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Underworlds

Echi dal lato oscuro

Di

Editore: TEA

3.6
(63)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 262 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8850224893 | Isbn-13: 9788850224890 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
"Underworlds" raccoglie sette storie che esplorano il lato più oscuro e ai confini del soprannaturale dell'universo narrativo di Alan D. Altieri, il "Maestro italiano dell'Apocalisse", capace ogni volta di stupirci e di spostare ancora più avanti i confini della sua affilata e potente immaginazione. Il volume si apre con una versione completamente rinnovata di "Scarecrow", lo spaventa-corvi sentinella della tenebra, una delle storie più amate (e introvabili) di Altieri, e soprattutto è arricchito da ben due inediti. "L'ultimo rogo della Morte Rossa", cupa visione finale di un mondo che cavalca verso l'estinzione accompagnato dalla voce dolente e già ultraterrena del vecchio Johnny Cash; e "Totentanz", la danza della morte, che racconta in presa diretta le micidiali conseguenze di un reality show fuori controllo: quell'estrema spettacolarizzazione della violenza in cui già siamo immersi, anche se spesso preferiamo voltare lo sguardo dall'altra parte.
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  • 4

    Quattro stelle scarse scarse.....

    Il miglior racconto di questa antologia è il primo:"Scarecrow" (*****), segue "giorno segreto" (****) con tutti gli altri sulle tre stelle ( scarse) e "Skrpio 66" a una stella....il problema più grosso della prosa di Altieri non è tanto il suo periodare fatto di frasi brevissime, come fotografie ...continua

    Il miglior racconto di questa antologia è il primo:"Scarecrow" (*****), segue "giorno segreto" (****) con tutti gli altri sulle tre stelle ( scarse) e "Skrpio 66" a una stella....il problema più grosso della prosa di Altieri non è tanto il suo periodare fatto di frasi brevissime, come fotografie buttate davanti agli occhi del lettore quanto il non capire (o far finta di non capire) che replicare per tutti i racconti LO STESSO (leggi lo stesso) stile, comprensivo di brevi frasette in inglese lanciate alla meno peggio in mezzo alla frase non sempre giova.....anzi....Senza "Scarecrow" sarebbe stata una raccolta da tre stelle scarse.....forse anche due....cosi invece aumento di una stella perchè il primo racconto è davvero un gioiellino.

    Può senz'altro fare di più:come si diceva a scuola.....è bravo ma non si applica....

    ha scritto il 

  • 3

    INDECISO

    E' la prima opera che leggo di Altieri e devo dire che mi trovo in difficoltà nel fare questa recensione.Il problema è che lo stile dell'autore non mi piace molto:periodi stringati, brevi ,concisi, e termini come ombre, tenebre,vento, ripetuti sino alla nausea(ok per dare forza alle immagini ma r ...continua

    E' la prima opera che leggo di Altieri e devo dire che mi trovo in difficoltà nel fare questa recensione.Il problema è che lo stile dell'autore non mi piace molto:periodi stringati, brevi ,concisi, e termini come ombre, tenebre,vento, ripetuti sino alla nausea(ok per dare forza alle immagini ma ripetuti comunque sino allo sfinimento).Allora dove nasce il problema?Il fatto è che le tematiche di Altieri e il suo pensiero lo condivido ampiamente.La sua critica al genere umano, o come dice lui in-umano è solamente da appoggiare.Meschinità d'animo, delirio di onnipotenza, disprezzo per i propri simili, sono tutti elementi che fanno propendere lo scrittore per un futuro perdente dell'essere umano, destinato a soccombere sotto il peso delle proprie sciagurate decisioni.Dei sette racconti che compongono la raccolta mi sono piaciuti Scarecrow(distese infinite di campi di grano e la figura dello spaventa corvi, guardiano ancestrale dei campi e delle malvagità dell'essere umano), Totentanz(in un sistema fintamente democratico e autenticamente autoritario un dittatore tiene schiavi orde di cittadini imbarbariti e non pensati attraverso un reality tutto violenza, capace di saziare i loro istinti più sanguinari), e per finire L'ultimo rogo della morte rossa e Un'alba per l'Ecclesiaste(due racconti che narrano di un mondo allo sfacelo, con virus che hanno annientato la quasi totalità della popolazione mondiale, dove gli animali e la vegetazione riprendono giustamente pieno possesso di un pianeta che noi non siamo riusciti a salvaguardare).Nel complesso per gli amanti di scenari apocalittici direi una lettura consigliata.

    ha scritto il 

  • 3

    "Il mondo è fin troppo zeppo di stronzi con la bocca troppo larga"

    "- Stai scappando?
    - Non scappando...allontanando
    - Da chi? o da cosa?
    - Da una memoria"

    "Le certezze possono diventare come i chiodi nel coperchio di una bara"

    "Le macchine sono emana ...continua

    "Il mondo è fin troppo zeppo di stronzi con la bocca troppo larga"

    "- Stai scappando?
    - Non scappando...allontanando
    - Da chi? o da cosa?
    - Da una memoria"

    "Le certezze possono diventare come i chiodi nel coperchio di una bara"

    "Le macchine sono emanazioni dell'umano. Se le macchine cadono, l'uomo cade"

    ha scritto il 

  • 3

    E' ancora una volta il solito Altieri, con sangue, sporco, retorica, malattie e morte. Questa volta, per qualche motivo, le cose non funzionano, e si ha una stanca ripetizione di temi e storie già viste.

