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Uomini e no

Di

Editore: Oscar Mondadori

3.9
(1948)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 199 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000074201 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 3

    difficile e durissimo

    a volte criptico. E' una storia di violenza sotto l'occupazione tedesca a Milano, dove i partigiani cercano di far fuori tedeschi e fascisti ed i tedeschi ripercuotono la loro violenza su dei poverett ...continua

    a volte criptico. E' una storia di violenza sotto l'occupazione tedesca a Milano, dove i partigiani cercano di far fuori tedeschi e fascisti ed i tedeschi ripercuotono la loro violenza su dei poveretti (10 a 1 come al solito). La storia personale di Enne2 e di tanti altri partigiani si mischia alle loro avventure. Poetico in alcuni punti, molto duro in altri. Il capitolo CIV è un riassunto del pensiero di tutti noi, che ci chiediamo perchè, cosa spinga l'uomo alla violenza, cosa faccia un uomo o no. Ecco il senso del libro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Non è stato semplice leggerlo, anche perché lo sto studiando per un esame universitario, ma devo ringraziare il mio professore, perché con la sua scelta mi ha fatto conoscere un mondo nuovo: il mondo ...continua

    Non è stato semplice leggerlo, anche perché lo sto studiando per un esame universitario, ma devo ringraziare il mio professore, perché con la sua scelta mi ha fatto conoscere un mondo nuovo: il mondo dei partigiani, di uomini che si battono per la felicità collettiva, di uomini che riescono a riconoscere l'umano anche in un nemico. Uomini però che sanno essere anche peggio dei cani, che, dal canto loro, dimostrano di provare sentimenti "degni" di un uomo. Cosa sono allora Hitler, Cane Nero e il Capitano Clemm? Sono umani? La voglia che hanno di uccidere l'umanità negli altri è umana?
    Un po' troppo ideale e poco concreto, ma bellissimo e travolgente.
    Ho amato tutti i compagni, ma un solo personaggio ho detestato fino al midollo, come mi è accaduto prima solo con Madame Bovary: Berta, essere umano fragile ai limiti della stupidità, che preferisce morire dentro piuttosto che affrontare la realtà dei suoi sentimenti e donarsi al suo unico vero amore...però ammetto che, se non fosse così, Uomini e no non sarebbe un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    E' una storia di passioni incrociate: l'amore vano per una donna sposata distrugge la vita di un giovane e valoroso partigiano milanese. Uomini sono i partigiani, i martiri della libertà, contrapposti ...continua

    E' una storia di passioni incrociate: l'amore vano per una donna sposata distrugge la vita di un giovane e valoroso partigiano milanese. Uomini sono i partigiani, i martiri della libertà, contrapposti nettamente alle oscene figure di nazisti e assimilati. Il narratore interviene personalmente in tre punti, dialogando con il protagonista e accompagnandolo indietro nel tempo, alla ricerca di una possibile felicità nascosta nell'infanzia di lui e della sua amata.

    ha scritto il 

  • 2

    Enne 2 è un partigiano italiano che, ovviamente, agisce di nascosto insieme alla sua squadra per eliminare il maggior numero possibile di tedeschi

    Non sappiamo niente di lui, solo che è anche innamora ...continua

    Enne 2 è un partigiano italiano che, ovviamente, agisce di nascosto insieme alla sua squadra per eliminare il maggior numero possibile di tedeschi

    Non sappiamo niente di lui, solo che è anche innamorato di una donna che è, però, legata a un altro uomo, per cui non sempre è facile tenersi in contatto.

    Ma un giorno la foto di Enne 2 appare sul quotidiano nazionale….

    Questo libro non è facile apprezzarlo e proprio non siamo entrati in sintonia.

    E’ sicuramente interessante perchè parla dei partigiani (gli uomini) e dei tedeschi che hanno occupato Roma (non uomini) e che compiono omicidi efferati, non mostrando alcuna pietà nei confronti di nessun essere umano. E questa crudeltà senza ragione costringe anche gli uomini a diventare non uomini…

    Perchè non l’ho apprezzato? Sicuramente per la scrittura, per quei dialoghi infiniti in cui domande e risposte si ripetono come succede con l’eco in montagna.

    Non so, non avendo letto nient’altro di Vittorini, se si tratta questa di una sua caratteristica peculiare, ma questa tecnica di scrittura l’ho trovata stancante.

    ha scritto il 

  • 0

    "Egli è come in pace. Dorme? Riverso su una sabbia nera, una pace è in lui, non celeste, in non celeste sonno"

    La scrittura è il vero punto dolente di questo romanzo di Vittorini: ingranaggio dai denti spezzati, produce un rumore meccanico, fastidioso, che sovrasta la voce flebile e malinconica della storia (u ...continua

