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Uomini che odiano le donne

Millennium trilogy - Vol. 1

Di

Editore: Marsilio

4.2
(23907)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 600 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Svedese , Tedesco , Norvegese , Francese , Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Portoghese , Olandese , Ceco , Danese , Finlandese , Chi semplificata , Turco , Ungherese , Polacco , Greco

Isbn-10: 8831798634 | Isbn-13: 9788831798631 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Carmen Cima Giorgetti

Disponibile anche come: Paperback , CD audio , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, ogni anno l'invio di un dono anonimo riapre la vicenda, un rito che si ripete puntuale e risveglia l'inquietudine di un enigma mai risolto. Ormai molto vecchio, Henrik Vanger decide di tentare per l'ultima volta di fare luce sul mistero che ha segnato tutta la sua vita. L'incarico di cercare la verità è affidato a Mikael Blomkvist: quarantenne di gran fascino, Blomkvist è il giornalista di successo che guida la rivista Millennium, specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione e gli affari loschi del mondo imprenditoriale. Sulle coste del Mar Baltico, con l'aiuto di Lisbeth Salander, giovane e abilissima hacker, indimenticabile protagonista femminile al suo fianco ribelle e inquieta, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger. E più scava, più le scoperte sono spaventose.
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  • 3

    Non sono una assidua lettrice di gialli, però questo libro mi ha coinvolto molto. Forse perché non è solo un giallo. E'molto di più. Ha dei pezzi che ti prendono lo stomaco e te lo stritolano e ti fanno mancare il fiato. Ti fa riflettere ed è molto profondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Titolo italiano: "Uomini che odiano le donne".
    Non leggo gialli, polizieschi e thriller. Ho deciso di leggere questo perché viene spesso citato come esempio nei testi di scrittura creativa, ed eccomi qui, pronta a leggere il prossimo della trilogia! Una storia ben costruita e ben scritta, s ...continua

    Titolo italiano: "Uomini che odiano le donne".
    Non leggo gialli, polizieschi e thriller. Ho deciso di leggere questo perché viene spesso citato come esempio nei testi di scrittura creativa, ed eccomi qui, pronta a leggere il prossimo della trilogia! Una storia ben costruita e ben scritta, soltanto un po' lunga nella sua parte finale. I personaggi restano davvero impressi, Salander in primis. Promosso!

    ha scritto il 

  • 4

    Come sempre i casi editoriali li lascio da parte fino a ché non sfuma tutto il vociare che li riguarda. In questo caso mi sono tappata le orecchie su qualunque cosa riguardasse il libro o il film, al punto che quando ho cominciato a leggerlo non conoscevo nemmeno la trama.
    Si legge facilmen ...continua

    Come sempre i casi editoriali li lascio da parte fino a ché non sfuma tutto il vociare che li riguarda. In questo caso mi sono tappata le orecchie su qualunque cosa riguardasse il libro o il film, al punto che quando ho cominciato a leggerlo non conoscevo nemmeno la trama.
    Si legge facilmente, sembra un mattone, ma si scorrono le pagine senza nemmeno farci caso. La trama è semplice e complessa insieme; in realtà sono più trame (e sottotrame), visto che i casi affrontati sono due, ma sono gestite in modo così esemplare che non si fa fatica a leggerne una accantonando l'altra, o il contrario.
    I personaggi in gioco sono molti e specie all'inizio può risultare complicato ricordarli tutti, ma anche questo è uno scoglio che si supera facilmente. La storia è bella, per quanto possano esserlo le barbarie raccontate, e per me vale assolutamente la pena leggerlo. Belli anche i rapporti tra i personaggi e validi i due personaggi principali, ben assestati tra loro. Mi è piaciuta la loro diversità, sono due figure di due mondi completamenti opposti, con caratteri assolutamente diversi, che mi sono sembrati rimarcati anche dal chiamare lui con il solo nome, o con il suo soprannome, e lei sempre con nome e cognome. Ed è proprio lei, Lisbeth Salander, la vera scoperta di questo libro, che personaggio! Forte e debole insieme, sociopatica e intelligentissima, di sicuro non la solita eroina.
    Leggerò i due libri successivi, soprattutto perché spero di poterla conoscere meglio e chissà, magari leggerò altre tre milioni di volte la parola "caffè", diventando anche io una seria caffeinomane.

