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Universo

Di

Editore: Mondadori

3.8
(591)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 175 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Giapponese , Olandese , Ceco

Isbn-10: 8804555491 | Isbn-13: 9788804555490 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Descrizione del libro
Il primo labirinto di cui abbiamo notizia è quello del palazzo di Cnosso dove era stato condannato a vivere, in attesa che Teseo lo giustiziasse, il Minotauro. Dentro a un labirinto ci porta anche Robert A. Heinlein in questo libro, dipingendo un'atmosfera claustrofobica che esalta anfratti, spazi, angoli dimenticati, scale, ponti su ponti in mezzo ai quali scorre la vicenda. Lo scenario è quello di una gigantesca astronave, talmente grande da costituire un universo, in cui a essere braccati sono, come nel mito antico, i diversi, i mutanti, nati e cresciuti deformi in seguito a radiazioni nocive e che, come il mostro della leggenda, hanno insieme il ruolo del cattivo e della vittima. Così come cattivi e vittime possono apparire gli umani che si scontrano con loro. In mezzo, un ragazzo, Hugh Hoyland: l'uomo solo in grado di decidere per il bene della comunità, l'eroe incorruttibile e pragmatico alla John Wayne, in lotta perenne contro le dittature in nome della libertà. Uscito a partire dal 1941, Universo è il frutto di una stagione particolarmente felice della fantascienza, un vero classico della narrativa statunitense del Novecento che mantiene ancora oggi intatto il suo contagioso entusiasmo.
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  • 3

    Universo è un romanzo che parte da un'idea intrigante: un'astronave generazionale, i cui abitanti hanno dimenticato la Terra e credono che quell'astornave si tutto l'Universo.
    La lattura è piacevole, ma s evolve più come una lettura avventurosa e gli spunti che potevano essere meglio approf ...continua

    Universo è un romanzo che parte da un'idea intrigante: un'astronave generazionale, i cui abitanti hanno dimenticato la Terra e credono che quell'astornave si tutto l'Universo.
    La lattura è piacevole, ma s evolve più come una lettura avventurosa e gli spunti che potevano essere meglio approfonditi per dare profondità al tutto rimangono un po' superficiali.
    Il tabù per l'omicidio e il cannibalismo paiono caduti (ma il tema non viene approfondito), ci sono cenni all'organizzazione sociali (idem), le donne sono diventate poco più di schiave e così via.
    In ogni caso una lettura piacevole anche se un po' datata

    ha scritto il 

  • 2

    Il cervello è pigro, ammettiamolo. Anche dal punto di vista immaginativo, si sforza solo se lo ritiene strettamente necessario. Inoltre è molto orgoglioso di sé. Se gli spieghi troppe cose perde il gusto di giocare. Ecco, appunto, il cervello è pure un gran giocherellone. E questo Universo sapeva ...continua

