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V for vendetta

Di ,

Editore: Rizzoli

4.5
(4092)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8817811777 | Isbn-13: 9788817811774 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Comics & Graphic Novels , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Terrificante e coinvolgente storia della perdita di libertà e d'identità in un mondo totalitario, V FOR VENDETTA è la cronaca di una società preda della disperazione e di una tirannia oppressiva.

Opera di straordinaria lucidità e sagacia, V FOR VENDETTA è tutto ciò che i fumetti non avrebbero dovuto essere.

Ora e sempre Inghilterra.
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  • 5

    La historia es bastante impresionante, me gustó la idea de un héroe con una personalidad esquizofrénica que mata sin compasión y lucha contra un régimen totalitario, pero a la vez que es un terrorista es un intelectual.
    Si solo habéis visto la película os aconsejo leer el comic, es mucho me ...continua

    La historia es bastante impresionante, me gustó la idea de un héroe con una personalidad esquizofrénica que mata sin compasión y lucha contra un régimen totalitario, pero a la vez que es un terrorista es un intelectual.
    Si solo habéis visto la película os aconsejo leer el comic, es mucho mejor, menos edulcorado y con un mensaje político mucho más potente.
    Para cualquiera a quien le gusten las novelas gráficas este libro es un imprescindible. Una historia fascinante, un protagonista de los que enganchan y crean un símbolo (no por nada su famosa careta se ha convertido en un icono), buen dibujo, mejor guión, un mensaje profundo... Todos los ingredientes de una obra maestra.

    ha scritto il 

  • 3

    Trovo che molti osannino questa graphic novel, tuttavia io non ci ho trovato chissà cosa (e l'avevo già letta una volta anni fa). Le distopie sono un po' tutte uguali, e per quanto V (il personaggio) sia geniale non penso che sia un capolavoro. Verso la fine, quando tutti i disegni diventano più ...continua

    Trovo che molti osannino questa graphic novel, tuttavia io non ci ho trovato chissà cosa (e l'avevo già letta una volta anni fa). Le distopie sono un po' tutte uguali, e per quanto V (il personaggio) sia geniale non penso che sia un capolavoro. Verso la fine, quando tutti i disegni diventano più grigi, ho perso addirittura un po' il filo e non capivo più chi era chi (si assomigliavano tutti).

    ha scritto il 

  • 4

    Penso non ci sia molto da aggiungere alla prefazione curata da Stefano Negrini:


    «Eccolo di nuovo. Dopo aver scardinato le convenzioni e la compiacenza del fumetto classico nel grande Watchmen, Alan Moore ci scodella un'altra storia di quelle che lasciano il segno, V for Vendetta. Gli anglo ...continua

    Penso non ci sia molto da aggiungere alla prefazione curata da Stefano Negrini:

