Uomini e topi

Di

Editore: Bompiani

4.2
(5458)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Svedese , Olandese , Portoghese , Turco , Catalano , Danese

Isbn-10: 8845219763 | Isbn-13: 9788845219764 | Data di pubblicazione:  | Edizione 13

Traduttore: Cesare Pavese

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 4

    diciamo pure che questo brevissimo racconto, che si legge comodamente in un giorno, dice molto più di quanto le poche pagine lascino sospettare.
    Lo stile, popolare, è quello tipico di Steinbeck, rivol ...continua

    diciamo pure che questo brevissimo racconto, che si legge comodamente in un giorno, dice molto più di quanto le poche pagine lascino sospettare.
    Lo stile, popolare, è quello tipico di Steinbeck, rivolto agli umili nella loro lingua e con una parte prevalente (e fondamentale) di dialoghi; la riflessione è, ancora tipicamente, sugli ultimi, i disperati e gli emarginati e i loro sogni che regolarmente si infrangono sulla realtà come onde sulla battigia.
    Commovente e denso, esattamente come Furore , pur nella sua minore corposità e complessità.
    Aggiungo una nota di merito all'introduzione di Luigi Sampietro che credo abbia voluto spiegare in termini semplici e accessibili la poetica di Steinbeck in coerenza con il senso dei suoi libri (evitando cioè ampollosi epiteti accademici, termini artificiosi e complicati, fuffologia comparata).
    Lettura consigliata: Steinbeck rimane uno dei giganti della letteratura mondiale del Novecento.

    ha scritto il 

  • 5

    In questo breve romanzo dello statunitense John Steinbeck, ambientato ai tempi della Grande Depressione, la vita nei campi tra i contadini morde ai fianchi e alla schiena. Una vita dura di lavoro, pri ...continua

    In questo breve romanzo dello statunitense John Steinbeck, ambientato ai tempi della Grande Depressione, la vita nei campi tra i contadini morde ai fianchi e alla schiena. Una vita dura di lavoro, prima che eroica e romantica come invece altri libri vogliono spesso raccontare. Un lavoro da bracciante non dà la sicurezza di possedere la propria vita.
    Il "sogno di libertà" è la battaglia costante in una vita che, tra sogni a occhi aperti e colleghi spacconi, dissemina imprevisti di sfruttamento e ingiustizia.
    Grazie ai due protagonisti (Lennie, gigante buono e stupido, e George, piccoletto e scaltro), Steinbeck descrive l'emarginazione, con George che si fa carico del forzuto Lennie per non sentire la solitudine e difendersi da un mondo che respinge ciò che considera diverso dal consueto.
    Lennie è allora un novello mostro di Frankenstein, cerca di assimilarsi alle convenzioni sociali seppur con grandi difficoltà, a causa del suo basso intelletto. La sua forza prodigiosa spaventa perchè è un dono che non capisce e non controlla: l'infinita e innocente bontà rende difficile accudire i cuccioli di cane e gli animaletti che vorrebbe accarezzare. Ma è l'unico che instaura di sua volontà una comunicazione con il nero Crook e con la moglie di Curley. Un nero che di fatto è ancora schiavo, e una donna costretta a vivere rinchiusa in casa in un ranch di soli uomini; due categorie che al tempo della Grande Depressione erano reiette, socialmente inferiori quanto lui. E forse, da considerare più mostro di Frankenstein di lui: Lennie non comprende la malvagità, le prese in giro. Invece il mostro di Frankenstein di Mary Shelley comincia con le migliori intenzioni, poi sperimenta il disprezzo della società che lo incattivisce a sua volta. Proprio come accade al nero Crook e alla giovane moglie di Curley, rancorosi perchè consci dell'isolamento causato dalle regole sociali ai loro danni.

    ha scritto il 

  • 5

    Steinbeck riesce ad emozionarmi come soli pochi autori riescono a farlo. Brutale e incisivo, ma è un libro che ti rimane dentro. Steinbeck riesce a farti percepire la realtà vissuta dai protagonisti c ...continua

    Steinbeck riesce ad emozionarmi come soli pochi autori riescono a farlo. Brutale e incisivo, ma è un libro che ti rimane dentro. Steinbeck riesce a farti percepire la realtà vissuta dai protagonisti come se la si vivesse in prima persona: lavorare tra i campi, gli altri contadini e la visione utopica di George e di Lennie di avere tanti conigli solo per poter allontanarsi seppur con il pensiero dall'amata realtà.

