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Uomini e no

By Elio Vittorini

(27)

| Paperback

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Book Description

157 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Pura poesia, anche se si parla di eventi trucissimi.

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    Jeremy said on Sep 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Splendeva il sole sulle macerie del '43"

    Perché combattere, per chi? ha senso uccidere, e uccidere quanto? uccidere come?
    Ci sono tante delle domande di Calvino nel Sentiero dei nidi di ragno. Molte conclusioni comuni (il dolore di riconoscere come fratelli anche i nemici, il travaglio dell ...(continue)

    Perché combattere, per chi? ha senso uccidere, e uccidere quanto? uccidere come?
    Ci sono tante delle domande di Calvino nel Sentiero dei nidi di ragno. Molte conclusioni comuni (il dolore di riconoscere come fratelli anche i nemici, il travaglio dell'uomo comune che diventa combattente). Tanta autoanalisi - sarà per quello che i dialoghi si fanno reiterati in modo ossessivo, quasi noioso? Ci si guardava dentro, c'era bisogno di domande chiare, prima ancora che di risposte certe.

    "Ma l'uomo può anche fare senza che vi sia nulla in lui, né patito, né scontato, né fame, né freddo e noi diciamo che non è l'uomo.
    Noi lo vediamo. E' lo stesso del lupo. Egli attacca e offende. E noi diciamo: questo non è l'uomo. (...) Che cosa può essere d'altro? Davvero il lupo?
    Diciamo oggi: è il fascismo. Anzi: il nazifascismo. Ma che cosa significa che sia il fascismo? Vorrei vederlo fuori dell'uomo, il fascismo. (...) Vorrei vedere Hitler e i tedeschi suoi se quello che fanno non fosse nell'uomo di poterlo fare."

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    Alibi said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Vi è assonanza, presumibilmente, con Uomini e topi di Steinbeck e resta il frutto letterario dell'impegno civile e politico di Vittorini. E' la storia del gappista Enne 2, un intellettuale in lotta contro il male impersonato dalla ferocia del capitan ...(continue)

    Vi è assonanza, presumibilmente, con Uomini e topi di Steinbeck e resta il frutto letterario dell'impegno civile e politico di Vittorini. E' la storia del gappista Enne 2, un intellettuale in lotta contro il male impersonato dalla ferocia del capitano Clemm e del capo fascista Cane Nero. Penso proprio che con questo romanzo si aprì la strada a una letteratura resistenziale meno ancorata alla pur fertile ma già esausta produzione di tipo documentaristico. Le soluzioni linguistiche sperimentate e la struttura del romanzo attenuarono una narrazione di tipo storico-realistico e perseguirono il raggiungimento di un piano allegorico universale.

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    Daria49 said on Jun 17, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Non voglio parlare di questo libro parlando della sua trama, non gli si renderebbe giustizia! Per quanto bella essa non è centrale tantomeno importante. Essa è funzione dei bellissimi ragionamenti fatti da Vittorini ed è funzionale della rabbia e del ...(continue)

    Non voglio parlare di questo libro parlando della sua trama, non gli si renderebbe giustizia! Per quanto bella essa non è centrale tantomeno importante. Essa è funzione dei bellissimi ragionamenti fatti da Vittorini ed è funzionale della rabbia e dello squallido sentimento di vendetta che fa nascere nel lettore, tanto a spingerlo ad odiare per poi vergognarsi di avere odiato.
    Ma la domanda principale è: "(Hitler) Che cosa farebbe? Potrebbe fare quello che fa se non fosse nell'uomo di poterlo fare? Vorrei vedere Hitler e i tedeschi suoi se quello che fanno non fosse nell'uomo di poterlo fare. Vorrei vederli a cercar di farlo. Togliere loro l'umana possibilità farlo e poi dire loro: Avanti, fate. Che cosa farebbero? Un corno, dice mia nonna."
    Un corno. Se tutto quel male e tutta quella perfidia non fosse in qualche modo intrinseca nell'animo umano, non fosse parte di noi, parte che, alcuni, han più sviluppata di altri ma, comunque, parte di noi, tutto quello che è stato l'orrore della seconda guerra mondiale non sarebbe potuto accadere. Noi siamo anche quel male. Purtroppo.
    L'uomo però non credo sia da biasimare ma da capire. Capire per non ripetere. Vittorini ci insegna a capirci più che ha raccontarci dei fatti, ed è la cosa più importante.
    Gran bel libro.

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    Paranoid Android (Meno male che Anobii c'è!) said on Apr 16, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Una scrittura rapsodica, quasi spezzata,con lunghi dialoghi e descrizioni nude e crude che rappresentano i fatti per quelli che sono mi ha fatto percepire quest'opera di Vittorini come un inno al realismo. S'intuisce tuttavia che l'autore non è compl ...(continue)

    Una scrittura rapsodica, quasi spezzata,con lunghi dialoghi e descrizioni nude e crude che rappresentano i fatti per quelli che sono mi ha fatto percepire quest'opera di Vittorini come un inno al realismo. S'intuisce tuttavia che l'autore non è completamente soddisfatto di questa sua scelta come se anelasse a qualcosa di diverso. Che cosa sono infatti quei capitoli scritti in corsivo se non la ricerca di uno sbocco mèta-narrativo? Sono loro la novità del romanzo, la parte sperimentale. Già le riflessioni in stile esistenzialista che scorrono sotterranee e corrosive un po' imbarbariscono l'ambizione realista e tirano l'autore per la giacchetta. Ma quelle incursioni di Enne 2 nella propria giovinezza, sono una tentazione che divelta il terreno già tracciato, un tributo alla lirica e alla poesia. Sarebbe interessante leggere ancora di quest'autore, le opere che precedono e quelle che seguono questa narrazione

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    Chiaratosta said on Apr 3, 2014 | 2 feedbacks

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