Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Uno per uno, tutti per tutti

Il potere di organizzare senza organizzazione

Di

Editore: Codice

3.9
(64)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 248 | Formato: Altri

Isbn-10: 8875781249 | Isbn-13: 9788875781248 | Data di pubblicazione: 

Curatore: F. Fasce

Genere: Computer & Technology

Ti piace Uno per uno, tutti per tutti?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il successo delle moderne tecnologie disponibili sulla rete (blog, wiki e l'intero ecosistema web 2.0) sta mutando radicalmente il nostro panorama produttivo e sociale. I nuovi modelli aggregativi, basati sul coinvolgimento diffuso e la condivisione della conoscenza hanno messo in crisi le tradizionali forme organizzative, primi fra tutti i media, spogliati del loro ruolo di selezionatori e diffusori dell'informazione. La possibilità di pubblicare e condividere velocemente informazioni sta però generando effetti soprattutto sociali. La facilità di coordinamento e azione collettiva propria di questo nuovo paradigma, se da una parte favorisce la produzione di valore con uno sforzo apparente minimo - un esempio lampante è Wikipedia - dall'altra apre però a possibili distorsioni, insidiando le tradizionali forme organizzative, diminuendo il potere delle istituzioni e togliendo, in ultimo, alla società il potere di contrastare comportamenti devianti di gruppo. Shirky si muove attraverso i chiaroscuri della rivoluzione digitale, tra le possibilità delle piattaforme emergenti e le prossime crisi dei processi e delle relazioni, tratteggiando le linee future di una rivoluzione che è solo agli inizi.
Ordina per
  • 4

    Viaggio verso un mondo diverso

    "Gli strumenti sociali non creano l'azione collettiva, semplicemente ne rimuovono gli ostacoli. Questi ultimi sono stati pero' così significativi e invasivi che, nel momento in cui vengono rimossi, il mondo comincia a diventare un posto diverso".


    Promessa, strumento e patto: la chiave dell ...continua

    "Gli strumenti sociali non creano l'azione collettiva, semplicemente ne rimuovono gli ostacoli. Questi ultimi sono stati pero' così significativi e invasivi che, nel momento in cui vengono rimossi, il mondo comincia a diventare un posto diverso".

    Promessa, strumento e patto: la chiave della riuscita di ogni organizzazione in Rete e' tutta qui.

    E anobii ne e' la prova provata.

    ha scritto il 

  • 0

    Collaborare in rete

    Uno degli aspetti più interessanti del saggio di Clay Shirky è il grande numero di esempi, di casi, di storie che aiutano a comprendere una tesi di fondo: le tecnologie ci mettono in contatto e ci permettono di collaborare. I casi più conosciuti come Wikipedia, Linux e la filosofia open source, i ...continua

    Uno degli aspetti più interessanti del saggio di Clay Shirky è il grande numero di esempi, di casi, di storie che aiutano a comprendere una tesi di fondo: le tecnologie ci mettono in contatto e ci permettono di collaborare. I casi più conosciuti come Wikipedia, Linux e la filosofia open source, i cambiamenti nel mondo dell'informazione si intrecciano con storie provenienti dalle esperienze personali dell'autore o da alcune ricerche effettuate in rete. Chiaro, semplice e scorrevole Uno per uno, tutti per tutti è un ottimo libro per iniziare a comprendere le potenzialità delle tecnologie orientate alla collaborazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Condividere, collaborare e agire collettivamente

    Nella lettura del testo c'è subito un aspetto che stuzzica il mio interesse, quello della scala di difficoltà della collaborazione così delineata da Shirky: la condivisione, la collaborazione e l’azione collettiva. Subentra una differenza dal momento in cui mettiamo a confronto l’atto del condivi ...continua

    Nella lettura del testo c'è subito un aspetto che stuzzica il mio interesse, quello della scala di difficoltà della collaborazione così delineata da Shirky: la condivisione, la collaborazione e l’azione collettiva. Subentra una differenza dal momento in cui mettiamo a confronto l’atto del condividere con quello del collaborare. Il primo permette la piena libertà di partecipare o meno a qualcosa di condiviso, non ci sono vincoli, nessuna complicazione per il gruppo che condivide. Mi vengono in mente Facebook e Flickr, due social network che permettono di condividere risorse consapevolmente, nel senso che l’utente può selezionare chi può fruire quella condivisione. Su un piolo più in alto c’è la collaborazione, «Collaborare è più difficile che condividere, perché richiede di cambiare il proprio comportamento per sincronizzarsi con persone che stanno cambiando il loro». Vero, la collaborazione non è per nulla facile. La predisposizione non basta, c'è bisogno di un vero e proprio scatto in avanti nel capire che non si è soli nel fare, ma il fare è dato dallo stare insieme e collaborare. Pensando ancora ai social network, anche in questo caso possono essere considerati buoni esempi, ad esempio nell’organizzazione di un’attività , nella realizzazione di contenuti collaborativi e così via. Un gradino più in su ed eccoci alla azione collettiva, Shirky ricorda come questo tipo di azioni erano già praticate in passato, prima della rete, ma che il loro costo di coordinamento era molto più elevato. Tirando le somme, il libro mi sembra una buona lettura, uno sguardo ampio “alle cose della rete”, così che anche la componente più tecnica del web 2.0 trovi una sua interpretazione sociale. (ap)

    ha scritto il 

  • 4

    Social networks: un approccio sociologico (finalmente!)

