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Uno, nessuno e centomila

Di

Editore: Feltrinelli

4.2
(10005)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 221 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Francese , Olandese , Portoghese , Polacco

Isbn-10: 880782079X | Isbn-13: 9788807820793 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Curatore: Ugo M. Olivieri ; Illustrazione di copertina: Umberto Boccioni

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , eBook , CD audio

Genere: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Descrizione del libro
È la modernissima ed emblematica tragedia di Vitangelo Moscarda chescopre di essere un estraneo a se stesso, costruito dagli altri a modoloro: ognuno lo fa diverso e gli altri lo falsificano. Non può conoscersi,se pretende di costruirsi come uno. Non gli rimane che spogliarsi di tuttele connotazioni, le cosiddette qualità, gli averi, farsi dare del pazzo,vivere non più in sè, ma "in ogni cosa fuori".
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un po' di "diludendo"

    Ho riletto questo libro dopo tanti anni, un po per curiosità un po perché una mia amica mi ha convinto. Non mi ricordavo molto (e questo mi fa pensare che ai tempi della scuola il libro non l'ho mai l ...continua

    Ho riletto questo libro dopo tanti anni, un po per curiosità un po perché una mia amica mi ha convinto. Non mi ricordavo molto (e questo mi fa pensare che ai tempi della scuola il libro non l'ho mai letto per intero, ma questa è un'altra storia). Il libro in realtà è molto interessante, e tratta un argomento che personalmente mi appassiona: il relativismo. Solo che Pirandello credo che dia un taglio un po pessimistico a tutta la questione (ed infatti il buon protagonista alla fine ne esce pazzo).

    Comunque, tutto sommato credo sia un libro che vada letto perché aiuta a riflettere e comunque è caratterizzato da uno stile unico, tipico dei romanzi Pirandelliani.

    P.S. Per un libro del genere sconsiglio le versioni elettroniche, che spesso e volentieri sono piene di errori e rendono la lettura più complicata di quanto già non sia.

    ha scritto il 

  • 0

    Sarò poco intelligente ma il libro non è semplice e non capisco la sua diffusione di Massa nelle quinte classi delle nostre scuole superiori.
    Pirandello lo definì "la sintesi completa di tutto quello ...continua

    Sarò poco intelligente ma il libro non è semplice e non capisco la sua diffusione di Massa nelle quinte classi delle nostre scuole superiori.
    Pirandello lo definì "la sintesi completa di tutto quello che ho fatto è che farò ".
    La storia ci mette davanti i diversi punti di vista della personalità, la costruzione del self ma anche la sua percezione da parte degli altri. Altri come persone legate da legami di affetto e amicizia e altri come interpreti di diversi ruoli sociali. Pirandello sta dentro un filone europeo che fa dell'introspezione e dell'indagine dei meandri più profondi della coscienza e cala tutto ciò nella sua Sicilia forzando stereotipi (il denaro, la posizione sociale, le donne' i diversi poteri compreso quello. Religioso) utili a estremizzare la storia e renderla così come appare: scandalosa.
    Il protagonista "Vitangelo Moscarda" marcia a passo spedito ad un processo di dissentivi azione che lo distruggerà come homo socialis portandolo però alla pace interiore fatta di cancellazione della personalità acquisita.

    ha scritto il 

  • 4

    « Nessun nome. Nessun ricordo oggi del nome di jeri; del nome d'oggi, domani. Se il nome è la cosa; se un nome è in noi il concetto d'ogni cosa posta fuori di noi; e senza nome non si ha il concetto, ...continua

    « Nessun nome. Nessun ricordo oggi del nome di jeri; del nome d'oggi, domani. Se il nome è la cosa; se un nome è in noi il concetto d'ogni cosa posta fuori di noi; e senza nome non si ha il concetto, e la cosa resta in noi come cieca, non distinta e non definita; ebbene, questo che portai tra gli uomini ciascuno lo incida, epigrafe funeraria, sulla fronte di quella immagine con cui gli apparvi, e la lasci in pace e non ne parli piú. Non è altro che questo, epigrafe funeraria, un nome. Conviene ai morti. A chi ha concluso. Io sono vivo e non concludo. La vita non conclude. E non sa di nomi, la vita. Quest'albero, respiro trèmulo di foglie nuove. Sono quest'albero. Albero, nuvola; domani libro o vento: il libro che leggo, il vento che bevo. Tutto fuori, vagabondo. »

    ha scritto il 

  • 5

    Strepitoso

    La facoltà d'illuderci che la realtà d'oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall'altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d'oggi è destinata a scoprire l'illusione dom ...continua

    La facoltà d'illuderci che la realtà d'oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall'altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d'oggi è destinata a scoprire l'illusione domani. E la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita.

    ha scritto il 

  • 4

    Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.

