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Une Vie

By Guy de Maupassant

(68)

| Paperback | 9782253004240

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Book Description

67 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Imitazione di "Madame Bovary" e, come quello, romanzo d'esordio dell'autore, che a trentatré anni scrive un capolavoro avendo inteso l'esempio del suo maestro riconosciuto. Leggerlo è una gioia per gli occhi e per la mente, grazie alla rifulgenza del ...(continue)

    Imitazione di "Madame Bovary" e, come quello, romanzo d'esordio dell'autore, che a trentatré anni scrive un capolavoro avendo inteso l'esempio del suo maestro riconosciuto. Leggerlo è una gioia per gli occhi e per la mente, grazie alla rifulgenza dello stile, all'icasticità degli argomenti... In questo senso spazza via, perché moderno e attuale, buona parte della celebrata, decorata, indeterminata adunanza di scrittori (quanto sfigura la parola) contemporanei. Quale onestà intellettuale, quale libertà espressiva per battagliare dialetticamente con gli enti (realistici o simbolici) dell'epoca! Ma, d'altronde, ancora non si scriveva per farsi ricchi o per esibirsi verbalmente nei festini, come occorre oggi. La scena - d'obbligo normanna - è di Jeanne, giovane aristocratica sognatrice, su cui si abbatte l'usuale sciagura di uno sposalizio di convenienza; seguono tribolazioni sensuali e di pretto marchio borghese; nel finale, venendo via via meno le comparse, sono i crucci filiali ad amareggiare la sorte della protagonista. La campagna si conferma luogo d'elezione delle atrocità famigliari, il matrimonio un inganno, la prole fomite di scontentezza, la religione una farsa in rapporto di connivenza con l'adulterio che maledice, e il sesso ha sempre connotazioni bestiali. Il testo s'interrompe con piacevole drasticità: tocca alla serva Rosalie l'onore dell'ultima parola (al farmacista di Yonville era toccato di appuntarsi al bavero la sospirata patacca).

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    aleksandr said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Citazione

    "La vita, vedete, non è né così bella né così brutta come si crede."

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    Miss Kamala said on May 7, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Amando il Naturalismo francese non posso non amare uno dei grandi maestri del genere.Delicato,profondo,ritmato stilisticamente e mai patetico nel descrivere la vita di una giovane aristocratica delusa e disillusa della propria esistenza.Non è facile ...(continue)

    Amando il Naturalismo francese non posso non amare uno dei grandi maestri del genere.Delicato,profondo,ritmato stilisticamente e mai patetico nel descrivere la vita di una giovane aristocratica delusa e disillusa della propria esistenza.Non è facile scrivere un libro del genere su tale argomento senza farsi ridere dai muri.Sono contento di riavercelo (grazie pat) e di poterlo rileggere.Secondo Tolstoj rappresenta la massima espressione narrativa francese solo prima di "Les misérables" di Victor Hugo.Fate voi...

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    Sine qua Non said on Nov 9, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Uno scrittore immenso e potente, un'eroina così debole, dolente e priva di volontà. Una voglia di prenderla a schiaffi mi assaliva (soprattutto quando tornava a ricordare con struggimento e gioia la sua "luna di miele"...mon Dieu!), di fronte alla su ...(continue)

    Uno scrittore immenso e potente, un'eroina così debole, dolente e priva di volontà. Una voglia di prenderla a schiaffi mi assaliva (soprattutto quando tornava a ricordare con struggimento e gioia la sua "luna di miele"...mon Dieu!), di fronte alla sua inettitudine. Non è delicatezza la sua, è indolenza.

