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Und Nietzsche Weinte

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Verleger: Wilhelm Goldmann Verlag GmbH

4.3
(1002)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 447 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Chi traditional , Spanish , Italian , Portuguese , French , Chi simplified

Isbn-10: 3442720117 | Isbn-13: 9783442720118 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Hardcover

Category: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Philosophy

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Molto più di un romanzo ...

    Di questa profonda e interessante lettura, non sono stata in grado di comprendere dove la realtà abbia lasciato spazio alla finzione romanzesca. L'atmosfera aristocratica di Vienna a fine '800 fa da s ...weiter

    Di questa profonda e interessante lettura, non sono stata in grado di comprendere dove la realtà abbia lasciato spazio alla finzione romanzesca. L'atmosfera aristocratica di Vienna a fine '800 fa da sottofondo ai molteplici temi trattati durante le conversazioni tra il dott Breuer e Nietzsche : la vita, la morte, il desiderio, Dio, il dolore , l'amor fati.
    Pagina dopo pagina si assiste anche al potere" guaritore" dell'amicizia e dell'ascolto profondo .
    Nonostante i temi affatto banali , la lettura scorre veloce ma quando si chiude il libro riecheggiano alcune frasi:
    -- " la vostra vita l'avete vissuta? O ne siete stato vissuto ? L'avete scelta ? O ne siete stato scelto? L'avete amata? O vi è dispiaciuta? L'avete usata fino in fondo?"
    -- " credo che la vita sia una scintilla tra due vuoti identici , il buio prima della nascita è quello dopo la morte"
    -- "divieni ciò che sei "

    gesagt am 

  • 5

    Amor fati.

    I protagonisti del romanzo (fonte wikipedia).

    Joseph Breuer (Vienna, 15 gennaio 1842 – Vienna, 20 dicembre 1925) è stato un medico e psichiatra austriaco. Studioso di considerevole levatura, fu membro ...weiter

    I protagonisti del romanzo (fonte wikipedia).

    Joseph Breuer (Vienna, 15 gennaio 1842 – Vienna, 20 dicembre 1925) è stato un medico e psichiatra austriaco. Studioso di considerevole levatura, fu membro dell'Accademia Imperiale Austriaca delle Scienze. Dedicatosi alla psichiatria, fu uno dei primi a trattare casi d'isteria con l'ipnosi e divenne l'antesignano di Sigmund Freud nell'impianto teorico della psicoanalisi.

    Anna O. è il nome letterario attribuito a Bertha Pappenheim, celebre paziente di Josef Breuer che fu trattata mediante ipnosi per diversi sintomi di isteria, finché del caso non si interessò Freud, dal cui interesse derivò un importante stimolo per la nascente psicoanalisi. Il suo vero nome è rimasto ignoto a lungo al pubblico e agli studiosi.

    Lou von Salomé (San Pietroburgo, 12 febbraio 1861 – Gottinga, 5 febbraio 1937), è stata una scrittrice e psicoanalista tedesca di origine russa. Fu la giovane e affascinante russa che Friedrich Nietzsche conobbe nel 1882 e che probabilmente lo ispirò a creare le prime due parti della sua opera più importante: Così parlò Zarathustra.

    Friedrich Wilhelm Nietzsche (Röcken, 15 ottobre 1844 – Weimar, 25 agosto 1900) è stato un filosofo, poeta, compositore e filologo tedesco. Tra i massimi filosofi e prosatori di ogni tempo, Nietzsche ebbe un'influenza controversa, ma indiscutibile, sul pensiero filosofico, letterario, politico e scientifico.

    Prima di affrontare questa lettura, ero consapevole solo dell'esistenza di Nietzsche, per averlo studiato alle superiori. Ergo ricordi lontani e mooooolto scolastici.

    Yalom, l’autore di questo interessantissimo romanzo che fonde finzione e realtà, attraverso questa lettura, mi ha aperto il mondo dei padri della moderna psicoterapia.

    I personaggi quindi son tutti realmente esistiti. Ciò che è oggetto d'invenzione è l'incontro tra Breuer e Nietzsche. E quale l’escamotage attraverso cui li fa incontrare? Le pene d’amore.

