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Uno strano silenzio

Siamo soli nell'universo?

By Paul Davies

(47)

| Softcover

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Book Description

63° volume della collana de " La biblioteca delle Scienze" pubblicato il 2 Luglio 2012 in allegato alla rivista Le Scienze numero 527.

La domanda è semplice, profonda ed esistenziale: siamo soli nell'universo? Improbabile, secondo molti scienzi Continue

63° volume della collana de " La biblioteca delle Scienze" pubblicato il 2 Luglio 2012 in allegato alla rivista Le Scienze numero 527.

La domanda è semplice, profonda ed esistenziale: siamo soli nell'universo? Improbabile, secondo molti scienziati. Bene, ma allora dove sono gli alieni? Perché ancora non abbiamo stabilito un contatto con forme di vita intelligente? Una risposta estesa e articolata arriva da Uno strano silenzio, il libro di Paul Davies in edicola con "Le Scienze" di luglio. L'autore è un fisico britannico in forze sia all'Arizona State University sia al programma di radioastronomia Search for ExtraTerrestrial Intelligence (SETI), con base in California. Dal 1960 il SETI è "in ascolto del cielo" grazie a potenti radiotelescopi, con l'obiettivo, o meglio la speranza, di rilevare almeno un segnale inviato da civiltà aliene desiderose di mettersi in contatto con noi.
Finora, però, il nulla. Dopo cinquant'anni di ascolto il SETI, fondato dall'astronomo Francis Drake, al quale Davies dedica il libro, non ha ancora sentito qualcosa degno di interesse. Dobbiamo forse rassegnarci a un'assoluta solitudine cosmica?

L'autore non la pensa affatto così, e rilancia: è il modo in cui cerchiamo a essere sbagliato, non l'oggetto della ricerca in sé. La vita che ci aspetta là fuori potrebbe non essere giunta a un livello tecnologico che permetta non tanto viaggi spaziali ma come minimo l'invio di un segnale radio. Ma potrebbe benissimo essere arrivata a un punto in cui la sua attività è in grado di modificare l'ambiente del pianeta che la ospita. Proprio come la specie umana sta facendo sulla Terra con il riscaldamento globale. Allora perché, si chiede Davies, non cercare anche segnali di questo tipo sul numero sempre crescente di pianeti extrasolari che finiscono nelle banche dati degli astronomi?
E ancora: non dobbiamo pensare che l'unico mezzo di comunicazione sia un segnale elettromagnetico. Una civiltà avanzata potrebbe inviare sonde automatiche, per esempio, o addirittura biologiche. Ecco dunque la necessità di considerare un'eventuale tecnologia aliena nella sua interezza e complessità. Ma scrutare il cielo non basta. Un nuovo approccio passa anche per la ricerca sulla Terra di organismi viventi che in qualche modo permettano agli scienziati di affermare con certezza che la vita sul nostro pianeta è comparsa più di una volta. Una scoperta del genere - degli alieni terrestri insomma, come potrebbero essere i controversi batteri all'arsenico trovati nel Mono Lake, in California - darebbe la quasi certezza, secondo Davies, che la vita è comparsa anche su altri pianeti simili alla Terra in altri sistemi solari.

Seguendo questo filo rosso di bilancio, revisione e nuove prospettive del programma SETI, che ormai dopo la fine dei finanziamenti del governo statunitense e della NASA va avanti solo grazie alle donazioni dei privati, il libro spazia in ambiti di ricerca contigui - astronomia, biologia, astrobiologia e viaggi nello spazio - con un'impronta di ottimismo che tuttavia non sconfina mai in un fideismo mistico. Tutto in attesa di un gran finale le cui regole sono già state scritte.
Davies, infatti, è anche responsabile del Post-Detection Taskgroup, il comitato del SETI deputato a decidere che fare in caso di contatto con gli alieni. C'è un protocollo da seguire nel caso in cui gli alieni si facciano vivi, ma c'è da scommettere che il primo contatto non seguirà la via tracciata con cautela e precisione, ma esonderà in un'euforia incontrollabile. Sempre che lì fuori ci sia qualcuno.

10 Reviews

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    dove sono tutti quanti?

    Consigliato. Non esaurisce certo le infinite sfaccettature di questo interessante tema, ma dà un primo orizzonte del problema. Scritto da uno dei capi storici del progetto SETI.

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    Antonino D'Ai said on Jun 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un esercizio interessante, La traduzione in generale buona talvolta zoppica sulle parti piu' tecniche.

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    rufo rufo said on Jan 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Divaga un po troppo su ipotesi al limite dell'assurdo, ma per il resto lettura piacevole. Interessante l'idea, per quanto appartenente alla categoria di cui dicevo prima, che le forme di vita organiche siano il trampolino di lancio per le forme di vi ...(continue)

    Divaga un po troppo su ipotesi al limite dell'assurdo, ma per il resto lettura piacevole. Interessante l'idea, per quanto appartenente alla categoria di cui dicevo prima, che le forme di vita organiche siano il trampolino di lancio per le forme di vita inorganiche/meccaniche: guardando il progresso del calcolo quasi ci si crede...

