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Under the Dome

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Publisher: Pocket

3.9
(3082)

Language:English | Number of Pages: 1088 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , Spanish , German , Polish , Czech , Swedish , Hungarian , Portuguese , Chi traditional

Isbn-10: 1439149038 | Isbn-13: 9781439149034 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    E'stato il mio primo libro di Stephen King e non sarà l'ultimo!!
    Scritto benissimo e molto scorrevole; mi sono coinvolta nella storia fin dall'inizio, amando e odiando i vari personaggi e le loro stor ...continue

    E'stato il mio primo libro di Stephen King e non sarà l'ultimo!!
    Scritto benissimo e molto scorrevole; mi sono coinvolta nella storia fin dall'inizio, amando e odiando i vari personaggi e le loro storie. La fine è stata spettacolare, catastrofica (quasi apocalittica) e, sebbene mi abbia inquietato abbastanza, penso sia la mia parte preferita di tutto il libro!
    :)

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  • 4

    Davvero bello

    Io l'ho trovato davvero interessante. A tratti ho dovuto stringere i denti per andare avanti, la cattiveria umana emerge così bene, in modo così chiaro e concreto che quasi si può toccare. Non mi dilu ...continue

    Io l'ho trovato davvero interessante. A tratti ho dovuto stringere i denti per andare avanti, la cattiveria umana emerge così bene, in modo così chiaro e concreto che quasi si può toccare. Non mi dilungherò troppo, ma King ha illustrato alla perfezione la nostra realtà, talmente bene che non nego la mia amarezza quando chiudevo il libro e mi sentivo schifata e anche un po' turbata!

    said on 

  • 3

    Contrapposizione troppo netta tra Buoni e Cattivi

    Una misteriosa cupola trasparente piomba su una cittadina del Maine, tagliando come una ghigliottina chi ha la sventura di trovarsi sul suo percorso, uomini o animali. Contro di essa si schiantano aer ...continue

    Una misteriosa cupola trasparente piomba su una cittadina del Maine, tagliando come una ghigliottina chi ha la sventura di trovarsi sul suo percorso, uomini o animali. Contro di essa si schiantano aerei, camion e automobili, e nulla può perforarla. Ben presto tutti gli abitanti, senza alcuna eccezione, vengono arruolati nell’esercito dei Buoni o dei Cattivi, capeggiati rispettivamente dall’ex soldato veterano dell’Iraq Barbie e dal bieco e avido politico Big Jim Rennie. Per essere una piccola comunità Chester’s Mill ha una malavita da fare concorrenza a Chicago: corruzione, droga, stupri, violenze, e, naturalmente, qualche piccolo omicidio. Un altro romanzo, forse il meno riuscito, in cui King descrive un’intera comunità che si trova a fronteggiare una misteriosa entità malvagia soprannaturale. Qui però i personaggi sono molto numerosi e i caratteri meno definiti, a parte quelli del Capo dei Buoni e dei Cattivi, e si tende a fare confusione. Si parla molto di politica, e la politica, si sa, è noiosa. La contrapposizione delle due parti è troppo netta, senza sfumature di grigio, come di solito accade nella vita reale. Un King insolitamente schierato, nella politica e nella religione, ma come sempre dalla parte dei Giusti: alla fine, questa presa di posizione molto americana può infastidire il lettore. Allegoria sulla nascita di una dittatura: isolamento, paura, sete di potere, indottrinamento, violenza. Un racconto grandioso all’inizio (può una marmotta avere un ultimo pensiero?) e nell’apocalittico finale (una formica può soffrire e pensare prima di essere uccisa?), ma decisamente prolisso nella parte centrale, fino a sconfinare nella noia. Non amo l’elefantiasi letteraria di King: a mio avviso esprime meglio il suo genio nei romanzi brevi.

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  • 4

    Dopo quell'obbrobrio post-moderno che è stato Cell (talmente brutto da guastarmi la lettura di Lisey), avevo abbandonato il signore del Maine, pensando che ormai, ehi, è anziano, che ci vuoi fare? Avr ...continue

    Dopo quell'obbrobrio post-moderno che è stato Cell (talmente brutto da guastarmi la lettura di Lisey), avevo abbandonato il signore del Maine, pensando che ormai, ehi, è anziano, che ci vuoi fare? Avrà perso il tocco.
    Poi per fortuna ha scritto The Dome e la mia fiducia nei suoi confronti è tornata a brillare. Adoro l'armonia di cento e più personaggi e destini, l'amarezza palpabile di essere bestie - non formiche, Julia cara, bestie.
    Il finale vedo che ha fatto schifo un po' a tutti - una star in meno per quello- e mi accodo, ma in generale un'ottima prova d'amore del Re che mi sussurra ehi, giovane, tappati la bocca e guardalo qui, il tuo tocco.

