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Uno, nessuno e centomila

By Luigi Pirandello

(77)

| Others | 9788818024029

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653 Reviews

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    CAPOLAVORO

    ... sempre tra i miei IN LETTURA, periodicamente lo annuso un pò... per ricordami... chi lo leggesse scoprirà cosa.

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    glucapuppe said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

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    "Nessun nome. Nessun ricordo oggi del nome di jeri; del nome d'oggi, domani. Se il nome è la cosa; se un nome è in noi il concetto d'ogni cosa posta fuori di noi; e senza nome non si ha il concetto d'ogni cosa posta fuori di noi; e senza nome non si ...(continue)

    "Nessun nome. Nessun ricordo oggi del nome di jeri; del nome d'oggi, domani. Se il nome è la cosa; se un nome è in noi il concetto d'ogni cosa posta fuori di noi; e senza nome non si ha il concetto d'ogni cosa posta fuori di noi; e senza nome non si ha il concetto, e la cosa resta in noi come cieca, non distinta e non definita; ebbene, questo che portai tra gli uomini ciascuno lo incida, epigrafe funeraria, sulla fronte di quella immagine con cui gli apparvi, e la lasci in pace e non ne parli più. Non è altro che questo, epigrafe funeraria, un nome. Conviene ai morti. A chi ha concluso. Io sono vivo e non concludo. La vita non conclude. E non sa di nomi, la vita. Quest'albero, respiro tremulo di foglie nuove. Sono quest'albero. Albero, nuvola; domani libro o vento: il libro che leggo, il vento che bevo. Tutto fuori, vagabondo."

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    Ars Amande said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    il protagonista alla ricerca della sua vera identità... da leggere

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    Simona said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

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    Impressionante come Pirandello riesca a trattare la tematica della propria interiorità da tutti i punti di vista, ben diversi fra loro ma allo stesso tempo inscindibili. Questo libro mi è piaciuto perchè mi ha fatto riflettere molto sull'identità deg ...(continue)

    Impressionante come Pirandello riesca a trattare la tematica della propria interiorità da tutti i punti di vista, ben diversi fra loro ma allo stesso tempo inscindibili. Questo libro mi è piaciuto perchè mi ha fatto riflettere molto sull'identità degli uomini, sulle concenzioni riguardo ciò che ci circonda e sull'interpretazione che ognuno di noi da' alle cose. Va menzionata la capacità dell'autore di essere sempre presente fra le pagine trattando argomenti universali perchè accessibili a tutti, ma abbastanza inusuali. Solo attraverso una profonda ricerca riusciremo a trovare la nostra più recondita natura, la nostra essenza, che rappresenta la vera realtà dentro di noi. Pirandello riesce a rendere viva la narrazione perchè l'arricchisce di pensieri, riferiti non solo al protagonista, emozioni e stati d'animo, che testimoniano i suoi enormi travagli. Per questi motivi UNO, NESSUNO E CENTOMILA rappresenta una pietra miliare fra i romanzi della letteratura italiana. (E, a mio giudizio, si aggiudica un più che meritato posto d'onore.)

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    potter said on Jul 9, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    È interessante la riflessione sul fatto che l’uomo conosce costruendo: è dando forma a un’opera o a una città che l’uomo conosce le sue necessità, i suoi pensieri, i suoi sentimenti; questo ricorda un po’ il Rinascimento e Leon Battista Alberti, “l’a ...(continue)

    È interessante la riflessione sul fatto che l’uomo conosce costruendo: è dando forma a un’opera o a una città che l’uomo conosce le sue necessità, i suoi pensieri, i suoi sentimenti; questo ricorda un po’ il Rinascimento e Leon Battista Alberti, “l’arte è conoscere facendo”, “il valore non è nella cosa, come fenomeno, ma in ciò che l’intelletto costruisce sul fenomeno” (ho citato Argan per essere precisa). Solo che qui si assiste a un’evoluzione straniante, astratta e paradossale di concetti di questo tipo.
    L’uomo per conoscersi deve costruire un’immagine di se stesso e per conoscere gli altri deve costruirsi un’immagine di loro, una per ognuno; ma qui esistono solo le immagini, immagini che hanno perso un significato, immagini dello stesso fenomeno che si moltiplicano, immagini in contrasto tra loro. La società borghese e la città sono solo sovrastrutture sulla realtà in cui la realtà, il flusso della vita, la natura non entrano più; l’uomo è solo un’immagine vuota che gli viene attribuita dal rapporto con gli altri; l’unica realtà che per me può esistere è quella che io do ora a una cosa, non la cosa.
    La soluzione che si prospetta è che l’uomo scappi dalla realtà che lui stesso ha costruito per annullarsi con il flusso della natura, in opposizione a ogni sovrastruttura umana.

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    Ludovica said on Jul 7, 2014 | 4 feedbacks

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