Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Suchen Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Und Nietzsche Weinte

By

Verleger: Wilhelm Goldmann Verlag GmbH

4.3
(1023)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 447 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Chi traditional , Spanish , Italian , Portuguese , French , Chi simplified

Isbn-10: 3442720117 | Isbn-13: 9783442720118 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Hardcover

Category: Fiction & Literature , Health, Mind & Body , Philosophy

Do you like Und Nietzsche Weinte ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Anmeldung kostenlos
Buchbeschreibung
Sorting by
  • 2

    MAH

    No, non mi ha convinto.
    Scritto bene, per l'amor del cielo, una perfetta screenplay per il cinema, ma l'operazione puzza di artefatto lontano un miglio. Del resto, l'autore avverte chiaramente di aver ...weiter

    No, non mi ha convinto.
    Scritto bene, per l'amor del cielo, una perfetta screenplay per il cinema, ma l'operazione puzza di artefatto lontano un miglio. Del resto, l'autore avverte chiaramente di aver "solo" immaginato l'incontro tra Josef Breuer e Friedrich Nietzsche (che in realtà non s'incontrarono mai), sotto l'alto patrocinio di quella gran maneggiona della Salomè.
    Ma la cosa più risibile è che in questa ricostruzione letteraria persino Freud viene fatto passare per un allocco, tant'è che "l'invenzione" della psicoanalisi è praticamente attribuita a Nietzsche e non a lui.
    L'impressione mia è che il libro sia piaciuto solo agli strizzacervelli e ai cultori di soap-operas ...

    gesagt am 

  • 5

    "Divieni chi sei"

    Tutto il profondo senso del libro,in un'unica frase. Un capolavoro assoluto. Un viaggio nella vita di ciascuno di noi, se si è pronti ad accogliere " tutta la verità che possiamo tollerare."

    gesagt am 

  • 3

    Idea affascinante (Nietsche padrino della psicoanalisi!), lettura avvincente, finale che perde in complessità.
    Ma svariati messaggi utili per la vita di ognuno, tra tutti: "Diventa ciò che sei". ...weiter

    Idea affascinante (Nietsche padrino della psicoanalisi!), lettura avvincente, finale che perde in complessità.
    Ma svariati messaggi utili per la vita di ognuno, tra tutti: "Diventa ciò che sei".

    gesagt am 

  • 5

    Anch'io ho pianto le mie lacrime...

    Ci sono libri che quando inizi a leggerli, poi ad un certo punto rallenti, e ne leggi solo poco per volta, perché sai che finiranno e ti viene già l'ansia al pensiero. Perché accompagnano le tue giorn ...weiter

    Ci sono libri che quando inizi a leggerli, poi ad un certo punto rallenti, e ne leggi solo poco per volta, perché sai che finiranno e ti viene già l'ansia al pensiero. Perché accompagnano le tue giornate ma ti entrano anche dentro, ti fanno riflettere, e ti cambiano la vita se sai leggerli veramente.

    Io ho fatto studi tecnici quindi di filosofia psicologia e compagnia bella non so nulla.
    Di sicuro tra i nomi fatti in questo libro conoscevo (per sentito dire eh) Nietzsche e Freud, degli altri, che poi mi sono documentata e ho scoperto che sono realmente vissuti, non sapevo nemmeno che esistessero.
    Tipo:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Breuer
    https://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud
    https://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Nietzsche
    https://it.wikipedia.org/wiki/Lou_von_Salomé
    https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Rée
    si insomma, questi personaggi qui hanno cambiato molte cose nella psicanalisi e affini e per chi come me non ha studiato la materia rimangono solamente i nomi più noti.

    La storia come fa notare l'autore stesso è finzione, Breuer e Nietzsche non si sono mai incontrati quindi tutto quello che è raccontato in questo libro non è mai successo, anche se appunto tutte le persone nominate sono realmente esistiti e molte hanno avuto realmente delle relazioni (amicizia o amore che fosse, o anche solo professionale).