    Il problema dei libri che raccontano i "nuovi" strumenti di social networking (da Facebook a Wikipedia) è che spesso sono delle liste di strumenti (endemicamente obsolete) oppure delle apologie acritiche, e quindi superficiali di alcuni di essi (es.: Wikinomics di Tappscott e Williams). ...continua

    Il problema dei libri che raccontano i "nuovi" strumenti di social networking (da Facebook a Wikipedia) è che spesso sono delle liste di strumenti (endemicamente obsolete) oppure delle apologie acritiche, e quindi superficiali di alcuni di essi (es.: Wikinomics di Tappscott e Williams).
    Il buono di questo testo è l'approccio sociologico al tema dei social network.

    Ecco che gli strumenti "web 2.0" vengono conficcati dentro una tessitura piuttosto fitta di rimandi alla sociologia dell'organizzazione, permettendoci intanto di girovagare un po intorno al tema, puntualizzando alcuni concetti chiave: comunità, partecipazione, collaborazione, condivisione, azione collettiva...e poi di capire come i social network (SN) impattano (o no) su questa complessità.

    Particolarmente promettente è la parte in cui si discute dell'efficacia dei SN, a partire da tre aspetti: Promessa (da mantenere), Strumento (efficace rispetto alla promessa) e Patto (regole), perche' si tratta di una griglia interpretativa utile.

    I case studies inseriti nei capitoli mi paiono abbastanza pertinenti.

    Una lettura consigliata a chi è interessato a capire, senza troppo enfasi ma anche senza preclusioni, in che modo i social network possono cambiare/creare/strutturare organizzazioni complesse.
    La traduzione mi sembra buona, o almeno scorrevole, che non e' affatto scontato per questo genere di testi "non letterari". Bravi Codice Edizioni!

    Quindi, da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Cosa succede quando i mezzi di produzione costano zero

    Il più bel libro che ho letto quest'anno sui temi della collaborazione e condivisione in Rete (e per dovere me li leggo tutti). Acuto, documentato, e non totalmente ossessionato dall'ideologia 2.0.


    La tesi di fondo è che se i costi di transazione per operazioni che prima avevano un costo a ...continua

    Il più bel libro che ho letto quest'anno sui temi della collaborazione e condivisione in Rete (e per dovere me li leggo tutti). Acuto, documentato, e non totalmente ossessionato dall'ideologia 2.0.

    La tesi di fondo è che se i costi di transazione per operazioni che prima avevano un costo altissimo si riducono a zero accadono cose nel mondo sociale che non avremmo creduto possibili.

    Bellissimo (alcuni concetti sono già entrato nella mia personale enciclopedia)

    ha scritto il 

  • 4

    Il web 2.0 sta cambiando le nostre vite: lavoriamo in modo diverso, incontriamo persone o insultiamo qualcuno come mai avremmo immaginato prima, acquistamo svendiamo beni indispensabili o inutili in località remote. Shirky riflette sugli aspetti sociali del web e parte dai media: la condivisione ...continua

    Il web 2.0 sta cambiando le nostre vite: lavoriamo in modo diverso, incontriamo persone o insultiamo qualcuno come mai avremmo immaginato prima, acquistamo svendiamo beni indispensabili o inutili in località remote. Shirky riflette sugli aspetti sociali del web e parte dai media: la condivisione e la velocità di circolazione della conoscenza, hanno messo in crisi le tradizionali forme organizzative, primi fra tutti i media, spogliati del loro ruolo di selezionatori e diffusori dell’informazione. Un effetto sociale di questa rivoluzione è la diminuzione del potere delle istituzioni togliendo, in ultimo, il potere di contrastare comportamenti devianti di gruppo. Shirky si muove attraverso i chiaroscuri della rivoluzione digitale, tra le possibilità delle piattaforme emergenti e le prossime crisi dei processi e delle relazioni, tratteggiando le linee future di una rivoluzione che è solo agli inizi.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto semplice, ben scritto, condotto sulla trama di moltissimi esempi, alcuni invero un po' scontati altri poco noti: non un saggio teorico ma un'onesta e piuttosto convincente perorazione riguardo al ruolo dei social media nell'allargare le possibilità di socialità-collaborazione-cooperazione-a ...continua

    Molto semplice, ben scritto, condotto sulla trama di moltissimi esempi, alcuni invero un po' scontati altri poco noti: non un saggio teorico ma un'onesta e piuttosto convincente perorazione riguardo al ruolo dei social media nell'allargare le possibilità di socialità-collaborazione-cooperazione-azione collettiva e politica. Non sbilanciato verso l'apologia acritica del mezzo, tuttavia chiaramente orientato a vedere i potenziali positivi presenti negli strumenti e a cogliere il modo in cui l'ambiente umano viene pesantemente riconfigurato dall'uso di massa della rete. Apprezzabile qua e là l'uso di strumenti propri dell'analisi sociologica per comprendere i fenomeni collettivi.

    ha scritto il