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Underworld

By Don DeLillo, Delfina Vezzoli (Translator)

(1404)

| Hardcover | 9788806147259

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Book Description

Il 3 ottobre 1951 al Polo Grounds di New York si gioca una leggendaria partita di baseball tra i Giants e i Dodgers. Della palla con cui viene battuto l'altrettanto leggendario fuoricampo che assicura la vittoria del campionato ai Giants si impadronisce un ragazzino nero di Harlem Cotter, Martin. LaContinue

Il 3 ottobre 1951 al Polo Grounds di New York si gioca una leggendaria partita di baseball tra i Giants e i Dodgers. Della palla con cui viene battuto l'altrettanto leggendario fuoricampo che assicura la vittoria del campionato ai Giants si impadronisce un ragazzino nero di Harlem Cotter, Martin. La ritroveremo cinquant'anni dopo in possesso di Nick Shay Costanza, un dirigente dell'industria dello smaltimento dei rifiuti che nel 1951 era a sua volta ragazzino un passo più in là, nel Bronx. Nel romanzo di De Lillo i passaggi di mano della mitica palla servono da pretesto per la costruzione di un gigantesco quadro dell'America dalla guerra fredda fino alla crisi di Cuba e al crollo dell'Unione Sovietica.

Critics

  • The course of true life

    'It was a memory that clarified the connections,' muses Nick Shay at one point in this novel, Nick Shay being the central figure and occasional narrator of this extraordinary book. Indeed, if such a massive work can be rendered down to a one-sentence ... (read full critics)

    guardian.co.uk published on Sun, 26 Sep 2010

  • Pass the parcel

    Underworld is self-consciously a map of the American late 20th century. Yet to hold together its different characters and their stories, it relies on an old-fashioned, even quaint, fictional device. Running through this complex novel is the story of ... (read full critics)

    guardian.co.uk published on Sat, 25 Sep 2010

13 Reviews

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  • 27 people find this helpful

    Underwear: l’abbigliamento intimo dell’America.

    Guardando Facebook, mi sono resa conto che il mio paese di mare (specifico di mare, perché di solito sto in un paesone di montagna, così quelli che sanno chi sono non vengono sotto casa a lanciarmi le uova marce) limita le scelte della gente. O la gente limita il paese, bah, chi lo sa!

    Insomma: cu ... (continue)

    Guardando Facebook, mi sono resa conto che il mio paese di mare (specifico di mare, perché di solito sto in un paesone di montagna, così quelli che sanno chi sono non vengono sotto casa a lanciarmi le uova marce) limita le scelte della gente. O la gente limita il paese, bah, chi lo sa!

    Insomma: curiosando nei profili degli amici degli amici ( dove “degli amici” non è una ripetizione, è proprio che ficco il naso nelle cose dei terzi), mi sono accorta che i rapporti tra le persone nel mio paese di mare sono tutti a filo doppio, terzo, quadruplo e via dicendo.. Nel senso: quando ero adolescente, c’erano le classiche cricchette, che tra di loro mal si sopportavano. Così se A, usciva solo con B, C e D, era ovvio che guardasse con disprezzo E, che usciva solo con F,G e H. Naturalmente questo si rifletteva anche sui primi filarini, che si intrecciavano sempre con elementi della propria cricca.

    Ma siccome si era nel ventesimo secolo, capitava anche che il primo filarino non fosse anche quello che poi sarebbe arrivato all’altare. E così, grazie al socialnetuorc più pettegolo del mondo, ho scoperto che le cricche di un tempo, adesso non esistono più, o se esistono sono capovolte.. Così A se la spassa allegramente con H, mentre Z vive felicemente con B, e D è l’amante segreto di P, che si è dimenticato di quanto aveva sofferto in adolescenza quando la metà dell’alfabeto lo prendeva in giro per l’acne e la forfora.

    La cosa mi fa tenerezza e anche un po’ di rabbia, soprattutto per le donnine, che se hanno avuto l’ardire di sperimentare un po’ , adesso possono vantar di essere “conosciute” da tutti, considerando che i maschi appetibili erano sempre quei 5 o 6.

    E con questa brillantissima considerazione che sembra portare a “Tutto il mondo è paese”, arriviamo a due risultati: il primo è che anche voi potrete andare a rinfoltire le schiere di coloro che fanno “pat pat” ai miei genitori, che per la loro diletta speravano in un futuro migliore di quello di “gossippara” via internet; il secondo risultato è che ora avete lo spirito giusto per affrontare questo maestoso libro. (Son furbissima eh!)

    Dovete infatti affacciarvi ad Underworld come se fosse un grosso paese, e voi ne foste il sindaco. E parlo di primo cittadino, perché non voglio cadiate nell’errore di guardarlo con gli occhi del turista alla festa del patrono, dove tutto diventa bello e colorato, persino la cacca della mucca.

    Non è così, dovete far finta di essere colui che si preoccupa del bene della collettività, ed entrare in casa di ognuno dei vostri paesani, a guardare cosa succede. Anche mentre dormono o pensano.

