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Uomini e no

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 56

By Elio Vittorini

(850)

| Hardcover | 9788496075900

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Book Description

Nella Milano occupata dai nazisti, durante il mite inverno del '44, un giovane comandante partigiano, nome di battaglia Enne 2, si interroga fra un'azione e l'altra sul senso del suo stare al mondo, sulla natura dell'essere umano, sull'amore impossib Continue

Nella Milano occupata dai nazisti, durante il mite inverno del '44, un giovane comandante partigiano, nome di battaglia Enne 2, si interroga fra un'azione e l'altra sul senso del suo stare al mondo, sulla natura dell'essere umano, sull'amore impossibile che lo tormenta. La guerra, le bombe, gli attentati, i continui appuntamenti col destino non annullano la sua voglia di capire, di sentire, di amare: anzi, essa si insinua nella sua vita come una lama di doloroso rimpianto, come la testimonianza di una perdita che nell'inferno di quei tempi appare pressoché definitiva. La crisi di Enne 2 è una crisi silenziosa, quasi attonita; e se non arriva a impedirgli di agire, perché comunque le ragioni della guerra vincono su tutto, certo non gli consente di sentirsi un eroe, di credere fino in fondo in quello che fa, e di farlo credere a noi. Pubblicato nel 1945, scritto quasi in presa diretta con gli eventi che descrive, Uomini e no è uno dei migliori frutti letterati della stagione della Resistenza. Il dialogo battente e invasivo, i frequenti ricorsi al parlato anche nelle parti narrate, la terribile nonchalance con cui si descrivono sparatorie, uccisioni, atrocità, conferiscono al romanzo un'aura del tutto singolare e affascinante di testimonianza, e insieme esaltano, quasi fosse la risorsa estrema di un'umanità profondamente offesa, l'effusione discretamente lirica dell'io, di quella sua natura eterna che sopravvive comunque alle guerre, anche mentre le sta combattendo, anche mentre sta negando se stessa nell'uccidere un altro uomo. Dal buio del 1944, Vittorini ha saputo inviarci un messaggio di sofferta eticità, che continua a farci riflettere, e a farci sentire migliori.

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    "Splendeva il sole sulle macerie del '43"

    Perché combattere, per chi? ha senso uccidere, e uccidere quanto? uccidere come?
    Ci sono tante delle domande di Calvino nel Sentiero dei nidi di ragno. Molte conclusioni comuni (il dolore di riconoscere come fratelli anche i nemici, il travaglio dell ...(continue)

    Perché combattere, per chi? ha senso uccidere, e uccidere quanto? uccidere come?
    Ci sono tante delle domande di Calvino nel Sentiero dei nidi di ragno. Molte conclusioni comuni (il dolore di riconoscere come fratelli anche i nemici, il travaglio dell'uomo comune che diventa combattente). Tanta autoanalisi - sarà per quello che i dialoghi si fanno reiterati in modo ossessivo, quasi noioso? Ci si guardava dentro, c'era bisogno di domande chiare, prima ancora che di risposte certe.

    "Ma l'uomo può anche fare senza che vi sia nulla in lui, né patito, né scontato, né fame, né freddo e noi diciamo che non è l'uomo.
    Noi lo vediamo. E' lo stesso del lupo. Egli attacca e offende. E noi diciamo: questo non è l'uomo. (...) Che cosa può essere d'altro? Davvero il lupo?
    Diciamo oggi: è il fascismo. Anzi: il nazifascismo. Ma che cosa significa che sia il fascismo? Vorrei vederlo fuori dell'uomo, il fascismo. (...) Vorrei vedere Hitler e i tedeschi suoi se quello che fanno non fosse nell'uomo di poterlo fare."

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    Alibi said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Vi è assonanza, presumibilmente, con Uomini e topi di Steinbeck e resta il frutto letterario dell'impegno civile e politico di Vittorini. E' la storia del gappista Enne 2, un intellettuale in lotta contro il male impersonato dalla ferocia del capitan ...(continue)

    Vi è assonanza, presumibilmente, con Uomini e topi di Steinbeck e resta il frutto letterario dell'impegno civile e politico di Vittorini. E' la storia del gappista Enne 2, un intellettuale in lotta contro il male impersonato dalla ferocia del capitano Clemm e del capo fascista Cane Nero. Penso proprio che con questo romanzo si aprì la strada a una letteratura resistenziale meno ancorata alla pur fertile ma già esausta produzione di tipo documentaristico. Le soluzioni linguistiche sperimentate e la struttura del romanzo attenuarono una narrazione di tipo storico-realistico e perseguirono il raggiungimento di un piano allegorico universale.

