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Und Nietzsche Weinte

By Irvin D. Yalom

(8)

| Paperback | 9783442720118

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Book Description

184 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Inizio con una negazione, ma per non incorrere in fraintendimenti legati al titolo: non è un libro di filosofia. Nietzsche è un uomo in preda all'angoscia e alla depressione e su questo tema si sviluppa il libro che a mio parere vuole essere una "dim ...(continue)

    Inizio con una negazione, ma per non incorrere in fraintendimenti legati al titolo: non è un libro di filosofia. Nietzsche è un uomo in preda all'angoscia e alla depressione e su questo tema si sviluppa il libro che a mio parere vuole essere una "dimostrazione pratica" e molto umana del percorso psicoanalitico.

    I personaggi storici che popolano la narrazione e lo stesso protagonista, Breuer, portano all'interno del romanzo alcuni contributi della loro brillante carriera da cui però si sviluppa una storia indipendente, inventata. Il metodo analitico seguito da Breuer che nella realtà si è "fermato" ad Anna O. senza proseguire nella ricerca per la cura delle isteriche, si articola e si sviluppa acquisendo già contributi che sarebbero stati di Freud (i sogni) e di Ferenczi (empatia nella relazione analitica).

    La ricchezza che trasmette deriva dall'amore del medico-neo psicoanalista che mette in gioco sé stesso per trovare una cura efficace o almeno di sollievo.
    Ed è proprio questa la magia: nell'unità di due anime che si sostengono e si mettono a nudo (oggi non è proprio così ma empatia e ascolto rimangono fondamentali), negli sforzi e nell'impegno che due uomini "potenti" -come direbbe Nietzsche- e fragili mettono in campo per capirsi e perdonarsi.

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    Grimilde said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Gran libro

    Libro consigliato.Sulla linea psicologica/filosfica è una lettura edificante...unica pecca:un finale del "ca**o"(tanto prevedibile e deludente quanto banale e contraddittorio)

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    Rustyjamesrumblefish08 said on Jul 8, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Didattica di una relazione terapeutica

    Questo libro dovrebbe essere letto da ogni operatore della riabilitazione. Educatori, psicologi, psichiatri, medici... Andrebbe inserito a livello didattico nei corsi universitari.
    Andando oltre la grande fama storica e culturale dei personaggi messi ...(continue)

    Questo libro dovrebbe essere letto da ogni operatore della riabilitazione. Educatori, psicologi, psichiatri, medici... Andrebbe inserito a livello didattico nei corsi universitari.
    Andando oltre la grande fama storica e culturale dei personaggi messi in scena, in questo testo vi sono tutti i temi di una relazione terapeutica, affrontati con grande maestria e onestà.
    La trama, da questo punto di vista, può essere riassunta nelle poche righe che seguono: una persona preoccupata per le condizioni psichiche di un suo amico (per cui si teme il suicidio), contatta un medico/psicologo. L'amico non è consapevole del suo bisogno di aiuto, ed è assolutamente resistente a qualsiasi forma di supporto. Inviato con l'inganno di un consulto sulle sue sole condizioni fisiche (fortissime emicranie e parziale e discontinua compromissione della capacità visiva), il paziente si presenta al colloquio ignaro dei reali fini del medico.
    Un paziente difficile quindi, inconsapevole del suo bisogno di aiuto ma con un fortissimo senso di sè, una grande cultura e abilissimo a livello dialogico.
    I primi colloqui, in cui con discrezione il medico cerca di capire le resistenze del paziente. (Prima cosa da capire assolutamente: il paziente è davvero a rischio di suicidio? Si proietta nel futuro?) Il delicatissimo compito del costruire un aggancio che non crei sospetto, la difficoltà nel gettare le basi per un rapporto di fiducia. L'abilità necessaria nel rendere la relazione desiderabile, nel sedurre il paziente in sede di colloquio, affinché questo ne tragga una motivazione per tornare. L'empatia, la sensibilità, la vigilanza indispensabile a non proiettare le proprie necessità e aspettative sull'altro. La relazione d'aiuto è fragile, può spezzarsi da un momento all'altro se non si ha l'abilità di osservare contemporaneamente l'altro e se stessi, se non si ha l'attenzione e la presenza utile per accorgersi dei propri errori. Un'osservazione sbagliata infatti può mandare a monte il consulto e l'intero rapporto, bisogna avere la prontezza per rimediare e tornare sui binari dell'indagine terapeutica aggirando le resistenze. Perché sul nascere della relazione, le resistente non vanno sfidate e pazienti così difficili e così abili mettono a dura prova il terapeuta, che deve controllarsi per non farsi travolgere in uno scontro diretto.

    Si potrebbe obbiettare che si tratti di un raggiro, di un imbroglio attuato sul piano della retorica, chi ha la maggiore abilità persuasiva vince sull'altro. Questo è in parte vero e in parte no. La questione è delicata: abbiamo il diritto di assistere qualcuno che non desidera la nostra assistenza? E' nostro dovere aiutarlo o si tratta di accanimento e invadenza terapeutica? Yalom è bravissimo, e la storia, raccontata dal punto di vista del medico, mette in campo tutta l'onestà dello stesso, tutte le riflessioni sul caso, tutti i limiti e le difficoltà personali e professionali, con le relative implicazioni esistenziali.

    Attualmente sono solo ad un terzo della lettura, vediamo come prosegue.

