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Undici solitudini

By Richard Yates, Maria Lucioni (Translator), Paolo Cognetti (Preface)

(607)

| Paperback | 9788875210885

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Book Description

Pubblicata originariamente nel 1962, questa raccolta di short stories è considerata uno dei capolavori della narrativa americana del secondo Novecento. Il New York Times l'ha definita "l'equivalente newyorkese di Gente di Dublino di Joyce", e Kurt Vonnegut "la migliore raccolta di racconti mai pubblContinue

Pubblicata originariamente nel 1962, questa raccolta di short stories è considerata uno dei capolavori della narrativa americana del secondo Novecento. Il New York Times l'ha definita "l'equivalente newyorkese di Gente di Dublino di Joyce", e Kurt Vonnegut "la migliore raccolta di racconti mai pubblicata da un autore americano". Dalle vite "normali" di segretarie di Manhattan e maestrine di Brooklyn, di potenziali romanzieri frustrati, di tassisti sognatori, soldati disillusi e ragazzini disadattati, Yates crea un mosaico indimenticabile che rivela tutte le ombre dei sogno americano all'apice del suo (presunto) splendore; ma "Undici solitudini" non è solo l'impietoso ritratto di un'epoca: la precisione dei dialoghi, il ritmo infallibile, l'attenzione ai particolari, l'essenzialità della scrittura danno alle storie di questi personaggi un'intensità che le rende dolorosamente universali e senza tempo.

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    (“consunto dall’uso”, avrei detto allora, ma oggi per fortuna sono diventato più onesto nell’uso delle parole e dico che il cappello era semplicemente cincischiato, da un numero infinito di strizzatine nervose, un cappello a cui cambiavo forma ogni due minuti, ma consunto dall’uso proprio no).”pag.2 ... (continue)

    (“consunto dall’uso”, avrei detto allora, ma oggi per fortuna sono diventato più onesto nell’uso delle parole e dico che il cappello era semplicemente cincischiato, da un numero infinito di strizzatine nervose, un cappello a cui cambiavo forma ogni due minuti, ma consunto dall’uso proprio no).”pag.215

    Ecco, sta tutta qui la forza straordinaria dello stile di Yates, “l’onestà della parola”, spogliare di orpelli di formalismi di immagini metaforiche e chiamare le cose col loro semplice nome, senza abbellire, ornare, decorare. E questa sua sorprendente qualità, presa a modello da molti altri famosi scrittori, ha l’abilità di portarci dentro la verità, senza filtri o fronzoli.

    Non sono tutti da quattro stelle i racconti di questa raccolta, ma ce ne sono cinque davvero molto buoni ( Una gran voglia di punizione – Il mitragliere – Un buon pianista jazz – Abbasso il vecchio! – Costruttori) e alla fine ho optato per una media arrotondata per eccesso.

    Quello che ho preferito è Abbasso il vecchio!, dove lo sguardo spoglio di Yates entra lucido e compassionevole nel Padiglione sette, quello dei reduci tubercolotici. Ed è tutto così semplice e diretto, la descrizione dei personaggi, i dialoghi così straordinariamente banalmente reali . E la vestizione/trasformazione per tornare in seno alla famiglia qualche giorno a Natale vale tutte le stelle possibili.

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    GloriaA said on Jan 6, 2012 | 10 feedbacks

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9788875210885 Paperback €11.00 €10.12 IBS.IT
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