    Ho sempre avuto difficoltà a leggere i libri di Pirandello, mi sono persa nel leggere Il fu Mattia Pascal e forse non l'ho apprezzato appieno proprio perchè imposto per fini scolastici.
    Ammetto di ave ...continua

    Ho sempre avuto difficoltà a leggere i libri di Pirandello, mi sono persa nel leggere Il fu Mattia Pascal e forse non l'ho apprezzato appieno proprio perchè imposto per fini scolastici.
    Ammetto di aver ri-incontrato questa difficoltà,il più delle volte mi sono persa nel testo ma ho tenuto duro e l'ho finito.
    Ho dato 5 stelle perchè, nonostante la fatica nel finirlo, è davvero un ottimo libro. Il fatto che nessuno si conosce davvero, e che gli altri hanno una visione di noi sempre diversa, che non è la stessa che abbiamo di noi stessi, non c'è niente di più vero. E il titolo è azzeccatissimo: siamo tutti Uno,Nessuno e Centomila. E proprio per questo non siamo nessuno. Mi ha colpito, si. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo racconto mi ha ricordato perché ho tante riserve per i classici. Forse è colpa mia che non ho buon gusto o una sensibilità adeguata allo stile dell'autore ma ho davvero faticato a finirlo per q ...continua

    Questo racconto mi ha ricordato perché ho tante riserve per i classici. Forse è colpa mia che non ho buon gusto o una sensibilità adeguata allo stile dell'autore ma ho davvero faticato a finirlo per quanto fosse breve, e ció che più mi é dispiaciuto é che la sostanza e le premesse avevano una potenzialità infinita ma la forma mi é sembrata troppo confusionaria ( per il mio gusto, ripeto, lungi da me povera mortale toccare un mostro come Pirandello ). Per la prima volta mi verrebbe da dire che c'é troppa introspezione ( io che nei romanzi la amo ), ci si concentra molto su come il protagonista percepisce se stesso all'interno del proprio mondo e in relazione agli altri e poco su ciò che effettivamente gli sta intorno rendendo poco chiare e a mio parere non abbastanza approfondite certe dinamiche. Forse é proprio lo scopo dell'autore non farci conoscere il personaggio fino infondo proprio per render più efficace il messaggio che vuole lanciare? I deliri del protagonista, i suoi ragionamenti contorti intorno a se stesso per quanto io li comprenda e mi ci ritrovi per molti versi e per quanto sia tangibile l'angoscia di non poter cogliere e trasmettere la propria vera essenza, finendo per esser plasmato e rimodellato continuamente e irrimediabilmente dall'altro, per quanto l'inettitudine e la passività del personaggio mi abbiano ricordato personaggi della letteratura che già in passato ho imparato ad amare, tutta l'impalcatura costruita intorno a quest'ultimo l'ho trovata poco convincente. C'é da dire che é la prima opera che leggo di Pirandello, forse ho cominciato col piede sbagliato ma sinceramente non sono tentata di ritentare con qualcosa d'altro di suo almeno per un bel pezzo.

    ha scritto il 

  • 5

    I molti volti dell'essere

    La bellezza di Pirandello è il suo saper cogliere sempre il senso delle cose.
    Lui nella sua genialità si era reso conto di come noi tutti esseri umani portiamo avanti una farsa. Indossiamo una mascher ...continua

    La bellezza di Pirandello è il suo saper cogliere sempre il senso delle cose.
    Lui nella sua genialità si era reso conto di come noi tutti esseri umani portiamo avanti una farsa. Indossiamo una maschera, non siamo i reali attori della nostra vita, lasciamo che siano le convenzioni e gli stereotipi a guidarci attraverso la rigida griglia di preconcetti.
    Vivere davvero non è questo... Ma fingere è decisamente più semplice.

    ha scritto il 

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