Utopia

Ediz. integrale

Di

Editore: Newton Compton (Grandi tascabili economici)

3.8
(1328)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Francese , Olandese , Svedese , Portoghese , Giapponese , Tedesco , Cinese

Isbn-10: 885412091X | Isbn-13: 9788854120914 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Politica

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Descrizione del libro
Contiene la descrizione fantastica di un paese ideale, che ha fatto sognare per secoli intellettuali di ogni tendenza. Oggi, dopo l'esito disastroso dei totalitarismi europei, l'illusione dì Thomas More suscita perplessità. Nella società da lui descritta tutti vestono casacche identiche, vivono in appartamenti rigorosamente uguali, mangiano in mense comuni, non praticano il sesso fuori del matrimonio né svaghi che non siano "utili o educativi". Un modello di felicità che, dopo aver ispirato generazioni di sognatori, appare rievocare tanti fantasmi.
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    Scherzando, si potrebbe dire, che ogni cittadino prima di diventare elettore dovrebbe sostenere un esame su questo libro.
    Tornando seri, questi giorni lo leggevo, mi chiedevo chiedevo proprio se, Karl ...continua

    Scherzando, si potrebbe dire, che ogni cittadino prima di diventare elettore dovrebbe sostenere un esame su questo libro.
    Tornando seri, questi giorni lo leggevo, mi chiedevo chiedevo proprio se, Karl Marx mentre esponeva le sue tesi sulla proprietà privata, come male assoluto, aveva in mente le parole di Raffaele Itlodeo, sulla vita degli utopiani, e chi lo sa, se lo stesso comunismo se non tarato da suo peccato originale, ovvero, l'obbligo dell'ateismo, non avesse avuto la meglio sul capitalismo che, nell'Inghilterra dell'epoca, come oggi è una dittatura dei poteri forti, oggi della tecocrazia, ieri della società feudale.
    Oppure, l'isola di Utopia, come luogo immaginario, è un bellissima ambizione destinata a rimanere solo tale, dato che come afferma anche la genesi nel capitolo 8 al versetto 21, "la natura umana è corrotta fin dell'adolescenza".

    ha scritto il 

  • 0

    Letto, in occasione del 500° anniversario, nell’edizione casalinga del 1982 offre ancora spunti notevoli di riflessione sulla politica, la libertà religiosa, l’organizzazione dello stato ed i diritti ...continua

    Letto, in occasione del 500° anniversario, nell’edizione casalinga del 1982 offre ancora spunti notevoli di riflessione sulla politica, la libertà religiosa, l’organizzazione dello stato ed i diritti dei cittadini.
    Nella prima parte Moro discetta sul tema della disuguaglianza legato alle differenze tra indigenza e lusso inopportuno, sulla misure delle pene per i reati, sulla miglior organizzazione dello Stato con l’esplicita simpatia per la Repubblica dei filosofi di Platone. Discute delle caratteristiche del Principe per conquistare e tenere i regni e di come abbia peso la ragion di stato “non si possono fermare i venti , abbandonare la nave dello Stato in mezzo alla tempesta”. Sostiene la tesi del superamento della proprietà privata (senza per questo prefigurare ipotesi che matureranno secoli più tardi ) quale mezzo indispensabile per distribuire i beni in maniera equa. Affronta il tema della città reale (l’Inghilterra dei Tudor)
    Nella seconda parte ascolta il racconto di Raffaele Itlodeo quale testimone oculare della Repubblica di Utopia. Terra caratterizzata dai principi di autogoverni, di assenza della proprietà privata, di rifiuto della guerra, di massima tolleranza religiosa. Affronta il tema di una città modello seppur diversa da quella aristocratica di Platone.
    Il libro esce nel 1516 e sta pienamente dentro l’idea di città del Rinascimento. La città come cellula fondamentale dell’organizzazione dello Stato ma anche della società. L’Utopia di Moro è razionale e si oppone alla struttura medioevale dell’Inghilterra. Matura nel contesto della crisi del Cattolicesimo che porterà alla Riforma di Lutero e poi alla Controriforma del Concilio di Trento

    ha scritto il 

  • 1

    L'idea di fondo, di questo racconto, è molto buona e "nobile" (come si dice) e cioè l'eliminazione della povertà e della ricchezza, dove tutti hanno da mangiare, tutti stanno bene ecc...
    Nella prima p ...continua

