Unastoria

Di

Editore: Coconino Press (Maschera nera)

4.4
(886)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8876182497 | Isbn-13: 9788876182495 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
L’atteso ritorno al fumetto dell’autore più popolare e amato della narrativa disegnata italiana dopo più di due anni di “silenzio” in cui Gipi ha chiuso matite e colori nel cassetto per dedicarsi all’esperienza del cinema.
Unastoria è la storia di un uomo che va in pezzi. Silvano Landi, scrittore di successo lasciato dalla moglie, alla soglia dei cinquant’anni finisce in un ospedale psichiatrico. Lo hanno trovato in stato confusionale su una spiaggia. Sembra non comprendere più la realtà e disegna ossessivamente due cose che ricorrono nelle sue visioni: una stazione di servizio e un grande albero spoglio. Landi è affascinato dalle lettere ritrovate del bisnonno, soldato nella carneficina della Prima guerra mondiale, che dalle trincee scriveva a casa. Sempre a un passo dalla morte, ma animato da un’incrollabile volontà di vivere per poter tornare un giorno dalla moglie e dal figlio.
Le due storie, il presente di Silvano Landi e il passato del suo avo Mauro, si intrecciano e diventano unastoria. La storia della fragilità di ognuno di noi, sospesi tra la bellezza e il continuo sentimento della sua perdita, tra la dolcezza e la tragedia della vita. Sotto i cieli dipinti ad acquerello di una natura magnifica e indifferente, splendida e crudele, Gipi disegna piccole donne e piccoli uomini di ieri e di oggi, le lacrime e le speranze che da sempre ci segnano il viso.
Unastoria è la storia di quel punto di svolta nella vita oltre il quale si affaccia alla coscienza, d’un tratto, la paura di invecchiare e morire. È la storia di una caduta nell’abisso. E di come però, nonostante tutto, ogni volta ci si può rialzare.
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  • 3

    Del 2013.
    Ci ho visto cose molto belle. Altre invece come buttate là, senza che le capissi (le rughe, i primi uomini). E queste cose che non ho capito (che ho trovato inutili) mi hanno rovinato il pia ...continua

    Del 2013.
    Ci ho visto cose molto belle. Altre invece come buttate là, senza che le capissi (le rughe, i primi uomini). E queste cose che non ho capito (che ho trovato inutili) mi hanno rovinato il piacere delle cose molto belle.

    ha scritto il 

  • 3

    Una graphic novel dai disegni acquerello incrociati a bianchi e nero schizzati, parole quasi di sottofondo, a pezzi come i mondi dei due personaggi, in crisi di senso e sconvolti da paure e angosce. L ...continua

    Una graphic novel dai disegni acquerello incrociati a bianchi e nero schizzati, parole quasi di sottofondo, a pezzi come i mondi dei due personaggi, in crisi di senso e sconvolti da paure e angosce. La storia - le storie - seguono il loro corso, si intrecciano e si susseguono su tavole molto belle, confuse e soffuse. Non ci sono entrato troppo, ho seguito con una certa fatica, ma non posso dire che non mi sia piaciuto. Sulfureo.

    ha scritto il 

  • 5

    L’invenzione della maschinengewehr e di GIPI che la sputtanò.

    Io adesso faccio così: strappo le tavole per me più belle, cioè tutte, e ci arredo casa, perché degli acquerelli così belli non li si finisce mai di leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    C'è stato un momento in cui le cose hanno cominciato ad andare in pezzi.

    Una storia, due uomini a pezzi, due racconti intrecciati. La giovinezza, l'amore, la vecchiaia e la perdita del controllo, la ...continua

    C'è stato un momento in cui le cose hanno cominciato ad andare in pezzi.

    Una storia, due uomini a pezzi, due racconti intrecciati. La giovinezza, l'amore, la vecchiaia e la perdita del controllo, la perdita del sé, il ritrovamento. È una storia semplice, quasi comune, un racconto poetico e malinconico, triste. Le immagini sono quasi in movimento, riempiono spazi privi di parole, contribuendo, anzi creando il racconto, rendendolo ancora più vivido.
    Un'opera bellissima e un cuore a pezzi, quello del lettore, che posa il libro dopo una lettura divorante e si ritrova a dover raccogliere i propri, di pezzi.

    ha scritto il 

  • 4

    Classico Gipi. Considerata la sua storia migliore che conferma la maturità del fumetto come "letteratura disegnata" (così diceva Hugo Pratt). Bello, ma S. mi è piaciuto anche di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Malevola tanto è la natura, quanto amorevolmente protettiva è la nostra cecità.

    Gipi a me piace moltissimo.
    Ne leggo poco, perché è troppo doloroso.

    " Errore.

    Mai mai mai
    dare potere
    ad un altro
    essere umano.

    Ello lo userà.

    Piuttosto, non
    domandare.

    Attaccare.

    Morso alla gola." ...continua

    Gipi a me piace moltissimo.
    Ne leggo poco, perché è troppo doloroso.

    " Errore.

    Mai mai mai
    dare potere
    ad un altro
    essere umano.

    Ello lo userà.

    Piuttosto, non
    domandare.

    Attaccare.

    Morso alla gola."

    ha scritto il 

  • 0

    Unastoria: «…quanto può essere crudele la pelle degli alberi?»

    (...) quello che Gipi mette sul tavolo da disegno più che un cauto nichilismo è la distruzione di una vita, la sua, in «mille, duemila, tremila, quattromila pezzi». Impietosa la diagnosi dei sadici e ...continua

    (...) quello che Gipi mette sul tavolo da disegno più che un cauto nichilismo è la distruzione di una vita, la sua, in «mille, duemila, tremila, quattromila pezzi». Impietosa la diagnosi dei sadici e invidiosi medici: «una schizofrenia improvvisa con atteggiamenti ossessivo compulsivi ad indirizzo monotematico».

    Continua qui: http://paroleincartateblog.com/2016/01/07/unastoria-quanto-puo-essere-crudele-la-pelle-degli-alberi/

    ha scritto il 

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