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Unaccustomed Earth

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Publisher: Random House USA Inc

4.1
(463)

Language:English | Number of Pages: 333 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Chi traditional , Spanish , Catalan , Portuguese

Isbn-10: 0307265730 | Isbn-13: 9780307265739 | Publish date: 

Also available as: Audio CD , Paperback , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 5

    Una raccolta di racconti che ha l'intensità emotiva di un romanzo. Il filo conduttore potrebbe essere il discorso delle radici e dell'integrazione ma sarebbe riduttivo, c'è tanto altro, sorretto da un ...continue

    Una raccolta di racconti che ha l'intensità emotiva di un romanzo. Il filo conduttore potrebbe essere il discorso delle radici e dell'integrazione ma sarebbe riduttivo, c'è tanto altro, sorretto da una scrittura magistrale.
    L'ultimo racconto poi vale la 5° stellina.

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  • 4

    Una grazia e un'eleganza uniche.

    I racconti di Jhumpa Lahiri ci parlano di storie di padri e figlie, di madri e moglie sole, di drammi come l'alcolismo, di amori che tracciano la linea di intere generazioni...insomma ci parlano della ...continue

    I racconti di Jhumpa Lahiri ci parlano di storie di padri e figlie, di madri e moglie sole, di drammi come l'alcolismo, di amori che tracciano la linea di intere generazioni...insomma ci parlano della vita. Il tutto con una grazie e un'eleganza ormai rare ai nostri giorni.

    said on 

  • 4

    Una terra inconsueta

    Sono pieni di umanità e di sentimento questi racconti di Jhumpa Lahiri, ma anche di inquietudine e insicurezza. Protagonisti sono sempre immigrati (più spesso personaggi femminili) di seconda generazi ...continue

    Sono pieni di umanità e di sentimento questi racconti di Jhumpa Lahiri, ma anche di inquietudine e insicurezza. Protagonisti sono sempre immigrati (più spesso personaggi femminili) di seconda generazione dall’India o dal Bengala agli Stati Uniti, specchio evidente della situazione vissuta in prima persona dalla scrittrice stessa, nata a Londra da genitori bengalesi e trasferita da bambina negli Usa.

    Si tratta di famiglie di immigrati di alta borghesia, docenti universitari, medici, avvocati e quindi sono assenti tutte le preoccupazioni economiche in cerca di casa e lavoro cui siamo soliti associare la condizione di immigrato. L’inquietudine tuttavia serpeggia per lo sradicamento dalle tradizioni indiane, soprattutto da parte delle “madri” e per il non facile e non lineare rapporto con gli occidentali con i quali pure vengono allacciati una serie di fidanzamenti e matrimoni interrazziali, perseguiti dai più giovani anche come segno di emancipazione dalla pesante influenza familiare che anela invece a consolidare legami all’interno della comunità.

    Il titolo originale usa l’aggettivo “unaccustomed” che non vuole dire “nuova” bensì inconsueta, inusuale come la terra in cui gli asiatici si trovano a doversi ambientare, attratti e allo stesso tempo spaventati dal rapporto con gli anglosassoni e le loro “inconsuete” abitudini e modi di essere, di esprimersi, di rapportarsi al prossimo.

    E’ intorno a questo nodo che ruotano tutte le vicende narrate nei racconti (che sono racconti lunghi, novelle) con un legame sempre presente con la terra madre (India), latente ma rafforzato da frequenti viaggi a ritrovare i “parenti” o viceversa da nuovi arrivi con diversi livelli di integrazione e soprattutto di desiderio e volontà reale di adattarsi a un ambiente inusuale; tentativi che a volte falliscono determinando un nuovo sradicamento verso la strada del ritorno.

    Su questa materia, padroneggiata con la consapevolezza dell’esperienza vissuta, Jhumpa Lahiri stende la sua bella scrittura, profonda ma lineare, e costruisce storie intrise di scelte capitali ma anche di piccoli dettagli che condizionano il destino di un’intera esistenza.