    ha scritto il 

  • 4

    Thriller avvincente, dalla trama ben congeniata, ricco di suspence e colpi di scena, che poi è quello che contraddistingue un buon thriller. Superato l'inizio un po' lento, il romanzo così come il resto della saga scorre benissimo. Molto bello il personaggio di Lisbeth, complesso e affascinante, ...continua

    Thriller avvincente, dalla trama ben congeniata, ricco di suspence e colpi di scena, che poi è quello che contraddistingue un buon thriller. Superato l'inizio un po' lento, il romanzo così come il resto della saga scorre benissimo. Molto bello il personaggio di Lisbeth, complesso e affascinante, la cui vita e interiorità viene esplorata più a fondo nei romanzi successivi. Certamente è un romanzo molto crudo, con scene dalle tinte forti, ma trovo che tanta crudezza sia efficace per rendere l'orrore del tema trattato, ovvero la violenza sulle donne.
    Assolutamente da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    當初會買這套書當然是因為它很紅,事實證明它的確有這個價值!

    作者非常會說故事,看書時的心情會跟著故事情節起伏;對人物的描述很詳細,讓人幾乎可以想像出這些主角的模樣;探討的社會問題很深度讓人驚悚。雖然不是我熱愛的題材,但還是讓我看得津津有味,欲罷不能,這就是一本好書該呈現的吧!

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo ma con un'amara delusione!

    Coinvolgente, risveglia tutte le emozioni come pochi libri riescono a fare. Un viaggio in un paese lontano in un'epoca vicina. Queste Geishe, figure affascinanti che mascherano le sofferenze di bambine\ragazze\donne vittime della società. L'amara delusione è stata alla fine quando ho scoperto c ...continua

    Coinvolgente, risveglia tutte le emozioni come pochi libri riescono a fare. Un viaggio in un paese lontano in un'epoca vicina. Queste Geishe, figure affascinanti che mascherano le sofferenze di bambine\ragazze\donne vittime della società. L'amara delusione è stata alla fine quando ho scoperto che non è una storia vera!

    ha scritto il 

  • 5

    Settembre 2008:
    Questo è il primo libro della trilogia, ma si potrebbe leggerlo anche a sè, non sarebbe necessario andare oltre. Ma Larsson, secondo me, è un genio; impossibile fermarsi.

    Settembre 2014
    Dalla rivista "Sette" (inserto del Corriere della sera) su Lisbeth Sal ...continua

    Settembre 2008:
    Questo è il primo libro della trilogia, ma si potrebbe leggerlo anche a sè, non sarebbe necessario andare oltre. Ma Larsson, secondo me, è un genio; impossibile fermarsi.

    Settembre 2014
    Dalla rivista "Sette" (inserto del Corriere della sera) su Lisbeth Salander:
    "Lisbeth Salander è senza dubbio la maggiore invenzione e la maggiore creazione di Larsson. Innanzitutto perchè, pur essendo una giovanissima donna, è la protagonista e il deus ex machina della trilogia. Poi perché è concepita come una creatura strutturalmente ambigua sempre sul filo non del rasoio ma di tutti i rasoi. Da un punto di vista psicologico, se non psichiatrico, è una squilibrata, una borderline, però con straordinarie capacità analitiche e matematiche. Ed è insieme la persona più sensata, efficiente e dotata di capacità pratiche che si conosca. E' una bisessuale, vigorosamente praticante, ma insieme innamorata come una collegiale. E' una hacker , legata a una rete clandestina di hacker, cul confine e ben oltre il confine della legalità. Nel nome però di una giustizia non formale ma sostanziale. Lisbeth è la figura della nuova indipendenza femminile, insieme una dannata della terra e la vendicatrice di tutti i torti. Una fragilità estrema congiunta a una forza devastante. Il successo della trilogia è quasi per intero nella verità profonda di questa figura, uno specchio segreto in cui milioni di lettori, e soprattutto di lettrici, si sono riconosciuti."

    ha scritto il 

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