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Uscite dal mondo

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 247)

4.1
(61)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 611 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845908798 | Isbn-13: 9788845908798 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Elémire Zolla

Genere: Philosophy , Religion & Spirituality , Social Science

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Descrizione del libro
Questo libro, di mirabile ricchezza tematica, presenta una serie di itinerari che, partendo dai luoghi, dalle civiltà e dai tempi più lontani, sboccano tutti in uno spazio improvvisamente libero e da sempre aperto a chi sappia percepirlo. Tale spazio aggiunge una sorta di 'quarta dimensione' a ogni nostra esperienza. Per mostrare che cosa di fatto possa essere, Zolla ci offre molteplici esempi. Innanzitutto persone, da Tolkien a Eliade, da Guénon a Coomaraswamy, da Florenskij a Marius Schneider, da Dumézil a Lévi-Strauss, nella cui opera e nella cui vita avvertiamo quel soffio liberatorio. Ma anche, calandosi nel pozzo del passato, Zolla si azzarda a decifrare la sapienza che si cela nelle rune e nelle radici indoeuropee. O altrimenti osserva crescere e svilupparsi quelle creature peculiarmente moderne che furono l''intelligencija' o il satanismo letterario. Con perfetta agilità, Zolla si muove in questo libro tra i primordi cifrati e la 'realtà virtuale' che le macchine simulative stanno per sovrapporre alla realtà comune, provocando uno sconvolgimento dell'immaginazione che forse soltanto chi conosce la via delle uscite dal mondo potrà dominare.
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  • 5

    Il sunto del libro: stringi stringi tutti i miti e le religioni del mondo sono riconducibili a 3-4 archetipi. Questa cosa la puoi apprendere e capire solo 'uscendo dal mondo', come hanno fatto alcune personalità descritte nel libro.
    In generale bello, un libro difficile da cogliere nella sua tota ...continua

    Il sunto del libro: stringi stringi tutti i miti e le religioni del mondo sono riconducibili a 3-4 archetipi. Questa cosa la puoi apprendere e capire solo 'uscendo dal mondo', come hanno fatto alcune personalità descritte nel libro. In generale bello, un libro difficile da cogliere nella sua totalità. Motivo per cui suggerisco di tenere vicino un quaderno durante la lettura per appuntare tutto ciò che non si conosce e che si vuole approfondire!

    ha scritto il 

  • 5

    mi ha regalato momenti bellissimi ed attimi di riflessione, cosa posso chiedere di più. Ovviamente non ho mai la pretesa di cogliere tutto, me ne manca sicuramente la compentenza, ma rimane comunque una prospettiva di sguardo molto ampia di continue risonanze e rimandi come se vi fosse un filo so ...continua

    mi ha regalato momenti bellissimi ed attimi di riflessione, cosa posso chiedere di più. Ovviamente non ho mai la pretesa di cogliere tutto, me ne manca sicuramente la compentenza, ma rimane comunque una prospettiva di sguardo molto ampia di continue risonanze e rimandi come se vi fosse un filo sottile ed impercettibile che fa risuonare tutte le cose. preziosissimi certi rimandi a personaggi del mondo accademico, i più svariati e sconosciuti che hanno deciso di dedicare la loro vita a percosi sconosciuti e profondi relalandoci altre visioni del mondo che ci circonda

    ha scritto il 

  • 0

    Assaggi di sfolgorante vera lucidità intuente

    pag. 350 - Zolla commenta un passaggio dell’opera “Fino all’ultimo” di John Ruskin:
    “La ricchezza economica è soltanto l’arte di tener povero il prossimo, è un concetto relativo. La vera ricchezza è la vita, come potere di amare e gioire e ammirare; massimamente ricco è il paese che nutre il mass ...continua

    pag. 350 - Zolla commenta un passaggio dell’opera “Fino all’ultimo” di John Ruskin: “La ricchezza economica è soltanto l’arte di tener povero il prossimo, è un concetto relativo. La vera ricchezza è la vita, come potere di amare e gioire e ammirare; massimamente ricco è il paese che nutre il massimo numero di esseri nobili e felici e la somma del godimento non dipende dalla quantità di cose assaporate ma dalla vivacità e pazienza del palato.”