    La storia in sé è molto semplice: Nietzsche sembra disperato e sull'orlo del suicidio, Lou Salomé e Paul Rée sono suoi amici ma l'hanno tradito, così Salomé si rivolge a Breuer per far curare Nietzsche dalla disperazione, e Breuer si consulta spesso con il suo migliore amico Freud. Fine.
    Il fatto è che la mente umana è strana e al tempo spesso elementare.
    Insomma Breuer per far si che st'altro si confidi con lui, cerca di adottare vari metodi, alla fine finge di essere lui stesso disperato e di invertire i ruoli, quindi chiede a Nietzsche di guarirlo.
    Nel momento stesso in cui i due cominciano le sedute e si siedono nelle loro poltrone, ti siedi anche tu con loro, e compi un viaggio di introspezione non da poco.
    La disperazione raccontata in questo libro non ha epoca, cambiano gli scenari ma potrebbe tranquillamente essere la stessa disperazione dei giorni nostri. La domanda fondamentale è "ma tu questa vita l'hai scelta, o sei stato scelto? l'hai desiderata o ti sei semplicemente adattato? ma soprattutto la stai vivendo questa vita o è la vita che ti porta verso la vecchiaia e tu stai lì inerme?"
    La disperazione più profonda perché non sappiamo staccarci da certi amori o idee che ci logorano dentro, non sappiamo andare oltre, pensiamo di vivere ma alla fine sono solo una serie di gesti e giorni ripetuti in cui ti ci sei trovato dentro e non ricordi nemmeno come ci sei entrato in questo meccanismo, sembra una catena di montaggio che si ripete all'infinito.
    Ad un certo punto apri gli occhi e ti guardi attorno, come appena sveglio da un sogno, e vuoi la libertà, intesa sia come libertà da quanto ti accompagna ogni giorno, sia intesa come nuove idee, nuova vita, nuovo scenario. Il fatto è che la maggior parte delle volte non siamo proprio inconsapevoli quando "scegliamo" una vita, solo che la ripetizione a volte ci mette in crisi, non siamo più soddisfatti e quindi ci cominciamo a porre delle domande: "se avessi scelto diversamente, se non mi fossi sposato, se non avessi fatto il medico..." e questi dubbi generano disperazione.
    Chi ha coraggio cambia e rischia, qui in questo libro è spiegato come con l'ipnosi Breuer riesce a vedere proiettato il cambiamento ma effettivamente non avviene, ma, e dico ma, il cambiamento avviene dentro perché la prospettiva cambia.
    Noi siamo preda di questa visione sempre uguale.
    Solo vedendo le cose da prospettive diverse potremo apprezzare di nuovo quanto abbiamo quotidianamente. Ma è un lavoro che da soli spesso non si riesce ad affrontare, un aiuto psicologico sarebbe fondamentale in questo percorso.
    E nonostante sia opera di finzione, io voglio credere con tutta me stessa che la psicanalisi e la filosofia si siano evolute in quelle due poltrone, in quell'amicizia, in quei tradimenti, in quei chiarimenti, in quell'avventura che Yalom ci ha permesso di vivere in queste pagine.
    La mente umana non ha confini, eppure vive in pochissimo spazio, rinchiusa tra pregiudizi e disperazione.

    gesagt am 

  • 5

    MUORI AL MOMENTO GIUSTO!

    La vostra vita l'avete vissuta? O ne siete stato vissuto? L'avete scelta? O ne siete stato scelto? L'avete amata? O vi è dispiaciuta? Ecco che cosa intendo dire quando vi chiedo se avete consumato la ...weiter

    La vostra vita l'avete vissuta? O ne siete stato vissuto? L'avete scelta? O ne siete stato scelto? L'avete amata? O vi è dispiaciuta? Ecco che cosa intendo dire quando vi chiedo se avete consumato la vostra vita. L'avete usata a fondo?
    No, non ho scelto! No, non ho vissuto la vita che avrei voluto! Ho vissuto quella che mi è stata assegnata. Io sono stato incastrato in questa vita. Come è terribile affrontare la morte senza avere mai reclamato la libertà, pur con tutto il suo pericolo!

    gesagt am 

  • 4

    Molto più di un romanzo ...

    Di questa profonda e interessante lettura, non sono stata in grado di comprendere dove la realtà abbia lasciato spazio alla finzione romanzesca. L'atmosfera aristocratica di Vienna a fine '800 fa da s ...weiter

    Di questa profonda e interessante lettura, non sono stata in grado di comprendere dove la realtà abbia lasciato spazio alla finzione romanzesca. L'atmosfera aristocratica di Vienna a fine '800 fa da sottofondo ai molteplici temi trattati durante le conversazioni tra il dott Breuer e Nietzsche : la vita, la morte, il desiderio, Dio, il dolore , l'amor fati.
    Pagina dopo pagina si assiste anche al potere" guaritore" dell'amicizia e dell'ascolto profondo .
    Nonostante i temi affatto banali , la lettura scorre veloce ma quando si chiude il libro riecheggiano alcune frasi:
    -- " la vostra vita l'avete vissuta? O ne siete stato vissuto ? L'avete scelta ? O ne siete stato scelto? L'avete amata? O vi è dispiaciuta? L'avete usata fino in fondo?"
    -- " credo che la vita sia una scintilla tra due vuoti identici , il buio prima della nascita è quello dopo la morte"
    -- "divieni ciò che sei "

    gesagt am 

  • 5

    Amor fati.

    I protagonisti del romanzo (fonte wikipedia).

