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V de Vendetta

By Alan Moore

(568)

| Hardcover | 9788467420920

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Book Description

Considerada uno de los grandes logros en el mundo del cómic y una de las obras más personales de los creadores Alan Moore y David Lloyd, "V de Vendetta" es una horrible y poderosa historia acerca de la pérdida de libertad y de identidad en un mundo f Continue

Considerada uno de los grandes logros en el mundo del cómic y una de las obras más personales de los creadores Alan Moore y David Lloyd, "V de Vendetta" es una horrible y poderosa historia acerca de la pérdida de libertad y de identidad en un mundo frío y totalitario.
Esta impactante historia tiene lugar en una Inglaterra imaginaria entregada al fascismo, y captura tanto la sofocante naturaleza de la vida en un estado policial y autoritario como el poder redentor del espíritu humano que se rebela contra su opresión. Dotada de gran claridad e inteligencia, "V de Vendetta" ofrece una inigualable profundidad en la caracterización y verosimilitud de este inquebrantable relato de opresión y resistencia.

447 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Penso non ci sia molto da aggiungere alla prefazione curata da Stefano Negrini:

    «Eccolo di nuovo. Dopo aver scardinato le convenzioni e la compiacenza del fumetto classico nel grande Watchmen, Alan Moore ci scodella un'altra storia di quelle che las ...(continue)

    Penso non ci sia molto da aggiungere alla prefazione curata da Stefano Negrini:

    «Eccolo di nuovo. Dopo aver scardinato le convenzioni e la compiacenza del fumetto classico nel grande Watchmen, Alan Moore ci scodella un'altra storia di quelle che lasciano il segno, V for Vendetta. Gli anglosassoni definiscono Reinassance man, uomo del Rinascimento, l'uomo dal talento versatile e multiforme, l'uomo dai mille interessi e dalle mille curiosità, che lascia la propria impronta geniale e originale in tutto ciò che fa, distinguendosi per brio e levità.
    Se oggi il fumetto ha un uomo del Rinascimento, questo è proprio Alan Moore: in appena una decina d'anni (e senza fare troppa gavetta), questo allampanato signore inglese dall'aria neohippy ha creato il personaggio di Marvelman, ha ridato vita all'agonizzante Swamp Thing, ha sceneggiato il ciclopico Watchmen, ha fondato una casa editrice di fumetti, ha collaborato con i più egregi disegnatori britannici e americani a serie come Big Numbers, Lost Girls e From Hell e ha scritto un romanzo, e tutto ciò con un'intelligenza, una giocosità e un gusto che sono ormai la sua inconfondibile cifra stilistica. Come un tempo al cinema c'era il Luitsch Touch, oggi si potrebbe parlare di un Moore Touch.
    Ciò che più stupisce di Moore è la sua capacità di prendere dei materiali di risulta, dei cascami letterari e cinematografici e di ricavare da essi dei capolavori: la definitiva demistificazione di una tradizione (Watchmen) non prende forse le mosse da un assai poco promettente manipolo di supereroi imbolsiti?
    Analogamente, anche i materiali e i personaggi di V for Vendetta appaiono di primo acchito poco promettenti: un futuribile fascismo britannico già ipotizzato da parecchia fantascienza, un vendicatore da melodramma, figure quasi risapute di leccapiedi di regime, un personaggio già visto e rivisto di poliziotto onesto intristito nel cinismo, tutto il repertorio di vizi, sciaccallaggi e perversioni che si accompagna alla dissoluzione di una dittatura; tutta roba non certo di prima mano, che però grazie a Moore ( che non fa certo mistero di essersi ispirato a Orwell, a Huxley, alla fantascienza di Bradbury e di Ellison, ai film di Vincent Price e a Robin Hood) prende nuova vita, assume una nuova freschezza e da vecchiume torna a trasformarsi in scheggia di verità.
    Nulla di inedito nell'orrore del campo di concentramento di Larkhill, nel sadomasochismo dei coniugi Almond, nella paranoia del Leader, negli ossessivi richiami al patriottismo della dittatura, nell'oscena falsa coscienza dei servitori del regime, eppure nelle mani di Moore tutto questo sembra nuovo, tutto questo vibra di rabbia e di sdegno, grida l' indignazione dell'intelligenza e dell'umanità offese. E in questo Moore trova l'ausilio dell'eccellente David Lloyd e del suo disegno sommesso, apparentemente opaco, ma in realtà (per chi sappia vedere) fitto di squarci toccanti o lancinanti. Senza bellurie, senza effettismi, Lloyd sa dire una tragedia con una sola scelta di un'inquadratura, ideale compagno di tanto sceneggiatore».