    Nietzsche ama non riamato Lou von Salomé (fatto realmente accaduto). Lou von Salomé che è comunque legata a lui da un rapporto d’amicizia, preoccupata per lo stato di depressione in cui Nietzsche è caduto, chiede a Breuer (insigne clinico) di curare Nietzsche attraverso i metodi sperimentali che sta perfezionando per la cura dell’isteria (invenzione di Yalom).

    Il romanzo consta di un lungo duello verbale tra Nietzsche e Breuer, un gioco tra le parti, in cui spesso non si capisce chi è che cura e chi è che è curato, un lungo duello tra menti argute, in cui si svelano i timori che abitano nei recessi più segreti dell’animo umano, i timori ancestrali e latenti probabilmente in ogni uomo.

    La cura è l’amicizia, il raggiungimento della sintonia tra le menti tramite immedesimazione ed empatia. L’empatia riesce dove la medicina fallisce.

    Ecco i temi del lungo dibattito:
    1) la necessità di guardarsi dentro, il coraggio di guardarsi dentro;
    2) il riuscire a sopportare la nostra quantità di verità senza esserne sommersi;
    3) il capire che la vita è un progetto di cui dobbiamo prendere le redini per vivere e per non sopravvivere;
    4) l’amor fati, il riuscire cioè ad amare il nostro destino, anzi di più, a sceglierlo;
    5) la necessità di comprendere chi sia il nostro vero nemico o meglio le nostre paure più grandi.

    E solo attraverso l’apertura dell’animo e della mente, può succedere che si scopra che il nemico numero uno non è la donna che abbiamo sposato o la donna da cui si è stati rifiutati ma la paura di invecchiare piuttosto che la paura di morire in solitudine.

    E leggendo, anche noi ci apriamo alla possibilità, al dubbio, alla necessità di provare a dare una risposta a domande come queste:

    “La vostra vita l’avete vissuta? O ne siete stato vissuto? L’avete scelta? O ne siete stato scelto? L’avete amata? O vi è dispiaciuta? Ecco cosa intendo dire quando vi chiedo se avete consumato la vostra vita.L’avete usata a fondo?”

    E forse, la risposta cui si giunge è una sola, e cioè che ” la chiave del viver bene è prima di tutto volere ciò che è necessario e poi amare ciò che si è voluto”, perché guardare indietro non serve, “il tempo dei bilanci è un tempo vano, ridicolo e sfuggente.”

    Un romanzo che fa mettere in discussione.
    Un romanzo da cui esci consapevole del fatto che ognuno ha dei recessi da esplorare e che "ogni individuo deve scegliere la verità che è in grado di tollerare".

    gesagt am 

  • 4

    La vita è una scintilla tra due vuoti identici, il buio prima della nascita e quello dopo la morte

    Chi è più noto Friedrich Nietzsche o Sigmund Freud? Non ha importanza, il protagonista del romanzo, l'io narrante in terza persona, è Josef Breuer. A dargli voce è Irvin Yalom che io immaginavo un tre ...weiter

    Chi è più noto Friedrich Nietzsche o Sigmund Freud? Non ha importanza, il protagonista del romanzo, l'io narrante in terza persona, è Josef Breuer. A dargli voce è Irvin Yalom che io immaginavo un trentenne rampante e che invece è uno psichiatra nato nel 1931 a Washinghton. Questo libro potrebbe rappresentare il mio spot contro il pregiudizio: lo credevo ostico e noioso, invece l'ho trovato scorrevole ed interessante, diffidavo della finzione innestata nella realtà storica e neanche quella mi ha disturbato. In una nota alla fine del libro l'autore dice:
    «Friedrich Nietzsche e Josef Breuer non si sono mai incontrati. E ovviamente la psicoterapia non è stata inventata come risultato del loro incontro.»
    Si è portati a non dare peso a questa informazione, il libro che si è appena finito è ben orchestrato. Non avendo mai letto Nietzsche e avendo ricordi fumosi di Breuer, è stato più facile per me pensare che fossero reali. Con Sigmund Freud non è stato lo stesso. La versione giovanile di Herr Professor stentavo ad accettarla, avendolo sempre prefigurato come un arcigno cocainomane a cui sarebbe stato difficile strappare un sorriso. Freud è uno studente in procinto di intraprendere la carriera medica, Breuer si rivolge a lui con il ridicolo nomignolo di Sig (*1)
    Yalom dissemina alcune delle massime più note di Nietzsche nel libro, le rende funzionali al fitto scambio di opinioni e di ruoli fra il filosofo e il dottor Josef Breuer.
    Del libro mi hanno fatto riflettere due punti simili:
    [Dialogo fra Eva Berger e Josef Breuer]
    Non posso dimenticare i tempi in cui eravamo intimi. Ricordate quella volta che, di sera tardi, siamo rimasti seduti nel mio studio a parlare per un'ora?
    E la mia domanda… è semplicemente, forse… Eravate sincera? Avrei dovuto corrispondervi?»

