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Uomini che odiano le donne

Millennium trilogy - Vol. 1

Di

Editore: Marsilio

4.2
(24195)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 600 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Svedese , Tedesco , Norvegese , Francese , Inglese , Spagnolo , Catalano , Chi tradizionale , Portoghese , Olandese , Ceco , Danese , Finlandese , Chi semplificata , Turco , Ungherese , Polacco , Greco

Isbn-10: 8831798634 | Isbn-13: 9788831798631 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Carmen Cima Giorgetti

Disponibile anche come: Paperback , CD audio , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, ogni anno l'invio di un dono anonimo riapre la vicenda, un rito che si ripete puntuale e risveglia l'inquietudine di un enigma mai risolto. Ormai molto vecchio, Henrik Vanger decide di tentare per l'ultima volta di fare luce sul mistero che ha segnato tutta la sua vita. L'incarico di cercare la verità è affidato a Mikael Blomkvist: quarantenne di gran fascino, Blomkvist è il giornalista di successo che guida la rivista Millennium, specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione e gli affari loschi del mondo imprenditoriale. Sulle coste del Mar Baltico, con l'aiuto di Lisbeth Salander, giovane e abilissima hacker, indimenticabile protagonista femminile al suo fianco ribelle e inquieta, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger. E più scava, più le scoperte sono spaventose.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Uomini che amano se stessi

    Non credo di essere tagliata per i fenomeni editoriali. Ogni volta che ne leggo uno mi lascia con qualcosa di incompiuto, una sorta di delusione, perché non riesco a non notare i difetti di cui il rom ...continua

    Non credo di essere tagliata per i fenomeni editoriali. Ogni volta che ne leggo uno mi lascia con qualcosa di incompiuto, una sorta di delusione, perché non riesco a non notare i difetti di cui il romanzo è disseminato. La verità è che dai fenomeni editoriali mi aspetto la perfezione che trovo nei miei autori preferiti. Che -guarda caso- non sono fenomeni editoriali. Questi i motivi per cui non mi è piaciuto:

    1. La pubblicità. "Lo zaino conteneva il suo Apple iBook 600 bianco, con hard disk da 25 Gb e 420 Mb di ram, del gennaio del 2002, provvisto di schermo da 14 pollici"; "fu attratta dalla migliore alternativa disponibile: il nuovo Apple PowerBook G4/1.0 GHz con telaio in alluminio, dotato di processore PowerPc 7451 con AltiVec Velocity Engine, 960 Mb di ram e un hard disk di 60 Gb. Compreso BlueTooth e masterizzatore cd/dvd. Soprattutto era dotato del primo schermo da 17 pollici nel mondo dei portatili, con grafica Nvidia e una risoluzione di 1440 X 900 pixel che sbalordiva i fautori del pc e surclassava tutto il resto presente sul mercato."; "...una Saab bordeaux aveva fatto retromarcia per uscire". "(...) chiese se Erika poteva parcheggiare la Bmw da loro durante la sua visita (...)", "Prese a prestito la Mercedes", "ho lavorato con le immagini e ho io stesso uno scanner per negativi Agfa. Lavoro in PhotoShop"; "Mise le immagini in una speciale cartella e aprì il programma Graphic Converter." E via dicendo. Io lo trovo disgustoso. Una poracciata. Ora, io capisco che i brand (o forse è meglio dire gli sponsor) possano anche servire a caratterizzare indirettamente un personaggio, ma davvero non è necessario: altri scrittori lo fanno benissimo anche senza infarcire il romanzo di spot pubblicitari. Tanto più che, per quello che mi riguarda, il personaggio di Lisbeth mi è stato antipatico a partire dal momento in cui si dice che usa Apple.