    ha scritto il 

  • 3

    Per i fan è imperdibile. Per gli altri alcuni racconti risulteranno ostici. Altieri si conferma un valido artigiano della scrittura, competente della struttura narrativa quando un falegname nell'uso del martello e della pialla.

    ha scritto il 

  • 0

    Fantascienza e soprannaturale sono i fili conduttori di queste sette storie che compongono l’antologia Underworld.
    I sette racconti sono: Scarecrow, Giorno segreto, Totentanz, sKorpi@ 6.6, Full Dagon Five, L’ultimo rogo della Morte Rossa, Un’alba per Ecclesiaste.
    Cosa non manca ...continua

    Fantascienza e soprannaturale sono i fili conduttori di queste sette storie che compongono l’antologia Underworld.
    I sette racconti sono: Scarecrow, Giorno segreto, Totentanz, sKorpi@ 6.6, Full Dagon Five, L’ultimo rogo della Morte Rossa, Un’alba per Ecclesiaste.
    Cosa non manca: i corvi, ce ne sono a milioni. Il sangue. Il sesso violento, fin troppo, fin troppi particolari in Totentanz, fino alla nausea, quasi a costringere il lettore a lasciare perdere.
    Ci sono andato vicino, ma ho continuato solo perchè sono una serie di racconti, nella speranza di un cambiamento in corsa.
    Cosa manca: un linguaggio più semplice. E’ un modo di narrare molto complesso e sicuramente non piacevole per tutti.
    Tra i racconti da segnalare Giorno Segreto, a mio parere il migliore dell’antologia.
    [Fabio - su http://www.openars.it/?p=3539]

    ha scritto il 

  • 3

    Mi piaciono le idee di Altieri, mi piacciono i suoi racconti, mi piace troppo come scrive.
    Ho divorato questo libro ma, proprio perchè mi aspetto sempre il massimo, a questa raccolta solo un "così così"!

    ha scritto il 

  • 2

    Con questa raccolta di storie brevi ho capito che a me Altieri non fa impazzire per niente. Con L'uomo esterno l'ho adorato, con il primo libro della saga di Magdeburg ho storto il naso e, per finire, con Underworld ho capito molte cose.


    Dei sette racconti quello che ho preferito è il prim ...continua

    Con questa raccolta di storie brevi ho capito che a me Altieri non fa impazzire per niente. Con L'uomo esterno l'ho adorato, con il primo libro della saga di Magdeburg ho storto il naso e, per finire, con Underworld ho capito molte cose.

    Dei sette racconti quello che ho preferito è il primo, Scarecrow. Un ex soldato fa l'autostop e viene raccolto da un furgoncino malandato e guidato da un fattore. Lo accompagna a casa e per sdebitarsi ripara in extremis la trebbiatrice, giusto giusto per non perdere l'intero raccolto nella prospettiva di una tempesta in arrivo da est. Conosce anche la figlia dell'agricoltore e si accorge di una presenza fissa tra i campi.Una figura statica che sembra tenere d'occhio la vita nel cascinale. Quello è il simbolo della pazzia e si riverserà anche su chi legge. Perché in questo racconto non si parla solo di uno spaventapasseri, ma anche di come questi possa simboleggiare il male.

    Finito Scarecrow posso quindi dire di essermi gustato una sana e trepidante lettura. Inizio quindi la storia numero due. Sembra surclassare "della bella" la precedente e mi trovo sempre più attratto dalla narrazione, questo fino a che volto la pagine e scopro che è finita. Ma non la fine intesa come un cammino letterario, con uno sviluppo della trama. No, no. La storia finisce ancora prima di partire. Immaginando lo schema di quasi qualsiasi opera di questo genere troveremo un'introduzione, una fase di ascesa del ritmo che porterà il lettore fino al culmine, e poi una discesa più o meno veloce fino alla conclusione. Ecco, nel Giorno Segreto Altieri si è fermato all'introduzione e nel momento di maggior aspettativa ha dato inizio al terzo racconto.
    Qua le possibilità sono tre: o mancano a me delle pagine, o si tratta di uno stile letterario che per mia ignoranza non comprendo, o Altieri si è bellamente rincoglionito.

    In Totenanz invece ha fatto a mio parere un altro tipo di sbaglio, ha ridotto ai minimi termini un'idea che sarebbe stata geniale per un romanzo, per farcela stare in una decina di pagine. Parla di un reality show del tutto innovativo, dove la gente si uccide e massacra e dove la vera natura dell'uomo ha la possibilità di esplodere senza limiti. Ho apprezzato davvero la trama ma il riassumerla come romanzo breve è stata davvero una restrizione poco funzionale.

    Il quarto e il quindi si assomigliano molto, così come il sesto e il settimo. La prima coppia tratta di operazioni di guerriglia mentre la seconda di due diversi virus, entrambi attori principali responsabili della fine della presenza umana sulla terra.

    Tirando le somme, a parte nel primo, non ho trovato nulla di interessante in nessun racconto di Underworld. Qualche idea narrativa che ho apprezzato ovviamente c'è, ma non da legarmi alle pagine e dimenticarmi di tutto ciò che avevo intorno.
    A me poi proprio non piace come scrive, frasi ad effetto e concetti tirati al limite quando non se ne sentiva per niente l'esigenza. Mi sento di copiare ed incollare una recensione fatta da un anobiano che non ho ancora avuto la fortuna di conoscere, tal Will Dearborn. Will descrive così lo stile di scrittura di altieri:
    ...scrive come un culturista che si compiace allo specchio, e comunque sono tutti steroidi...

    Dispiace dirlo ma, sono più che d'accordo

    ha scritto il