    L'idea di fondo, di questo racconto, è molto buona e "nobile" (come si dice) e cioè l'eliminazione della povertà e della ricchezza, dove tutti hanno da mangiare, tutti stanno bene ecc...
    Nella prima parte (le prime 30-35 pagine) si parla di come la società è ingiusta e di come potrebbe essere migliorata, facendo riferimento all'isola di Utopia, dove tutto è possibile, anzi è realizzabile. Ma andiamo a vedere ora com'è la società in Utopia.
    Così nella seconda parte (le restanti 50 pagine circa) si parla dell'isola di Utopia, se ne descrive la vita quotidiana, come, quando e perchè...
    Allora in Utopia tutti sono vestiti nello stesso modo, sobrio, la società è suddivisa in famiglie, dove le famiglie sono composte da: padre capo famiglia, moglie sottomessa e pudica, figli, se maschi indirizzati verso un futuro da padre capo famiglia, se femmina, si guarda alla dote e successiva vita da moglie sottomessa e pudica. Ci si può sposare una volta nella vita ed ovviamente si potrà fare sesso solo dopo di esso. Se c'è adulterio, l'adultero sarà relegato ad una vita di schiavitù, poi ci sono gli Anziani che si riuniscono per decidere, poi c'è il Principe che può revocare l'adulterio od altri crimini, come Principe non si era detto basta ricchezza, disuguaglianze... devo continuare?
    A parte le argomentazioni, che per la maggior parte sono oscene, patetiche, la scrittura è pesantissima e petulante ad un livello pazzesco.
    Consigliato, insieme al cilicio, una volta la settimana prima di coricarsi :-P

    ha scritto il 

  • 4

    Attualissimo

    Assolutamente attuale, in maniera allarmante direi, pieno di spunti e lenti tramite le quali osservare la nostra società di oggi. Utopico (ma dai?) ma vale la pena leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    More si può definire un precursore del comunismo, con la sua Utopia, ma devo proprio dirlo, per quanto io sia a favore della giustizia sociale, mi rendo conto che un mondo senza proprietà privata non ...continua

    More si può definire un precursore del comunismo, con la sua Utopia, ma devo proprio dirlo, per quanto io sia a favore della giustizia sociale, mi rendo conto che un mondo senza proprietà privata non esisterà mai. Perde una stella solo per questo, per il resto credo sia un bel libro, che rende la filosofia politica alla portata di tutti, a partire dai 14 anni in su.

    ha scritto il 

  • 3

    COMPLESSO

    Di non facile lettura, ma era prevedibile: è stato scritto all'inizio del 1500. Un testo coraggioso per l'epoca e che ancora oggi non può che essere considerato utopico e irraggiungibile. Non è il mio ...continua

    Di non facile lettura, ma era prevedibile: è stato scritto all'inizio del 1500. Un testo coraggioso per l'epoca e che ancora oggi non può che essere considerato utopico e irraggiungibile. Non è il mio modello ideale, ma trovo il libro un bel tentativo di disegnare una società ideale ed equilibrata.

    ha scritto il 

  • 4

    Sinceramente non so se questo libro sia stato sottovalutato dall'incompetenza dei miei miseri insegnanti alle superiori o in generale dal programma retrogrado medievale e democristiano che abbiamo sof ...continua

    Sinceramente non so se questo libro sia stato sottovalutato dall'incompetenza dei miei miseri insegnanti alle superiori o in generale dal programma retrogrado medievale e democristiano che abbiamo sofferto in italia negli ultimi 4o anni, Quest'opera è un'opera scomoda ancora adesso , ed è per questo che è universale, adattabile a qualsiasi contesto sociale e politico, come la Divina Commedia, i Promessi sposi, il Principe o La città del Sole. Consiglio lettura e rilettura periodica.

    ha scritto il 

  • 5

    Non condivido affatto la scelta "coerente e moritura" di Sir Thomas More, ma questo suo testo è un caposaldo di raro effetto contro ogni forma di nichilismo di lungo corso.

    da Wikipedia:
    L'Utopìa (il ...continua

    Non condivido affatto la scelta "coerente e moritura" di Sir Thomas More, ma questo suo testo è un caposaldo di raro effetto contro ogni forma di nichilismo di lungo corso.

    da Wikipedia:
    L'Utopìa (il titolo originale in latino è Libellus vere aureus, nec minus salutaris quam festivus de optimo rei publicae statu, deque nova insula Utopia), è un romanzo di Tommaso Moro, pubblicato in latino aulico nel 1516, in cui è descritto il viaggio immaginario di Raffaele Itlodeo (Raphael Hythlodaeus nell'originale) in una fittizia isola-regno, abitata da una società ideale.

    Utopia esprime il sogno rinascimentale di una società pacifica dove sia la cultura a dominare e a regolare la vita degli uomini.

    Ciò che inizialmente ispirò Tommaso Moro alla stesura di Utopia fu, probabilmente, la traduzione dal greco al latino di alcuni scritti di Luciano che egli operò congiuntamente con Erasmo da Rotterdam, in particolare di un dialogo in cui Menippo, un drammaturgo greco, scende negli Inferi e racconta il suo viaggio. Un'altra opera ispiratrice, cui Moro fece riferimento anche all'interno di Utopia, fu sicuramente La Repubblica di Platone, in cui si parla esplicitamente di una città ideale. L'opera ricalca pure lo schema dell'opuscolo Il volto della luna dei Moralia di Plutarco.

    "L'utopia non è un qualcosa di irraggiungibile; è qualcosa di ben diverso... Utopia è tutto ciò che in realtà non si vuole veramente, e assolutamente, raggiungere."
    (Ermanno Bartoli - www.webalice.it/barlow)

    ha scritto il 

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