    Finito.
    La vicenda si evolve in modo inaspettato. In un momento ho temuto che scadesse nel patetico, che non reggesse l'altezza promessa, ma era solo un rischio, una mia paura, si è ripreso immediatamente. Alcuni escamotage finali discutibili a mio parere, ma la conclusione regge. Fino alla fine intenso.
    Bello! Tant'è che domani vado a cercare La cura Schopenhauer

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    Lucia Ferrara said on May 26, 2014 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    L'operazione svolta da Yalom all'interno di questo romanzo è coraggiosa e magistralmente condotta:
    da una parte un uomo brillante, coronato dal successo, vittima di una “malattia dell’anima” che – all’epoca dei fatti – non ha ancora un’identità rico ...(continue)

    L'operazione svolta da Yalom all'interno di questo romanzo è coraggiosa e magistralmente condotta:
    da una parte un uomo brillante, coronato dal successo, vittima di una “malattia dell’anima” che – all’epoca dei fatti – non ha ancora un’identità riconosciuta né tanto meno una terapia. Quest’uomo, un affermato e stimato medico viennese, è travolto dall'ossessione erotica nei confronti di una sua ex paziente, il cui allontanamento è stato reso necessario proprio a causa dell’evolversi pericoloso del loro rapporto, sempre più stretto, sempre più compromettente. Ma il distacco non ha sortito l’effetto desiderato, anzi... sottratto l’oggetto del desiderio alla sua vita reale, esso ha preso possesso della sua vita psichica, finendo per contaminare ogni aspetto della sua esistenza.
    Dall’altra parte, un filosofo ancora quasi sconosciuto – ma destinato a una fama mondiale – oppresso da una serie di gravissimi sintomi, indici di un male “reale”, fisico, ma anch’esso difficile da diagnosticare e curare.
    Da una parte il dottor Breuer, cofondatore del metodo psicanalitico (la “cura basata sul parlare”), dall’altra Nietsche. Da una parte un uomo che combatte coi propri fantasmi, dall’altra uno che combatte contro la propria umanità, quasi fosse una colpa da scontare, anzi, da trascendere per seguire il proprio destino. L’uno e l’altro, l’uno per l’altro, saranno medico e allo stesso tempo paziente... chi curerà chi? E in che modo? Quasi fosse un giallo, le cose prenderanno una piega molto diversa da ciò che le premesse sembravano suggerire...

    Il risultato dell’incontro (fantomatico) fra queste due grandi personalità è stupefacente... il lettore segue passo dopo passo la scoperta del proprio “io” che compiono i due protagonisti, delle proprie inconfessate paure, dei propri conflitti irrisolti, ma anche della grandezza delle proprie vocazioni.

    Questo libro ci parla di moltissime cose: dell’impotenza della razionalità di fronte ai nostri impulsi più profondi, della relatività dei ruoli di medico e paziente quando l’oggetto della “cura” è la nostra anima, del difficile rapporto fra filosofia e vita reale, e soprattutto fra filosofia e l’uomo che ci sta dietro.
    Un libro che mette in discussione le nostre certezze, che cerca di distruggere – mettendole alla luce – molte delle nostre illusioni, che sembra non offrirci, per molte e molte pagine, nessuna consolazione all’eterno “nulla” che ci attende, se non una serie di verità scomode... per lasciarci alla fine un insegnamento bellissimo: qualsiasi cosa facciamo nella vita è una nostra scelta. Persino quello che abbiamo già vissuto, magari controvoglia, magari imposto da qualcun altro, può trasformarsi – amandolo – da “così era” in “così ho voluto”.

    Può darsi che per molti di noi queste siano cose scontate...in un certo senso neanch'io ho scoperto nulla di nuovo, ma è proprio perché ha saputo tirare fuori quello che era già annidato dentro di me, che mi ha toccato così profondamente. La magia di questo libro, secondo me, è nel far vivere tutto questo come una “rivelazione”: una rivelazione storica in quanto, appunto, siamo agli albori della nascita della psicanalisi (anzi, persino “in anticipo” sulla sua scoperta ufficiale!), e – almeno così è stato per me – una rivelazione umana, in quanto, avendo il coraggio di vivere questa storia come se fosse la nostra storia, e le paure dei protagonisti come se fossero le nostre paure, forse potremo davvero scoprire qualcosa che non sapevamo di noi stessi e magari persino cogliere l’occasione per una consapevolezza in più.

    Profondo e catartico. (...e non da ultimo: straordinariamente avvincente!)

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    newlife said on Mar 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le prime 300 pagine consistono in estenuanti duelli dialettici tra i due protagonisti. Il vero momento culminante e relativo scioglimento si hanno nelle ultime 50. Che, comunque, vale la pena leggere.

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    Orcomeno said on Feb 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    一本絕佳的小說,情節只以對話來推進,但一步一步鑽進了人生存在的底蘊,心理內在的孤寂憂懼,作者作為心理學家對尼采哲學之瞭解不比任何一個哲學大師差,而尼采經常自稱自己的哲學考察很多時亦是心理學的考察,使此書之敍事變得順理成章。這不只是一個故事,更是一種啟迪。把高高在上的尼采哲學拉下了人間,直接與人生的痛苦,各種煩惱與欲念的糾纏對峙。

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    Fy Koon said on Feb 5, 2014 | Add your feedback

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