    ...devo essere onesta in nome della nostra vecchia amicizia. Non ricordo affatto questa conversazione, Josef»

    [Dialogo fra Friedrich Nietzsche e Josef Breuer]
    Questa donna, questa Lou Salomé, mi ha pervaso l'anima e ci si è stabilita. Non riesco a farla sloggiare. Non passa giorno, a volte nemmeno un'ora, senza che io pensi a lei..
    ...ho una grande nostalgia di lei, penso di prenderla per mano, a quando siamo usciti in barca a vela sul lago di Orta, di salutare insieme un'alba sull'Adriatico»

    Mi ha parlato a lungo di Lucerna, di Lipsia, di Roma, di Tautenberg. Ma Orta - te lo giuro! - l'ha menzionata soltanto di sfuggita. Non le aveva fatto alcuna impressione particolare. E c'è un'altra cosa, Friedrich. Ha cercato di farselo venire in mente, ma alla fine ha detto che non ricordava di averti mai baciato!»
    Nietzsche rimase in silenzio, gli occhi traboccanti lacrime, la testa piegata.

    Prima Breuer e poi Nietzsche e poi chissà quanti fra noi comuni mortali. Quell'attimo irripetibile in cui ci siamo sentiti vivi, in cui ci rifugiamo mentalmente quando cerchiamo un po' di calore dal freddo, quell'attimo a rivelare il quale ci sembra di denudare il nostro cuore, può essere stato in uno studio, sul lago di Orta, in piedi sul marciapiede, appoggiati ad una porta, seduti al banco di scuola o su un divanetto in finta pelle... di quell'attimo è meglio non chiedere mai riscontro, è alto il rischio che chi lo condivise con noi non solo non lo ritenga fondamentale, ma addirittura lo abbia completamente dimenticato.

    (*1)
    Influenzato da decine di visioni, Sig a me sembra una storpiatura
    http://www.youtube.com/watch?v=1anxS8_h-wg

    E-book N°95
    Le lacrime di Nietzsche (Irvin D. Yalom)
    Febbraio 2015

    gesagt am 

  • 0

    molto interessante

    la categoria "abbandonato" è un po' triste qui su anobii e non rende bene il perché ho scelto di non finire questo libro. mi capita raramente di interrompere una lettura e voglio sottolineare il fatto ...weiter

    la categoria "abbandonato" è un po' triste qui su anobii e non rende bene il perché ho scelto di non finire questo libro. mi capita raramente di interrompere una lettura e voglio sottolineare il fatto che il motivo del mio "abbandono" non è il libro! :)
    la linea "biblioteca" ideata da neri pozza è molto interessante: è come certi film storici che ipotizzano incontri possibili tra personaggi realmente esistiti. nello specifico, si tratta dei grandi filosofi.
    il protagonista di questo volume è nietzsche, ma l'autore ha trattato anche di spinoza e schopenhauer. la narrazione non è noiosa, alterna bene momenti di riflessione filosofica (molto semplice!) a momenti più quotidiani. si regge bene! però per la filosofia bisogna essere portati e io non lo sono. ho la sensazione di ascoltare una conversazione di nascosto: mi arriva interrotta. non sarebbe stato giusto origliare per quattrocento pagine. :) lo regalerò a una persona appassionata di filosofia, lo apprezzerà certamente meglio di me.