    Il cervello è pigro, ammettiamolo. Anche dal punto di vista immaginativo, si sforza solo se lo ritiene strettamente necessario. Inoltre è molto orgoglioso di sé. Se gli spieghi troppe cose perde il gusto di giocare. Ecco, appunto, il cervello è pure un gran giocherellone. E questo Universo sapeva bene come trattarlo. L'introduzione segnala precocemente un susseguirsi di eventi interessanti. I personaggi sono pochi, l'ambientazione è descritta nei suoi elementi essenziali, aventi il solo compito di stimolare l'immaginazione che, fiera di sé, può scatenarsi liberamente. L'ambiente è quello di un'astronave immensa diretta originariamente verso Proxima Centauri, infine perduta e dimenticata nello spazio profondo. Lo stile è quello dei classici, forse datati, magari imperfetti. Paradossalmente, infatti, questa lettura è un salto nel passato, o meglio nella concezione passata del futuro possibile. Attraverso un libro di fantascienza si potrebbero capire molto a proposito dell'epoca in cui è stato scritto, e poco importa se l'opera narra di decine o centinaia di anni avanti a noi, d'astronavi lunghe cento chilometri o delle Tre Leggi della Robotica. Heinlein s'è mantenuto prudente ambientando la storia ben oltre il 2119. Manca più di un secolo ed entro quell'anno potrebbero accaderne delle belle. La speranza maggiore sta nello scoprire una nuova e più redditizia fonte di energia come ad esempio la fusione nucleare. C'è poi il discorso del tempo che impiegherebbe un'astronave generazionale viaggiando al di sotto della velocità della luce, un tempo talmente lungo che nel frattempo potrebbe permettere lo sviluppo di tecnologie aerospaziali più potenti che, partendo dalla Terra parecchi decenni dopo, arriverebbero a destinazione prima della nave in questione.
    In quanto vecchio classico, in Universo non possono mancare i mutanti, la cui diversità si dimostra essere un pregio, ancora una volta. Escludendoli dalla omologata e superstiziosa società dei normali, la loro deformità li isola a sufficienza da fargli sviluppare un'opinione autonoma lontana dal pensare comune elevandoli al rango di illuminati. La diversità come vantaggio, insomma. E Heinlein ben si guarda dall'attribuire loro super-poteri di qualsivoglia genere, che risulterebbero banali e moralmente poco significativi.
    Resta il fatto che la presenza di individui resistenti alle radiazioni è assai curiosa. Perché una cosa sono le mutazioni casuali che avvengono nel DNA ad una frequenza infinitesimale, un'altra cosa sono le mutazioni causate da potenti mutageni esterni come le sostanze chimiche (esempio diossina) o le radiazioni. Sorprende come la fantascienza sia campata di rendita per diversi decenni grazie alla sottovalutazione del fenomeno. Almeno Isaac Asimov, in una più recente edizione di Paria dei Cieli, si è scusato per aver sottostimato gli effetti degli ordigni nucleari. A favorire l'ascesa dei mutanti come cliché fantascientifici devono aver contribuito sia l'approccio volutamente poco scientifico degli scrittori dell'epoca sia l'ignoranza di buona parte dei lettori. Premesso che gli eventuali super-eroi nati dalla bomba di Hiroshima siano riusciti a non dare nell'occhio, s'intende.
    A dare un tocco di antichità ci si mette poi l'assenza, praticamente totale, delle donne per tutta la durata del romanzo, escluse le pagine finali in cui vengono usate esclusivamente come contenitori riproduttivi di biblica memoria, elemento che segnala un'emorragia di valori non indifferente rispetto alla cultura contemporanea. Una cosa che si nota anche in Starman Jones. D'altro canto va ricordato che, mentre il romanzo completo fu pubblicato nel 1963, esso è in realtà nato dalla somma di due racconti usciti nel lontanissimo 1941 sulla rivista Astounding a distanza di pochi mesi l'uno dall'altro. Se Heinlein fosse stato uno scrittore italiano dell'epoca avremmo potuto perdonarlo.
    Personalmente, e ripeto personalmente, non credo che Universo sia adatto a un giovane del ventunesimo secolo né a chi sia abituato/a alla più complessa fantascienza moderna. Ho trovato la premessa dell'opera assai buona, poi ho perso sempre più interesse terminando il libro con fatica. Semmai, questo romanzo potrebbe essere maggiormente apprezzato da adolescenti alle prime armi o da fantamaniaci affamati di cultura. Ha infatti una sua indiscutibile rilevanza storica, utile per fare una tesi universitaria o per soddisfare il bisogno di una ricerca personale qualora la fantascienza scorresse nel sangue dell'interessato/a. Universo ha inoltre il pregio di emanare un potentissimo fascino del vintage. Ad esempio la sala comandi coi pulsantoni luminosi è uno spasso.
    http://clarkevivo.blogspot.it/2013/11/luniverso-di-robert-heinlein.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Quando l'ho letto per la prima volta, vent'anni fa, mi è sembrato geniale. Ora, mi rendo conto di quanto la mia fantasia avesse contribuito a caricare il romanzo di suggestioni che non ho ritrovato. Confermo l'ammirazione per la trovata iniziale, ma a metà la storia comincia a diventare ripetitiv ...continua