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    Daria49 said on Jun 17, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Non voglio parlare di questo libro parlando della sua trama, non gli si renderebbe giustizia! Per quanto bella essa non è centrale tantomeno importante. Essa è funzione dei bellissimi ragionamenti fatti da Vittorini ed è funzionale della rabbia e del ...(continue)

    Non voglio parlare di questo libro parlando della sua trama, non gli si renderebbe giustizia! Per quanto bella essa non è centrale tantomeno importante. Essa è funzione dei bellissimi ragionamenti fatti da Vittorini ed è funzionale della rabbia e dello squallido sentimento di vendetta che fa nascere nel lettore, tanto a spingerlo ad odiare per poi vergognarsi di avere odiato.
    Ma la domanda principale è: "(Hitler) Che cosa farebbe? Potrebbe fare quello che fa se non fosse nell'uomo di poterlo fare? Vorrei vedere Hitler e i tedeschi suoi se quello che fanno non fosse nell'uomo di poterlo fare. Vorrei vederli a cercar di farlo. Togliere loro l'umana possibilità farlo e poi dire loro: Avanti, fate. Che cosa farebbero? Un corno, dice mia nonna."
    Un corno. Se tutto quel male e tutta quella perfidia non fosse in qualche modo intrinseca nell'animo umano, non fosse parte di noi, parte che, alcuni, han più sviluppata di altri ma, comunque, parte di noi, tutto quello che è stato l'orrore della seconda guerra mondiale non sarebbe potuto accadere. Noi siamo anche quel male. Purtroppo.
    L'uomo però non credo sia da biasimare ma da capire. Capire per non ripetere. Vittorini ci insegna a capirci più che ha raccontarci dei fatti, ed è la cosa più importante.
    Gran bel libro.

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    Paranoid Android (Meno male che Anobii c'è!) said on Apr 16, 2014 | Add your feedback

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    Una scrittura rapsodica, quasi spezzata,con lunghi dialoghi e descrizioni nude e crude che rappresentano i fatti per quelli che sono mi ha fatto percepire quest'opera di Vittorini come un inno al realismo. S'intuisce tuttavia che l'autore non è compl ...(continue)

    Una scrittura rapsodica, quasi spezzata,con lunghi dialoghi e descrizioni nude e crude che rappresentano i fatti per quelli che sono mi ha fatto percepire quest'opera di Vittorini come un inno al realismo. S'intuisce tuttavia che l'autore non è completamente soddisfatto di questa sua scelta come se anelasse a qualcosa di diverso. Che cosa sono infatti quei capitoli scritti in corsivo se non la ricerca di uno sbocco mèta-narrativo? Sono loro la novità del romanzo, la parte sperimentale. Già le riflessioni in stile esistenzialista che scorrono sotterranee e corrosive un po' imbarbariscono l'ambizione realista e tirano l'autore per la giacchetta. Ma quelle incursioni di Enne 2 nella propria giovinezza, sono una tentazione che divelta il terreno già tracciato, un tributo alla lirica e alla poesia. Sarebbe interessante leggere ancora di quest'autore, le opere che precedono e quelle che seguono questa narrazione

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    Chiaratosta said on Apr 3, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Un romanzo oggettivamente importante, essendo il primo sulla resistenza ad essere stato pubblicato nell’immediato dopoguerra e la cui urgenza, il desiderio di raccontarsi aldilà delle azioni di guerriglia, si sente forte e colpisce anche a distanza d ...(continue)

    Un romanzo oggettivamente importante, essendo il primo sulla resistenza ad essere stato pubblicato nell’immediato dopoguerra e la cui urgenza, il desiderio di raccontarsi aldilà delle azioni di guerriglia, si sente forte e colpisce anche a distanza di sessant’anni.
    C’è una struttura narrativa molto originale, ci sono pagine dure, alcune struggenti altre addirittura poetiche; ci sono purtroppo tanti dialoghi pieni di ripetizioni e anticipati a ogni singola battuta da un “egli disse”, “ella rispose” e via dicendo che mi hanno minato troppo spesso il piacere della lettura.

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    Bakshi said on Oct 7, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Da leggere

    Un testo adatto alla scuola certo, ma che io ho letto dopo i 30 e mi ha sinceramente colpita soprattutto nello stile.
    Una narrazione sospesa resa attraverso la costante della reiterazione ed un linguaggio asciutto, essenziale, eppure poetico.
    Ricorda ...(continue)

    Un testo adatto alla scuola certo, ma che io ho letto dopo i 30 e mi ha sinceramente colpita soprattutto nello stile.
    Una narrazione sospesa resa attraverso la costante della reiterazione ed un linguaggio asciutto, essenziale, eppure poetico.
    Ricorda un po', in un parallelismo che m'è venuto automatico, Ungaretti.
    La vicenda umana, storica e sentimentale di un partigiano in una Milano che si riconosce e si srotola in una geografia conosciuta seppur inevitabilmente differente.
    Un piccolo spiraglio che illumina l'esistenza di chi fece la differenza sacrificando non solo la propria vita, ma anche il personale presente e, soprattutto, futuro per quello collettivo.
    Romanzo da leggere assolutamente.

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    Elymomo said on Jul 26, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (850)
    • 5 stars
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    • 2 stars
    • 1 star
  • Hardcover 221 Pages
  • ISBN-10: 8496075907
  • ISBN-13: 9788496075900
  • Publisher: Gruppo Editoriale L'Espresso
  • Publish date: 2003-01-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Others
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