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  • 2

    c'era una volta una scrittrice per la quale dissi "vorrei avere 37 e mezzo di febbre tutta la vita pur di riuscire a scrivere racconti come i suoi" parafrasando una celebre citazione di beppe Viola. E ...continue

    c'era una volta una scrittrice per la quale dissi "vorrei avere 37 e mezzo di febbre tutta la vita pur di riuscire a scrivere racconti come i suoi" parafrasando una celebre citazione di beppe Viola. Ebbene quella scrittrice era Jumpa Lahiri. Dico era perchè questo libro è decisamente, immensamente, paurosamente sotto le sue possibilità. Racconti perfetti come l'incisione di un chirurgo estetico, ma freddi come il bisturi usato per farli. Dov'è il pathos, l'emozione, il trasporto ? Dove sono i battiti del cuore dei personaggi ? Le parole si devono incontrare per formare frasi che trasportino emozioni e non per pavoneggiarsi l'un l'altra giocando a chi è più bella o a come stanno bene insieme. Delusione.

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  • 4

    Un paio di anni fa, per puro caso, mi capitò fra le mani un romanzo di Jhumpa Lahiri* che mi piacque molto. Al di là della storia narrata mi aveva favorevolmente colpito la bravura dell'autrice nel ra ...continue

    Un paio di anni fa, per puro caso, mi capitò fra le mani un romanzo di Jhumpa Lahiri* che mi piacque molto. Al di là della storia narrata mi aveva favorevolmente colpito la bravura dell'autrice nel raccontarla, con una classe e un'abilità notevoli. Questa raccolta di racconti conferma il talento mostrato nel romanzo. Dando vita a storie di famiglia o di amicizie distribuite fra India, Stati Uniti, Londra e Europa, la Lahiri si muove con una confidenza e uno sguardo sempre preciso, calibrato, aperto, attento. Porta a spasso il lettore quando serve, si sofferma sui particolari nei momenti giusti, piazza un passaggio “forte” quando occorre.
    Il difetto del libro, almeno per il mio modo di vedere, sta nella suddivisione in due parti distinte della raccolta: una prima fatta di una manciata di ottimi racconti, la seconda dedicata ad un abbozzo di romanzo suddiviso in tre parti che danno vita ad una storia più ampia, ma che rimane a sé stante nel corpo dell'opera. Come se la scrittrice avesse abortito un romanzo nel quale non credeva fino in fondo. Peccato – ma la prima parte del volume vale assolutamente, da sola, la lettura.

    ___
    * “L'omonimo.” - pubblicato in Italia da Guanda.

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  • 5

    從書頁資訊得知:拉希莉的『醫生的翻譯員』曾榮獲普立茲奬,是少數以短篇小說得奬的作家。十年中只出了三本著作,顯然不以多產取勝。

    這是第一次接觸拉希莉的作品。一本短篇小說選集,每一篇訴說著孟加拉移民在美國努力生存與奮鬥的故事。身份認同的過程其內心的掙扎是無可避免的艱辛,縱使每個離開故鄉的人背負著千百種理由,在成長茁壯的異鄉與那看似熟悉卻又陌生的故土之間的種種矛盾,以及文化、族群間的衝突,莫不讓人感到無 ...continue

    從書頁資訊得知:拉希莉的『醫生的翻譯員』曾榮獲普立茲奬,是少數以短篇小說得奬的作家。十年中只出了三本著作,顯然不以多產取勝。

    這是第一次接觸拉希莉的作品。一本短篇小說選集,每一篇訴說著孟加拉移民在美國努力生存與奮鬥的故事。身份認同的過程其內心的掙扎是無可避免的艱辛,縱使每個離開故鄉的人背負著千百種理由,在成長茁壯的異鄉與那看似熟悉卻又陌生的故土之間的種種矛盾,以及文化、族群間的衝突,莫不讓人感到無所適從與惴惴不安。

    父母對故鄉的眷戀不捨相較於子女對美國夢想的憧憬,形成一種緊繃的親情。除此之外,異鄉奮鬥的辛酸血淚如看不見的隱性基因,揮之不去,終至化成一股幽怨的眼神不知該望向何方。

