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Uomini e orsi

Una breve storia

Di

Editore: Bollati Boringhieri (Nuova cultura)

3.8
(12)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8833921069 | Isbn-13: 9788833921068 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , History , Da consultazione

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Descrizione del libro
Simbolo di spazi selvaggi e inviolati, ma anche dei più teneri giochi infantili, l’orso ha stregato l’uomo sin dalla preistoria. Bernd Brunner ci porta attraverso il tempo e lo spazio per farci scoprire i risvolti inattesi di un rapporto burrascoso, fatto di cacce, inseguimenti, fughe, ma anche di rarissimi e preziosi momenti di condivisione. Uomini e orsi, con le sue ricche illustrazioni, introduce il lettore alla nostalgia per una vita libera e brada, che proprio come gli orsi non si lascia addomesticare o costringere nei limiti angusti della cosiddetta civiltà. Molti sono stati gli uomini preda di una vera e propria «orsessione», come recita uno dei capitoli del libro, di un’attrazione, talvolta fatale, che li ha spinti a sfidare i propri limiti. Brunner ci racconta le loro e altre storie, in un caleidoscopio di fiabe, miti e credenze che cattura dalla prima all’ultima pagina.
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  • 4

    scorrevole e interessante, un saggio variegato e motivato sulla questione uomo-orso: rapporto controverso e secolare. cosa ci attrae e cosa ci respinge? è possibile una convivenza pacifica? tante domande ardue risposte.

    ha scritto il 

  • 3

    Un poco scarno. Mi è sembrato di leggere una relazione o un lungo articolo di giornale. L'argomento, il rapporto uomo e orso, si esaurisce quasi subito e gli esempi o le leggende aggiungono poco, forse un poco di folclore. Di questo piccolo libro mi rimane un senso di impotenza per la violenza gr ...continua

    Un poco scarno. Mi è sembrato di leggere una relazione o un lungo articolo di giornale. L'argomento, il rapporto uomo e orso, si esaurisce quasi subito e gli esempi o le leggende aggiungono poco, forse un poco di folclore. Di questo piccolo libro mi rimane un senso di impotenza per la violenza gratuita causata dall'uomo a questo animale che merita grande rispetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Ciascuno di noi, credo, ha avuto accanto a sé un orsetto di peluche almeno una volta nella vita. In Brideshead revisited Evelyn Waugh pone il personaggio Sebastian che ha un inseparabile orso di peluche di nome Aloysius, omaggio che lo scrittore ha voluto fare ad un suo ex compagno di Oxford il q ...continua

    Ciascuno di noi, credo, ha avuto accanto a sé un orsetto di peluche almeno una volta nella vita. In Brideshead revisited Evelyn Waugh pone il personaggio Sebastian che ha un inseparabile orso di peluche di nome Aloysius, omaggio che lo scrittore ha voluto fare ad un suo ex compagno di Oxford il quale se ne andava sempre in giro con un orso di peluche che si chiamava Archie e che è pure morto stringendolo tra le braccia. Bizzarrie a parte, l’orso è un animale che è strettamente embricato alla vita degli uomini e Bernd Brunner riesce ad sviscerare tutti gli aspetti in un esaustivo e mai noioso libretto, arricchito tra l’altro da una piacevole e vasta iconografia. L’orso, potendosi alzare sulle zampe posteriori, ha rivestito strane parentele nei popoli del nord, ove è stato ritenuto anticamente antenato, Nume, incarnazione di uomini andati, figura totemica e tramite sciamanico. Brunner analizza le tribù di varie latitudini che pur cacciandolo temevano l’orso, racconta i riti e le feste dell’Orso diffuse presso i nativi americani come in Siberia ed in regioni nordiche o baltiche. Ricostruisce le radici biologiche e la presenza di questi animali nelle varie aree geografiche, la loro evoluzione. Ma il rapporto con gli uomini, di fatto, è quanto è al centro del libro. Il misto di curiosità e paura ha alimentato contradditori atteggiamenti, quasi sempre, purtroppo, negative per l’orso. La caccia indiscriminata per trofeo, per le pellicce o per lo sterminio in quanto tale (attività per la quale l’uomo sembra essere particolarmente dotato) è stata unita alla cattura per la coercizione in attività circensi, in serragli e per i tassidermici usi museali fino a grottesche esibizioni di pseudo-amicizia tra uomo e plantigrado. Le istanze circa i diritti degli animali ed i progetti/programmi di reintroduzione ursina hanno consentito anche da noi un attecchimento con unità dalla Slovenia ed un successo riproduttivo che, tuttavia, ha rinfocolato le ataviche paure e le polemiche di chi nell’orso vede il predatore ed il pericolo. Quello che emerge, in fondo, è che l’uomo ha visto e vede in qualche modo nell’orso affinità che di fatto non esistono e che se proprio si vuole considerarli “parenti lontani”, sono essi dei parenti che hanno il loro modo di fare le cose e che preferiscono starsene per conto proprio. In questo libro che, a chi fosse interessato, consiglio per la completezza e la fluidità non sempre riscontrabile in saggi, Brunner riferisce anche qualcosa circa l’esibizione degli animali negli zoo: qualcosa che dice di più sulla società che crea queste strutture piuttosto che sugli animali che dovrebbe presentare e far conoscere. Da bambino avevo il mio orso Trudy (marca e nome) che vidi disgregarsi con gli anni con sofferenza: come tutti i bambini era esso l’amico dei giochi e della notte. Mi è rimasta una profonda passione per questi plantigradi solitari che solcano le banchise spazzate dai venti o camminano nel folto delle foreste. Come per tutti questi animali spero che il rispetto e la comprensione riescano ad essere sufficienti a salvarli dalla mano devastatrice dell’uomo. In tutte le pagine di questo libro, a leggere tra le righe, non si vede altro, tuttavia, che questa mano pervasiva che da sempre ha cercato di sovvertire tutto e tutto sottomettere ciecamente, ogni cosa storcendo e piegando, costringendo le altre creature viventi ai margini od al nulla. Il che lascia una profonda amarezza.

    ha scritto il