    gesagt am 

  • 0

    questi americani... abili affabili banalizzatori

    lo schema è hoolywoodiano, incontro, scontro, inseguimento, duello e catarsi comica (intendendo con questo: non tragicac)... il pianto di nietzsche è i ...weiter

    questi americani... abili affabili banalizzatori

    lo schema è hoolywoodiano, incontro, scontro, inseguimento, duello e catarsi comica (intendendo con questo: non tragicac)... il pianto di nietzsche è il trionfo finale della più grande potenza affabulante mondiale, e viene copioso a sancire la resa dell'ispido (e sublime, almeno nella prosa che l'esprime) tormento dell'oltreumano pensatore, all'umanità dei propri (piuttosto amricani) sentimenti; i due eroi, dunque, riescono a "divenire ciò che sono" al termine di una avventura dialogica che ha ben poco dell'immenso monologare del filosofo, ma utile a compiere un robusto ripasso per una tesina di filosofia morale; e divenendo ciò che sono tornano ciascuno alla propria residenza esistenziale: Breuer al suo ricco matrimonio borghese, Nietzsche al suo nomadismo di eremita; liberi finalmente dall'ossessione delle giovani divinità tentatrici che il destino aveva messo sulla strada delle loro crisi di maschi adulti e occidentali

    divertente, interessante e depistante

    gesagt am 

  • 5

    L'emozione di leggere delle grandi menti che hanno creato le basi della psicologia

    Ok, il rapporto fra B. e N. è una leggenda. Ma questo ha poca importanza. Per la prima volta trovo in un testo riferimenti ai grandi quali un piccolo Freud ancora studentello , Anna O., Nietzsche stes ...weiter

    Ok, il rapporto fra B. e N. è una leggenda. Ma questo ha poca importanza. Per la prima volta trovo in un testo riferimenti ai grandi quali un piccolo Freud ancora studentello , Anna O., Nietzsche stesso, Breuer, Hartmann e così via. Tutti descritti con tratti umani... troppo umani per l'appunto :) Non sono più le grandi menti che studio sui libri universitari, i grandi signori, geni che dall'alto ci guardano. Sono esseri umani e come esseri umani, calati nelle loro emozioni e nei loro problemi , hanno creato le basi della psicologia. Hanno formato le fondamenta della materia psicologica che trova origine proprio nei nodi che si intrecciano nella psiche dei loro creatori.
    Il rapporto che si crea fra i due protagonisti è interessante e coinvolgente, due teste alla superficie completamente diverse fra loro ma che si eguagliano nel profondo. Certamente dopo aver letto questo romanzo andrò ad approfondire le mie (scarse) conoscenze di filosofia.

    gesagt am 

  • 5

    "A volte per un filosofo è peggio essere capito che malinteso."

    Confesso che conosco poco il pensiero di Nietzsche, e Lou Salomè la conoscevo perché una mia amica psicologa è una sua grande ammiratrice (ci ha discusso anche la sua tesi di laurea!!). Poi ho trovato ...weiter

    Confesso che conosco poco il pensiero di Nietzsche, e Lou Salomè la conoscevo perché una mia amica psicologa è una sua grande ammiratrice (ci ha discusso anche la sua tesi di laurea!!). Poi ho trovato questo romanzo al mercatino a €2.50 e avendone tanto sentito parlare l'ho preso al volo. E devo dire che ne sono rimasto preso fin dalle prime pagine, e non riuscivo a staccarmene. Ascoltare questo grande uomo e questo grande pensatore raccontare delle sue immense debolezze e fragilità è stata un'esperienza illuminante e indimenticabile. Libro meraviglioso!!!

    gesagt am 

  • 4

    Le lacrime di Nietzsche

    Un libro pieno di spunti di riflessione.
    Ti senti come catapultato nel bel mezzo di una seduta psicoanalitica con pensatori d'eccezione.
    E, sul finire, come sotto ipnosi scopri che molte delle tue dom ...weiter

    Un libro pieno di spunti di riflessione.
    Ti senti come catapultato nel bel mezzo di una seduta psicoanalitica con pensatori d'eccezione.
    E, sul finire, come sotto ipnosi scopri che molte delle tue domande sono quelle dell'umanità intera.

    gesagt am 

  • 3

    Non che sia brutto. Vi si impara anche qualcosa. Ma per i miei gusti è un po' troppo pedagogico e non mi è risultato del tutto credibile. Voto:7

    gesagt am 

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