Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Una vita per l'arte

Confessioni di una donna che ha amato l'arte e gli artisti

Di

Editore: Rizzoli

3.7
(80)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 416 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817531103 | Isbn-13: 9788817531108 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Piccioni

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biography

Ti piace Una vita per l'arte?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Gran bella vita ma nessuna (proprio nessuna) dote per la scrittura: sembra la lista della spesa (un po’ più noiosa).
    Molto autoassolutorio Peggy nella sua ricerca della felicità: non fa altro che corr ...continua

    Gran bella vita ma nessuna (proprio nessuna) dote per la scrittura: sembra la lista della spesa (un po’ più noiosa).
    Molto autoassolutorio Peggy nella sua ricerca della felicità: non fa altro che correre di qua e di là, comprare e/o affittare case e arredarle, bere con i suoi mariti amici amanti (in combinazione variabile, a volte racchiusi in una sola persona), e dedicarsi ai suoi amati quadri.
    Perché, anche se ne ha mantenuti parecchi di artisti, amava più le opere di quanto stimasse gli operai. E aveva ragione: il quadro lo appendeva e lì stava, gli artisti ne facevano di ogni!
    E’ riuscita nell’impresa di scrivere un’autobiografia senza dire nulla di sé, se non che è stata una donna (abbastanza) libera, o almeno ci ha provato. Nello stesso periodo Wharton se ne stava a Parigi impastoiata nelle regole dell’alta società. E il caro Ernst folleggiava a Parigi.
    NOTA: Ho letto un po’ di commenti qua e là ed è impressionante l’acidità degli estensori nel commentare il senso artistico di Peggy, dichiarandolo nullo. Come se l’aver scoperto Pollock e sovvenzionato tutti gli altri, da Tanguy a quel cialtrone di Max Ernst non fosse un’azione più meritoria di tante chiacchere di critica artistica (e poi ci ha lasciato il Guggenheim di Venezia, pur con i “furti” perpetrati dal Gug. maggiore!).

    ha scritto il 

  • 2

    Memoir di una negata totale assoluta

    A dispetto della sua vita che è stata realmente avventurosa, queste quasi quattrocento pagine sono avvincenti quanto una lista della spesa. Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Non sono un amante esagerato dell'arte; o meglio, di certi tipi di arte, dato che sono un appassionato di musica e direi che va considerata anch'essa un'arte. Diciamo che la pittura e la scultura, per ...continua

    Non sono un amante esagerato dell'arte; o meglio, di certi tipi di arte, dato che sono un appassionato di musica e direi che va considerata anch'essa un'arte. Diciamo che la pittura e la scultura, per quanto mi possano piacere e per quanto io possa apprezzare certe correnti più che altre (quella impressionista per esempio), non sono il mio punto forte e di sicuro sono più avvezzo in altri campi. Ciononostante devo dire che il libro, "consigliatomi" come lettura dalla mia professoressa di storia dell'arte, è risultato molto interessante e tutto sommato m'è piaciuto. Mi sarei solo aspettato qualcosa di più inquadrato, che mirasse più sull'aspetto artistico; pensavo mi sarei trovato di fronte sì ad una biografia, ma che comunque "degenerasse" in disquisizioni artistiche e che mi aiutasse di più a capire e ad apprezzare l'arte moderna del '900 (che comunque, dopo averla studiata, capisco molto di più), e invece non mi sono trovato davanti a nulla di tutto ciò. Il libro, pur parlando e dando aneddoti interessanti sulle vite di certi artisti, si concentra molto di più, quasi totalmente, sulla vita di Peggy Guggenheim, sulle sue peregrinazioni e sulle sue storie d'amore. Non che sia un male, anzi, aiuta molto anche a capire certi aspetti della cultura di un certo strato sociale dell'epoca, ma non era esattamente ciò che mi aspettavo. Comunque un buon libro, curioso da leggere, seppure magari lo stile sia un po' "infantile" e decisamente semplice e dimostra che l'autrice non sia una scrittrice professionista.