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    Jack said on Oct 7, 2014 | Add your feedback

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    dico questo: rimane la forza delle immagini e dei disegni di Lloyd ma durante il processo di traduzione la storia perde moltissimo e risulta a tratti banale. riletto a distanza di anni in italiano, in questo volume non ho trovato quell'atmosfera di q ...(continue)

    dico questo: rimane la forza delle immagini e dei disegni di Lloyd ma durante il processo di traduzione la storia perde moltissimo e risulta a tratti banale. riletto a distanza di anni in italiano, in questo volume non ho trovato quell'atmosfera di quand'ero più giovane. sicuramente da rileggere in lingua originale. nonostante tutto rimane un classico d'altri tempi, un cult che rimarrà nella storia non solo del romanzo grafico ma della letteratura, trascendendo i generi. Moore si riconferma maestro indiscusso dall'enorme talento, una delle sue opere questa che lo consacra a mostro sacro delle storie a fumetti. ribadendo il concetto, consiglio vivamente di leggerlo in inglese e non nella traduzione, per via dei continui richiami a Shakespeare e per la particolarità dei dialoghi, spesso arricchiti di giochi di parole intraducibili. capolavoro.

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    Thomas Anderson said on Oct 6, 2014 | Add your feedback

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    Da leggere, rileggere, rileggere ancora, imparare a memoria e introdurre obbligatoriamente nei programmi di letterature delle scuole.

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    Zio Gio said on Sep 21, 2014 | Add your feedback

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    "I hope that the world turns and that things get better, and that one day people have Roses again"

    Non è stata semplicemente una lettura illuminante e densa di significato.
    E' stato precipitare in un universo "orwelliano", un viaggio metafisico.
    Ho ascoltato una voce, quella di V, che trascende le pagine, i disegni.
    Una voce che non incita al Ca ...(continue)

    Non è stata semplicemente una lettura illuminante e densa di significato.
    E' stato precipitare in un universo "orwelliano", un viaggio metafisico.
    Ho ascoltato una voce, quella di V, che trascende le pagine, i disegni.
    Una voce che non incita al Caos, ma all'Anarchia, perché l'Anarchia "wears two faces, both creator and destroyer. Thus destroyers topple empires, make a canvas of clean rubble where creators can then build a better world".
    Una voce di chi non è fatto solo di carne, ma di un'Idea, e "Ideas are bulletproof"

    "He's become some sort of symbol to them, hasn't he?
    People need symbols, he understood that, we've forgotten it"

    Il nostro mondo è davvero così diverso da quello in cui V fa crescere le sue rose?
    Il nostro Occidente di pace flaccida, di presunta libertà, di un benessere sbandierato come unica conquista necessaria?

    "You were already in a prison. You've been in a prison all your life. Happiness is a prison, Evey. Happiness is the most insidious prison of all. Your lover lived in the penitentiary that we are all born into, and was forced to rake the dregs of that world for his living. He knew affection and tenderness but only briefly. Eventually, one of the other inmates stabbed him with a cutlass and he drowned upon his own blood. Is that it, Evey? Is that the happiness worth more than freedom? It's not an uncommon story, Evey. Many convicts meet with miserable ends. Your mother. Your father. Your lover. One by one, taken out behind the chemical sheds... and shot. All convicts, hunched and deformed by the smallness of their cells, the weight of their chains, the unfairness of their sentences...
    I didn't put you in a prison, Evey.
    I just showed you the bars."

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    Ellis_4733 said on Sep 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    VENDETTA

    Unico nel suo genere e nel suo modo di raccontare , resta qualcosa di difficile collocazione e per chi avesse visto prima il film , beh è inutile dire che da questa Graphic salta fuori qualcosa in più .
    Duro a digerire anche per la collocazione dei p ...(continue)

    Unico nel suo genere e nel suo modo di raccontare , resta qualcosa di difficile collocazione e per chi avesse visto prima il film , beh è inutile dire che da questa Graphic salta fuori qualcosa in più .
    Duro a digerire anche per la collocazione dei personaggi , mitica invece la location , e nulla da dire per quel cher riguarda anche la trama in se !
    V , resta un super eroe unico sotto molti aspetti e ben differente dal resto dei suoi colleghi DC e Marvel !
    V , sei uno di noi , la nostra voce !

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    Maglione Raffaele said on May 13, 2014 | Add your feedback

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    In questo fumetto c'è una miniera di pensiero e di umanità che non mi sarei mai aspettata. Adesso ho capito perché Moore sputerebbe volentieri in un occhio al regista del film.
    Lo devo rileggere.

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    Sirycyae said on Apr 16, 2014 | Add your feedback

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