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Underground

Racconto a più voci dell'attentato alla metropolitana di Tokyo

Di

Editore: Einaudi (Tascabili scrittori, 1652)

4.0
(546)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 441 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Catalano , Inglese , Chi tradizionale , Giapponese , Russo , Tedesco , Svedese , Portoghese , Chi semplificata , Coreano , Francese

Isbn-10: 8806206583 | Isbn-13: 9788806206581 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Antonietta Pastore ; Illustrazione di copertina: David A. Harvey

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico

Genere: Crime , History , Non-fiction

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Descrizione del libro
«Provate a immaginare. È il 20 marzo del 1995, un lunedí. Una bella mattina di sole primaverile. [...] Ieri era domenica, e domani - l'equinozio - sarà un giorno festivo. Magari potevate fare il ponte, forse avete anche pensato: "E se oggi non andassi al lavoro?" Purtroppo però, per molte ragioni, non potete concedervi questa vacanza. Per questo vi siete svegliati all'ora solita, vi siete lavati, vestiti, e siete andati alla stazione della metropolitana. Poi come sempre avete fatto la fila per salire su uno dei treni e andare in ufficio. Una mattina come tutte le altre, senza nulla di speciale.
Un giorno come tanti della vostra vita.
Ma degli uomini dissimulati tra la folla, con la punta degli ombrelli appositamente affilata, perforano delle sacche di plastica piene di uno strano liquido».
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  • 5

    Avendo adorato più o meno ogni pagina dei romanzi di Haruki Murakami, ho vissuto spesso quella curiosa scenetta in libreria che nessun ebook store potrà mai eguagliare: prendere in mano “Underground”, leggere qualche pagina, convincermi, muovere verso le casse, essere attirato da un romanzo, torn ...continua

    Avendo adorato più o meno ogni pagina dei romanzi di Haruki Murakami, ho vissuto spesso quella curiosa scenetta in libreria che nessun ebook store potrà mai eguagliare: prendere in mano “Underground”, leggere qualche pagina, convincermi, muovere verso le casse, essere attirato da un romanzo, tornare indietro, lasciare “Underground”, andare a casa con il dubbio di aver rinunciato a qualcosa di importante. Il tutto ripetuto per una decina di volte.

    Il punto è che trovo la particolarissima cifra stilistica dell’autore giapponese – una di quelle che lo-ami/o/lo-odi – perfettamente coerente con l’idea stessa di romanzo come creazione di un mondo parallelo, ed evidentemente meno adatta a quella che si annunciava come una sorta di inchiesta giornalistica. Dopo aver messo le pupille su Underground, ed esserne stato accompagnato per qualche giorno, posso affermare con la sicurezza di Michael Jordan al tiro dalla lunetta di essermi assolutamente sbagliato.

    “Underground” racconta gli attentati alla metropolitana di Tokio, compiuti dagli aderenti alla setta religiosa Aum Shinri Kyo nel marzo del 1995. Il progetto terroristico, realizzato diffondendo gas sarin nella rete di trasporti sotterranei della capitale nipponica, è il risultato di un tragico miscuglio di sete di potere e confuse vocazioni di salvezza, una di quelle boiate ben spacciate per la quale uccidere uno studente che si sta recando all’università compirebbe la sua felicità eterna. Sto evidentemente semplificando, ma vi assicuro che le interviste ai componenti della setta, che costituiscono la terza parte del libro, sono agghiaccianti.

    A colpire ancor più profondamente sono invece le prime pagine, concepite come una serie di interviste ai sopravvissuti o a parenti delle vittime. In queste pagine, che correvano il rischio di apparire in qualche misura ripetitive, Murakami riesce nel piccolo miracolo di astrarre il lettore dalla complessità dell’evento e condurlo su un piano assolutamente umano e personale: quante volte ci lasciamo colpire dai numeri (“più di seimila intossicati da gas velenoso”) e tardiamo a fissare lo sguardo su ognuna di queste storie, e sul fatto che dietro ad ognuna di quelle unità numeriche vi siano uomini, donne e parenti con una lacerante sensazione di vuoto nel cuore? Credo stia accadendo in qualche misura lo stesso anche nel ragionamento politico e sociale che riguarda i migranti e la nostra operazione Mare Nostrum.

    Murakami costringe a guardare negli occhi la nostra società, dove per nostra i lettori italiani devono necessariamente intendere “dell’uomo contemporaneo”. D’un tratto passerà in secondo piano la cronologia dell’evento, che pure colpisce nel racconto della compostezza dei passeggeri e di una etica del lavoro e del servizio da parte degli impiegati della metropolitana che supera il rischio personale, ed emergerà una riflessione fortissima sulla direzione del pianeta e dei suoi bipedi abitanti, una riflessione che non ti lascia stare e ti provoca al pensiero.
    Non riesco a immaginare neppure un motivo per non consigliarne la lettura. Neppure uno.
    Alfonso d’Agostino

