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Uomini e no

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 56

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.9
(1993)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 221 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8496075907 | Isbn-13: 9788496075900 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Nella Milano occupata dai nazisti, durante il mite inverno del '44, un giovane comandante partigiano, nome di battaglia Enne 2, si interroga fra un'azione e l'altra sul senso del suo stare al mondo, sulla natura dell'essere umano, sull'amore impossibile che lo tormenta. La guerra, le bombe, gli attentati, i continui appuntamenti col destino non annullano la sua voglia di capire, di sentire, di amare: anzi, essa si insinua nella sua vita come una lama di doloroso rimpianto, come la testimonianza di una perdita che nell'inferno di quei tempi appare pressoché definitiva. La crisi di Enne 2 è una crisi silenziosa, quasi attonita; e se non arriva a impedirgli di agire, perché comunque le ragioni della guerra vincono su tutto, certo non gli consente di sentirsi un eroe, di credere fino in fondo in quello che fa, e di farlo credere a noi. Pubblicato nel 1945, scritto quasi in presa diretta con gli eventi che descrive, Uomini e no è uno dei migliori frutti letterati della stagione della Resistenza. Il dialogo battente e invasivo, i frequenti ricorsi al parlato anche nelle parti narrate, la terribile nonchalance con cui si descrivono sparatorie, uccisioni, atrocità, conferiscono al romanzo un'aura del tutto singolare e affascinante di testimonianza, e insieme esaltano, quasi fosse la risorsa estrema di un'umanità profondamente offesa, l'effusione discretamente lirica dell'io, di quella sua natura eterna che sopravvive comunque alle guerre, anche mentre le sta combattendo, anche mentre sta negando se stessa nell'uccidere un altro uomo. Dal buio del 1944, Vittorini ha saputo inviarci un messaggio di sofferta eticità, che continua a farci riflettere, e a farci sentire migliori.
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  • 5

    Curarsi con Vittorini

    Vorrei averlo avuto come amico, questo siciliano cazzutissimo, che dopo anni di antifascismo ha avuto il fegato di ribellarsi a Togliatti.
    A diciott'anni ho letto "Conversazione in Sicilia" e a cinqua ...continua

    Vorrei averlo avuto come amico, questo siciliano cazzutissimo, che dopo anni di antifascismo ha avuto il fegato di ribellarsi a Togliatti.
    A diciott'anni ho letto "Conversazione in Sicilia" e a cinquanta ho appena finito "Uomini e No".
    Nel frattempo ho cambiato quasi tutte le opinioni ma non il giudizio su questo autore: acqua viva, da assumere in dosi massicce nel caso di astratti furori.

    Perché non si può lottare per la felicità degli uomini se prima non si è felici;
    Perché ci attendono sempre nuovi doveri;
    Perché le figlie femmine non si possono deludere.

    ha scritto il 

  • 0

    La forza e la capacità dell'uomo di scegliere tra resistere e perdersi. Riguarda la resistenza antifascista, ma più ampiamente le difficoltà della vita difronte alle quali bisogna resistere per non pe ...continua

    La forza e la capacità dell'uomo di scegliere tra resistere e perdersi. Riguarda la resistenza antifascista, ma più ampiamente le difficoltà della vita difronte alle quali bisogna resistere per non perdersi. La forza può essere trovata, circoscrivendo il momento specifico, nel pensiero della liberazione, della fine della criticità.

    ha scritto il 

  • 3

    difficile e durissimo

    a volte criptico. E' una storia di violenza sotto l'occupazione tedesca a Milano, dove i partigiani cercano di far fuori tedeschi e fascisti ed i tedeschi ripercuotono la loro violenza su dei poverett ...continua

    a volte criptico. E' una storia di violenza sotto l'occupazione tedesca a Milano, dove i partigiani cercano di far fuori tedeschi e fascisti ed i tedeschi ripercuotono la loro violenza su dei poveretti (10 a 1 come al solito). La storia personale di Enne2 e di tanti altri partigiani si mischia alle loro avventure. Poetico in alcuni punti, molto duro in altri. Il capitolo CIV è un riassunto del pensiero di tutti noi, che ci chiediamo perchè, cosa spinga l'uomo alla violenza, cosa faccia un uomo o no. Ecco il senso del libro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Non è stato semplice leggerlo, anche perché lo sto studiando per un esame universitario, ma devo ringraziare il mio professore, perché con la sua scelta mi ha fatto conoscere un mondo nuovo: il mondo ...continua

