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Un'ombra ben presto sarai

By Osvaldo Soriano

(589)

| Paperback | 9788806136277

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Book Description

Un esperto di informatica lascia l'Europa e torna nella sua Argentina, attratto dalla possibilità di vivere grandi esperienze dopo la caduta dei militari.Ma il treno su cui viaggia si blocca in campagna: sembra la fine del viaggio,è per Continue

Un esperto di informatica lascia l'Europa e torna nella sua Argentina, attratto dalla possibilità di vivere grandi esperienze dopo la caduta dei militari.Ma il treno su cui viaggia si blocca in campagna: sembra la fine del viaggio,è però l'inizio di un andirivieni sconclusionato. Al personaggio si accompagna un acrobata di 120 chili che ha dovuto vendere il circo, prima di essereabbandonato dalla moglie, dal socio e dai figli; un poveretto che gira per lacampagna con una doccia portatile con cui fa il bagno ai contadini; un banchiere che, respinto dalla sua donna è deciso a tutto pur di sbancare il casinò; una giovane coppia; una cartomante con tanto di revolver. Tutti insiemedanno vita a un romanzo di personaggi che vanno a fondo.

39 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Lì, rannicchiato tra l'erba, ebbi la sensazione che ormai non esistevamo più per nessuno, nemmeno per noi stessi. Ci rassegnavamo ad accettare prepotenze e assegni senza valore. Ciò che ci attraeva era guardare la nostra ombra crollata e forse prest ...(continue)

    "Lì, rannicchiato tra l'erba, ebbi la sensazione che ormai non esistevamo più per nessuno, nemmeno per noi stessi. Ci rassegnavamo ad accettare prepotenze e assegni senza valore. Ciò che ci attraeva era guardare la nostra ombra crollata e forse presto ci saremmo confusi con quell'ombra".
    Diretto a Neuquen, nella parte settentrionale della Patagonia argentina, un uomo si ritrova a vagare per la pampa, senza un soldo in tasca, cercando volta per volta qualcuno che lo avvicini alla meta.
    L'ingegnere, conoscerà persone strampalate che viaggiano per cercare fortuna verso mete lontane e che forse, in realtà, vagano in cerca di sè stessi.
    C'è un ex acrobata di origini italiane, Antonio Coluccini, che vive alla giornata, di piccole truffe.
    C'è una cartomante attempata, Nadia, e un tesoro misterioso.
    Un banchiere in fuga, Lem, con le sue delusioni d'amore.
    Due sedicenti ufficiali in cerca del loro battaglione di fanteria.
    L'ingegnere si sposta tra i paesini di Triunvirato e Colonia Vela, due aggregazioni di nulla in mezzo alla pampa, dove gli abitanti e i ricchi estancieros sono costretti a mettere in palio le loro fortune al gioco pur di movimentare le loro esistenze.
    " - Non c'è nemmeno un carro attrezzi?- gli domandai.
    - Per farne cosa? Chi viene quaggiù sa cosa rischia - ".
    In viaggio sulla Gordini di Coluccini, sulla Citroen di Nadia o sulla Jaguar di Lem, su quelle desolate strade, in cui si può procedere "per oltre un'ora senza incontrare neanche una curva", l'ingegnere si confronterà con le bizzarre esistenze altrui ma anche con il suo passato, lontano ma sempre pronto a riemergere, in qualche modo.
    Un libro on the road carico di disillusione e di un imprecisato senso di nostalgia, ma anche e proprio per questo affascinante. Soriano dipinge il mondo degli ultimi nelle tinte opache e slavate della pampa, con un incedere lento e trascinato.
    Ritrovarsi ad essere un'ombra… inghiottiti dall'anonimato da cui disperatamente si è cercato, a lungo, di emanciparsi.
    "C'è un momento per ritirarsi prima che lo spettacolo diventi grottesco, Zarate. Quando uno è sulla pista lo capisce. Magari il pubblico applaude come impazzito ma uno, se è un vero artista, lo sa".

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    Usbek said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 7 people find this helpful

    Ci sono dei libri nei quali la comprensione degli avvenimenti è praticamente impossibile o inutile ai fini del sentire della lettura. Questo è uno di quei casi. Non so cosa Soriano mi abbia voluto dire ma lo ringrazio per il viaggio e i pensieri. Pre ...(continue)

    Ci sono dei libri nei quali la comprensione degli avvenimenti è praticamente impossibile o inutile ai fini del sentire della lettura. Questo è uno di quei casi. Non so cosa Soriano mi abbia voluto dire ma lo ringrazio per il viaggio e i pensieri. Prendere un treno è sempre un inizio.

