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Uno per uno, tutti per tutti

Il potere di organizzare senza organizzazione

By Clay Shirky

(172)

| Others | 9788875781248

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Book Description

Il successo delle moderne tecnologie disponibili sulla rete (blog, wiki e l'intero ecosistema web 2.0) sta mutando radicalmente il nostro panorama produttivo e sociale. I nuovi modelli aggregativi, basati sul coinvolgimento diffuso e la condivisione Continue

Il successo delle moderne tecnologie disponibili sulla rete (blog, wiki e l'intero ecosistema web 2.0) sta mutando radicalmente il nostro panorama produttivo e sociale. I nuovi modelli aggregativi, basati sul coinvolgimento diffuso e la condivisione della conoscenza hanno messo in crisi le tradizionali forme organizzative, primi fra tutti i media, spogliati del loro ruolo di selezionatori e diffusori dell'informazione. La possibilità di pubblicare e condividere velocemente informazioni sta però generando effetti soprattutto sociali. La facilità di coordinamento e azione collettiva propria di questo nuovo paradigma, se da una parte favorisce la produzione di valore con uno sforzo apparente minimo - un esempio lampante è Wikipedia - dall'altra apre però a possibili distorsioni, insidiando le tradizionali forme organizzative, diminuendo il potere delle istituzioni e togliendo, in ultimo, alla società il potere di contrastare comportamenti devianti di gruppo. Shirky si muove attraverso i chiaroscuri della rivoluzione digitale, tra le possibilità delle piattaforme emergenti e le prossime crisi dei processi e delle relazioni, tratteggiando le linee future di una rivoluzione che è solo agli inizi.

9 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Viaggio verso un mondo diverso

    "Gli strumenti sociali non creano l'azione collettiva, semplicemente ne rimuovono gli ostacoli. Questi ultimi sono stati pero' così significativi e invasivi che, nel momento in cui vengono rimossi, il mondo comincia a diventare un posto diverso".

    Pr ...(continue)

    "Gli strumenti sociali non creano l'azione collettiva, semplicemente ne rimuovono gli ostacoli. Questi ultimi sono stati pero' così significativi e invasivi che, nel momento in cui vengono rimossi, il mondo comincia a diventare un posto diverso".

    Promessa, strumento e patto: la chiave della riuscita di ogni organizzazione in Rete e' tutta qui.

    E anobii ne e' la prova provata.

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    Iabicus said on Aug 18, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Collaborare in rete

    Uno degli aspetti più interessanti del saggio di Clay Shirky è il grande numero di esempi, di casi, di storie che aiutano a comprendere una tesi di fondo: le tecnologie ci mettono in contatto e ci permettono di collaborare. I casi più conosciuti come ...(continue)

    Uno degli aspetti più interessanti del saggio di Clay Shirky è il grande numero di esempi, di casi, di storie che aiutano a comprendere una tesi di fondo: le tecnologie ci mettono in contatto e ci permettono di collaborare. I casi più conosciuti come Wikipedia, Linux e la filosofia open source, i cambiamenti nel mondo dell'informazione si intrecciano con storie provenienti dalle esperienze personali dell'autore o da alcune ricerche effettuate in rete. Chiaro, semplice e scorrevole Uno per uno, tutti per tutti è un ottimo libro per iniziare a comprendere le potenzialità delle tecnologie orientate alla collaborazione.

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    Mashuptheweb said on May 27, 2010 | Add your feedback

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    Condividere, collaborare e agire collettivamente

    Nella lettura del testo c'è subito un aspetto che stuzzica il mio interesse, quello della scala di difficoltà della collaborazione così delineata da Shirky: la condivisione, la collaborazione e l’azione collettiva. Subentra una differenza dal momento ...(continue)

    Nella lettura del testo c'è subito un aspetto che stuzzica il mio interesse, quello della scala di difficoltà della collaborazione così delineata da Shirky: la condivisione, la collaborazione e l’azione collettiva. Subentra una differenza dal momento in cui mettiamo a confronto l’atto del condividere con quello del collaborare. Il primo permette la piena libertà di partecipare o meno a qualcosa di condiviso, non ci sono vincoli, nessuna complicazione per il gruppo che condivide. Mi vengono in mente Facebook e Flickr, due social network che permettono di condividere risorse consapevolmente, nel senso che l’utente può selezionare chi può fruire quella condivisione. Su un piolo più in alto c’è la collaborazione, «Collaborare è più difficile che condividere, perché richiede di cambiare il proprio comportamento per sincronizzarsi con persone che stanno cambiando il loro». Vero, la collaborazione non è per nulla facile. La predisposizione non basta, c'è bisogno di un vero e proprio scatto in avanti nel capire che non si è soli nel fare, ma il fare è dato dallo stare insieme e collaborare. Pensando ancora ai social network, anche in questo caso possono essere considerati buoni esempi, ad esempio nell’organizzazione di un’attività , nella realizzazione di contenuti collaborativi e così via. Un gradino più in su ed eccoci alla azione collettiva, Shirky ricorda come questo tipo di azioni erano già praticate in passato, prima della rete, ma che il loro costo di coordinamento era molto più elevato. Tirando le somme, il libro mi sembra una buona lettura, uno sguardo ampio “alle cose della rete”, così che anche la componente più tecnica del web 2.0 trovi una sua interpretazione sociale. (ap)

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    LTAonline said on Dec 11, 2009 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Social networks: un approccio sociologico (finalmente!)

    Il problema dei libri che raccontano i "nuovi" strumenti di social networking (da Facebook a Wikipedia) è che spesso sono delle liste di strumenti (endemicamente obsolete) oppure delle apologie acritiche, e quindi superficiali di alcuni di ess ...(continue)

    Il problema dei libri che raccontano i "nuovi" strumenti di social networking (da Facebook a Wikipedia) è che spesso sono delle liste di strumenti (endemicamente obsolete) oppure delle apologie acritiche, e quindi superficiali di alcuni di essi (es.: Wikinomics di Tappscott e Williams).
    Il buono di questo testo è l'approccio sociologico al tema dei social network.

    Ecco che gli strumenti "web 2.0" vengono conficcati dentro una tessitura piuttosto fitta di rimandi alla sociologia dell'organizzazione, permettendoci intanto di girovagare un po intorno al tema, puntualizzando alcuni concetti chiave: comunità, partecipazione, collaborazione, condivisione, azione collettiva...e poi di capire come i social network (SN) impattano (o no) su questa complessità.

    Particolarmente promettente è la parte in cui si discute dell'efficacia dei SN, a partire da tre aspetti: Promessa (da mantenere), Strumento (efficace rispetto alla promessa) e Patto (regole), perche' si tratta di una griglia interpretativa utile.

    I case studies inseriti nei capitoli mi paiono abbastanza pertinenti.

    Una lettura consigliata a chi è interessato a capire, senza troppo enfasi ma anche senza preclusioni, in che modo i social network possono cambiare/creare/strutturare organizzazioni complesse.
    La traduzione mi sembra buona, o almeno scorrevole, che non e' affatto scontato per questo genere di testi "non letterari". Bravi Codice Edizioni!

    Quindi, da leggere.

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    Laura Test said on Aug 8, 2009 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Trovi la recensione sul mio blog http://www.terraenuvole.com/uno-per-uno-tutti-per-tutti-di-clay-shirkiforme/

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    Sara said on Jul 31, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (172)
    • 5 stars
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  • Others 248 Pages
  • ISBN-10: 8875781249
  • ISBN-13: 9788875781248
  • Publisher: Codice
  • Publish date: 2009-03-01
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