    2. I registri. Certe volte si ha la sgradevole sensazione che pezzi del romanzo siano frutto di un rimaneggiamento maldestro a valle di un copia-incolla. Esempio: “L'attività era suddivisa in tre aree principali: consulenze di sicurezza, che erano mirate a identificare pericoli possibili o immaginari; contromisure, che di solito consistevano nell'installazione di costose telecamere di sorveglianza, allarmi contro furti o incendi, sistemi di chiusura ed equipaggia-menti elettronici; e infine protezione personale di persone fisiche o aziende che avvertivano qualche forma di minaccia reale o immaginaria. (…) La Milton Security collaborava inoltre con rinomate aziende del settore in altri paesi europei e negli Usa, e si occupava della sicurezza di diversi ospiti internazionali in visita in Svezia (…). Una quarta area, considerevolmente più piccola e che impiegava solo qualche collaboratore, si occupava di quelle che in gergo erano dette i-per, investigazioni sugli antecedenti personali.” Mi pare un estratto da una brochure aziendale. Fastidio.

    3. I personaggi. Sono stereotipati. Piatti e senza sfumature. Sembra di averli incontrati cento volte in altrettanti bestseller mediocri. Il giornalista proletario e paladino della giustizia che viene ingiustamente condannato dal tribunale; la giornalista fighetta e borghese col BMW; il vecchio industriale un po’ tocco ma simpatico; la ragazzetta strana e indifesa che fa simpatia. Un campionario di dejà vu.

    4. Alcuni elementi della trama. Prendiamo la scena in cui Lisbeth tramortisce e immobilizza l’avvocato Bjurman. Ora, è una scena che emotivamente è in grado di coinvolgere il lettore (ha coinvolto anche me), perché l’eroina del romanzo si vendica di una brutale aggressione. Ma santo cielo. L’avvocato Bjurman è alto il doppio di Lisbeth e pesa tre volte lei. È piuttosto inverosimile che una ragazzina gracile e non allenata possa tramortire un omone e trascinarlo di peso. Il punto, per me, non è l’inverosimiglianza: nelle opere dei miei scrittori preferiti, in genere, ci sono molte situazioni reali; queste, però, sono in grado di toccare corde più profonde, senza fermarsi alla pancia come la scena della vendetta di Lisbeth.
    Un fastidio veramente acuto mi è stato poi provocato da quella parte del romanzo in cui la quasi sessantenne Cecilia Vanger, dopo un certo numero di incontri scoperecci, confessa al protagonista Mikhael di essersi innamorata di lui. Queste pagine del romanzo mi hanno fatta sentire a disagio, piena di imbarazzo per l’autore, che Iddio l’abbia in gloria. “«Mikael, io ho mentito a te e a me stessa per tutto il tempo. Non sono mai stata particolarmente sfrenata, in fatto di sesso. In tutta la vita ho avuto solo cinque partner. La prima volta quando avevo ventun anni. Poi mio marito che ho incontrato a venticinque anni, e che si dimostrò un farabutto. E da allora altri tre uomini che ho incontrato a distanza di qualche anno l'uno dall'altro. Ma tu hai risvegliato in me qualcosa. Semplicemente, non mi bastava mai. Forse perché tutto in te era così senza pretese.»
    «Cecilia, non è necessario che tu...»
    «Ssch, non interrompermi. Altrimenti non riuscirò mai a dirti quello che voglio dire.»”.
    Eccetera. Ecco, questo per me è spazzatura. Mi fa arrabbiare. È un pezzo di una pochezza sconcertante, e secondo me nell’economia generale del romanzo se ne poteva benissimo fare a meno.
    Infine, parlando di trama: avevo capito la soluzione del mistero della scomparsa di Harriet (e cioè che non era affatto morta, ma era scappata ed era lei ad inviare ogni anno il fiore secco a Henrik) dopo aver letto appena il 20% di tutto il romanzo. Il che per un thriller è davvero avvilente.

    5. Lo stile. Qui forse è più colpa della traduzione che di Stieg Larsson, purtuttavia il libro non posso certo leggerlo in svedese, perché non so la lingua. E la traduzione italiana mi ricorda molto lo stile di Giorgio Faletti: pomposo, scolasticamente descrittivo, ingessato, classico - nel senso di polveroso. Certo, è molto scorrevole (e all’uopo si lascia scorrere decisamente bene, nel senso che quando il fastidio si fa intollerabile si possono saltare blocchi di righe senza perdere il filo). Ma non mi piace.