    La scrittura è il vero punto dolente di questo romanzo di Vittorini: ingranaggio dai denti spezzati, produce un rumore meccanico, fastidioso, che sovrasta la voce flebile e malinconica della storia (una storia di passione amorosa e di un impegno morale, civile in un tempo incivile perché accetta e sadicamente benedice la lotta fratricida). D'altra parte fatico davvero a riconoscere in Vittorini uno scrittore con tutti i crismi, parendomi egli più intellettuale che altro. E allora, mi dico, importa davvero che la sua scrittura non sia bella e piana, ma irsuta, grezza, goffa (pronta ad inciampare e a fare inciampare ad ogni parola, ad ogni frase)? Non importa davvero.
    Il vestito è secondario qui come in tutti quei romanzi che nascono da intenzioni dolorosamente sincere, che materializzano un pensiero appuntito, spinto in profondità dentro annosi e difficilmente districabili dilemmi morali, che fruga e ribalta in cerca di un senso (e Vittorini condusse questa ricerca nel caos violento del '44).
    In Uomini e no, la scelta è tra lottare, e dunque resistere (per quanto ancora? Resistere ora non significa, forse, resistere per sempre?

    ha scritto il 

  • 4

    bello, originale nello stile
    ma manca della passione di Hemingway,
    se parli di guerra secondo me devi farlo
    con più stomaco, più muscoli, comunque è un buon libro
    consigliato ...continua

    bello, originale nello stile
    ma manca della passione di Hemingway,
    se parli di guerra secondo me devi farlo
    con più stomaco, più muscoli, comunque è un buon libro
    consigliato

    ha scritto il 

  • 5

    E' questa una storia d'amore?

    questa è una storia d'amore!
    ed è anche un libro sulla resistenza?
    E' anche un libro sulla resistenza!
    ed è un libro che va letto?
    E' un libro che va letto, per molti aspetti: per il suo modo si scriv ...continua

    questa è una storia d'amore!
    ed è anche un libro sulla resistenza?
    E' anche un libro sulla resistenza!
    ed è un libro che va letto?
    E' un libro che va letto, per molti aspetti: per il suo modo si scrivere, per come parla della resistenza, del dolore, degli affetti, del disgusto, ed i capitoli in corsivo, in cui sembra di vedere lo scrittore attraverso una vetrata a rilievo.
    lo avevo letto nel 1976 o nel 1977, e lo ricordavo con affetto ed è nel mio Walhalla insieme a Pavese e a Fenoglio.

    ha scritto il 

  • 0

    Questo è il punto in cui sbagliamo. Noi presumiamo che sia nell’uomo soltanto quello che è sofferto, e che in noi è scontato. Aver fame. Questo diciamo che è nell’uomo. Aver freddo. E uscire dalla fam ...continua

    Questo è il punto in cui sbagliamo. Noi presumiamo che sia nell’uomo soltanto quello che è sofferto, e che in noi è scontato. Aver fame. Questo diciamo che è nell’uomo. Aver freddo. E uscire dalla fame, lasciare indietro il freddo, respirare l’aria della terra, e averla, avere la terra, gli alberi, i fiumi, il grano, le città, vincere il lupo e guardare in faccia il mondo. Questo diciamo che è nell’uomo.
    Avere Iddio disperato dentro, in noi uno spettro, e un vestito appeso dietro la porta. Anche avere dentro Iddio felice. Essere uomo e donna. Essere madre e figli. Tutto questo lo sappiamo e possiamo dire che è in noi. Ogni cosa che è piangere la sappiamo: diciamo che è in noi. Lo stesso ogni cosa che è ridere: diciamo che è in noi. E ogni cosa che è il furore, dopo il capo chino e il piangere. Diciamo che è il gigante in noi. Ma l’uomo può anche fare senza che vi sia nulla in lui, né patito, né scontato, né fame, né freddo, e noi diciamo che non è l’uomo.
    Noi lo vediamo. È lo stesso del lupo. Egli attacca e offende. E noi diciamo: questo non è l’uomo. Egli fa con freddezza come fa il lupo. Ma toglie questo che sia l’uomo? Noi non pensiamo che agli offesi. O uomini! O uomo! Appena vi sia l’offesa, subito noi siamo con chi è offeso, e diciamo che è l’uomo. Sangue? Ecco l’uomo. Lacrime? Ecco l’uomo. E chi ha offeso che cos’è? Mai pensiamo che anche lui sia l’uomo. Che cosa può essere d’altro? Davvero il lupo? Diciamo oggi: è il fascismo. Anzi: il nazifascismo. Ma che cosa significa che sia il fascismo? Vorrei vederlo fuori dell’uomo, il fascismo. Che cosa sarebbe? Che cosa farebbe? Potrebbe fare quello che fa se non fosse nell’uomo di poterlo fare? Vorrei vedere Hitler e i tedeschi suoi se quello che fanno non fosse nell’uomo di poterlo fare. Vorrei vederli a cercar di farlo. Togliere loro l’umana possibilità di farlo e poi dire loro: Avanti fate. Che cosa farebbero?
    Un corno, dice mia nonna.
    Può darsi che Hitler scriverebbe lo stesso quello che ha scritto, e Rosenberg lui pure; o che scriverebbero cretinerie dieci volte peggio. Ma io vorrei vedere, se gli uomini non avessero la possibilità di fare quello che fa Clemm, prendere e spogliare un uomo, darlo in pasto ai cani, io vorrei vedere che cosa accadrebbe nel mondo con le cretinerie loro.

    ha scritto il 

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