    Non è stato semplice leggerlo, anche perché lo sto studiando per un esame universitario, ma devo ringraziare il mio professore, perché con la sua scelta mi ha fatto conoscere un mondo nuovo: il mondo dei partigiani, di uomini che si battono per la felicità collettiva, di uomini che riescono a riconoscere l'umano anche in un nemico. Uomini però che sanno essere anche peggio dei cani, che, dal canto loro, dimostrano di provare sentimenti "degni" di un uomo. Cosa sono allora Hitler, Cane Nero e il Capitano Clemm? Sono umani? La voglia che hanno di uccidere l'umanità negli altri è umana?
    Un po' troppo ideale e poco concreto, ma bellissimo e travolgente.
    Ho amato tutti i compagni, ma un solo personaggio ho detestato fino al midollo, come mi è accaduto prima solo con Madame Bovary: Berta, essere umano fragile ai limiti della stupidità, che preferisce morire dentro piuttosto che affrontare la realtà dei suoi sentimenti e donarsi al suo unico vero amore...però ammetto che, se non fosse così, Uomini e no non sarebbe un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    E' una storia di passioni incrociate: l'amore vano per una donna sposata distrugge la vita di un giovane e valoroso partigiano milanese. Uomini sono i partigiani, i martiri della libertà, contrapposti ...continua

    E' una storia di passioni incrociate: l'amore vano per una donna sposata distrugge la vita di un giovane e valoroso partigiano milanese. Uomini sono i partigiani, i martiri della libertà, contrapposti nettamente alle oscene figure di nazisti e assimilati. Il narratore interviene personalmente in tre punti, dialogando con il protagonista e accompagnandolo indietro nel tempo, alla ricerca di una possibile felicità nascosta nell'infanzia di lui e della sua amata.

    ha scritto il 

  • 2

    Enne 2 è un partigiano italiano che, ovviamente, agisce di nascosto insieme alla sua squadra per eliminare il maggior numero possibile di tedeschi

    Non sappiamo niente di lui, solo che è anche innamora ...continua

    Enne 2 è un partigiano italiano che, ovviamente, agisce di nascosto insieme alla sua squadra per eliminare il maggior numero possibile di tedeschi

    Non sappiamo niente di lui, solo che è anche innamorato di una donna che è, però, legata a un altro uomo, per cui non sempre è facile tenersi in contatto.

    Ma un giorno la foto di Enne 2 appare sul quotidiano nazionale….

    Questo libro non è facile apprezzarlo e proprio non siamo entrati in sintonia.

    E’ sicuramente interessante perchè parla dei partigiani (gli uomini) e dei tedeschi che hanno occupato Roma (non uomini) e che compiono omicidi efferati, non mostrando alcuna pietà nei confronti di nessun essere umano. E questa crudeltà senza ragione costringe anche gli uomini a diventare non uomini…

    Perchè non l’ho apprezzato? Sicuramente per la scrittura, per quei dialoghi infiniti in cui domande e risposte si ripetono come succede con l’eco in montagna.

    Non so, non avendo letto nient’altro di Vittorini, se si tratta questa di una sua caratteristica peculiare, ma questa tecnica di scrittura l’ho trovata stancante.

    ha scritto il 

  • 0

    "Egli è come in pace. Dorme? Riverso su una sabbia nera, una pace è in lui, non celeste, in non celeste sonno"

    La scrittura è il vero punto dolente di questo romanzo di Vittorini: ingranaggio dai denti spezzati, produce un rumore meccanico, fastidioso, che sovrasta la voce flebile e malinconica della storia (u ...continua

    La scrittura è il vero punto dolente di questo romanzo di Vittorini: ingranaggio dai denti spezzati, produce un rumore meccanico, fastidioso, che sovrasta la voce flebile e malinconica della storia (una storia di passione amorosa e di un impegno morale, civile in un tempo incivile perché accetta e sadicamente benedice la lotta fratricida). D'altra parte fatico davvero a riconoscere in Vittorini uno scrittore con tutti i crismi, parendomi egli più intellettuale che altro. E allora, mi dico, importa davvero che la sua scrittura non sia bella e piana, ma irsuta, grezza, goffa (pronta ad inciampare e a fare inciampare ad ogni parola, ad ogni frase)? Non importa davvero.
    Il vestito è secondario qui come in tutti quei romanzi che nascono da intenzioni dolorosamente sincere, che materializzano un pensiero appuntito, spinto in profondità dentro annosi e difficilmente districabili dilemmi morali, che fruga e ribalta in cerca di un senso (e Vittorini condusse questa ricerca nel caos violento del '44).
    In Uomini e no, la scelta è tra lottare, e dunque resistere (per quanto ancora? Resistere ora non significa, forse, resistere per sempre?

    ha scritto il 

  • 4

    bello, originale nello stile
    ma manca della passione di Hemingway,
    se parli di guerra secondo me devi farlo
    con più stomaco, più muscoli, comunque è un buon libro
    consigliato ...continua

    bello, originale nello stile
    ma manca della passione di Hemingway,
    se parli di guerra secondo me devi farlo
    con più stomaco, più muscoli, comunque è un buon libro
    consigliato

    ha scritto il 

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