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Underground italiana

Gli anni gioiosamente ribelli della controcultura

Di

Editore: Shake

3.9
(7)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 219 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8897109152 | Isbn-13: 9788897109150 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Matteo Guarnaccia

Genere: History , Political

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Descrizione del libro
Riti, miti, storie, vite, speranze e immagini di una generazione che ha cercato libertà e liberazione attraverso viaggi e fughe da casa, comuni e poesie, pacifismo e pratiche di decolonizzazione, musica e misticismo, rivoluzioni ed evoluzioni.
Il libro, riccamente illustrato, contiene un inserto dedicato alla stampa underground.
Interviste a: Marcello BARAGHINI, Italo BERTOLASI, Valeria BONAZZOLA, Simone CARELLA, Dinni CESONI, Paolo COTERI, Guido DANIELE, Gianni DE MARTINO, Silvia FARDELLA, Alessandro FIGURELLI, Barnaba FORNASETTI, Manuela MANTEGAZZA, Gianni MILANO, Renata MOLHO, Emanuela MOROLI, Walter PAGLIERO, Anita PALLENBERG, Shawn PHILLIPS, Romina POWER, Angelo QUATTROCCHI, Poppi RANCHETTI, Claudio ROCCHI, Dario SALVATORI, Tito SCHIPA Jr., Raffaele SERRA, Carlo SILVESTRO, Giulio TEDESCHI, Mizio TURCHET, Piero VERNI.
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  • 5

    Un bel libro sul passato per affrontare il presente

    Matteo Guarnaccia, artista e agitatore culturale, libero narratore di esperienze, è una delle penne più autorevoli per quanto riguarda l'analisi dei vari fenomeni underground: i suoi libri, editi per la maggior parte da Shake e Stampa Alternativa, case editrici da sempre in prima linea per quanto ...continua

    Matteo Guarnaccia, artista e agitatore culturale, libero narratore di esperienze, è una delle penne più autorevoli per quanto riguarda l'analisi dei vari fenomeni underground: i suoi libri, editi per la maggior parte da Shake e Stampa Alternativa, case editrici da sempre in prima linea per quanto riguarda la promozione e la diffusione della cultura, offrono costantemente spunti di riflessione notevoli, soprattutto se contestualizzati con la triste realtà attuale. In questo lavoro Guarnaccia ci offre uno spaccato di vita sul fenomeno beatnik/hippie in Italia a cavallo fra gli anni '60 e '70.

    Raccogliendo una serie di testimonianze di coloro che hanno vivificato questa scena, veniamo proiettati all'interno di un passato nemmeno troppo lontano cronologicamente, ma assai distante per quanto riguarda gli assetti culturali e sociali.

    La bellezza di questo libro sta proprio nelle narrazioni personali, a volte un po' caotiche e poco lucide, di chi quegli anni li ha vissuti, in un contesto di mutamento personale e umano, prima ancora che istituzionale.

    Attraverso la scoperta della poesia americana, di quel Ginsberg e di quel Kerouac portati in Italia dalla Pivano, qua ritratta come figura contraddittoria di quel periodo, giungiamo a conoscere personaggi, luoghi, umori, lotte e contrasti di un periodo senz'altro unico. Ma non solo.

    Conosciamo i dissidi fra i gruppi di beatnik e dei movimenti studenteschi, con lo strascico ideologico che in quegli si tradurrà in tristi e noti fatti di sangue; conosciamo anche i personaggi più estrosi delle varie comuni: la figura del gruppo dei Palumbo è assolutamente unica, ricordata da tutti con grande entusiasmo e vitalità. Impariamo a leggere meglio la figura non sempre limpida di Valcarenghi e del suo Onda verde, come scopriamo anche che un tempo il medio oriente, soprattutto l'Afghanistan, non era quell'inferno che oggi è diventato. Veniamo calati nella realtà di quel gran personaggio di Marcello Baraghini, direttore di Stampa Alternativa, che in quegli anni affrontava una serie innumerevole di processi per garantire alle future generazioni non solo la libertà di stampa, ma soprattutto di parola. Siamo introdotti in un mondo di fanzine, di ciclostilati, di produzioni artigianali e di voglia di fare; tutto viene presentato facendo leva sulla musica, sulla letteratura, sulla voglia di vivere.

    Cosa ci insegna Guarnaccia su questo reportage sui "capelloni"? Che c'è stato un tempo in cui la gente non aveva paura di stare insieme, di condividere esperienze partecipate in cui vigesse la regola del dialogo e della tolleranza. Che si volevano abbattere degli status quo imposti anche con la violenza, sulla base di una sacra trimurti nota con il nome di patria-famiglia-lavoro. Che si sceglieva di scegliere. Che se si voleva incontrare qualcuno lo si faceva camminando per la strada e non rinchiudendosi in un mondo virtuale dove tutti conoscono tutti senza conoscere nessuno. Che non c'è peggio odio che quello dell'ignoranza.

    Un libro come questo dovrebbe essere letto e riletto più volte; le immagini che lo corredano, i gustosi inserti d'approfondimento, i contributi degli autori, consegnano ai posteri non solo una retrospettiva di un mondo passato, ma anche una chiave di lettura, una modalità "colorata" di interpretare noi stessi e il mondo che ci circonda.

    Manca quella vitalità in Italia, oggi. Forse, con questo libro, saremmo tutti più capace di ritrovarla. Forse.

    ha scritto il 

  • 4

    un tuffo in un passato prossimo da non dimenticare

    Amo i libri di Guarnaccia. mi danno il senso di calore e di colore indipendentemente dal tema trattato. e questo ancora di più. perchè parla di ragazzi scappati di casa alla ricerca di un senso nuova della vita, di gruppi teatrali che entravamo nella testa delle persone per scardinare la loro esi ...continua

    Amo i libri di Guarnaccia. mi danno il senso di calore e di colore indipendentemente dal tema trattato. e questo ancora di più. perchè parla di ragazzi scappati di casa alla ricerca di un senso nuova della vita, di gruppi teatrali che entravamo nella testa delle persone per scardinare la loro esistenza, di droghe che esploravano i limiti della natura umana alla ricerca della felicità, di un breve ma intenso periodo della storia italiana inesplorato e che tutti evitano di parlare. peccato essere arrivato dopo, di pochissimo ma dopo

    ha scritto il 

  • 4

    E' successo qualche cosa in occidente tra l'inizio degli anni '60 e '70. Un pezzo di generazione si è staccata dalla società e l'ha rinnegata integralmente, molti per moda, alcuni per convenienza; però hanno spezzato una continuità. Avevano un bel sogno: una società libera.

    ha scritto il