    ha scritto il 

  • 0

    Autobiografia molto bella, ma con uno stile spaventoso. Avesse assunto un ghostwriter sarebbe stato molto meglio, perché avrà anche scoperto Pollock, ma non sa proprio tenere la penna in mano: tono mo ...continua

    Autobiografia molto bella, ma con uno stile spaventoso. Avesse assunto un ghostwriter sarebbe stato molto meglio, perché avrà anche scoperto Pollock, ma non sa proprio tenere la penna in mano: tono monocorde, che più piatto non si può. Nonostante questo, è un libro ipnotico: Peggy Guggenheim ha avuto una vita così intensa e movimentata che leggendo viene voglia di chiudere il libro e fare qualsiasi cosa di creativo, qualunque cosa voglia dire, fosse anche vivere nel modo più pieno possibile.

    ha scritto il 

  • 4

    I racconti di Peggy

    Si tratta di un'autobiografia dalla quale emerge l'immagine di Peggy in quanto promotrice dell'arte, mecenate, finanziatrice degli artisti. Un libro intenso, pieno di viaggi, di incontri, di feste, ne ...continua

    Si tratta di un'autobiografia dalla quale emerge l'immagine di Peggy in quanto promotrice dell'arte, mecenate, finanziatrice degli artisti. Un libro intenso, pieno di viaggi, di incontri, di feste, nelle quali si vedono sfilare personaggi celebri della letteratura, dell'arte pittorica e scultorea, della politica... e ci si sorprende ad ogni passo che Peggy abbia incontrato queste persone, le abbia frequentate, abbia trascorso insieme a loro dei momenti significativi della sua vita. Sullo sfondo, il contesto storico europeo e mondiale, che diventa però quasi secondario nel racconto, nel quale viene dato maggiore spazio agli eventi che hanno segnato la vita di Peggy. Ne risulta un quadro splendido di questa grande donna e del suo tempo! Meravigliosa la descrizione conclusiva di Venezia...

    ha scritto il 

  • 4

    è stato bello leggere questo libro, perchè la storia di peggy guggenheim la conoscevo a grandi linee, avendone letto a spizzichi chissà dove. la cosa che colpisce di più è il candore con cui racconta ...continua

    è stato bello leggere questo libro, perchè la storia di peggy guggenheim la conoscevo a grandi linee, avendone letto a spizzichi chissà dove. la cosa che colpisce di più è il candore con cui racconta una vita che per una donna della sua epoca era a dir poco scandalosa, e in certe cose lo sarebbe anche oggi. ecco, era una donna dotata sicuramente di grande vivacità intellettuale, che la spingeva a cercare sempre solo la compagnia di artisti o comunque di innovatori, aveva spropositate risorse economiche e il fascino di chi cerca il piacere in ogni istante, fisico e intellettuale, che non si ferma di fronte a niente pur di raggiungerlo, e che a sua volta di certo elargiva a piene mani a chi la frequentava.
    poi questo libro è molto altro, è la cronaca di una protagonista di un movimento artistico, ne descrive le stranezze, i contatti, i personaggi, i passaggi, mostra la seconda guerra mondiale da un punto di vista di certo originale, forse certe cose fanno restare allibiti, ma è proprio per questo che è un libro da leggere, ha scritto con lo stesso pudore con cui ha vissuto, cioè zero, niente di nascosto anche quando l'opportunità avrebbe richiesto di farlo, quindi è un documento di un pezzo di storia credibile.
    aggiungo che era dotata anche di grande autoironia, e spesso si ha l'impressione che tutte le sue stranezze le abbia raccontate anche per prendersi in giro! la scrittura scorre, non sarà henry james ma d'altra parte non era una scrittrice e comunque certi best seller osannati fino alla nausea sono scritti peggio.
    sarei curioso di sapere quanto patrick dennis si sia ispirato a peggy per creare la sua zia mame, io ci farei una scommessina...

    ha scritto il