Uno psicologo nei lager

Di

Editore: Ares

4.3
(649)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8881550466 | Isbn-13: 9788881550463 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Traduttore: Sipos N. Schmitz

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Altri

Genere: Storia , Filosofia , Aiuto

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Descrizione del libro
Solo i "consumatori" della cultura - scrisse Gabriel Marcel nella prefazione all'edizione francese - potrebbero scambiare questo libro per un'ulteriore e ormai tardiva testimonianza sui campi di concentramento.
C'è molto di più: avendo vissuto personalmente l'estrema abiezione dei Lager, l'autore insegna che se vivere è sofferenza, sopravvivere è trovare il senso di questa sofferenza. E' questa l'esperienza che lo condusse alla scoperta della logoterapia, il trattamento psicoterapeutico che l'ha reso famoso in tutto il mondo. Frankl, cedente e ottimista, che a sedici anni interessò Freud, il quale ne pubblicò un saggio sul Giornale internazionale di psicanalisi, con olfatto sano annusa il senso della vita anche là dove lo si nega, e invita a vincere nell'oggi insieme con il relativismo ideologico assolutista, che è stato il "male del secolo XX", ogni cieco determinismo scientifico-naturale, difendendo la libertà umana in una splendida fenomenologia dell'amore. Di una felicità narrativa quasi insospettabile, in uno psichiatra, il libro è stato tradotto in tutto il mondo (oltre 10 milioni di copie vendute) ed è stato dichiarato per quattro volto libro dell'anno dalle università degli Stati Uniti.
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  • 4

    Much has been said about the concentration camp, but Victor Frankl's Man's Search for Meaning stands out in his profound account of the horrendous psychological reality of camp life. In this book we s ...continua

    Much has been said about the concentration camp, but Victor Frankl's Man's Search for Meaning stands out in his profound account of the horrendous psychological reality of camp life. In this book we see the full spectrum of human responses (in its full glory or ugliness) when a person is stretched beyond the breaking point. Amazingly, there are individuals who nevertheless manage to rise above it all.

    In Frankl's own words, "the true meaning of life is to be discovered in the world rather than within man or his own psyche. Being human always points, and is directed, to something, or someone, other than oneself - be it a meaning to fulfill or another human being to encounter." To be a survivor, one needs a reason to survive, for "he who has a why to live for can bear with almost any how." That reason must be sought in the form of work to be done, or of love to be loved, or, in the most hopeless case, of suffering to be suffered.

    The only thing I don't like about this book is the postscript - I feel that it's a rather unnecessary addition to what's already a masterpiece.

    ha scritto il 

  • 5

    Viktor Frankl nos relata su experiencia que vivió en las prisiones de Hitler durante la Segunda Guerra Mundial entre mezclados con filosofía y psicología. Todo a partir de una pregunta: "¿Por qué no s ...continua

    Viktor Frankl nos relata su experiencia que vivió en las prisiones de Hitler durante la Segunda Guerra Mundial entre mezclados con filosofía y psicología. Todo a partir de una pregunta: "¿Por qué no se suicida usted?". Esta pregunta surge a raíz de que observó que muchos de los prisioneros preferían suicidarse en las prisiones ante la idea en que cualquier momento podrían morirse, entonces, ¿por qué muchos no quisieron suicidarse? ¿Cuáles eran las ideas que diferenciaban un grupo de otro? Es así, como Viktor Frankl comienza hacernos cuestionar a través de sus planteamientos qué es lo que nos hace querer permanecer con vida o que la tan sólo idea del suicidio no pase por nuestras cabeza. Poco a poco, esta lectura irá metiéndose en nuestros recuerdos y las cosas o personas que amamos para analizarlos e, irónicamente, le daremos un sentido a nuestra vida. Aunque es un libro que toca temas muy profundos como el suicidio, la vida, la muerte, el amor mediante la filosofía y la psicología muchos pensarían que sería difícil de digerir pero resulta todo lo contrario: la manera en que nos introduce Viktor Frankl a su ideología es amena incluso poética. Si todavía no has leído libros profundos y estás interesado en leer libros parecidos a estos, éste podría ser una buena opción para empezar. Para más reseñas como esta, visita: http://senoritaespecial.blogspot.mx/

    ha scritto il 

  • 2

    Che uno possa fare della filosofia su se stesso e su altri poveri disgraziati detenuti in un lager è veramente inconcepibile. A parte la noia mortale della seconda parte è la proposta di una filosofia ...continua

    Che uno possa fare della filosofia su se stesso e su altri poveri disgraziati detenuti in un lager è veramente inconcepibile. A parte la noia mortale della seconda parte è la proposta di una filosofia di vita che è una non-filosofia…
    Libro da dare al macero.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggendolo non mi aveva proprio preso: una testimonianza del lager di valore inferiore alle altre, forse perché composta in fretta e mal tradotta.
    Poi sono arrivato al penultimo capitolo, Un'Analisi E ...continua

    Leggendolo non mi aveva proprio preso: una testimonianza del lager di valore inferiore alle altre, forse perché composta in fretta e mal tradotta.
    Poi sono arrivato al penultimo capitolo, Un'Analisi Esistenziale, che è straordinario: li c'è la filosofia di vita di Frankl, temprata dall'esperienza del lager.
    Da non perdere.