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  • 5

    Gran libro de relatos.
    Todos tratan sobre emigrantes indios que sufren la adaptación al nuevo país, y que no pueden olvidar sus raíces y muchas de sus costumbres.
    Las narraciones giran siempre entorno ...continue

    Gran libro de relatos.
    Todos tratan sobre emigrantes indios que sufren la adaptación al nuevo país, y que no pueden olvidar sus raíces y muchas de sus costumbres.
    Las narraciones giran siempre entorno a los conflictos amorosos, a los problemas familiares, y a las relaciones personales.
    Esta mujer es una maestra del lenguaje, y sabe escribir muy bien.
    Un libro altamente recomendable.

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  • 4

    è la vita che ci vive a quanto pare

    Di questi racconti non ci si innamora nelle prime pagine ma una volta letti si apprezza in sottofondo la formidabile bravura dell’autrice. Faccio un esempio. Un racconto si intitola “Solo bontà” ed è ...continue

    Di questi racconti non ci si innamora nelle prime pagine ma una volta letti si apprezza in sottofondo la formidabile bravura dell’autrice. Faccio un esempio. Un racconto si intitola “Solo bontà” ed è la storia di un fratello ed una sorella che si avvicinano e si allontanano nel tempo, la sorella si sposerà a Londra e avrà un bel bimbo, una prestigiosa laurea e un lavoro che la soddisfa. Il fratello, brillante in gioventù, si perderà dietro al vizio di bere e al suo lato irresoluto e romperà i ponti con i suoi genitori e con sua sorella. Quando sembra finalmente aver recuperato il rapporto con sua sorella, accadrà un fatto spiacevole che li allontanerà di nuovo. E’scritto impeccabilmente ma sembra non dire niente di originale, i personaggi sono descritti con precisione ma sembrano già sentiti, già previsti, cosmopoliti, mi sono pure chiesto perché questo titolo. A lettura avvenuta, con calma, rileggendo meglio il finale si capisce il titolo e si capisce perché Jhumpa Lahiri è una vera scrittrice. In effetti non c’è “solo bontà”, nel rapporto tra fratello e sorella, magari fosse così, la sola bontà basterebbe a tenerli insieme mentre nel racconto si mostra come la bontà sia praticabile per lampi inopinati, poi le circostanze della vita asciugano le lacrime. Suo fratello si allontanerà per sempre e lei lo seguirà con lo sguardo dalla finestra mentre lui sale sul taxi, “non si era resa conto di aver smesso di piangere”. Un attimo dopo è già presa forsennatamente dal pianto di suo figlio, è la vita che ci vive a quanto pare. Il titolo originale “Unaccustomed Earth”, è tratto da Nathaniel Hawthorne, i personaggi sono tutti bengalesi che vivono in america, terra che per loro è una terra “altra”; seguendo i dizionari non si riesce a rendere in traduzione il titolo ma seguendo il libro l’autrice sembra voler dire che una terra non congeniale, non sanguigna, non nostra non è solo quella di chi è emigrato altrove ma la terra Unaccustomed è quella di tutti quelli che non si capiscono. Come in quel bel verso di Milosz in cui si chiede se ci si può rassegnare a vivere in una terra senza grammatica.

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  • 5

    Una raccolta di racconti lunghi su radici sradicate, ripiantate e rinate.

    Uno stile narrativo profondo e sensibile , a tratti drammatico , perché la letteratura, se è buona letteratura, dovrebbe farc ...continue

    Una raccolta di racconti lunghi su radici sradicate, ripiantate e rinate.

    Uno stile narrativo profondo e sensibile , a tratti drammatico , perché la letteratura, se è buona letteratura, dovrebbe farci male. Dolore quotidiano, a cui ci si abitua , che si impara a gestire e che improvvisamente scompare solo perché diventa : vita.

    “Pensava al marito che non si fidava più di lei, al figlio il cui pianto proprio in quel momento la interruppe, alla famiglia che quel mattino aveva rotto il guscio come un pulcino, tipica e terribile quanto qualsiasi altra.” [p.196]

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