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  • 4

    Come sempre, la forza dei romanzi di King sono i personaggi. Tantissimi. In poche righe ci viene dato un ritratto perfetto di ognuno di loro. Forze e debolezze che convivono nella piccola cittadina, i ...continue

    Come sempre, la forza dei romanzi di King sono i personaggi. Tantissimi. In poche righe ci viene dato un ritratto perfetto di ognuno di loro. Forze e debolezze che convivono nella piccola cittadina, in cui tutto sembra limpido e tranquillo. Fino a quando un evento estremo porta all'estremo proprio queste forze e queste debolezze. L'evento scatenante è fantascientifico, ma l'orrore che ne scaturisce, ti viene da chiederti, è così lontano dalla realtà?

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  • 3

    La storia umana è un sadico massacro

    Il caso di Under The Dome (in italiano solo The Dome) è tra i più interessanti degli ultimi anni. Le premesse del romanzo e alcuni suoi elementi hanno suscitato un grande interesse da parte del pubbl ...continue

    Il caso di Under The Dome (in italiano solo The Dome) è tra i più interessanti degli ultimi anni. Le premesse del romanzo e alcuni suoi elementi hanno suscitato un grande interesse da parte del pubblico e della critica. Al successo del libro si deve la veloce trasposizione televisiva, per quanto essa prenda subito le distanze dall'intreccio originale, diventando qualcosa a sé stante. Le radici del libro, svelate dallo stesso King, affondano in un tentativo incompiuto intitolato The Cannibals alla fine degli anni 70, ma The Dome con i cannibali non c'entra proprio niente. Quello che poteva essere un horror “prima maniera” si è trasformato in un thriller sociologico (non mi viene in mente miglior definizione) del XXI secolo. King ha spesso trattato di piccole comunità nordamericane in crisi, dove le persone tirano fuori il lato migliore o peggiore di sé, ma mai come in The Dome questo tema è portato al parossismo, cause ed effetti sono estremizzati e diventano l'unico, vero cuore della vicenda. Soprattutto in quanto non vi sono demoni a scatenare la crisi, ma un fatto concreto e visibile dal mondo intero, pur restando inspiegabile. [...]
    Leggi tutta la rece: http://beatblog2.blogspot.it/2014/10/the-dome-2009-la-storia-umana-e-un.html

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  • 3

    OTTIMI PERSONAGGI MA...

    King al top della sua tecnica di scrittura. Dipinge magistralmente una moltitudine di personaggi di cui intraccia con sapienza i destini. L'idea della cupola è intrigante e misteriosa, le sue consegue ...continue

    King al top della sua tecnica di scrittura. Dipinge magistralmente una moltitudine di personaggi di cui intraccia con sapienza i destini. L'idea della cupola è intrigante e misteriosa, le sue conseguenza umane agghiaccianti e, purtroppo, credibili. La risoluzione del mistero un po' deludente, per quanto forse ineluttabile. La forza del libro sta nella costruzione dei personaggi, cosa che a King riesce benissimo (e che visibilmente gli piace). Manca un po' l'imprevedibilità della trama e del soprannaturale, non bisogna aspettarsi IT (siamo più vicini a l'Ombra dello scorpione).

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  • 1

    già dormivo sul telefilm...

    già mi ha fatto dormire alla televisione la trasposizione, comunque simile , ma più veloce del libro.
    ma il libro è anche peggio, non so se giungerò mai alla fine.
    come quasi tutti gli autori american ...continue

    già mi ha fatto dormire alla televisione la trasposizione, comunque simile , ma più veloce del libro.
    ma il libro è anche peggio, non so se giungerò mai alla fine.
    come quasi tutti gli autori americani che conosco, è troppo descrittivo e prolisso per i miei gusti.

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  • 2

    .... e la cupola??

    A King riesce un libro ogni cinque, non so perchè. Ho iniziato vedendo il telefilm, e non ho potuto non leggere il libro da cui è stato ispirato. Risultato? Un'amara delusione. Soprassediamo pure ai p ...continue

    A King riesce un libro ogni cinque, non so perchè. Ho iniziato vedendo il telefilm, e non ho potuto non leggere il libro da cui è stato ispirato. Risultato? Un'amara delusione. Soprassediamo pure ai problemi evidenziati un po' da tutti: troppo lungo, troppi personaggi, troppo poco "terrore", insomma... E' purtroppo verissimo che si possono leggere le prime 200 pagine e le ultime 200, senza che di fatto ci si perda nulla di importante! Il vero problema è che la cupola poteva tranquillamente non esserci. Il titolo parla della cupola, ma lo scrittore sembra dimenticarsene per buona parte del libro, la protagonista è la città. Ok, passi, ma caro Steve, quando improvvisamente ti rendi conto che... Cavolo, c'è anche la cupola!!! Mi ero dimenticato di parlarne! Non puoi semplicemente liquidare tutto in poche righe, la soluzione al mistero è veramente PESSIMA, SCRITTA MALE e per di più BAMBINESCA. No, bocciato.

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