    Joseph Breuer (Vienna, 15 gennaio 1842 – Vienna, 20 dicembre 1925) è stato un medico e psichiatra austriaco. Studioso di considerevole levatura, fu membro ...weiter

    I protagonisti del romanzo (fonte wikipedia).

    Joseph Breuer (Vienna, 15 gennaio 1842 – Vienna, 20 dicembre 1925) è stato un medico e psichiatra austriaco. Studioso di considerevole levatura, fu membro dell'Accademia Imperiale Austriaca delle Scienze. Dedicatosi alla psichiatria, fu uno dei primi a trattare casi d'isteria con l'ipnosi e divenne l'antesignano di Sigmund Freud nell'impianto teorico della psicoanalisi.

    Anna O. è il nome letterario attribuito a Bertha Pappenheim, celebre paziente di Josef Breuer che fu trattata mediante ipnosi per diversi sintomi di isteria, finché del caso non si interessò Freud, dal cui interesse derivò un importante stimolo per la nascente psicoanalisi. Il suo vero nome è rimasto ignoto a lungo al pubblico e agli studiosi.

    Lou von Salomé (San Pietroburgo, 12 febbraio 1861 – Gottinga, 5 febbraio 1937), è stata una scrittrice e psicoanalista tedesca di origine russa. Fu la giovane e affascinante russa che Friedrich Nietzsche conobbe nel 1882 e che probabilmente lo ispirò a creare le prime due parti della sua opera più importante: Così parlò Zarathustra.

    Friedrich Wilhelm Nietzsche (Röcken, 15 ottobre 1844 – Weimar, 25 agosto 1900) è stato un filosofo, poeta, compositore e filologo tedesco. Tra i massimi filosofi e prosatori di ogni tempo, Nietzsche ebbe un'influenza controversa, ma indiscutibile, sul pensiero filosofico, letterario, politico e scientifico.

    Prima di affrontare questa lettura, ero consapevole solo dell'esistenza di Nietzsche, per averlo studiato alle superiori. Ergo ricordi lontani e mooooolto scolastici.

    Yalom, l’autore di questo interessantissimo romanzo che fonde finzione e realtà, attraverso questa lettura, mi ha aperto il mondo dei padri della moderna psicoterapia.

    I personaggi quindi son tutti realmente esistiti. Ciò che è oggetto d'invenzione è l'incontro tra Breuer e Nietzsche. E quale l’escamotage attraverso cui li fa incontrare? Le pene d’amore.

    Nietzsche ama non riamato Lou von Salomé (fatto realmente accaduto). Lou von Salomé che è comunque legata a lui da un rapporto d’amicizia, preoccupata per lo stato di depressione in cui Nietzsche è caduto, chiede a Breuer (insigne clinico) di curare Nietzsche attraverso i metodi sperimentali che sta perfezionando per la cura dell’isteria (invenzione di Yalom).

    Il romanzo consta di un lungo duello verbale tra Nietzsche e Breuer, un gioco tra le parti, in cui spesso non si capisce chi è che cura e chi è che è curato, un lungo duello tra menti argute, in cui si svelano i timori che abitano nei recessi più segreti dell’animo umano, i timori ancestrali e latenti probabilmente in ogni uomo.

    La cura è l’amicizia, il raggiungimento della sintonia tra le menti tramite immedesimazione ed empatia. L’empatia riesce dove la medicina fallisce.

    Ecco i temi del lungo dibattito:
    1) la necessità di guardarsi dentro, il coraggio di guardarsi dentro;
    2) il riuscire a sopportare la nostra quantità di verità senza esserne sommersi;
    3) il capire che la vita è un progetto di cui dobbiamo prendere le redini per vivere e per non sopravvivere;
    4) l’amor fati, il riuscire cioè ad amare il nostro destino, anzi di più, a sceglierlo;
    5) la necessità di comprendere chi sia il nostro vero nemico o meglio le nostre paure più grandi.

    E solo attraverso l’apertura dell’animo e della mente, può succedere che si scopra che il nemico numero uno non è la donna che abbiamo sposato o la donna da cui si è stati rifiutati ma la paura di invecchiare piuttosto che la paura di morire in solitudine.

    E leggendo, anche noi ci apriamo alla possibilità, al dubbio, alla necessità di provare a dare una risposta a domande come queste:

    “La vostra vita l’avete vissuta? O ne siete stato vissuto? L’avete scelta? O ne siete stato scelto? L’avete amata? O vi è dispiaciuta? Ecco cosa intendo dire quando vi chiedo se avete consumato la vostra vita.L’avete usata a fondo?”

    E forse, la risposta cui si giunge è una sola, e cioè che ” la chiave del viver bene è prima di tutto volere ciò che è necessario e poi amare ciò che si è voluto”, perché guardare indietro non serve, “il tempo dei bilanci è un tempo vano, ridicolo e sfuggente.”