    Può essere a tratti commovente, se entrate nell’attimo in cui accadono micro macro drammi familiari, ma può essere anche che vi troviate in viaggio con qualcuno di loro ad ascoltare i suoi pensieri più intimi. Potete trovarvi davanti a una palla da baseball e seguire i suoi rimbalzi per tutto il paese, chiedendovi dove vi porterà, ma potrebbe anche cadervi l’occhio, sul bidone della spazzatura antistante il giardino di ogni casa. E magari capire molto di più da quello, che dalla dichiarazione IRPEF dei cittadini.

    Perché se è pur vero che Schmitt nel suo “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano” (di cui io non ho letto il libro, ma ho visto almeno una decina di volte il film, occhio alla colonna sonora che è portentosa), dice che: «Quando vuoi sapere se il posto dove ti trovi é ricco o povero, guarda la spazzatura. Se non vedi l'immondizia né pattumiere, vuol dire che é molto ricco. Se vedi pattumiere ma non immondizia, é ricco. Se l'immondizia é accanto alle pattumiere, non é né ricco né povero: é turistico. Se vedi l'immondizia e non le pattumiere, é povero. E se c'é la gente che abita in mezzo ai rifiuti, vuol dire che é molto, molto povero», è anche vero che la spazzatura è una cosa che ci accomuna tutti, non solo perché la produciamo, ma perché noi stessi lo diventiamo, ed è a lei che tutto torna. Forse torna persino la palla da baseball di cui seguivate i rimbalzi.

    Underworld, non è una sciocchezza. È un intero mondo, che vi costringe a concentrarvi su ognuno dei personaggi, a consolarlo, a spronarlo, a criticarlo, e a dirgli in faccia che è più noioso di un incudine, eppure a seguirlo preoccupati fino alla fine. Fino a quando non chiudete il libro, guardate Facebook, e vi accorgete che appartenete allo stesso mondo di cui parlava Don DeLillo.

    P.S. Ho parlato del mio paesino di mare come se fossi un’osservatrice esterna, e non parte integrante, proprio perché non vivendoci per tutto l’anno, non sono mai stata considerata una di loro nel senso più stretto della parola, e anche perché a dirla tutta, da adolescente ero una timida cozzetta, perciò non c’era proprio materia prima per fare dei pettegolezzi su di me. ^^

    Intanto nella vita reale: questa rubrichetta alla fine della fiera, non ha più quasi motivo di esistere, considerando la quantità di dati personali, che vi appioppo nella recensione. Così oggi vi dirò solo che per Natale non ho ricevuto niente, e oggi incazzata, sono andata a comprarmi 2 libri. Tiè!

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    Noce Moscata said on Dec 27, 2011 about the Mass Market Paperback edition | 10 feedbacks

  • 5 people find this helpful

    Ok, io faccio una pausa.
    No, non è che è brutto. Sicuramente è un buon libro, tanto buono che il gatto si è mangiato mezza copertina: uno scempio che vi farei vedere una foto (ora i libri li devo nascondere nei cassetti, ché la bestia ha fame di cultura).
    Cmq sia, per qualche bizzarra ragione sto ... (continue)

    Ok, io faccio una pausa.
    No, non è che è brutto. Sicuramente è un buon libro, tanto buono che il gatto si è mangiato mezza copertina: uno scempio che vi farei vedere una foto (ora i libri li devo nascondere nei cassetti, ché la bestia ha fame di cultura).
    Cmq sia, per qualche bizzarra ragione sto Underworld ha io potere di cavarmi fuori tutto il sonno non dormito della mia vita. Tipo che leggo dieci pagine ed ecco che saltano fuori quelle tre ore di sonno perse per limonare ai giardinetti con Giovanna quando avevo quattordici anni. E bum, mi addormento di botto.
    Che poi le ore non dormite erano mica quelle passate a limonare sulle panchine, ma le altre che mi rigiravo nel letto tutto emozionato e, vabbè, mi smanacciavo, anche, come un disperato. Ecco, cose così.

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    Ginocchia a Punta said on Dec 13, 2011 about the Mass Market Paperback edition | 4 feedbacks

  • 5 people find this helpful

    "There's a silence surrounding me
    I can't seem to think straight
    I'll sit in the corner
    No one can bother me
    I think I should speak now ___________ Why won't you talk to me
    I can't seem to speak now ____________ You never talk to me
    My words won't come out right ________ What are you thinking
    I f
    ... (continue)

    "There's a silence surrounding me
    I can't seem to think straight
    I'll sit in the corner
    No one can bother me
    I think I should speak now ___________ Why won't you talk to me
    I can't seem to speak now ____________ You never talk to me
    My words won't come out right ________ What are you thinking
    I feel like I'm drowning _____________ What are you feeling
    I'm feeling weak now _________________ Why won't you talk to me
    But I can't show my weakness _________ You never talk to me
    I sometimes wonder ___________________ What are you thinking
    Where do we go from here _____________ What are you feeling

    It doesn't have to be like this
    All we need to do is make sure we keep talking
    "
    (Keep Talking, Pink Floyd)

