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Under heaven

By Guy Gavriel Kay

(5)

| Others | 9780670068098

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Book Description

3 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il romanzo è stato tradotto con il brutto titolo La rinascita di Shen Tai. Io comunque, da brava fan di Kay, lo avevo già letto in inglese e recensito.
    Per Shen Tai, secondo figlio del generale Shen Gao, la vita presenta una gran quantità di volti di ...(continue)

    Il romanzo è stato tradotto con il brutto titolo La rinascita di Shen Tai. Io comunque, da brava fan di Kay, lo avevo già letto in inglese e recensito.
    Per Shen Tai, secondo figlio del generale Shen Gao, la vita presenta una gran quantità di volti diversi. Dal periodo trascorso con l’esercito nelle steppe dei barbari Bogü conclusosi in modo quanto mai inquietante a quello sottilmente insoddisfacente presso i guerrieri Kanlin della Stone Drum Mountain, da quello spensierato di uno studente a Xinan, la capitale dell’impero di Kitai, a quello ascetico nella desolazione di Kuala Nor, sono molte, e molto diverse fra loro, le fasi della sua vita. Quello che però non si sarebbe mai aspettato, lui che è stato testimone di fatti che vanno al di là della comprensione umana, è che la sua vita fosse scossa nuovamente da un dono di incomparabile ricchezza.

    Cheng-wan, una delle figlie dell’imperatore di Kitai e delle mogli dell’imperatore Tagurano, decide di donargli duecentocinquanta cavalli di razza purissima in segno di appezzamento per la pietà dimostrata nel corso degli ultimi due anni nei confronti di soldati morti durante l’ultima guerra fra i due imperi rivali. Ma con l’imprevedibile e quasi inimmaginabile dono, ugualmente inaspettato, arriva il pericolo, e arrivano i richiami della vita di corte.

    Comincia così, sotto il duplice segno di un dono e di una minaccia, il viaggio di Tai in Under Heaven, Sotto il cielo. Dopo aver esplorato diversi aspetti del passato del Vecchio Continente Guy Gavriel Kay si allontana dalle ambientazioni a noi più note per andare a visitare una terra che ricorda molto da vicino l’antica Cina.

    Kay è affascinato dalle diverse culture e le indaga nei loro più minuti aspetti, giungendo anche a recarsi nei luoghi dove intende ambientare i suoi romanzi per conoscerli meglio. Il risultato è un mondo reale, non ridotto a un semplice sfondo per le avventure che vi si svolgono ma capace d’indirizzare le vicende stesse con le sue usanze e con regole a volte immutabili. Al suo interno si muovono con disinvoltura personaggi molto diversi fra loro ma ugualmente vivi e affascinanti (...)
    Scritto con la sua consueta maestria, il romanzo di Kay sa toccare tutte le corde del cuore. Amore e odio, paura e speranza, gioia e dolore, senso di mistero e reverenza per qualcosa che è più grande di noi, con la consapevolezza che anche se non abbiamo il controllo totale sulla nostra vita non bisogna mai smettere di sperare e di lottare per ciò in cui si crede. In fondo tutti abbiamo un cammino da compiere, sotto il cielo.
    Il testo completo: http://librolandia.wordpress.com/2012/07/10/guy-gavriel…

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    Martina Frammartino said on May 25, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un romanzo ricchissimo..

    Shen Tai, secondo figlio del Generale Shen Gao, decide di onorare la memoria del padre trascorrendo i due anni di lutto a Kuala Nor, il campo della battaglia più sanguinosa della storia; ciò che intende fare è cercare di seppellire quanti più resti p ...(continue)

    Shen Tai, secondo figlio del Generale Shen Gao, decide di onorare la memoria del padre trascorrendo i due anni di lutto a Kuala Nor, il campo della battaglia più sanguinosa della storia; ciò che intende fare è cercare di seppellire quanti più resti possibili (si sono contate quasi centomila vittime) per dare pace agli spiriti che durante le notti infestano quel luogo. Vive nell'isolamento più totale, ricevendo la visita di un drappello di soldati Kitan e uno di Taguran una volta al mese, in modo da avere il cibo per sopravvivere; durante uno di questi rifornimenti, il Taguran Bytsan Sri Nespo porta con sè ben più del solito cibo: ha una lettera per Tai, in cui la Principessa di Giada Bianca per ringraziarlo delle sue fatiche gli fa dono di ben 250 sardiani, che i Kitan chiamano Cavalli Celesti. E' un numero infinitamente esagerato, Tai sa bene che se dovesse decidere di andare a Xinan (la capitale imperiale) con i cavalli probabilmente verrebbe ucciso; effettivamente un tentativo di omicidio lo vede protagonista ancora prima di lasciare Kuala Nor, anche se per un motivo diverso. Per salvargli la vita, Bytsan escogita uno stratagemma che gli consentirà di arrivare vivo a Xinan ma allo stesso tempo lo metterà al centro dei giochi di potere della corte..