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    Chiara White said on Sep 1, 2013 | 2 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    Cammino tra spazi freddi e lunari, intorno a me cellule impazzite si muovono come larve insaziabili di vita, la meta non c’è, niente si intravede sull’orizzonte di una pampa abbandonata..una citroen mi viene incontro, ma si impantana in uno stagno. ...(continue)

    Cammino tra spazi freddi e lunari, intorno a me cellule impazzite si muovono come larve insaziabili di vita, la meta non c’è, niente si intravede sull’orizzonte di una pampa abbandonata..una citroen mi viene incontro, ma si impantana in uno stagno. Alla guida Nadia, una cartomante, la cartomante che non riesce a leggere il futuro e per farlo ha bisogno di chiedere conferme a chi gli sta di fronte, salgo con lei sulla macchina, senza andare da nessun dove, cerchiamo solo noi stessi? Cerchiamo di riconoscerci? Che fare? Ci aggrappiamo l’uno all’altro nel tentativo di salvarci, per cercare di non affondare

    Camminando incontro Lem che se ne va senza fretta sul bordo di una strada, trova una coppetta di porcellana caduta da un palo della luce.. da ragazzo la rompeva con la fionda. Se la mette in tasca pensando ai tempi della scuola quando pensava di avere una vita davanti a sé..

    ... ritagli di vita e il racconto ricomincia dall’ultima pagina, da quell’ultima pagina che di solito segna la fine della storia, il treno è sulla biforcazione di un binario morto ma il semaforo è verde e sulla locomotiva non c’è nessuno, solo cavallette morte.. le erbacce arrotolate attorno alle gambe, le allontano e apro i finestrini per far entrare il sole e mi seggo ad aspettare aspettando che il treno parta..

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    Mauriziaberenice said on Apr 14, 2013 | 2 feedbacks

  • 33 people find this helpful

    C'è un momento per ritirarsi prima che lo spettacolo diventi grottesco. Quando uno è sulla pista lo capisce. Magari il pubblico applaude come impazzito ma uno, se è un vero artista, lo sa

    In questi giorni mi sono chiesto cosa e’ rimasto e cosa rimarra’ delle mie illusioni.Non mi riferisco solo alle chimere del passato ma alle illusioni piu’ recenti , quelle dei mesi scorsi , quelle che avevo ancora qualche giorno fa , quelle che tess ...(continue)

    In questi giorni mi sono chiesto cosa e’ rimasto e cosa rimarra’ delle mie illusioni.Non mi riferisco solo alle chimere del passato ma alle illusioni piu’ recenti , quelle dei mesi scorsi , quelle che avevo ancora qualche giorno fa , quelle che tessero’ ancora e ancora come una sorta di Penelope “sui generis” (rappresentazione raccapricciante .. me ne rendo conto).In fondo cio’ che resta dei sogni fatalmente destinati a spegnersi per consunzione, non e’ altro che un’ombra, l’eco opaca di una luce (vabbe’ ,scriviamo un lumino che e’ immagine piu’ aderente alla realta’) di cio’, o di chi, avrebbe potuto essere.
    Ad un passo dall’avvitarmi completamente in un paso doble di dubbia riuscita, la salvezza e’ arrivata sulle note di un tango (il tango e’ sempre una grande risorsa) suonato tra le pagine di “Un’ombra ben presto sarai”.
    Quel che rischiava d’essere un girotondo un poco claustrofobico si e’ allora allineato, evaporando , sui binari della narrazione di Soriano “Non potevo comprare niente e non avevo piú niente da vendere. Finché ero in treno mi piaceva rimirare il tramonto sulla pianura, ma adesso mi lasciava indifferente e faceva tanto caldo che aspettavo con ansia il calare della sera per stendermi a dormire sotto un ponte…. mi ero messo a guardare una cartina perché non avevo idea di dove fossi. Era stato un giro assurdo, avanti e indietro, e adesso mi trovavo al punto di partenza o in un posto identico”.
    Da quel treno , irrimediabilmente (?) fermo, ha inizio una poesia, pura, asciutta, astratta, matura di melanconia e sogno, acerba di speranze e illusioni… di note lasciate fluire nelle circolari distanze della pampa.
    Fiorisce cosi’una galleria di personaggi malinconici e surreali, in cui si respira un forte profumo di dignità.
    Malgrado tutto, non soccombono alle sconfitte della vita, non si perdono completamente, conservano a denti stretti un barlume di umanità e con essa la possibilita’ di emozionarsi e di emozionare. Emozionano anche quando aspettano un esercito che non c’e’ piu’ , l’esercito di una guerra combattuta da altri in un lontano 25 maggio o ancora quando una cassetta delle lettere riportera’ al legittimo proprietario lettere mai lette veramente .. e forse neanche mai scritte.
    Troppo astratto, troppo surreale ? No, ma del resto non ho (non abbiamo , io e i personaggi di Soriano) altro da mettere sul tavolo “Ha qualcosa da giocarsi? – mi domandò, mentre guardava ancora una volta le carte come se temesse che non fossero piú lí. - Il viaggio, se vuole. - Quello di prima o quello di domani? - Per me è lo stesso, - risposi. - Cosa scommetteva il suo socio? - Illusioni. - Va bene, ci metta le sue allora. – Credo che non me ne siano rimaste”.
    E allora se non vuoi smettere di giocare non resta che provare con i ricordi, il ricordo di un amore:
    "Una volta mi sono innamorato in maniera disperata."
    "Si sarebbe ucciso per lei?"
    "Mi vede sono ancora qui."
    "Allora deve tirare fuori qualcosa di meglio."
    merce purtroppo un poco svalutata nell’Argentina dei diseredati…perche’ se un orizzonte e’ rimasto, e’ un’orizzonte segnato dallo straniamento ..uno spazio piccolo, giusto per un sogno “Io ormai non posso perdere …Sto in Bolivia e i ricordi sono di nuovo miei”.
    Come dite? La trama ? Non si capisce nulla ? Non ha importanza … la lettura in questi casi continua anche al termine del libro, la scrivete voi …e nel modo migliore…..attraverso le domande.
    Il treno e’ un enorme allegoria della vita ?
    Le poste in Argentina funzionano cosi?..e cosi’ funziona anche la vita ?
    A voi , io torno a giocare una carta …Grazie Soriano
    "Mi rimane, se le sembra il caso, una ragazza di Chubut. Non era bella e non è venuta a letto, non si illuda".
    "È già qualcosa."