    pag. 455 - Zolla, sull’opera “Tristes Tropiques” di Claude Lévi-Strauss: “Alla fine dell’opera enuncia chiaramente il suo delicato ideale: la possibilità di isolarsi dal ronzare dell’arnia dove abitiamo, di contemplare un minerale che è più bello d’ogni nostra opera, di aspirare nell’incavo d’un giglio un profumo più complesso d’ogni nostro pensiero, il cenno i serenità e di perdono che si scambia «in virtù d’un involontario accordo» con un gatto.”

    ha scritto il 

  • 5

    Quanto prima lo rileggerò.
    Dà tanti spunti di riflessione sulla Spiritualità e sul Mistero umano e tramite le opere citate crea un percorso stimolante (enorme, che in un certo senso ti fa venire l'ansia di non colmarlo mai!).

    ha scritto il 

  • 5

    Uscire dal mondo

    Diderot ha scritto:" Che bellissima commedia questo mondo sarebbe se uno non vi dovesse prendere parte". Ed è vero, pensateci bene. Vedere il mondo dall'esterno senza prendervi parte. Non come ad una partita di pallone per la quale, allo stadio, si tifa per una o per l'altra squadra. Essere osser ...continua

    Diderot ha scritto:" Che bellissima commedia questo mondo sarebbe se uno non vi dovesse prendere parte". Ed è vero, pensateci bene. Vedere il mondo dall'esterno senza prendervi parte. Non come ad una partita di pallone per la quale, allo stadio, si tifa per una o per l'altra squadra. Essere osservatori estranei, distaccati e disincantati, giudicare uomini e cose, eventi e accadimenti, mettere a fuoco la realtà locale e quella globale, conciliare gli opposti, vedere al di là dei fatti, prevedere le conseguenze, anticipare i risultati. sarebbe possibile una cosa del genere? Da tempo ho nella mia biblioteca un libro che ha tentato una operazione del genere. Il titolo è, guarda caso, "Uscite dal Mondo" di Elémire Zolla.

    Questo libro, di mirabile ricchezza tematica, presenta una serie di itinerari che, partendo dai luoghi, dalle civiltà e dai tempi più lontani, sboccano tutti in uno spazio improvvisamente libero e da sempre aperto a chi sappia percepirlo. Tale spazio aggiunge una sorta di quarta dimensione a ogni nostra esperienza. Per mostrare che cosa di fatto questa possa essere, Zolla ci offre molteplici esempi. Innanzitutto persone, da Tolkien a Eliade, da Guénon a Coomaraswamy, da Florenskij a Marius Schneider, da Dumézil a Levi- Strauss, nella cui opera e nella cui vita avvertiamo quel soffio liberatorio. Ma anche, calandosi nel pozzo del passato, Zolla si azzarda a decifrare la sapienza che si cela nelle rune e nelle radici indoeuropee. O altrimenti osserva crescere e svilupparsi quelle creature peculiarmente moderne che furono l'intelligencija o il satanismo letterario. Con perfetta agilità, Zolla si muove in questo libro tra i primordi cifrati e la " realtà virtuale" che le macchine simulative stanno per sovrapporre alla realtà comune, provocando uno sconvolgimento dell'immaginazione che forse soltanto chi conosce la via delle uscite dal mondo potrà dominare.

    "Uscire dallo spazio che su di noi hanno incurvato secoli e secoli è l'atto più bello che si possa compiere. Quasi nemmeno ci rendiamo conto delle nostre tacite obbedienze e automatiche sottomissioni, ma ce le possono scoprire, dandoci un orrore salutare, i momenti di spassionata osservazione, quando scatta il dono di chiaroveggenza e libertà e per l'istante si è padroni, il destino sta svelato allo sguardo.

    "Per mantenersi in questo stato occorre non avere interessi da difendere, paure da sedare, bisogni da soddisfare; si raccolgono i dati, si dispongono nell'ordine opportuno e, al di là dei recinti dove si sta rinchiusi, si spalanca l'immensa distesa del possibile".

    Indice - Sommario

    Entro il 2040

    Dai primordi

    Dalla Russia

    Dai mondi germanici

    Dai mondi latini

    Da Israele

    Dall'Islam

    Dall'India

    Dal Giappone

    Epilogo

    ha scritto il