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    LadyGeorgie said on Sep 1, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Cara Giovanna,
    diciamocelo, sei stata un po’ sfigata. La vita, a volte, va così. Però sei stata pure sprovveduta e incapace di tirar fuori un po’ di carattere. Eh, che diamine!
    Passi per la cotta nei confronti di Giuliano, visconte di Lamare, lo capi ...(continue)

    Cara Giovanna,
    diciamocelo, sei stata un po’ sfigata. La vita, a volte, va così. Però sei stata pure sprovveduta e incapace di tirar fuori un po’ di carattere. Eh, che diamine!
    Passi per la cotta nei confronti di Giuliano, visconte di Lamare, lo capisco. Dopo esser stata rinchiusa nel collegio del Sacro Cuore fino a 17 anni, ci sta che nell'incontrare un figliolo attraente, con quei capelli bruni che ombreggiavano una fronte liscia e abbronzata e quegli occhi morati, teneri e profondi, e quella la barba lucida e fine, si resti abbagliata. E capisco pure che nell'Ottocento non si abbia la possibilità di dire «Va be’, babbo; il ragazzo mi piace ma preferirei conoscerlo meglio; che mica ci dobbiamo sposare domani!?». No, magari una cosa del genere al barone Le Perthuis non avrebbe fatto piacere. Ad ogni modo, già in viaggio di nozze, quella decisione di gestire i tuoi soldi, quell'essere così autoritario e un po’ violento, t’avrebbe dovuto mettere in guardia: di tuo marito non avevi capito niente. E poi, dico, ma era evidente che il bell'imbusto ti tradiva con la fida servetta Rosalia, sì gaia e civettuola; l’avevamo capito tutti! Possibile che fin a quando non li hai beccati in flagrante (e in modo del tutto casuale), non ti sia resa conto di nulla? Ancora una volta, hai perdonato.
    E, successivamente, possibile che non hai capito il perché delle tante visite a casa dei ricchi vicini da parte del fedifrago? Hai finto di non vedere e hai riversato tutto il tuo morboso amore nei confronti di tuo figlio, Paolo. Non potevi aver letto “I no che fanno crescere”, lo comprendo. Ma, dargliela sempre vinta, così come avevi fatto col defunto padre, non poteva portar a nulla di buono.
    A guardar la vita sconclusionata del tu’ figliolo ormai ventenne è evidente che abbia ripreso tutto dal padre. Gioco, prostitute, debiti in abbondanza. E tu nulla; continui a mandargli soldi anche dopo esser stata costretta a vendere la tua amata casa dei “Pioppi”, vicino Yport.
    Continui ad illuderti che sia un bravo ragazzo; sì le mamme non sono mai obiettive ma, dico, quel ragazzo ti sta uccidendo di crepacuore e tu continui a dargli un’opportunità? Un’educazione un po’ più rigida da piccolo gli avrebbe fatto solo bene.
    Per fortuna che l’ex serva Rosalia, sebbene si sia comportata male nei tuoi confronti, da giovane, è tornata a darti una mano nel momento del bisogno. Insomma, anche lei non ha avuto una storia facile però si è rimboccata le maniche e ha affrontato la vita di petto, senza aggrapparsi continuamente a qualcun altro, come hai fatto tu.
    Cara Giovanna, come ti dice la saggia Rosalia, qualunque vita non è né tutta buona né tutta cattiva,però bisogna saperla affrontare senza troppi piagnistei, imparando dai propri errori e cercando di non farsi sopraffare dalle sventure che si abbattono su di noi.
    Quindi, ora che è arrivata una nipotina ad allietare le tue giornate, cerca di non viziarla come hai fatto con tuo figlio e impara a guardare le cose belle della vita.

    Con affetto.

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    babalatalpa said on May 27, 2013 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Non mi ispirava affatto e lo avevo in casa da un po'. Pensavo fosse un libro carico di tedio e appesantito da pessimismo cosmico (almeno questa è l'idea che ci si fa facendo un paio di ricerche su internet). La scrittura invece è vivace, illuminata p ...(continue)

    Non mi ispirava affatto e lo avevo in casa da un po'. Pensavo fosse un libro carico di tedio e appesantito da pessimismo cosmico (almeno questa è l'idea che ci si fa facendo un paio di ricerche su internet). La scrittura invece è vivace, illuminata poi dalla grazia di Natalia Ginzburg nei panni di traduttrice. e l'ultima frase è da antologia!

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    Carlotta Valdes said on Mar 21, 2013 | Add your feedback

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