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Uno yankee alla corte di re Artù

Di

Editore: Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori

3.7
(657)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 196 | Formato: Altri

Isbn-10: 8842401048 | Isbn-13: 9788842401049 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Bellissimo, mi ha regalato diverse ore di divertimento! Questo è il primo libro di Mark Twain che leggo, chissà perché mi aspettavo un modo di scrivere noioso invece l'ho trovato molto scorrevole trovato veramente attuale!

    ha scritto il 

  • 3

    dopo aver letto gli stupendi romanzi " le avventure di tom sawyer",e le avventure di Huckleberry Finn ,le prime cento pagine di questo libro mi sono sembrate un po' deludenti.Forse, perchè passare dall'ottocento all'epica medievale è un po' difficile.

    ha scritto il 

  • 4

    Dietro l'apparenza di un libro per ragazzi"Uno yenkee alla corte di Re Artù"è una delle satire più velenose del periodo.Più che un opera morale,come a volte viene definita,è un"J'accuse"contro l'uomo del nuovo mondo,l'americano,ma anche contro il suo "ances
    trale antenato",l'anglosassone de ...continua

    Dietro l'apparenza di un libro per ragazzi"Uno yenkee alla corte di Re Artù"è una delle satire più velenose del periodo.Più che un opera morale,come a volte viene definita,è un"J'accuse"contro l'uomo del nuovo mondo,l'americano,ma anche contro il suo "ances
    trale antenato",l'anglosassone del 520 d.c.,secolo in cui si ritrova Hank,uomo del Connecticut del 1800.
    L'opera quindi,con una buona dose di cinico umorismo,trasforma i cavalieri della tavola rotonda,Merlino e la loro saga in un gruppo di scalcinati personaggi;l'irriverenza non risparmia nessuno e l'accusa è verso qualsiasi potere:l'ineguaglianza soci
    ale che,o in un epoca o nell'altra,vede sempre pochi eletti,tra Stato e Chiesa,a controllare e reprimere la moltitudine,vuoi con la superstizione di un Dio vendicativo,vuoi con la violenza di uno Stato chiuso ed autoritario.Questi i temi che si sviluppano tra l'umorismo e il dramma.Utilizzando il contrasto tra due epoche così lontane ed apparentemente diverse,l'800 secolo dei lumi e del razionalismo e il Medioevo del 500 d.c.epoca oscurantista della magia e dell'irrazionale,Marc Twain lancia forse un grido verso la società americana,anglosassone,così sicura di se stessa da permettersi disastri in nome del progresso.Figli di una superficialità che non li ha fatti mai guardare indietro avanzano in nome di un progresso illusorio,dove tutto è così breve,dove niente resiste,se non le piaghe di sempre.
    Il romanzo può rispecchiare tematiche del giorno d'oggi dove per costruire c'è paradossalmente bisogno di distruggere.come nel medioevo così nell'800 la guerra e i soprusi sono sempre lo stesso identico quadro,come Morgan è la descrizione dell'uomo contemporaneo:sia in un secolo che nell'altro è il simbolo di chi niente raccoglie dagli errori del passato e senza remore,continua
    con la vita di sempre.Unico neo dell'opera,dopo un'inizio scoppiettante,si dilunga con una scrittura farraginosa che penalizza la freschezza e l'impegno dei contenuti.

    ha scritto il 

  • 3

    Riesumato dai libri dell'infanzia.. Ricordo che il mio primo pensiero quando lo trovai in casa è stato: "Quest'autore ha lo stesso nome di quello di Tom Sawyer!!"
    AH! Beata gioventù!

    ha scritto il 

  • 2

    Che delusione! E' dall'adolescenza, dopo aver letto "Tom Sawyer" e "Huckleberry Finn", che desideravo leggere questo romanzo, incuriosito dal titolo. Meglio sarebbe stato leggerlo allora!

    ha scritto il 

  • 3

    Sono un po' indecisa sul voto da dare a questo libro.
    Perché da una parte mi ha divertito, dall'altra mi ha infastidito.
    È un libro alquanto dissacrante, diciamo che ci fa vedere la parte ridicola della corte di re Artù e della Tavola rotonda. Però nel farlo diventa ridicolo. Ora, sar ...continua

