Un'ultima stagione da esordienti

Voto medio di 321
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Erano tredicenni d'assalto: mettevano il calcio sopra ogni cosa. Il Dio delCalcio era il loro dio. E il Mister il suo profeta. L'estate macinavanopolvere nel campetto di ghiaia. Appuntamento alle sette del mattino per laprima partita, e avanti fino ... Continua
Ha scritto il 04/10/16
Ooohhh tee!!!
Libro comprato sull'onda emotiva di "Un incontro con l'autore". Cavina è veramente un personaggio che costruisce mondi di parole CONCRETE intorno a sè e al suo pubbico di lettori/ascoltatori. Non è fumo: è arrosto e di quello gustoso ...Continua
Ha scritto il 14/11/15
Assolutamente da leggere, è una storia bellissima, sull’amicizia e sul senso della squadra, sull’adolescenza che arriva con tutti i suoi problemi. Il tutto raccontato con ironia e gioia di ...Continua
Ha scritto il 27/11/14
Un libro fantastico. Ironica, amaro, divertente e nostalgico. Viene proprio voglia di tornare indietro nel tempo e riprendere a giocare a calcio con la stessa spensieratezza degli esordienti....voto 8
Ha scritto il 08/11/14
Figata
Un'ultima stagione da esordienti è un libro da leggere con il pallone tra i piedi, una birra sul tavolino e il cellulare pronto a convocare tutti quegli amici con cui hai imparato per la prima volta cosa vuol dire vincere (o perdere) per una cena o ...Continua
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Ha scritto il 16/10/14
Piacevole e divertente
Lettura molto molto piacevole e divertente, a volte impossibile trattenere le risate. Cavina ha ben imparato la lezione di Benni. Forse un po' furbetto, ma bene così.
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Ha scritto il Aug 21, 2011, 16:55
Succede a volte nella vita. Una cosa brutta che inciampa in una bella, all'improvviso. Come un gatto nero che entra in campo e rivolta come un calzino l'esito di una partita. 'Siamo ancora qua' urlava Bubani Enzo quel pomeriggio 'siamo ancora qua'. ...Continua
Pag. 181
Ha scritto il Aug 21, 2011, 16:49
"Mai farci l'abitudine, ai sogni, ricorderò ai miei figli. Altrimenti diventano esseri sfuggenti, peggio delle anguille. Ci vogliono denti stretti e unghie rabbiose, per rimanerci aggrappati".
Pag. 216
Ha scritto il Aug 17, 2011, 23:51
"Contro la Stella Azzurra in quel campionato, fece un gol da centrocampo, colpendo al volo il rinvio del portiere. Anche allora non si sentì niente. Alzò le braccia un attimo, il tempo di un sorriso. Anche quello era raro quanto la sua voce".
Pag. 69
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Ha scritto il Aug 17, 2011, 23:48
"Uscì con il suo passo lento, oscillante, come un re triste che governa su un regno troppo piccolo quando i problemi sono grandi e troppo vasto quando i problemi sono piccoli".
Pag. 68
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Ha scritto il Aug 17, 2011, 23:38
"Ovviamente, nessuno di noi sapeva cos'era di preciso la vita, però una qualche idea ce l'eravamo fatta lo stesso. Un po' la conoscevamo. Aveva dodici tacchetti appuntiti per scarpa, e se non eri svelto a passare la palla al compagno smarcato, ti ...Continua
Pag. 86
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