    Un romanzo che fa mettere in discussione.
    Un romanzo da cui esci consapevole del fatto che ognuno ha dei recessi da esplorare e che "ogni individuo deve scegliere la verità che è in grado di tollerare".

    gesagt am 

  • 4

    La vita è una scintilla tra due vuoti identici, il buio prima della nascita e quello dopo la morte

    Chi è più noto Friedrich Nietzsche o Sigmund Freud? Non ha importanza, il protagonista del romanzo, l'io narrante in terza persona, è Josef Breuer. A dargli voce è Irvin Yalom che io immaginavo un tre ...weiter

    Chi è più noto Friedrich Nietzsche o Sigmund Freud? Non ha importanza, il protagonista del romanzo, l'io narrante in terza persona, è Josef Breuer. A dargli voce è Irvin Yalom che io immaginavo un trentenne rampante e che invece è uno psichiatra nato nel 1931 a Washinghton. Questo libro potrebbe rappresentare il mio spot contro il pregiudizio: lo credevo ostico e noioso, invece l'ho trovato scorrevole ed interessante, diffidavo della finzione innestata nella realtà storica e neanche quella mi ha disturbato. In una nota alla fine del libro l'autore dice:
    «Friedrich Nietzsche e Josef Breuer non si sono mai incontrati. E ovviamente la psicoterapia non è stata inventata come risultato del loro incontro.»
    Si è portati a non dare peso a questa informazione, il libro che si è appena finito è ben orchestrato. Non avendo mai letto Nietzsche e avendo ricordi fumosi di Breuer, è stato più facile per me pensare che fossero reali. Con Sigmund Freud non è stato lo stesso. La versione giovanile di Herr Professor stentavo ad accettarla, avendolo sempre prefigurato come un arcigno cocainomane a cui sarebbe stato difficile strappare un sorriso. Freud è uno studente in procinto di intraprendere la carriera medica, Breuer si rivolge a lui con il ridicolo nomignolo di Sig (*1)
    Yalom dissemina alcune delle massime più note di Nietzsche nel libro, le rende funzionali al fitto scambio di opinioni e di ruoli fra il filosofo e il dottor Josef Breuer.
    Del libro mi hanno fatto riflettere due punti simili:
    [Dialogo fra Eva Berger e Josef Breuer]
    Non posso dimenticare i tempi in cui eravamo intimi. Ricordate quella volta che, di sera tardi, siamo rimasti seduti nel mio studio a parlare per un'ora?
    E la mia domanda… è semplicemente, forse… Eravate sincera? Avrei dovuto corrispondervi?»

    ...devo essere onesta in nome della nostra vecchia amicizia. Non ricordo affatto questa conversazione, Josef»

    [Dialogo fra Friedrich Nietzsche e Josef Breuer]
    Questa donna, questa Lou Salomé, mi ha pervaso l'anima e ci si è stabilita. Non riesco a farla sloggiare. Non passa giorno, a volte nemmeno un'ora, senza che io pensi a lei..
    ...ho una grande nostalgia di lei, penso di prenderla per mano, a quando siamo usciti in barca a vela sul lago di Orta, di salutare insieme un'alba sull'Adriatico»

    Mi ha parlato a lungo di Lucerna, di Lipsia, di Roma, di Tautenberg. Ma Orta - te lo giuro! - l'ha menzionata soltanto di sfuggita. Non le aveva fatto alcuna impressione particolare. E c'è un'altra cosa, Friedrich. Ha cercato di farselo venire in mente, ma alla fine ha detto che non ricordava di averti mai baciato!»
    Nietzsche rimase in silenzio, gli occhi traboccanti lacrime, la testa piegata.

    Prima Breuer e poi Nietzsche e poi chissà quanti fra noi comuni mortali. Quell'attimo irripetibile in cui ci siamo sentiti vivi, in cui ci rifugiamo mentalmente quando cerchiamo un po' di calore dal freddo, quell'attimo a rivelare il quale ci sembra di denudare il nostro cuore, può essere stato in uno studio, sul lago di Orta, in piedi sul marciapiede, appoggiati ad una porta, seduti al banco di scuola o su un divanetto in finta pelle... di quell'attimo è meglio non chiedere mai riscontro, è alto il rischio che chi lo condivise con noi non solo non lo ritenga fondamentale, ma addirittura lo abbia completamente dimenticato.

    (*1)
    Influenzato da decine di visioni, Sig a me sembra una storpiatura
    http://www.youtube.com/watch?v=1anxS8_h-wg

    E-book N°95
    Le lacrime di Nietzsche (Irvin D. Yalom)
    Febbraio 2015

    gesagt am 

Sorting by
Sorting by
Sorting by