    Quando l'ho letto per la prima volta, vent'anni fa, mi è sembrato geniale. Ora, mi rendo conto di quanto la mia fantasia avesse contribuito a caricare il romanzo di suggestioni che non ho ritrovato. Confermo l'ammirazione per la trovata iniziale, ma a metà la storia comincia a diventare ripetitiva. Il finale mi sembra affrettato e prevedibile, con troppi colpi di fortuna per essere credibile. Inoltre, i personaggi sono bidimensionali; l'unico che susciti simpatia è il mutante Joe-Jim, che ruba la scena al protagonista, tra l'altro un insopportabile misogino.

    ha scritto il 

  • 2

    Universo di Heinlein è sicuramente un classico che ha, probabilmente, dato vita a un vero e proprio sottogenere della scifi; per molti è addirittura un romanzo "imprescindibile" ma, senza discuterne l'importanza storica, l'ho sempre trovato un libro terribilmente noioso e scritto in maniera sciat ...continua

    Universo di Heinlein è sicuramente un classico che ha, probabilmente, dato vita a un vero e proprio sottogenere della scifi; per molti è addirittura un romanzo "imprescindibile" ma, senza discuterne l'importanza storica, l'ho sempre trovato un libro terribilmente noioso e scritto in maniera sciatta e approssimativa. Personaggi tratteggiati in maniera molto poco convincente, una trama piatta che più non si può, un finale banalissimo. Riletto un annetto fa, penso che sia anche invecchiato male... Sorry.

    ha scritto il 

  • 4

    Finora Bob non mi ha mai tradito. E nemmeno con questo romanzo.

    Ennesimo capolavoro di Heinlein.
    Un'astronave in viaggio nello spazio da così tanto tempo che i passeggeri, una generazione dopo l'altra, credono non ci sia niente al di fuori dell'astronave stessa. Anche il concetto di viaggio è diventato astratto e incomprensibile. Ma la curiosità umana, ...continua

    Ennesimo capolavoro di Heinlein.
    Un'astronave in viaggio nello spazio da così tanto tempo che i passeggeri, una generazione dopo l'altra, credono non ci sia niente al di fuori dell'astronave stessa. Anche il concetto di viaggio è diventato astratto e incomprensibile. Ma la curiosità umana, nella forma del giovane Hugh Hoyland toglierà il velo di ignoranza dalle menti degli uomini a bordo.

    Un classico, imperdibile.

    ha scritto il 

  • 0

    Classico racconto di fantascienza, rovinato nel finale da una manifesta misogenia e aggiungerei forse persino un velato razzismo. Peccato, perchè l'idea dell'equipaggio di una immensa astronave/mondo che, dopo qualche generazione che vive, si riproduce e si governa all'interno di questa (priva di ...continua

    Classico racconto di fantascienza, rovinato nel finale da una manifesta misogenia e aggiungerei forse persino un velato razzismo. Peccato, perchè l'idea dell'equipaggio di una immensa astronave/mondo che, dopo qualche generazione che vive, si riproduce e si governa all'interno di questa (priva di "finestre" sull'esterno), sviluppa una geografia, cosmogonia, religione e politica basate su un tale universo conchiuso; considera testi sacri i manuali dell'astronave, interpretandoli come linguaggio simbolico-metaforico, per non ammettere che fuori dai confini/paratie della nave c'è spazio e che .."pur si muove";.. beh, l'idea di base mi è piaciuta molto, anche se la riorganizzazione di questa umana vita nuova ripercorre meccanismi e dinamiche soliti, imita le sacre scritture, prospetta una terra promessa e forse persino un .. "popolo" eletto. Però alla fine pare sia tutto merito del caso, per quanto fortuito, piuttosto che di una umana/divina provvidenza?
    Per Jordan!.. ad ogni modo i racconti di fantascienza a me sembrano sempre ingenui nella narrazione/descrizione degli eventi, mentre le idee e le intuizioni molto lungimiranti e illuminate ... chissà come mai non rieco a trovare pienezza letteraria, descrittiva, scientifica e filofica insieme?

    ha scritto il