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V de Vendetta

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Publisher: Planeta DeAgostini

4.5
(4131)

Language:Español | Number of Pages: 303 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , German , French , Italian

Isbn-10: 8467420928 | Isbn-13: 9788467420920 | Publish date: 

Translator: María José Giménez ; Illustrator or Penciler: David Lloyd

Also available as: Others , Paperback

Category: Comics & Graphic Novels , Political , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Considerada uno de los grandes logros en el mundo del cómic y una de las obras más personales de los creadores Alan Moore y David Lloyd, "V de Vendetta" es una horrible y poderosa historia acerca de la pérdida de libertad y de identidad en un mundo frío y totalitario.
Esta impactante historia tiene lugar en una Inglaterra imaginaria entregada al fascismo, y captura tanto la sofocante naturaleza de la vida en un estado policial y autoritario como el poder redentor del espíritu humano que se rebela contra su opresión. Dotada de gran claridad e inteligencia, "V de Vendetta" ofrece una inigualable profundidad en la caracterización y verosimilitud de este inquebrantable relato de opresión y resistencia.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Vi Veri Veniversum Vivus Vici

    "Col potere della verità, vivendo, conquistai l'universo"
    Questa è solo una delle piccole perle che mi ha fatto amare questa graphic Novel. Non ne ho lette molte nella mia vita di lettrice, infatti qu ...continue

    "Col potere della verità, vivendo, conquistai l'universo"
    Questa è solo una delle piccole perle che mi ha fatto amare questa graphic Novel. Non ne ho lette molte nella mia vita di lettrice, infatti questa è la terza e non ne sono rimasta delusa. Ero conquistata dal film, ma mi sono ricreduta dopo aver letto questo. Alcuni punti, sono poesia pura. é ricco di profondità, riflessioni argute e una bella storia, sull'essere umano, sulla libertà e su cosa siamo disposti a sacrificare in suo nome. Sul finale sono semplicemente diventata una valle di lacrime. Dopo due giorni che l'ho terminato continuo a riprenderlo e leggere le ultime pagine, dalla morte di V alla presa di coscienza di Evey, che getta luce sul loro rapporto così particolare e intenso. Meravigliose le pagine su Larkhill e la storia di Valerie. Mi hanno toccata molto più di quanto mi aspettassi...
    " é il nostro ultimo centimetro...ma in quel centimetro siamo liberi [...] Uno. é piccolo ed è fragile ed è l'unica cosa al mondo che valga la pena avere. Non dobbiamo mai perderlo, venderlo, o darlo via. Non dobbiamo mai permettere che ce lo tolgano"

    said on 

  • 5

    Stupendo. Alan Moore è un genio, un visionario.
    E sì, ogni tanto i disegni (di David Lloyd) sono un po' incasinati, ma basta soffermarcisi un attimo e tutto torna.
    V (5) stelline for Vendetta. ...continue

    Stupendo. Alan Moore è un genio, un visionario.
    E sì, ogni tanto i disegni (di David Lloyd) sono un po' incasinati, ma basta soffermarcisi un attimo e tutto torna.
    V (5) stelline for Vendetta.

    said on 

  • 4

    Seconda graphic novel letta e giudizio sempre positivo.
    Alla fine non importa sapere chi si nasconde dietro la maschera di Guy Fawkes ma "recepire" il suo messaggio.

    said on 

  • 5

    La historia es bastante impresionante, me gustó la idea de un héroe con una personalidad esquizofrénica que mata sin compasión y lucha contra un régimen totalitario, pero a la vez que es un terrorista ...continue

    La historia es bastante impresionante, me gustó la idea de un héroe con una personalidad esquizofrénica que mata sin compasión y lucha contra un régimen totalitario, pero a la vez que es un terrorista es un intelectual.
    Si solo habéis visto la película os aconsejo leer el comic, es mucho mejor, menos edulcorado y con un mensaje político mucho más potente.
    Para cualquiera a quien le gusten las novelas gráficas este libro es un imprescindible. Una historia fascinante, un protagonista de los que enganchan y crean un símbolo (no por nada su famosa careta se ha convertido en un icono), buen dibujo, mejor guión, un mensaje profundo... Todos los ingredientes de una obra maestra.

    said on 

  • 3

    Trovo che molti osannino questa graphic novel, tuttavia io non ci ho trovato chissà cosa (e l'avevo già letta una volta anni fa). Le distopie sono un po' tutte uguali, e per quanto V (il personaggio) ...continue

    Trovo che molti osannino questa graphic novel, tuttavia io non ci ho trovato chissà cosa (e l'avevo già letta una volta anni fa). Le distopie sono un po' tutte uguali, e per quanto V (il personaggio) sia geniale non penso che sia un capolavoro. Verso la fine, quando tutti i disegni diventano più grigi, ho perso addirittura un po' il filo e non capivo più chi era chi (si assomigliavano tutti).

    said on 

  • 4

    Penso non ci sia molto da aggiungere alla prefazione curata da Stefano Negrini:

    «Eccolo di nuovo. Dopo aver scardinato le convenzioni e la compiacenza del fumetto classico nel grande Watchmen, Alan Mo ...continue

    Penso non ci sia molto da aggiungere alla prefazione curata da Stefano Negrini:

    «Eccolo di nuovo. Dopo aver scardinato le convenzioni e la compiacenza del fumetto classico nel grande Watchmen, Alan Moore ci scodella un'altra storia di quelle che lasciano il segno, V for Vendetta. Gli anglosassoni definiscono Reinassance man, uomo del Rinascimento, l'uomo dal talento versatile e multiforme, l'uomo dai mille interessi e dalle mille curiosità, che lascia la propria impronta geniale e originale in tutto ciò che fa, distinguendosi per brio e levità.
    Se oggi il fumetto ha un uomo del Rinascimento, questo è proprio Alan Moore: in appena una decina d'anni (e senza fare troppa gavetta), questo allampanato signore inglese dall'aria neohippy ha creato il personaggio di Marvelman, ha ridato vita all'agonizzante Swamp Thing, ha sceneggiato il ciclopico Watchmen, ha fondato una casa editrice di fumetti, ha collaborato con i più egregi disegnatori britannici e americani a serie come Big Numbers, Lost Girls e From Hell e ha scritto un romanzo, e tutto ciò con un'intelligenza, una giocosità e un gusto che sono ormai la sua inconfondibile cifra stilistica. Come un tempo al cinema c'era il Luitsch Touch, oggi si potrebbe parlare di un Moore Touch.
    Ciò che più stupisce di Moore è la sua capacità di prendere dei materiali di risulta, dei cascami letterari e cinematografici e di ricavare da essi dei capolavori: la definitiva demistificazione di una tradizione (Watchmen) non prende forse le mosse da un assai poco promettente manipolo di supereroi imbolsiti?
    Analogamente, anche i materiali e i personaggi di V for Vendetta appaiono di primo acchito poco promettenti: un futuribile fascismo britannico già ipotizzato da parecchia fantascienza, un vendicatore da melodramma, figure quasi risapute di leccapiedi di regime, un personaggio già visto e rivisto di poliziotto onesto intristito nel cinismo, tutto il repertorio di vizi, sciaccallaggi e perversioni che si accompagna alla dissoluzione di una dittatura; tutta roba non certo di prima mano, che però grazie a Moore ( che non fa certo mistero di essersi ispirato a Orwell, a Huxley, alla fantascienza di Bradbury e di Ellison, ai film di Vincent Price e a Robin Hood) prende nuova vita, assume una nuova freschezza e da vecchiume torna a trasformarsi in scheggia di verità.
    Nulla di inedito nell'orrore del campo di concentramento di Larkhill, nel sadomasochismo dei coniugi Almond, nella paranoia del Leader, negli ossessivi richiami al patriottismo della dittatura, nell'oscena falsa coscienza dei servitori del regime, eppure nelle mani di Moore tutto questo sembra nuovo, tutto questo vibra di rabbia e di sdegno, grida l' indignazione dell'intelligenza e dell'umanità offese. E in questo Moore trova l'ausilio dell'eccellente David Lloyd e del suo disegno sommesso, apparentemente opaco, ma in realtà (per chi sappia vedere) fitto di squarci toccanti o lancinanti. Senza bellurie, senza effettismi, Lloyd sa dire una tragedia con una sola scelta di un'inquadratura, ideale compagno di tanto sceneggiatore».

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  • 4

    dico questo: rimane la forza delle immagini e dei disegni di Lloyd ma durante il processo di traduzione la storia perde moltissimo e risulta a tratti banale. riletto a distanza di anni in italiano, in ...continue

    dico questo: rimane la forza delle immagini e dei disegni di Lloyd ma durante il processo di traduzione la storia perde moltissimo e risulta a tratti banale. riletto a distanza di anni in italiano, in questo volume non ho trovato quell'atmosfera di quand'ero più giovane. sicuramente da rileggere in lingua originale. nonostante tutto rimane un classico d'altri tempi, un cult che rimarrà nella storia non solo del romanzo grafico ma della letteratura, trascendendo i generi. Moore si riconferma maestro indiscusso dall'enorme talento, una delle sue opere questa che lo consacra a mostro sacro delle storie a fumetti. ribadendo il concetto, consiglio vivamente di leggerlo in inglese e non nella traduzione, per via dei continui richiami a Shakespeare e per la particolarità dei dialoghi, spesso arricchiti di giochi di parole intraducibili. capolavoro.

    said on 

  • 5

    "I hope that the world turns and that things get better, and that one day people have Roses again"

    Non è stata semplicemente una lettura illuminante e densa di significato.
    E' stato precipitare in un universo "orwelliano", un viaggio metafisico.
    Ho ascoltato una voce, quella di V, che trascende le ...continue

    Non è stata semplicemente una lettura illuminante e densa di significato.
    E' stato precipitare in un universo "orwelliano", un viaggio metafisico.
    Ho ascoltato una voce, quella di V, che trascende le pagine, i disegni.
    Una voce che non incita al Caos, ma all'Anarchia, perché l'Anarchia "wears two faces, both creator and destroyer. Thus destroyers topple empires, make a canvas of clean rubble where creators can then build a better world".
    Una voce di chi non è fatto solo di carne, ma di un'Idea, e "Ideas are bulletproof"

    "He's become some sort of symbol to them, hasn't he?
    People need symbols, he understood that, we've forgotten it"

    Il nostro mondo è davvero così diverso da quello in cui V fa crescere le sue rose?
    Il nostro Occidente di pace flaccida, di presunta libertà, di un benessere sbandierato come unica conquista necessaria?

    "You were already in a prison. You've been in a prison all your life. Happiness is a prison, Evey. Happiness is the most insidious prison of all. Your lover lived in the penitentiary that we are all born into, and was forced to rake the dregs of that world for his living. He knew affection and tenderness but only briefly. Eventually, one of the other inmates stabbed him with a cutlass and he drowned upon his own blood. Is that it, Evey? Is that the happiness worth more than freedom? It's not an uncommon story, Evey. Many convicts meet with miserable ends. Your mother. Your father. Your lover. One by one, taken out behind the chemical sheds... and shot. All convicts, hunched and deformed by the smallness of their cells, the weight of their chains, the unfairness of their sentences...
    I didn't put you in a prison, Evey.
    I just showed you the bars."

    said on 

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