Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

V per Vendetta

Di ,

Editore: Rizzoli

4.5
(4145)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 300 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8817009288 | Isbn-13: 9788817009287 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Leonardo Rizzi

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Comics & Graphic Novels , Political , Science Fiction & Fantasy

Ti piace V per Vendetta?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
In un'Inghilterra scampata alla guerra nucleare e oppressa da una dittatura poliziesca, un uomo dal volto coperto da una maschera inizia la sua rivolta contro il potere. Il suo nome è V, e vuole vendicarsi di coloro che l'hanno internato in un campo di concentramento e l'hanno sottoposto a crudeli esperimenti medici. In un mondo orwelliano in cui gli altoparlanti diffondono le notizie ufficiali dell'emittente del regime, la Voce del Fato, V cerca di spingere la gente all'insurrezione. "V for Vendetta" è una drammatica rappresentazione della perdita della libertà e dell'identità in un mondo totalitario che, all'inizio degli anni Ottanta, ha segnato una svolta nella narrazione a fumetti. Dal libro un nuovo film dei registi di "Matrix".
Ordina per
  • 5

    UNA GRAPHIC NOVEL RIVOLUZIONARIA

    Proprio così è veramente una graphic novel rivoluzionaria che condanna qualsiasi forma di oppressione con una narrazione che coinvolge il lettore vignetta dopo vignetta... in poche parole un grande ca ...continua

    Proprio così è veramente una graphic novel rivoluzionaria che condanna qualsiasi forma di oppressione con una narrazione che coinvolge il lettore vignetta dopo vignetta... in poche parole un grande capolavoro di Alan Moore !!!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Questo racconto è una sorta di ucronia nazista, dove nei panni del cattivo troviamo l’Inghilterra, e quale avversario potrebbe mai essere più indicato di un tizio con la maschera di Guy Fawkes?
    Un reg ...continua

    Questo racconto è una sorta di ucronia nazista, dove nei panni del cattivo troviamo l’Inghilterra, e quale avversario potrebbe mai essere più indicato di un tizio con la maschera di Guy Fawkes?
    Un regime fascista, totalitario, il grande fratello, la violenza fisica e psicologica, le regole ferree, l’ambiente ostile, insomma tutto ciò che incarna una organizzata e tirannica dittatura contrapposto alla propria antitesi… l’anarchia.
    V è un personaggio davvero eccentrico, e non mi riferisco solo al fatto che si esprima in modo bizzarro. Nella prima parte del libro egli è letteralmente Vendetta; vendetta contro i boia del campo di concentramento Larkhill che avevano condotto esperimenti sulle persone e poi fatto carriera, quegli stessi esperimenti che gli si sono rivoltati contro rendendo V quello che è. Apro una parentesi per dare un piccolo consiglio, cercate di memorizzare bene nomi e volti di tutti i personaggi man mano che li incontrate, altrimenti rischiano di sembrarvi tutti uguali, cattivi accoppati senza distinguerli l’uno dall’altro. Tornando a noi, dopo questa prima fase vendicativa V diventa ancor più pericoloso per il proprio nemico (l’autorità), più devastante di qualsiasi bomba e letale di ogni assassinio egli incarna qualcosa che non si può uccidere… un ideale (“e le idee sono a prova di proiettile”), al suo fianco, dopo che le ha fatto toccare il fondo, Eve. Ora non siamo più di fronte ad un sol uomo contro tutti, ma ad un fenomeno che si diffonde a velocità esponenziale e risveglia le persone dal loro letargo mettendole di fronte ad un concetto di libertà nuda e cruda, una cosa che scatena il caos per le strade di Londra. Dopotutto il nostro protagonista afferma che:
    “Due facce indossa l’anarchia, il creatore e il distruttore.
    I distruttori fanno cadere imperi; e fanno delle macerie un canovaccio perché i creatori possano costruire un miglior mondo.”
    Il finale del volume ne è un esempio lampante, dove coperti dal trambusto persino all’interno del partito tutti cercano di farsi le scarpe, anche loro consapevoli che ci sarà una sorta di nuovo inizio… quest’ultima parte non mi ha convinto granché, il protagonista si perde parecchio in chiacchiere (molto più di quanto abbia fatto sinora) e a causa del gran casino ognuno bada a se stesso con i vari eventi che poi si vanno ad incastrare tutti un po’ così quasi per caso (anche se in realtà era V che aveva sempre orchestrato il cervellone del Fato). Non lo so, è stato come assistere ad un epilogo che è andato troppo dilungandosi e ad essere sincero è stato decisamente meno teatrale di quanto mi sarei aspettato data l’impostazione del racconto.
    Resta comunque un’ottima lettura in linea di massima e ancor di più se apprezzate titoli quali 1984, Fahrenheit 451 o simili; una graphic novel (mi sento sempre un fichetto pomposo quando uso questo termine) con gli attributi.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'abisso fra fumetto e realtà odierna

