessi dare un giudizio all'approccio, sarebbe il più alto possibile).

    ha scritto il 

  • 3

    So and so

    E' durato più di quanto volessi, mi è piaciuto meno di quanto mi aspettassi. Preferisco decisamente Nick Hornby romanziere al "critico", il suo stile e la sua scrittura mi prendono molto di più quando scrive di altro che non di libri altrui. A volte mi pare cada un po' troppo nell'autocelebrazion ...continua

    E' durato più di quanto volessi, mi è piaciuto meno di quanto mi aspettassi. Preferisco decisamente Nick Hornby romanziere al "critico", il suo stile e la sua scrittura mi prendono molto di più quando scrive di altro che non di libri altrui. A volte mi pare cada un po' troppo nell'autocelebrazione camuffata da umiltà e autoscherno, cosa che fortunatamente non ritrovo nei suoi romanzi.

    ha scritto il 

  • 2

    Che barba, che noia. Ecco perchè anni fa avevo smesso di leggerlo dopo pochissime pagine! Non per demerito dell'autore che, anzi, scrive sempre in maniera gradevole, ma perché parla di libri di autori solo di lingua inglese, in gran parte a me ignoti e spesso neanche tradotti. Non sono davvero r ...continua

    Che barba, che noia. Ecco perchè anni fa avevo smesso di leggerlo dopo pochissime pagine! Non per demerito dell'autore che, anzi, scrive sempre in maniera gradevole, ma perché parla di libri di autori solo di lingua inglese, in gran parte a me ignoti e spesso neanche tradotti. Non sono davvero riuscita ad appassionarmi e le pagine gradevoli e divertenti sono seppellite da pagine e pagine molto britanniche e del tutto insipide. 2 stelline e mezza. però mi ha fatto venir voglia di Dickens e questo è un merito indubbio

    ha scritto il 

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