    Sono un po' indecisa sul voto da dare a questo libro.
    Perché da una parte mi ha divertito, dall'altra mi ha infastidito.
    È un libro alquanto dissacrante, diciamo che ci fa vedere la parte ridicola della corte di re Artù e della Tavola rotonda. Però nel farlo diventa ridicolo. Ora, sarò io limitata di mente, ma mi spiegate come il protagonista può essere esperto di tutto ciò che l'umanità ha creato nel diciannovesimo secolo? Quest'uomo è capace di creare ed usare esplosivi, telefoni, ferrovie ed elettricità da solo e senza neanche un manuale! Inoltre conosce a memoria le date e le ore di tutte le eclissi di sole e di luna della storia dell'umanità spaccando il secondo! All'anima, altro che operaio in fabbrica, questo qui come minimo era uno scienziato! Alquanto inverosimile non trovate?
    È anche vero però che mi ha fatto sorridere in molti punti, in alcuni mi è perfino scappata una risata.
    Quindi decido di dare un voto neutro. Però mi aspettavo una cosa molto, molto diversa.

    ha scritto il 

  • 3

    "La cosa che non si può avere è la cosa che più si desidera; tutti lo sanno.”

    Il tema del viaggio del tempo è sempre stato uno dei più amati e abusati, sia al cinema(basti pensare, tra i tanti titoli, a “Ritorno al futuro”, a ”Frequency”, a “i visitatori” a “Non ci resta che piangere”) che in letteratura(come non citare “La macchina del tempo” di Wells, “"Il gatto che attr ...continua

    Il tema del viaggio del tempo è sempre stato uno dei più amati e abusati, sia al cinema(basti pensare, tra i tanti titoli, a “Ritorno al futuro”, a ”Frequency”, a “i visitatori” a “Non ci resta che piangere”) che in letteratura(come non citare “La macchina del tempo” di Wells, “"Il gatto che attraversa i muri" di Robert Heinlein”, “Timeline” di Michael Crichton.
    Anche Mark Twain non rimase immune al fascino di questo tema, scrivendo nel 1889 uno dei racconti più simpatici, irriverenti e allo stesso tempo drammatici che abbia mai letto.
    Mi è capitato sott’occhio per caso, rispolverando un po’ le mie vecchie letture di bambina, letture che ogni tanto mi piace riscoprire e rileggere con sguardo maturo.
    La storia è molto semplice, Hank Morgan, uno yankee nativo del Connecticut, dopo una sonora botta sul capo si risveglia con un salto temporale di ben tredici secoli…e qual è secondo voi il posto migliore dove risvegliarsi? Naturalmente a Camelot, alla corte di Re Artù e dei suoi cavalieri della Tavola Rotonda.
    Il povero Hank, abituato alla “modernità”(ovviamente parliamo di modernità di fine ‘800) si ritroverà di punto in bianco a dover vivere in un mondo per lui quasi preistorico, tra cavalieri, dame, stregoni, magie e sortilegi vari.
    L’impatto per lui sarà ovviamente drammatico, ma pian piano riuscirà ad abituarsi alla nuova vita e al nuovo mondo, riuscendo anche ad attirare su di sé la simpatia e la benevolenza degli abitanti di Camelot , del Re Artù in persona e persino della seducente Fata Morgana.
    Come scritto sopra un racconto molto divertente(ci sono alcuni tratti parecchio irriverenti ), ma che nasconde dietro una seconda e più profonda chiave di lettura, una critica da parte di Twain alla società(critica presente anche nei suoi maggior capolavori, “Le avventure di Mark Twain e Huckleberry Finn” e in “Il principe e il povero”), soprattutto nei confronti di chi detiene il potere e non ha la saggezza necessaria per saperlo usare(emblematica in questo senso la trasformazione di Hank in personaggio inizialmente positivo, che cerca di aiutare il popolo di Camelot con le sue profonde conoscenze trasformandosi poi, alla fine, in un tiranno) e verso coloro che cercano(e questo è un monito che andrebbe rivolto anche a coloro che ci governano) di cambiare la società presente ignorando quello che è stato il suo passato.
    Un racconto lungo simpatico e accattivante, infarcito di episodi piacevoli e irriverenti(cito come esempio i continui scontri tra il mago Merlino e il protagonista, nei quali spesso lui ne esce vincitore) , scritto in modo molto gustoso(chi conosce Twain sa che la sua scrittura è davvero molto godibile) che non mancherà di far riflettere.
    Consigliato soprattutto ai giovanissimi, ma anche gli adulti potranno trovarci molti spunti di riflessione.

    ha scritto il 

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