    La citazione (da una delle interviste):
    “C’è una persona dalla quale ho imparato una lezione. Perchè nei passeggeri c’è anche del buono, sa? C’è un signore sui cinquant’anni che prende il primo treno del mattino e mi saluta sempre. Fino a quando non sono tornato al lavoro, probabilmente avrà pensato che fossi morto. L’altra mattina, vedendomi, mi ha detto: “Il fatto che lei sia ancora in vita, significa che c’è ancora qualcosa che deve fare. Ce la metta tutta” Gli ho risposto “Sì, e devo essere grato a tante persone. Facciamoci forza tutti quanti”. Uno scambio di saluti così caloroso è una vera gioia.
    Dall’odio invece non nasce niente.”

    ha scritto il 

  • 5

    Un lucidissimo e inquietantissimo ritratto sociale. L'attentato, le testimonianze delle vittime, i resoconti di chi il culto l'ha vissuto dall'interno. Apre questioni, solleva domande e problemi su cui sarebbe davvero il caso di interrogarsi.

    ha scritto il 

  • 5

    I demoni del sottosuolo (aka inchiesta sulla realta')

    Un libro bellissimo, che però sconsiglio a tutti (o quasi).
    Underground è la ricostruzione che H. Murakami ha fatto dell'attentato alla metropolitana di Tokio nel 1995, compiuto dalla setta Aum Shinriky, attraverso le interviste ai sopravvissuti, sia vittime che attentatori.
    E' un'inc ...continua

    Un libro bellissimo, che però sconsiglio a tutti (o quasi).
    Underground è la ricostruzione che H. Murakami ha fatto dell'attentato alla metropolitana di Tokio nel 1995, compiuto dalla setta Aum Shinriky, attraverso le interviste ai sopravvissuti, sia vittime che attentatori.
    E' un'inchiesta approfondita e particolareggiata che parte dalla descrizione delle vite e delle esperienze dei singoli testimoni, poi passa a raccontare il momento dell'attentato, descritto, come un caleidoscopio di punti di vista differenti, e infine pone l'accento sulle conseguenze che hanno riportato i vari protagonisti di questo episodio drammatico.
    Uno sforzo di concentrazione e una capacità acutissima di indagine che permette al lettore di allontanarsi dalla superficie delle cronache televisive e lo cala nella dimensione sfaccettata, complessa e viva della realtà letteraria.
    Un attentato, seguaci di una setta che entrano in metropolitana nell'ora di punta con dei sacchi di una gas tossico, il sarin, lo liberano e questo provoca morti, feriti e traumatizzati. Solo un episodio, seppure drammatico, della realtà raccontabile. Solo un frammento di vita testimoniato da svariati punti di vista, e questi punti di vista sono solo un attimo della vita dei protagonisti fino a quel momento, e da quel momento in poi.
    La scomposizione della realtà, quindi. In frammenti di testimonianze reali, precise, chirurgiche, fatte da persone con vite intere da raccontare, e vite intere che spiegano perchè quel momento è stato vissuto da quella persona in quel modo e non altrimenti.
    Per me si avvicina al capolavoro. Paragonabile a “A sangue Freddo” di Capote per capacità di affrontare un'inchiesta, i suoi particolari e le sue profondità. Inoltre affronta il problema della realtà raccontabile: dando una dimensione spaziale e temporale alle storie, non accontentandosi di sfiorare i fatti o capire le ragioni dei protagonisti, ma allargando la vista del lettore fino alla verità conoscibile: solo una serie di punti di vista, momenti nella vita dei protagonisti, attimi di coscienza raccolti in rispetto della verità e comunque solo pochi e casuali punti di luce nell'oscurità del vissuto.
    Inevitabilmente pesante la lettura (il ripetersi delle stesse situazioni). Per questo lo sconsiglio a chi volesse una lettura veloce e confortante. Qui si parla di un pezzo drammatico di realtà, raccontata in modo capillare, profondo e spietato: perchè Murakami affonda la sua storia anche nell'incubo della società giapponese, non si accontenta di dividere i buoni dai cattivi, ma attraverso la metafora dell'underground (metropolitana e demoni che albergano sotto la superficie delle quiete esistenze umane) denuncia un deficit di indagine autocritica dei suoi connazionali, che a causa di questo tendono a ignorare le loro ansie sotterranee, e rischiano di commettere, o lasciar commettere, di nuovo gli stessi crimini.
    Quindi orrore del singolo (l'underground, i demoni che escono dal profondo) e orrore della società (la rimozione della colpa collettiva): analisi di un attentato, e della mancanza di anticorpi per evitarne di simili in futuro.
    Un libro ripetitivo, quindi, ingrossato da appendici e parti successive che lo hanno allungato molto, ma necessario, ricchissimo e un fondamentale antidoto contro la falsa coscienza, la superficialità e una testimonianza dell'efficacia di un punto di vista letterario sulla vita.
    Questo libro è un pezzo di verità letteraria: la vera realtà aumentata, quando è descritta da un grande scrittore in stato di grazia.

    ha scritto il 

  • 0

    incipit

    Un pomeriggio ho preso in mano una rivista che si trovava sul tavolo e ne ho sfogliato a caso le pagine ...

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/u/underground-haruki-murakami/

    ha scritto il 

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