    ha scritto il 

  • 4

    questo libro si stacca dagli altri, parecchi, che ho letto sui lager, tra saggi e narrativa: forse è unico, anche se secondo me tutt'altro che perfetto. è verboso e parla troppo spesso di religione, m ...continua

    questo libro si stacca dagli altri, parecchi, che ho letto sui lager, tra saggi e narrativa: forse è unico, anche se secondo me tutt'altro che perfetto. è verboso e parla troppo spesso di religione, ma è interessante per il punto di vista, quello di uno psicologo che osserva e vive contemporaneamente l'esperienza del campo di concentramento. mi viene da pensare che un interesse professionale come il suo possa essere la chiave per la salvezza della mente - ma questo non c'entra. resta il fatto che trovo affascinante questa doppia posizione dell'autore, che riesce a descrivere sé stesso e gli altri in modo al tempo stesso emotivo e distaccato. alla fine del libro categorizza una parte del "materiale umano" dei lager, e qui mi ha fatto pensare ai sommersi e i salvati. la distinzione di levi mi sembra così più fine e profonda, ma forse è la differenza tra una pseudo scienza e l'etica (ovviamente non so di cosa parlo).

    ha scritto il 

  • 4

    Esperanzador.

    La lectura de Victor Frankl, obligada para todo aquél que quiera saber un poco más sobre resiliencia, es de esas que no te permiten dejar de leer tanto por lo increíble de la posición de Frankl, como ...continua

    La lectura de Victor Frankl, obligada para todo aquél que quiera saber un poco más sobre resiliencia, es de esas que no te permiten dejar de leer tanto por lo increíble de la posición de Frankl, como por los sucesos que, aunque muy conocidos, no dejan de ser sorprendentes por su brutalidad, por su sentido deshumanizante y hasta condenatorio. Me refiero al holocaustro nazi en la segunda guerra mundial, donde miles de judios fueron despojados de su vida como seres humanos y quedaron, como lo reconoce Frankl, "despojados de todo menos de su inminente desnudez"... Al principio, puede que está "desnudez" sea estrictamente física ya que conllevaba usar todos la misma ropa, bañarse, dormir y comer en estado de hacinamiento e, inclusive, ser despojados de todo rastro de individualidad al ser condenados a depilar todo su cuerpo... Posteriormente nos damos cuenta que este estado de desnudez no es sólo físico, sino también emocional y espiritual. Es en estas condiciones de sufrimiento donde el hombre puede descubrir la esencia de sí mismo, aquello por lo que vive y, de alguna u otra forma, encontrar la esperanza que le impide morir.

    ha scritto il 

  • 3

    Un po cupo

    Va bene per la descrizione della condizione umana al limite del sopportabile. Racconto toccante per certi versi, ma anche se fa parte del passato è un bagaglio narrativo di cui preferisco fare a meno. ...continua

    Va bene per la descrizione della condizione umana al limite del sopportabile. Racconto toccante per certi versi, ma anche se fa parte del passato è un bagaglio narrativo di cui preferisco fare a meno. G.@@

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    "En otra ocasión estábamos cavando una zanja. El amanecer sembraba una luz grisácea. Gris el cielo y gris la nieve, bañada por la luz del alba; grises los harapos que malamente cubrían los cuerpos de ...continua

    "En otra ocasión estábamos cavando una zanja. El amanecer sembraba una luz grisácea. Gris el cielo y gris la nieve, bañada por la luz del alba; grises los harapos que malamente cubrían los cuerpos de los prisioneros y también grises sus rostros. Mientras trabajaba, mi imaginación se escapó otra vez a conversar quedamente con mi esposa o, tal vez, intentaba escudriñar la razón de mis sufrimientos, de aquella lenta agonía. En una última y violenta protesta contra lo inexorable de una muerte inminente, sentí como si mi espíritu rasgara mi tristeza interior y se elevara por encima de aquel mundo desesperado, insensato, y por algún lugar escuché un victorioso "sí" en respuesta a mi pregunta sobre si la vida escondía en último término algún sentido.
    En aquel mismo momento encendieron una luz en una granja lejana, una luz que se recortaba sobre el horizonte como una pincelada de color frente al gris miserable de aquel amanecer en Baviera. Et lux in tenebris lucet. Y la luz brilla en medio de la oscuridad.
    Estuve muchas horas despedazando la tierra helada. El guarda pasaba junto a mí y me insultaba, pero yo continuaba charlando con mi amada. La presentía a mi lado, conmigo, cada vez con más intensidad. Sentía que casi podía tocarla, que si extendía mi mano cogería la suya. Fue una sensación terriblemente viva: ella estaba allí realmente. En ese mismo instante un pájaro alzó un breve vuelo y se posó junto a mí, sobre el montón de tierra que había extraído de la zanja, y se me quedó mirando fijamente".

    ha scritto il 

  • 4

    我無法說這本書是好是壞,因為它陳述的是一個讓人想徹底遺忘的事實,換作是我,不知道我是否有那樣的信心以擊退失去。

    ha scritto il 

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