Unter Null. Roman.

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Verleger: Rowohlt TB-V., Rnb.

3.7
(2426)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 188 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , French , Italian , Spanish , Portuguese , Czech , Japanese , Catalan , Dutch

Isbn-10: 3499132869 | Isbn-13: 9783499132865 | Publish date:  | Edition Neuausg.

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Non so perché, ma questo libro mi è piaciuto moltissimo. Nella realtà, delle persone così mi starebbero sulle scatole, dentro un libro sono personaggi che funzionano benissimo. Ragazzi ricchi, annoiat ...weiter

    Non so perché, ma questo libro mi è piaciuto moltissimo. Nella realtà, delle persone così mi starebbero sulle scatole, dentro un libro sono personaggi che funzionano benissimo. Ragazzi ricchi, annoiati, viziati, corrotti. Corrotti dalle droghe, dall’alcol, dal divertimento discutibile ma ricercato perché tabù e pagato a caro prezzo.
    Tutto ruota intorno a un mondo che è solo apparenza: addirittura lo psichiatra di Clay, il protagonista, è più interessato ad una improbabile carriera da sceneggiatore che ad ascoltare il grido d’aiuto del suo paziente.
    Tutti i personaggi sembrano vagare senza scopo, alla ricerca di un ulteriore stimolo, un ulteriore vizio in cui poter sfogare la propria insoddisfazione.
    Forse sto sparando stupidaggini, ma in questo clima di ricchezza vuota ho ritrovato un po’ dell’atmosfera del Grande Gatsby - senza la grandezza del personaggio di Fitzgerlad, Clay non è così profondo.
    La scrittura però l’ho trovato molto piacevole, non ricercata ma giusta per la storia che si vuole raccontare. Leggerò sicuramente altro di Ellis!

    gesagt am 

  • 3

    In questo libro l'autore racconta la gioventù (bruciata) dell'alta borghesia di Los Angeles. I protagonisti sono giovani (giovanissimi) ricchissimi e senza punti di riferimento che affondano nell'alco ...weiter

    In questo libro l'autore racconta la gioventù (bruciata) dell'alta borghesia di Los Angeles. I protagonisti sono giovani (giovanissimi) ricchissimi e senza punti di riferimento che affondano nell'alcol e nella droga. Questi ragazzi non rappresentano più il sogno americano, sono i figli o i nipoti di chi quel sogno lo ha perseguito e raggiunto. Sembra quasi che questi ragazzi non abbiano più obiettivi da raggiungere nè stimoli per vivere, il loro unico obiettivo è toccare il fondo e scoprire dove questo fondo si trovi. Sono automi che agiscono senza ragionare. Lo stile è scarno, non c'è posto o tempo per approfondire la psicologia dei personaggi, c'è spazio solo per la descrizione delle azioni. I rapporti tra i personaggi non possono che essere labili e liquidi (Baumann c'entra sempre). C'è solo spazio per la nostalgia, per un tempo di innocenza ormai andato che non potrà tornare mai più.

    gesagt am 

  • 3

    Terzo libro di Ellis e torna prepotente l'interrogativo: sa scrivere solo in maniera monotematica di questi scenari neo decadenti? Per carità lo sa fare molto bene, con uno stile di scrittura che ti t ...weiter

    Terzo libro di Ellis e torna prepotente l'interrogativo: sa scrivere solo in maniera monotematica di questi scenari neo decadenti? Per carità lo sa fare molto bene, con uno stile di scrittura che ti tiene incollato alle pagine, ma oltre a questo?

    gesagt am 

  • 2

    Va bene, ho capito, lo sapevo che in California i figli dei ricchi hanno una vita di sesso droga e, poco, Rock and Roll. E ho anche capito che il libro era corto e succinto. Ma quasi 200 pagine per di ...weiter