    Ho letto che si sta chiudendo l'epoca del post-modernismo, nella quale abbiamo vissuto tutti negli ultimi trent'anni (molti, forse, come me, solo sospettandolo senza saperlo realmente), dove i "valori" sono stati annullati, appiattiti dalla necessità di abbattere miti, muri e distanze, rendendo in fondo simili o comunque confrontabili il Partenone e un barattolo di Ketchup, tanto per usare un paragone originale..
    Ho capito allora che Underworld è un'opera post-moderna.
    Oppure rappresenta un'epoca post-moderna. Ma tutto questo, forse, non ha importanza.
    Leggetelo. Da un magma informe e omogeneo inizieranno a emergere, poco a poco, una, due, tre, dieci figure. Prenderanno mano a mano forma. Cammineranno, incrociandosi, indifferenti per lo più gli uni agli altri. Poi saranno sempre di più, e sempre più fitti. Poi prenderanno anche colore, ne sentirete le voci, alcuni faranno un pezzo di strada insieme, altri no ma non importa: fanno comunque parte, tutti, di uno stesso Quadro. Mi correggo: di uno stesso Poliedro, quale può essere un prisma, un dodecaedro o ancor di più, perché le "facce" non son mai sufficienti a rappresentare il tutto, e la stessa cosa la puoi prendere da un lato, e poi da un altro, rigirandola avanti e indietro annullando o invertendo la direzione della freccia del tempo.
    Una cosa così non puoi neanche dire se sia bella o brutta: a volte è meravigliosa, a volte è sgradevole e ripugnante, ti vomita addosso quello che non vuoi vedere né sentire.
    Tutto questo ha un nome, e lo conosciamo tutti, si chiama Vita ma non sappiamo spesso come riempirla di contenuti.
    Just Keep Talking.

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    Marytarta said on Sep 6, 2011 about the Mass Market Paperback edition | 3 feedbacks

  • 1 person find this helpful

    opera monumentale sul senso della storia, sui collegamenti insiti all'interno delle dinamiche dei personaggi nell'arco di tempo di cinquant'anni.
    DeLillo compie in queste interminabili ma mai banali 880 pagine un resoconto sui valori che erano e che odiernamente caduti nel baratro.
    Ma è anche rifles ... (continue)

    opera monumentale sul senso della storia, sui collegamenti insiti all'interno delle dinamiche dei personaggi nell'arco di tempo di cinquant'anni.
    DeLillo compie in queste interminabili ma mai banali 880 pagine un resoconto sui valori che erano e che odiernamente caduti nel baratro.
    Ma è anche riflessione metafisica sul senso generale dell'essere e sul suo ruolo nell'universo e nel mondo e per questo risulta un libro memorabile e affascinante. I vari monologhi interiori di cui è intriso lo scritto (soprattutto quello finale) sono di una bellezza poetica sconcertante. Consigliato a tutti.

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    Umberto Mentana said on Jan 23, 2012 about the Mass Market Paperback edition | Add your feedback

  • Che fatica...

    Una fatica mostruosa. Non si discute l'abilità dello scrittore che qua e là ci delizia con descrizioni mozzafiato di personaggi e situazioni.
    Quello che manca però è il percorso della storia, un pò troppo "tarantiniana" con continui stravolgimenti di personaggi e situazioni in cui è molto facile pe ... (continue)

    Una fatica mostruosa. Non si discute l'abilità dello scrittore che qua e là ci delizia con descrizioni mozzafiato di personaggi e situazioni.
    Quello che manca però è il percorso della storia, un pò troppo "tarantiniana" con continui stravolgimenti di personaggi e situazioni in cui è molto facile perdere il filo.
    Devo ammettere che forse non l'ho capito appieno e me ne rammarico molto vista la mole di pagine lette.

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    Mr Dave said on Jan 23, 2012 about the Mass Market Paperback edition | Add your feedback

  • Che fatica finirlo o.o
    All'inizio era molto bello, faticosissimo tenere il filo perchè cambia argomento da un momento all'altro, flashback, digressioni (sì ok, è lo stile bla bla, ma in soldoni sono quelle le cose che avvengono), però affascinante. Verso pagina 500 però ho iniziato a chiedermi dove ... (continue)

    Che fatica finirlo o.o
    All'inizio era molto bello, faticosissimo tenere il filo perchè cambia argomento da un momento all'altro, flashback, digressioni (sì ok, è lo stile bla bla, ma in soldoni sono quelle le cose che avvengono), però affascinante. Verso pagina 500 però ho iniziato a chiedermi dove volesse arrivare e, sarò scema io, ma non l'ho capito, perciò lo stile visionario, da film, da flusso di coscienza sotto effetto di chissà quale droga, alla lunga mi ha stufata. A 17 anni sarei impazzita per un libro del genere, peccato averlo scoperto troppo tardi, quando ormai i miei gusti letterari sono cambiati.

    PS: ho 19 anni da 7 anni ù_ù

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    Stefania, knight of Cydonia said on Jan 21, 2012 about the Mass Market Paperback edition | Add your feedback

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9788806147259 Hardcover €19.63 €15.70 IBS.IT
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