    «Eccolo di nuovo. Dopo aver scardinato le convenzioni e la compiacenza del fumetto classico nel grande Watchmen, Alan Moore ci scodella un'altra storia di quelle che lasciano il segno, V for Vendetta. Gli anglosassoni definiscono Reinassance man, uomo del Rinascimento, l'uomo dal talento versatile e multiforme, l'uomo dai mille interessi e dalle mille curiosità, che lascia la propria impronta geniale e originale in tutto ciò che fa, distinguendosi per brio e levità.
    Se oggi il fumetto ha un uomo del Rinascimento, questo è proprio Alan Moore: in appena una decina d'anni (e senza fare troppa gavetta), questo allampanato signore inglese dall'aria neohippy ha creato il personaggio di Marvelman, ha ridato vita all'agonizzante Swamp Thing, ha sceneggiato il ciclopico Watchmen, ha fondato una casa editrice di fumetti, ha collaborato con i più egregi disegnatori britannici e americani a serie come Big Numbers, Lost Girls e From Hell e ha scritto un romanzo, e tutto ciò con un'intelligenza, una giocosità e un gusto che sono ormai la sua inconfondibile cifra stilistica. Come un tempo al cinema c'era il Luitsch Touch, oggi si potrebbe parlare di un Moore Touch.
    Ciò che più stupisce di Moore è la sua capacità di prendere dei materiali di risulta, dei cascami letterari e cinematografici e di ricavare da essi dei capolavori: la definitiva demistificazione di una tradizione (Watchmen) non prende forse le mosse da un assai poco promettente manipolo di supereroi imbolsiti?
    Analogamente, anche i materiali e i personaggi di V for Vendetta appaiono di primo acchito poco promettenti: un futuribile fascismo britannico già ipotizzato da parecchia fantascienza, un vendicatore da melodramma, figure quasi risapute di leccapiedi di regime, un personaggio già visto e rivisto di poliziotto onesto intristito nel cinismo, tutto il repertorio di vizi, sciaccallaggi e perversioni che si accompagna alla dissoluzione di una dittatura; tutta roba non certo di prima mano, che però grazie a Moore ( che non fa certo mistero di essersi ispirato a Orwell, a Huxley, alla fantascienza di Bradbury e di Ellison, ai film di Vincent Price e a Robin Hood) prende nuova vita, assume una nuova freschezza e da vecchiume torna a trasformarsi in scheggia di verità.
    Nulla di inedito nell'orrore del campo di concentramento di Larkhill, nel sadomasochismo dei coniugi Almond, nella paranoia del Leader, negli ossessivi richiami al patriottismo della dittatura, nell'oscena falsa coscienza dei servitori del regime, eppure nelle mani di Moore tutto questo sembra nuovo, tutto questo vibra di rabbia e di sdegno, grida l' indignazione dell'intelligenza e dell'umanità offese. E in questo Moore trova l'ausilio dell'eccellente David Lloyd e del suo disegno sommesso, apparentemente opaco, ma in realtà (per chi sappia vedere) fitto di squarci toccanti o lancinanti. Senza bellurie, senza effettismi, Lloyd sa dire una tragedia con una sola scelta di un'inquadratura, ideale compagno di tanto sceneggiatore».

    ha scritto il 

  • 4

    dico questo: rimane la forza delle immagini e dei disegni di Lloyd ma durante il processo di traduzione la storia perde moltissimo e risulta a tratti banale. riletto a distanza di anni in italiano, in questo volume non ho trovato quell'atmosfera di quand'ero più giovane. sicuramente da rileggere ...continua

    dico questo: rimane la forza delle immagini e dei disegni di Lloyd ma durante il processo di traduzione la storia perde moltissimo e risulta a tratti banale. riletto a distanza di anni in italiano, in questo volume non ho trovato quell'atmosfera di quand'ero più giovane. sicuramente da rileggere in lingua originale. nonostante tutto rimane un classico d'altri tempi, un cult che rimarrà nella storia non solo del romanzo grafico ma della letteratura, trascendendo i generi. Moore si riconferma maestro indiscusso dall'enorme talento, una delle sue opere questa che lo consacra a mostro sacro delle storie a fumetti. ribadendo il concetto, consiglio vivamente di leggerlo in inglese e non nella traduzione, per via dei continui richiami a Shakespeare e per la particolarità dei dialoghi, spesso arricchiti di giochi di parole intraducibili. capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    "I hope that the world turns and that things get better, and that one day people have Roses again"

    Non è stata semplicemente una lettura illuminante e densa di significato.
    E' stato precipitare in un universo "orwelliano", un viaggio metafisico.
    Ho ascoltato una voce, quella di V, che trascende le pagine, i disegni.
    Una voce che non incita al Caos, ma all'Anarchia, perché l'A ...continua

    Non è stata semplicemente una lettura illuminante e densa di significato.
    E' stato precipitare in un universo "orwelliano", un viaggio metafisico.
    Ho ascoltato una voce, quella di V, che trascende le pagine, i disegni.
    Una voce che non incita al Caos, ma all'Anarchia, perché l'Anarchia "wears two faces, both creator and destroyer. Thus destroyers topple empires, make a canvas of clean rubble where creators can then build a better world".
    Una voce di chi non è fatto solo di carne, ma di un'Idea, e "Ideas are bulletproof"

    "He's become some sort of symbol to them, hasn't he?
    People need symbols, he understood that, we've forgotten it"

    Il nostro mondo è davvero così diverso da quello in cui V fa crescere le sue rose?
    Il nostro Occidente di pace flaccida, di presunta libertà, di un benessere sbandierato come unica conquista necessaria?