    Va bene, ho capito, lo sapevo che in California i figli dei ricchi hanno una vita di sesso droga e, poco, Rock and Roll. E ho anche capito che il libro era corto e succinto. Ma quasi 200 pagine per dire quello che io ho detto in due righe mi pare comunque un pò troppo. La prossima volta fai uno sforzo, sig Easton Ellis

    gesagt am 

  • 5

    "mentre scendiamo in ascensore fino alla macchina di julian, dico: - perchè non mi hai detto che i soldi servivano a questo? - e julian, con gli occhi vitrei, dice - cosa importa? te ne importa qualco ...weiter

    "mentre scendiamo in ascensore fino alla macchina di julian, dico: - perchè non mi hai detto che i soldi servivano a questo? - e julian, con gli occhi vitrei, dice - cosa importa? te ne importa qualcosa? davvero? - e io non dico niente e mi rendo conto che in realtà ha ragione lui, non me ne importa poi molto e all'improvviso mi sento stupido, davvero stupido. mi rendo anche conto che andrò con julian al saint marquis. che voglio vedere con i miei occhi se cose del genere succedono davvero. e mentre l'ascensore ci porta giù, oltre il secondo piano, oltre il primo, ancora più giù, mi rendo conto che i soldi non c'entrano. che quello che voglio è toccare il fondo."

    gesagt am 

  • 4

    meno di zero

    Premetto di avere letto questo romanzo alla sua uscita, nel 1987 e di esserne stato folgorato. Il romanzo, a mio avviso, non possiede questo grande pregio artistico, ma è innanzitutto un racconto imma ...weiter

    Premetto di avere letto questo romanzo alla sua uscita, nel 1987 e di esserne stato folgorato. Il romanzo, a mio avviso, non possiede questo grande pregio artistico, ma è innanzitutto un racconto immaginifico. Certo la trama è quella che è, basata sulla descrizione di squarci di vita californiana anni '80 di ragazzi ricchi, annoiati e totalmente vuoti. Da questo punto di vista concordo con le recensioni di alcuni lettori. Tuttavia quello che mi affascinò a quel tempo furono alcune cose. Innanzitutto ho trovato splendida la descrizione di L.A costantemente sotto un sole per noi irrituale (essendo Natale) e al di là della vertiginosa topografia di bar e ristoranti trendy, trovo che vi sia, nella totale disperazione di Clay, qualche traccia di "sentimentalismo". Sono estremamente avvincenti e molto cinematografici, gli inserti nei quali il protagonista descrive le corse con le sorelle sull'auto decapottabile nel deserto di notte, con in sottofondo le musiche di Fleetwood Mac ed Eagles. Altrettanto "romantica" la descrizione dei due ragazzi in una casa sul mare, un fine settimana solo per loro che però finisce per trasformarsi nella lode all'incomunicabilità. Per il resto è agghiacciante questa società americana basata sul vuoto più assoluto (Clay la vive, la subisce ma si rende conto che è contornato dal niente), famiglie disgregate, genitori assenti in preda all'alcol, alle droghe e sempre alle prese con terapisti.
    Quello che mi sconvolse fu la dedizione dei giovani di quell'età alla droga e al sesso e mi sembrava impossibile che da noi potesse capitare una cosa simile. Invece secondo me quel romanzo è stato profetico perchè se è vero che abbiamo sempre importato pedestremente tutti i modelli USA, basta guardarsi attorno oggi per constatare con grande amarezza di come le nuove generazioni seguano le orme, a distanza di 30 anni da quei racconti, dei protagonisti del romanzo. Giovani svuotati di ogni interesse, massime aspirazioni sfondarsi d'alcol in discoteca, fare sesso promiscuo ad un'età sempre più giovane, provare e bruciare tutto subito per finire poi come zombie svuotati di ogni passione.
    Un romnzo quindi di non eccelsa qualità ma che ha anticipato i tempi. Quelli che stiamo vivendo

    gesagt am 

  • 2

    la gente ha paura di buttarsi ( p.21 )
    dio vuole servirsi di voi. lasciatelo fare. abbandonatevi e lasciatelo fare ( p.68 )
    a me non va di morire in nessun modo ( p.110 )
    quello che voglio è toccare i ...weiter