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    maxxam66 said on Mar 6, 2013 | 25 feedbacks

  • 7 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Prima che lo spettacolo diventi grottesco

    – Si è ucciso, – gli dissi.– Si è sparato un colpo.
    […]
    – Era intelligente, il suo socio, – osservò poco dopo.
    – Ha fatto il salto senza rete e siccome è caduto male se n'è andato senza salutare.
    – Perché non mi ha aspettato?
    – C'è un mome
    ...(continue)

    – Si è ucciso, – gli dissi.– Si è sparato un colpo.
    […]
    – Era intelligente, il suo socio, – osservò poco dopo.
    – Ha fatto il salto senza rete e siccome è caduto male se n'è andato senza salutare.
    – Perché non mi ha aspettato?
    – C'è un momento per ritirarsi prima che lo spettacolo diventi grottesco. Quando uno è sulla pista lo capisce. Magari il pubblico applaude come impazzito ma uno, se è un vero artista, lo sa.

    http://www.youtube.com/watch?v=SEAQ1hm20L0

    (Me gustó mucho esta novela. Excelente!)

    Il tango da cui Soriano ha tratto il titolo di questo romanzo, secondo quanto lui stesso afferma nell'intervista riportata in appendice:

    http://www.youtube.com/watch?v=aOaLH2TVMUY

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    Daisy (in perpetuo volo) said on Dec 24, 2012 | 2 feedbacks

  • 10 people find this helpful

    Forse un viaggio. Per strade vuote (l'argentina dei desaparicidos), di paese in paese, all'interno di un mondo segmentato sempre identico. Le strade in questo romanzo non conducono da nessuna parte; i personaggi girano a vuoto, non conoscono il senso ...(continue)

    Forse un viaggio. Per strade vuote (l'argentina dei desaparicidos), di paese in paese, all'interno di un mondo segmentato sempre identico. Le strade in questo romanzo non conducono da nessuna parte; i personaggi girano a vuoto, non conoscono il senso delle direzioni che prendono, si ritrovano a tornare senza volerlo negli stessi luoghi, hotel, pensioni, bar che sembrano tanti castelli di atlante, o si ritrovano addirittura legati a terra da rami e radici. L'avventura di personaggi perduti; un viaggio senza senso, per ritrovare un senso, alla fine. La traccia dei loro percorsi disegna la carta di una "erranza" (puntellata da impegni e appuntamenti senza sapere né dove né come) piuttosto che un percorso ordinato: un labirinto. Il problema è uscirne, fuori dai concatenamenti imposti.
    I personaggi sono ombre che camminano (e strizzano l'occhio un po' a fellini, un po' a chandler), stanchi di tirare avanti, vivi malgrado tutto, con dignità. come in preda a una forza misteriosa si spostano di qua e di là, mai fermi nello stesso posto, inciampano, scivolano, cadono, cambiano improvvisamente ritmo, si uniscono e si separano: a guardarli da una certa distanza danno luogo ad una danza (macabra). Una danza sopra la propria "ombra crollata" con la quale, forse presto, si confonderanno, una danza a partire dalla consapevolezza della morte. Una danza che trasforma un orizzonte vuoto in uno spazio intenso, un paesaggio dell'interiorità, aperto (la vita chiusa ci rende ostili).

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    Sergio said on Oct 18, 2012 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (589)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 231 Pages
  • ISBN-10: 8806136275
  • ISBN-13: 9788806136277
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 1994-10-01
  • Also available as: Others
  • In other languages: other languages Libros en Español
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