    ha scritto il 

  • 5

    "Allora dimmi come dicevi prima"
    "Dimmi cosa?"
    "Come sono gli altri e come siamo noi"
    George disse: " Gente come noi non ha famiglia. Raccolgono una paga e poi la sprecano. Non hanno nessuno al mondo ...continua

    "Allora dimmi come dicevi prima"
    "Dimmi cosa?"
    "Come sono gli altri e come siamo noi"
    George disse: " Gente come noi non ha famiglia. Raccolgono una paga e poi la sprecano. Non hanno nessuno al mondo che gli importi di loro..."
    "Ma noi no" gridò Lennie felice. "Dì come siamo noi, ora"
    George tacque un istante. "Ma noi no" disse.
    "Perchè..."
    "Perchè io ho te te e..."
    " E io ho te. Ci siamo tutti e due, e c'importa qualcosa di noi, ecco perché", gridò Lennie trionfalmente.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante ed appassionante storia della campagna americana, forse non troppo diversa dalla nostra, ma sicuramente più reale e meno romanzata di quella che certi film vorrebbero farci credere.
    A me ...continua

    Interessante ed appassionante storia della campagna americana, forse non troppo diversa dalla nostra, ma sicuramente più reale e meno romanzata di quella che certi film vorrebbero farci credere.
    A me è piaciuto, non l'ho trovato eccezionale, ma sicuramente molto bello, da consigliare.

    ha scritto il 

  • 5

    Frankenstein in California

    Il mito di Frankenstein rivive nelle pagine di Steinbeck, trasportato nella California della Grande Depressione tra le masse di disperati alla ricerca di un lavoro, alimentata dal sogno della piccola ...continua

    Il mito di Frankenstein rivive nelle pagine di Steinbeck, trasportato nella California della Grande Depressione tra le masse di disperati alla ricerca di un lavoro, alimentata dal sogno della piccola proprietà.
    Poche pagine intense, intrise di umanità e tristezza, crudeltà e amicizia, razzismo e solidarietà.
    Il messaggio centrale è che l'uomo ha speranza di sopravvivere solo se condivide la propria esistenza con altri uomini: “«Un uomo ammattisce se non ha qualcuno. Non importa chi è con lui, purché ci sia. Vi so dire,» esclamò, «vi so dire che si sta così soli che ci si ammala.»”.
    L’essenza dell’etica moderna è proprio questa, nulla vale la vita di un uomo se non è vissuta con gli altri, in armonia con gli altri, rinunciando al proprio egoismo.
    Bellissima la traduzione di Cesare Pavese

    ha scritto il 

  • 4

    Letteratura con la L maiuscola!

    America :Grande Depressione. Qui due braccianti stagionali,George scaltro lavoratore e tutore del gigante Lenny, buono con la mente di un bambino, emigrano di ranch in ranch alla ricerca di una paga e ...continua

    America :Grande Depressione. Qui due braccianti stagionali,George scaltro lavoratore e tutore del gigante Lenny, buono con la mente di un bambino, emigrano di ranch in ranch alla ricerca di una paga e del "sogno" di una terra propria. Un bellissimo libro breve e avvolgente: amicizia, solitudine sacrifici e abnegazione. Tutta l'amarezza della vita nel destino inevitabile per quegli individui pieni di buona volontà ma che finiscono immancabilmente con l'essere travolti dagli eventi.
    Il finale, dissacrante e drammatico, colpisce nel profondo e suggella un piccolo capolavoro di grande letteratura.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "...E noi vivremo del grasso della terra"

    E' il racconto di un sogno, o meglio è il racconto di come ci si possa aggrappare ad un sogno per andare avanti. Siamo negli anni bui della Grande Depressione americana (oppure potremmo essere nei gio ...continua

    E' il racconto di un sogno, o meglio è il racconto di come ci si possa aggrappare ad un sogno per andare avanti. Siamo negli anni bui della Grande Depressione americana (oppure potremmo essere nei giorni nostri, chissà!). E' il racconto di un'amicizia (Lennie e George) portata fino agli estremi; è anche il racconto di come spesso la vita sia dura ed ingiusta verso gli indifesi e i deboli.
    "Come talvolta avviene, un attimo discese e si librò e durò molto più che un attimo. E il suono tacque e il movimento tacque, per molto molto più che un attimo.
    Poi gradualmente il tempo si ridestò e riprese a trascorrere lento."

    ha scritto il 

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