    A lettura ultimata ho capito che il romanzo non vuole essere a favore delle donne. Le donne del romanzo (Lisbeth e Cecilia) sono delle mezze squinternate in balia degli ormoni le quali, benché dipinte come donne forti, si innamorano perdutamente del protagonista (e ci sono pagine e pagine di stucchevoli masturbazioni cerebrali di queste donne che vorrebbero una relazione col protagonista ma si sentono troppo inadeguate), e sono sempre pronte a stracciarsi le mutande di dosso alla sua vista. Ricky, poi, è la tipica borghese viziata che ottiene sempre tutto senza chiedere mai, salvo poi essere manovrata come un burattino dagli uomini del romanzo. Tutto ciò stride con il titolo del romanzo, con la trama stessa, con le insulse citazioni di statistiche sulle molestie sessuali in Svezia che ritroviamo all’inizio di ogni sezione del libro. Insomma, si fa poco per rendere convincente il tema del romanzo (la violenza sulle donne, che pure è un tema formidabile posto di avere un po’ più di grazia per affrontarlo), in compenso abbiamo informazioni dettagliatissime sui pasti di Mikael (principalmente a base di carboidrati –sandwich e tramezzini- o aringhe), sui caffè che consuma nell’arco della giornata, sulle sigarette che fuma, sull’arredamento di ogni stanza che visita.

    Insomma, una delusione pazzesca, tuttavia non riuscivo a staccarmene perché, a onor del vero e benché non ne apprezzi particolarmente lo stile, non è un romanzo “pesante”. Ma sinceramente non riuscirei a considerarlo un capolavoro neanche sotto l’ombrellone. E credo che leggerò il seguito della trilogia solo se un giorno dovessi smettere di amare me stessa.

    ha scritto il 

  • 5

    Eccezionale

    Da tempo non leggevo un libro così intrigante e ben scritto. Ne avevo sentito parlare molto bene ma l'ho sempre snobbato per la troppa fama che aveva acquisito: mi sbagliavo.
    Parte a rilento ma dopo c ...continua

    Da tempo non leggevo un libro così intrigante e ben scritto. Ne avevo sentito parlare molto bene ma l'ho sempre snobbato per la troppa fama che aveva acquisito: mi sbagliavo.
    Parte a rilento ma dopo circa una 50ina di pagine inizia a decollare. Misterioso, intrigante, cupo e violento (molto). In un giorno ne ho letta più di metà e questo non mi accadeva da un bel pezzo.
    In attesa degli altri due per completare la trilogia!

    ha scritto il 

  • 5

    impossibile smettere di leggere

    Ho appena finito di leggere questa meraviglia di libro per la seconda volta. La trama è assolutamente geniale, ricca di dettagli e colpi di scena. Nonostante la mole, il libro l'ho letto in circa due ...continua

    Ho appena finito di leggere questa meraviglia di libro per la seconda volta. La trama è assolutamente geniale, ricca di dettagli e colpi di scena. Nonostante la mole, il libro l'ho letto in circa due settimane. La lettura è piacevole, scorrevole e la storia intrigante al punto tale che non si riesce a mettere da parte il libro, per la curiosità di conoscere il seguito. A distanza di 5 anni, ho ripreso in mano questa trilogia e ho iniziato a rileggerla dal primo episodio. Anche la seconda lettura è piacevolissima e per niente noiosa. Lo consiglio a tutti gli amanti del genere e non solo. Lisbeth Salander è un personaggio a cui è impossibile non affezionarsi, assolutamente irresistibile!

    ha scritto il 

  • 4

    Molto buono il primo romanzo della trilogia nota come Millennium. L'avrete ormai già letta tutti, posso solo dire che mi aspettavo più un moderno thriller mentre per gran parte del romanzo mi è parso ...continua