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    Mingho said on Nov 19, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro che parla di scienza, fantascienza e futurologia, cioè delle frontiere dell'esobiologia. A partire dalla formula di Drake, Davies discute gli scenari che si potrebbero realizzare se SETI venisse in contatto con ET. Le società, la politica, l ...(continue)

    Un libro che parla di scienza, fantascienza e futurologia, cioè delle frontiere dell'esobiologia. A partire dalla formula di Drake, Davies discute gli scenari che si potrebbero realizzare se SETI venisse in contatto con ET. Le società, la politica, la religione sarebbero sicuramente sconvolte da questo evento. Un grazie al compianto Carl Sagan.

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    Max said on Oct 29, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Paul Davies è un ottimo divulgatore e, se mi dovesse ricapitare tra le mani un suo libro, lo leggerei volentieri.
    Tuttavia, nel dare un giudizio al presente saggio, sono un po' indeciso.
    La prima parte è entusiasmante: la storia della ricerca dell'o ...(continue)

    Paul Davies è un ottimo divulgatore e, se mi dovesse ricapitare tra le mani un suo libro, lo leggerei volentieri.
    Tuttavia, nel dare un giudizio al presente saggio, sono un po' indeciso.
    La prima parte è entusiasmante: la storia della ricerca dell'origine della vita sulla Terra, della possibile esistenza di una biosfera ombra, il racconto dell'esplorazione di Marte e del Sistema Solare, dei progetti Ozma e SETI, l'analisi dei termini dell'equazione di Drake sono tutte parti di quell'incredibile viaggio della conoscenza che ha portato l'Uomo, come direbbe Carl Sagan, a scrutare l'Universo dalle rive dell'oceano cosmico.
    Nella seconda parte il tono della narrazione cambia; Davies si abbandona a congetture che rasentano la fantascienza, da speculazioni sulla scienza e la tecnologia di civiltà galattiche a previsioni sull'evoluzione di organismi artificiali e intelligenze quantistiche: argomenti più adatti ad uno scrittore che ad uno scienziato, ma che comunque offrono numerosi spunti di riflessione.
    I capitoli finali, dedicati all'impatto sociale e culturale di un ipotetico primo contatto con un'intelligenza aliena, sono molto interessanti (Davies dal 2005 è direttore del Post-Detection Taskgroup, la divisione di SETI incaricata di gestire una simile eventualità).
    Al di là del contenuto, ciò che davvero non riesco ad apprezzare di questo libro è la conclusione di Davies (mitigata dal dubbio) secondo cui noi esseri umani siamo l'unica forma di vita intelligente nell'Universo osservabile. Conclusione triste, basata su un'interpretazione dei fatti e in contraddizione con le sue stesse aspirazioni di essere umano. E' vero: in decenni di ricerca il paradosso di Fermi non ha avuto risposta, non è stato trovato nessun segno dell'esistenza di vita in altri mondi, non ci è giunta nessuna comunicazione dalle stelle e non abbiamo ricevuto nessun invito a far parte del club galattico. Ma questo strano silenzio non dev'essere per forza la risposta alla domanda se siamo soli o no nell'Universo. Sebbene l'origine della vita, lo sviluppo dell'intelligenza e della tecnologia possano sembrare incredibili coincidenze, non è detto che lo siano. In fondo la nostra indagine dei misteri del cosmo è appena agli inizi e, dovendo scegliere tra due ipotesi ugualmente valide, io preferisco credere che la vita intelligente ci aspetti là fuori, in attesa di essere scoperta.

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    Mr. Lunastorta said on Aug 17, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Un libro affascinante che fa germinare il seme della curiosità nella sua accezione più nobile. Paul Davies espone con eleganza e destrezza l'argomento, analizzandolo da ogni angolazione e vagliando le più svariate e anche esotiche ipotesi.
    Interes ...(continue)

    Un libro affascinante che fa germinare il seme della curiosità nella sua accezione più nobile. Paul Davies espone con eleganza e destrezza l'argomento, analizzandolo da ogni angolazione e vagliando le più svariate e anche esotiche ipotesi.
    Interessante una delle sue riflessioni che vorrei riportare perchè esprime molto probabilmente uno dei motivi dell'attrazione verso "mondi sconosciuti":
    "Ma allora perchè lo facciamo? E' possibile giustificare l'impresa di SETI, considerando le minime prospettive di successo? Credo di sì, e per molte ragioni. In primo luogo ci costringe a confrontarci con le grandi questioni dell'esistenza su cui dovremmo comunque riflettere. Cos'è la vita? Cos'è l'intelligenza? Qual è il destino dell'umanità? Come ha notato Francis Drake, in molti sensi SETI è una ricerca su noi stessi: su chi siamo e su quale sia il nostro posto nell'universo. Quando pensiamo a civiltà aliene progredite stiamo anche sbircinado il destino dell'umanità".

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    Lady of Camelot said on Aug 10, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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    • 2 stars
  • Softcover 231 Pages
  • Publisher: Le Scienze ( Codice Edizioni )
  • Publish date: 2012-07-02
  • Also available as: Paperback
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