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Uomo nel buio

By Paul Auster

(1012)

| Hardcover | 9788806194741

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Book Description

August Brill ha 72 anni, ora vive nel Vermont a casa della figlia per rimettersi da un grave incidente d'auto. Nelle notti d'insonnia tiene occupata la mente immaginando storie che lo conducano lontano dalla sua vita, da ciò che vorrebbe dimenticare: Continue

August Brill ha 72 anni, ora vive nel Vermont a casa della figlia per rimettersi da un grave incidente d'auto. Nelle notti d'insonnia tiene occupata la mente immaginando storie che lo conducano lontano dalla sua vita, da ciò che vorrebbe dimenticare: la recente morte della moglie e l'orribile assassinio in Iraq del fidanzato della nipote che laggiù lavorava in un impresa di costruzioni. Sdraiato nel buio, immagina un'America dilaniata dalla guerra civile scoppiata nel 2000 durante la prima contestatissima elezione di Bush; un'America parallella nella quale non è avvenuto l'attentato dell'11 settembre. Mentre il destino del protagonista della storia fantapolitica diventa sempre più incerto, la nipote, anch'essa insonne, raggiunge il nonno e August capisce che non può più sfuggire ai racconti veri, alle vicende della sua vita.

234 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    ogni tanto cedo e do ascolto a qualche cretino. lasciate perdere, è un romanzo nel buio

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    jonnybegood said on Aug 9, 2014 | Add your feedback

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    "Ci è mancato sempre, da allora: con il sole, la pioggia, nel crepuscolo."

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    Cr said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    e mezzo

    http://noodlesjournal.wordpress.com/2008/10/24/uomo-nel… L’ho aspettato per mesi, questo libro, ho visto l’intervista che Fazio ha fatto a Auster – e, lo dico ancora una volta, è sempre troppo figo, troppo divo, lo scrittore come ca ...(continue)

    http://noodlesjournal.wordpress.com/2008/10/24/uomo-nel…

    L’ho aspettato per mesi, questo libro, ho visto l’intervista che Fazio ha fatto a Auster – e, lo dico ancora una volta, è sempre troppo figo, troppo divo, lo scrittore come categoria – dunque forse ho creato un’attesa troppo spasmodica. Uomo nel buio - che traduce quel Man in the dark dallo più spiccato pluri-senso originale – sembra un innesto tra le atmosfere riflessive di Follie di Brooklyn e i prediletti giochi metanarrativi. Tutto funziona bene per i primi tre quarti, anche se va detto che la struttura a vasi comunicanti tra realtà e fiction, tra autore e storia è a volte un pochetto telefonata, che è uno dei rischi cui vanno incontro alcune opere austeriane troppo scopertamente combinatorie. Ma il vero problema è quando questa storia nella storia si interrompe letteralmente ex abrupto. Ora, lo so che i difensori del postmoderno, del lambiccato e del cerebralismo giustificheranno subito: è l’irruzione della realtà che fa stoppare la fiction. Sissignore, ma che modi bruschi. Un conto è il senso, un altro è interrompere letteralmente una cosa perché ti sei scocciato o non sai più dove portarla e fai calare il deux ex machina della realtà. Che poi è una realtà un po’ prolissetta, con il nonno e la nipote che non lasciano niente al non detto e sproloquiano a 360° su tutto per (si ha la sensazione) informare il lettore, più che per parlare tra loro.
    Intendiamoci, è un libro magnifico, perché poi la scrittura – specie nella prima parte – è sempre sopraffina, il tocco resta, i paragrafi da segnarsi sul quadernetto pure, ma da austeriano convinto non posso. Fosse un altro soprassiederei pure, ma Auster non mi può fare questi giochetti, queste chiose un po’ frettolose e sperare di passarla, del tutto, liscia.

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    Noodles said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

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    Leggere Uomo nel buio significa soggiornare per un breve periodo nella testa di August Brill, un uomo di ottantadue anni, che di notte fatica a dormire. Si sa, la notte è il momento in cui tutti i pensieri e tutti i ricordi vengono a ga ...(continue)

    Leggere Uomo nel buio significa soggiornare per un breve periodo nella testa di August Brill, un uomo di ottantadue anni, che di notte fatica a dormire. Si sa, la notte è il momento in cui tutti i pensieri e tutti i ricordi vengono a galla, un momento in cui è difficile fermarli in tempo, prima di ritrovarsi a sguazzarci dentro. E August di ricordi ne ha tanti, alcuni particolarmente dolorosi; allora, lui che per tutta la vita ha scritto dei libri degli altri, adesso si racconta il suo, lo scrive mentalmente tra un attacco di tosse e il bisogno di bere o andare in bagno. Ma non è tutto qui: la storia inventata di August si alterna - e da un certo punto in poi viene completamente sostituita - dalla storia reale di August, quella passata e quella presente. Quella passata ha a che fare con una storia d'amore potente e durata una vita, anche quando in teoria era finita. Quella presente ha a che fare con una casa di cuori spezzati: il suo, per la perdita della moglie; quello di sua figlia Miriam, reduce da un divorzio disastroso; quello di sua nipote Katya, il cui fidanzato è da poco morto in guerra in Iraq. Tre cuori spezzati, riuniti sotto lo stesso tetto.

    Questo libro deve esser letto essenzialmente per tre motivi: 1) le conversazioni tra August e Katya, prime fra tutte quelle sui film. Katya infatti è una studentessa di cinema, grande appassionata e critica di una rara finezza. Quando ha perso Titus ha momentaneamente lasciato la scuola per tornare a casa, e dopo un periodo in cui non faceva proprio niente, ha iniziato ad ordinare dvd da internet per poi guardarli uno dietro l'altro. August non ha molto di meglio da fare che tenerle compagnia sul divano, e affinché guardare film non diventi un semplice passatempo passivo, anestetizzante e quasi nocivo, tra una visione e l'altra stimola Katya a discutere dei simboli e dei significati. Le loro discussioni al riguardo sono brillanti, intelligenti, e fanno venir voglia di andar subito a vedere i film di cui parlano. 2) I ricordi di August, soprattutto il momento in cui racconta alla nipote, dall'inizio alla fine, la sua meravigliosa - ma non perfetta - storia con Sonia. 3) La potenza della parola di Auster. E' incredibile infatti pensare che in un romanzo così breve sia contenuto così tanto; i ricordi di August non sono solo quelli strettamente suoi, ma riguardano anche le vite di altri che hanno sfiorato o si sono intrecciate alla sua. Tra queste, alcune sono dolorose, altre atroci al limite del sopportabile. Mi ha stupito proprio questo: non esito a definirmi una lettrice dallo stomaco piuttosto forte, ho letto senza problemi sia scene schifosamente pulp che ogni genere di romanzo ambientato nei campi di concentramento, o di guerra, o di torture, o testimonianze di donne nei paesi arabi. Insomma, di cose sconcertanti e da far torcere le budella ne ho lette un bel po', sentendomi male certo, ma continuando senza grandi problemi. Ecco, a Paul Auster sono bastate poche righe per farmi sentire davvero male. In due momenti, per l'esattezza, cruenti e freddi come dev'essere realmente la guerra. Non è permesso dimenticarsi, in effetti, che il tema sempre nascosto dietro l'angolo è in effetti questo: l'intervento americano in Iraq.

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    Lady Rouge said on Jul 3, 2014 | Add your feedback

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    "Il reale e l'immaginario sono tutt'uno. I pensieri sono reali, anche i pensieri di cose irreali."

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    sergio said on Jul 1, 2014 | Add your feedback

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