    Questo è un libro che potrei definire "sottile"; ma non riferendomi allo spessore effettivo del volume (anche perchè supera le 600 pagine!) quanto alla presenza di complotti, giochi di potere, tradimenti, tutti orditi con un'attenzione ai dettagli incredibile. Niente viene lasciato al caso nella corte dell'Illustre Imperatore, specialmente quando a farlo è la Preziosa Consorte, Wen Jian, capace di piegare qualsiasi uomo alla sua volontà grazie all'incredibile bellezza; meno abile nel coprire le sue tracce è il Primo Ministro, Wen Zhou, cugino della Preziosa Consorte e per questo quasi sempre al riparo da qualsiasi rivolta. Shen Tai è un ragazzo semplice, non abituato a dover soppesare con attenzione ogni parola e ogni gesto; dopo aver lasciato l'esercito in seguito ad un'esperienza terribile al nord delle Grandi Mura, ha tentato invano di superare gli esami per diventare un mandarino. E' interessante notare quanto, in condizioni di necessità, l'animo umano riesca ad adattarsi in brevissimo tempo alle circostanze pur di sopravvivere; questo lo vediamo sia in Tai che in sua sorella, Li-Mei, anche lei protagonista di una storia abbastanza intricata.
    Tanto di cappello all'incredibile ricerca che l'autore ha svolto per riuscire a ricostruire fedelmente il periodo della dinastia T'ang, i dettagli storici e le descrizioni molto particolareggiate aprono agli occhi del lettore uno scenario quasi surreale. Devo ammetterlo, l'inizio è stato un pò lento; si può dire che la storia entri nel vivo dal momento in cui Tai lascia Kuala Nor, l'incontro con i vari personaggi per non parlare poi dell'arrivo a Xinan rendono la lettura molto avvincente; il finale poi è davvero intenso :)
    Effettivamente inquadrare questo romanzo all'interno di un unico genere è impossibile, ci sono troppi elementi ben amalgamati per cui nessuno risulta predominante.

    Mi sento di consigliarlo un pò a tutti, in special modo a chi apprezza i romanzi storici ^^

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    Ilovebooksblog said on Apr 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'ultima fatica di Kay è un libro molto bello, ma incredibilmente discontinuo: la prima metà lascia un po' perplessi perché scorre lenta (non avrei mai creduto di poterlo affermare per questo autore!) e non si capisce bene quale sia il taglio del rom ...(continue)

    L'ultima fatica di Kay è un libro molto bello, ma incredibilmente discontinuo: la prima metà lascia un po' perplessi perché scorre lenta (non avrei mai creduto di poterlo affermare per questo autore!) e non si capisce bene quale sia il taglio del romanzo, in parte grandiosamente storico in parte fortemente individuale; la seconda metà, invece, è un tripudio della bravura di Kay, si legge tutta d'un fiato e stordisce il lettore con momenti di altissima tensione drammatica (e ancora una volta non si riesce a polarizzare definitivamente 'bene' e 'male').
    In generale si può dire che questo è il più 'storico' fra i romanzi di Kay (che fa numerosissime riflessioni sull'arte del narrare storia, usa senza risparmiarsi il narratore onnisciente e spesso racconta anziché descrivere - peraltro in una mirabile pagina si rivolge direttamente agli storiografi chiarendo che lui non è uno di loro, ma solo un tipo che racconta storie, senza dubbio meno erudito ma capace di cogliere coincidenza importanti senza bisogno di provarle scientificamente); al contempo, però, rispetto a The Lions of Al-Rassan sono presenti elementi magici in maniera più massiccia, a riprova della natura composita (e talvolta contraddittoria) dell'opera.
    La storia in sé, pur gestita con maestria e attraverso personaggi di grande fascino, è comunque determinata dalla Storia reale (benchè come al solito con nomi cambiati) e sembra quasi che i protagonisti non riescano in nessuna maniera a forgiarla, ma ne siano travolti. Almeno una scena - e Kay sonione confessa che nei secoli futuri è stata più volte riprodotta - è davvero perfetta per il teatro.
    Libro discontinuo e complesso, quindi, ma ricchissimo di spunti di riflessione, impreziosito da poesie sublimi (se ho ben capito, proprie di poeti vissuti secoli fa in Cina) e dalla grazia della scrittura di Kay, davvero un dono raro. Romanzo da leggere senza dubbio, con calma.

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    Horner Dees said on May 27, 2011 | Add your feedback

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