Uno straniero nella terra di Lolita

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Nel 1958 Gregor von Rezzori collabora alla traduzione di Lolita di Vladimir Nabokov.Da quell'esperienza nasce l'idea di un'impresa che Rezzori realizza una trentina di anni più tardi: un pellegrinaggio negli Stati Uniti sulle tracce di Humbert Humber ...Continua
Ha scritto il 04/08/14
La mia Lolita, in realtà, era l’America. (p. 80)
“In origine siamo emersi dalle acque? Forse sì, perché nel nostro mondo interiore le cose continuano a fluttuare.” (p. 83)
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Ha scritto il 03/12/13
Questo minuscolo scritto di Gregor von Rezzori sarebbe stato adattissimo per qualche Piccola Biblioteca: per quella Adelphi, ad esempio, o per Sellerio; non mi risulta che Guanda possegga una collana di formato consimile: e difatti, per tirarne fuori ...Continua
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Ha scritto il 17/08/12
A Stranger in Lolitaland: An Essay (1987)
Un viaggio impossibile nell'America nabokoviana di Lolita, sulle tracce del presunto itinerario di una coppia immaginaria. Come Nabokov anche Rezzori inventa una sua America, il paese beige, giallo, arancione, bruno e verde lime che da bambino aveva ...Continua
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Ha scritto il 03/08/11
Non c'è un cazzo da fare a me questa scrittura piace. Non c'è verso, posso fuggire verso faulkner o mcCarthy ma non appena sento la eco nabokoviana è come l'odore della pasta al forno che fa mia madre, odore di casa; sento il cuore che mi suda, quasi ...Continua
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Ha scritto il 21/09/10
La lolitaland di Rezzori
Mi sono goduta tanto il libro quanto la prefazione-articolo di Zadie Smith, che ha saputo cogliere diversi punti di contatto tra i due scrittori... Contatto e frizione... Contatto e grande distanza ... Rezzori nutre una evidente e manifesta ammirazio ...Continua
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Ha scritto il Feb 21, 2011, 05:21
Un europeo vede qualsiasi paesaggio come un potenziale giardino. Un americano lo vede come un oggetto di un'iniziativa, un cantiere per un progetto ambizioso che può essere spazzato via dal vento o dall'acqua in qualsiasi momento. E' un rapporto di d ...Continua
Pag. 82
Ha scritto il Feb 21, 2011, 05:16
La mia Lolita, in realtà, era l'America. E ne trovai l'essenza più vera nell'Ovest, l'unica parte del paese e del mondo in cui avrebbero potuto inventare e realizzare Disneyland.
Pag. 80
Ha scritto il Feb 21, 2011, 05:12
Là, in un gruppo di ragazzine desiderose di sfuggire al beato incanto dell'infanzia per entrare nella desolazione della maturità, c'era lei, che fissava il fermento tutto intorno con lo sguardo perso di una donna intenta ad ascoltare un messaggio eni ...Continua
Pag. 63
Ha scritto il Feb 21, 2011, 05:02
E proprio immensa apparve ai miei occhi affamati di spazio, anzi a tutti i miei sensi. Ascoltai, annusai, assaporai la sua vastità. Sperimentai addirittura come ci si deve sentire a essere americani e a portare con sé questo continente enorme, ad ave ...Continua
Pag. 51

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