    "You were already in a prison. You've been in a prison all your life. Happiness is a prison, Evey. Happiness is the most insidious prison of all. Your lover lived in the penitentiary that we are all born into, and was forced to rake the dregs of that world for his living. He knew affection and tenderness but only briefly. Eventually, one of the other inmates stabbed him with a cutlass and he drowned upon his own blood. Is that it, Evey? Is that the happiness worth more than freedom? It's not an uncommon story, Evey. Many convicts meet with miserable ends. Your mother. Your father. Your lover. One by one, taken out behind the chemical sheds... and shot. All convicts, hunched and deformed by the smallness of their cells, the weight of their chains, the unfairness of their sentences...
    I didn't put you in a prison, Evey.
    I just showed you the bars."

    ha scritto il 

  • 3

    VENDETTA

    Unico nel suo genere e nel suo modo di raccontare , resta qualcosa di difficile collocazione e per chi avesse visto prima il film , beh è inutile dire che da questa Graphic salta fuori qualcosa in più .
    Duro a digerire anche per la collocazione dei personaggi , mitica invece la location , e ...continua

    Unico nel suo genere e nel suo modo di raccontare , resta qualcosa di difficile collocazione e per chi avesse visto prima il film , beh è inutile dire che da questa Graphic salta fuori qualcosa in più .
    Duro a digerire anche per la collocazione dei personaggi , mitica invece la location , e nulla da dire per quel cher riguarda anche la trama in se !
    V , resta un super eroe unico sotto molti aspetti e ben differente dal resto dei suoi colleghi DC e Marvel !
    V , sei uno di noi , la nostra voce !

    ha scritto il 

  • 5

    In questo fumetto c'è una miniera di pensiero e di umanità che non mi sarei mai aspettata. Adesso ho capito perché Moore sputerebbe volentieri in un occhio al regista del film.
    Lo devo rileggere.

    ha scritto il 

  • 5

    C for Capolavoro

    C for Capolavoro.

    Non ho altro da aggiungere, anche alla lettura numero [Ho perso il conto] arrivi a Pag.162 è l'occhio si "Imbruschetta". Meraviglioso.

    Buona notte Londra, rendiamo onore alla voce del Mago di Northampton e alla V di Vendetta.

    ha scritto il 

  • 5

    "Buonasera, Londra.
    Vorrei presentarmi ma, a dir la verità, io non possiedo un nome. Potete chiamarmi V.
    Dall'alba dell'umanità, un pugno di oppressori ha a noi strappato quel controllo della vita che era solo di noi stessi. Così facendo, ci tolsero il potere. Senza far nulla, noi vi ...continua

    "Buonasera, Londra.
    Vorrei presentarmi ma, a dir la verità, io non possiedo un nome. Potete chiamarmi V.
    Dall'alba dell'umanità, un pugno di oppressori ha a noi strappato quel controllo della vita che era solo di noi stessi. Così facendo, ci tolsero il potere. Senza far nulla, noi vi rinunciammo.
    Conosciamo già la strada loro, che per campi e guerre porta al mattatoio.
    Nell'Anarchia, esiste un'altra strada. Con l'Anarchia, dalle macerie una nuova vita nasce, si reinsedia la speranza. Dicono che è morta l'Anarchia, ma... le voci sulla mia morte sono state... esagerate".

    ***

    "Sei uscito da un mattatoio illeso, ma non immutato.
    Hai visto l'esigenza della libertà; non per te da solo, ma per tutti noi.
    Hai visto, e poi hai osato agire.
    Quanto decisa è stata la tua vendetta, e benigna, quasi fosse chirurgia... Pensavano i tuoi nemici tu cercassi la vendetta solo sulla loro carne, ma non ti sei fermato lì... Anche hai trafitto la loro ideologia.
    Ora il popolo si trova tra le rovine della società, una prigione intesa perché gli sopravviva. La porta è aperta.
    Ora può andare via, o cadere nei litigi, quindi in nuove schiavitù.
    La scelta è sua, e così sempre sia.
    Non avrà la mia guida, ma un aiuto a costruire. Io lo aiuterò a creare, e non lo aiuterò ad uccidere. È terminata l'età degli assassini. Non c'è un posto per loro nel nostro nuovo mondo.
    «Dammi un funeral vichingo», hai detto.
    È tuo, amore mio... è tuo".

    ***

    Questo fumetto è una scintilla.
    Straordinario.

    ha scritto il 

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