    Molto buono il primo romanzo della trilogia nota come Millennium. L'avrete ormai già letta tutti, posso solo dire che mi aspettavo più un moderno thriller mentre per gran parte del romanzo mi è parso più un classico giallo ben costruito.
    Non fosse stato per le ultime cento pagine che ho trovato piuttosto noiose, probabilmente avrei dato punteggio pieno. In tali pagine, il mistero principale è stato già risolto e viene narrata una storia di contorno che non ho apprezzato particolarmente. Chissà, magari serve da introduzione al prossimo capitolo...lo scopriremo solo leggendo.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che è anche realtà

    Finalmente dopo secoli sono riuscita a leggere questo libro. Che dire, ci ho messo due settimane a leggere le prime 50 pagine e 2 giorni per le restanti 600. Unica nota negativa (per i miei gusti) è c ...continua

    Finalmente dopo secoli sono riuscita a leggere questo libro. Che dire, ci ho messo due settimane a leggere le prime 50 pagine e 2 giorni per le restanti 600. Unica nota negativa (per i miei gusti) è che si disperde infinitamente nei più piccoli particolari, ma considerando la fittissima trama, non mi viene in mente un solo contesto in cui definirei quelle minuzie totalmente inutili. Un libro veramente ben progettato. Crudo, un bel po'. Sono arrabbiata, con dei personaggi fittizi ma che probabilmente sono esistiti, in molteplice copia persino.

    ha scritto il 

  • 2

    2 e mezzo

    Nonostante la prolissità di almeno tre quarti del romanzo, è un libro che “costringe” a farsi leggere; nel mio caso questo non è un pregio: significa che mi sta provocando inquietudine e nervoso, che ...continua

    Nonostante la prolissità di almeno tre quarti del romanzo, è un libro che “costringe” a farsi leggere; nel mio caso questo non è un pregio: significa che mi sta provocando inquietudine e nervoso, che voglio andare ostinatamente avanti perchè (o finchè) non sono tranquilla e soddisfatta. Qualcuno potrà obiettare che è proprio questo lo scopo di un romanzo thriller/giallo, e forse ha anche ragione, ma lasciatemi spiegare un paio di motivi per i quali posso dire che non mi sia piaciuto molto.
    Innanzitutto l'impressione generale è che l'autore faccia il furbetto, infastidendo il lettore in alcuni punti e dandogli il contentino in altri; poi ho trovato alcuni passaggi ingenui ed alcune scene mi hanno ricordato i peggio film d'azione...infine, certe cose che succedono sono prevedibili anche per un non-lettore di libri gialli.
    Inizio a pensare di non essere tagliata per i “casi letterari”...

    ha scritto il 

  • 5

    lisbeth tvb

    S. Larson mi ha donato le brezza e le emozione di come ci si.può sentire a possedere e maneggiare un opera d'arte degna di essere custodita in un museo di una qualsiasi città cosmopolita. Il primo ca ...continua

    S. Larson mi ha donato le brezza e le emozione di come ci si.può sentire a possedere e maneggiare un opera d'arte degna di essere custodita in un museo di una qualsiasi città cosmopolita. Il primo capitolo della serie millenium qualsiasi modo lo si vuole vedere, dal libro alla versione cinematografica svedese o multi budget yankees, audiolibro ebook fumetto tradotto fino a scolpita sulla pietra, io semplicemente lo amo.

    ha scritto il 

  • 0

    "Los hombres que no amaban a las mujeres"

    Ciertamente, no puedo afirmar que este libro no forme parte de una comercial trilogía que fue llevada por el cine sueco a la gran pantalla. Destaco el personaje de Lisbeth Salander porque es una autén ...continua

    Ciertamente, no puedo afirmar que este libro no forme parte de una comercial trilogía que fue llevada por el cine sueco a la gran pantalla. Destaco el personaje de Lisbeth Salander porque es una auténtica superviviente que demuestra que una heroína también puede dar la talla en busca de la verdad...Su apariencia gótica y sus decisiones a veces excesivas la sitúan en el plano de una fantasía verosímil e inspiradora,como personaje que se abre paso en un mundo difícil y además, destaca el itinerario a través de Suecia, desde Estocolmo hasta Gotemburgo y el Norte del país...en su momento me fascinó y me hubiese gustado que Stieg Larsson disfrutase en vida de su enorme éxito de masas...

    ha scritto il 

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