    la gente ha paura di buttarsi ( p.21 )
    dio vuole servirsi di voi. lasciatelo fare. abbandonatevi e lasciatelo fare ( p.68 )
    a me non va di morire in nessun modo ( p.110 )
    quello che voglio è toccare il fondo ( p.153 )

    gesagt am 

  • 2

    la gente ha paura di buttarsi ( p.21 )
    dio vuole servirsi di voi. lasciatelo fare. abbandonatevi e lasciatelo fare ( p.68 )
    a me non va di morire in nessun modo ( p.110 )
    quello che voglio è toccare i ...weiter

    la gente ha paura di buttarsi ( p.21 )
    dio vuole servirsi di voi. lasciatelo fare. abbandonatevi e lasciatelo fare ( p.68 )
    a me non va di morire in nessun modo ( p.110 )
    quello che voglio è toccare il fondo ( p.153 )

    gesagt am 

  • 4

    Devo ammettere che il libro più conosciuto di B.E.E., ossia American Psycho, non mi era piaciuto molto. L’ho letto piena di aspettative e sono rimasta delusa dallo stile di scrittura prolisso e descri ...weiter

    Devo ammettere che il libro più conosciuto di B.E.E., ossia American Psycho, non mi era piaciuto molto. L’ho letto piena di aspettative e sono rimasta delusa dallo stile di scrittura prolisso e descrittivo al punto da estenuare il lettore. Mi rendo conto, tuttavia, che questo era proprio l'effetto voluto dall'autore, che in tal modo intendeva trasmettere ancora meglio la sua idea degli yuppies come di persone per le quali ciò che conta è solo l'apparenza: ogni uomo è la somma dei capi di abbigliamento firmati che indossa, per cui anche il più piccolo particolare ha fondamentale importanza.
    Fatta questa premessa, necessaria per far capire il mio punto di vista (prevenuto) su B.E.E., non so bene neanche io cosa mi abbia spinto a leggere quest'altro romanzo dello stesso autore. Forse il fatto che ne avevo sentito parlare non so dove ma quando lo avevo cercato in libreria ed in biblioteca non ero riuscita a trovarlo. Dopo due o tre fallimentari tentativi la ricerca di una copia di questo libro è diventata quasi un'ossessione per me, quasi una questione di orgoglio, al punto che quando finalmente sono riuscita a trovarlo ho interrotto tutte le altre letture e mi ci sono buttata a capofitto.
    Meno di zero racconta la storia di Clay e dei suoi amici, un gruppo di giovani ricchi, biondi, abbronzati tutti uguali ed estremamente annoiati. B.E.E. li descrive così - indubbiamente in maniera meno prolissa rispetto ad American Psycho - incarnanti il classico stereotipo del surfista californiano.
    In vacanza dal college, trascorrono il tempo tra una festa e l'altra all'insegna di sesso facile, droghe di ogni tipo, alcol e rock pompato a tutto volume.
    Sulla storia c'è ben poco da dire, perché questi ragazzi non fanno veramente nulla dalla mattina alla sera, fanno discorsi vuoti e privi di reale significato perché fondamentalmente non gli importa nulla di ciò che li circonda e di quello che accade ai loro - presunti - amici e familiari.

    "...voglio vedere con i miei occhi se cose del genere succedono davvero. E mentre l'ascensore ci porta giù, oltre il secondo piano, oltre il primo, ancora più giù, mi rendo conto che i soldi non c'entrano. Che quello che voglio è toccare il fondo."

    Il titolo rende alla perfezione l'idea del romanzo: cosa fanno questi ragazzi? Meno di zero. Quanto significato danno alle loro esistenze? Meno di zero. Quanto valgono agli occhi l'uno dell'altro e delle loro famiglie? Meno di zero.
    Si può scrivere un romanzo privo di struttura e di trama, parlando dell'apatia e dell'assenza totale di sentimenti, in uno stile peraltro semplicissimo e trasformarlo in un cult? Si, e B.E.E. ce lo ha dimostrato.
    Voto: 7,5/10

    Se vi va' passate a trovarmi sulla mia pagina Facebook, "La piccola biblioteca dei libri dimenticati". Ecco l'indirizzo: www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    gesagt am 

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