    Il messaggio che tenta di lanciare il fumetto di Moore; purtroppo frainteso, distorto e martoriato dagli anonymus che al giorno d'oggi ogni 5 Novembre combinano casini in nome di chissà quale idea, è ...continua

    Il messaggio che tenta di lanciare il fumetto di Moore; purtroppo frainteso, distorto e martoriato dagli anonymus che al giorno d'oggi ogni 5 Novembre combinano casini in nome di chissà quale idea, è sicuramente di grande impatto grazie al protagonista V. Storia e personaggi sono tutti di grande carisma e la distopia in cui vivono dona loro carattere, poiché essa è contestualizzata e mai troppo irreale.
    Le tavole sono... particolari, bisogna apprezzare questa tipologia di fumetto o quantomeno capirla come una scelta stilistica dell'autore.
    Non è facile catalogare l'opera di Moore, un pò thriller. un pò politica, action, distopica... sta di fatto che per dare un senso all'ormai famoso 5 Novembre e saperne prendere le distanze, viste le sue inclinazioni anarchiche (anarchiche="spacchiamo tutto") è d'obbligo leggere il fumetto e, perché no, anche vedere il film.

    PS: l'anarchia intesa nel fumetto e film è un'anarchia in cui la popolazioni va a creare un ordine generale in modo spontaneo. per una pacifica convivenza; il tutto privo di leggi poiché l'uomo utopico è in grado di autoregolarsi. Ecco cosa è la vere anarchia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Vi Veri Veniversum Vivus Vici

    "Col potere della verità, vivendo, conquistai l'universo"
    Questa è solo una delle piccole perle che mi ha fatto amare questa graphic Novel. Non ne ho lette molte nella mia vita di lettrice, infatti qu ...continua

    "Col potere della verità, vivendo, conquistai l'universo"
    Questa è solo una delle piccole perle che mi ha fatto amare questa graphic Novel. Non ne ho lette molte nella mia vita di lettrice, infatti questa è la terza e non ne sono rimasta delusa. Ero conquistata dal film, ma mi sono ricreduta dopo aver letto questo. Alcuni punti, sono poesia pura. é ricco di profondità, riflessioni argute e una bella storia, sull'essere umano, sulla libertà e su cosa siamo disposti a sacrificare in suo nome. Sul finale sono semplicemente diventata una valle di lacrime. Dopo due giorni che l'ho terminato continuo a riprenderlo e leggere le ultime pagine, dalla morte di V alla presa di coscienza di Evey, che getta luce sul loro rapporto così particolare e intenso. Meravigliose le pagine su Larkhill e la storia di Valerie. Mi hanno toccata molto più di quanto mi aspettassi...
    " é il nostro ultimo centimetro...ma in quel centimetro siamo liberi [...] Uno. é piccolo ed è fragile ed è l'unica cosa al mondo che valga la pena avere. Non dobbiamo mai perderlo, venderlo, o darlo via. Non dobbiamo mai permettere che ce lo tolgano"

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo. Alan Moore è un genio, un visionario.
    E sì, ogni tanto i disegni (di David Lloyd) sono un po' incasinati, ma basta soffermarcisi un attimo e tutto torna.
    V (5) stelline for Vendetta. ...continua

    Stupendo. Alan Moore è un genio, un visionario.
    E sì, ogni tanto i disegni (di David Lloyd) sono un po' incasinati, ma basta soffermarcisi un attimo e tutto torna.
    V (5) stelline for Vendetta.

    ha scritto il 

  • 5

    La historia es bastante impresionante, me gustó la idea de un héroe con una personalidad esquizofrénica que mata sin compasión y lucha contra un régimen totalitario, pero a la vez que es un terrorista ...continua

    La historia es bastante impresionante, me gustó la idea de un héroe con una personalidad esquizofrénica que mata sin compasión y lucha contra un régimen totalitario, pero a la vez que es un terrorista es un intelectual.
    Si solo habéis visto la película os aconsejo leer el comic, es mucho mejor, menos edulcorado y con un mensaje político mucho más potente.
    Para cualquiera a quien le gusten las novelas gráficas este libro es un imprescindible. Una historia fascinante, un protagonista de los que enganchan y crean un símbolo (no por nada su famosa careta se ha convertido en un icono), buen dibujo, mejor guión, un mensaje profundo... Todos los ingredientes de una obra maestra.

    ha scritto il 

  • 3

    Trovo che molti osannino questa graphic novel, tuttavia io non ci ho trovato chissà cosa (e l'avevo già letta una volta anni fa). Le distopie sono un po' tutte uguali, e per quanto V (il personaggio) ...continua

    Trovo che molti osannino questa graphic novel, tuttavia io non ci ho trovato chissà cosa (e l'avevo già letta una volta anni fa). Le distopie sono un po' tutte uguali, e per quanto V (il personaggio) sia geniale non penso che sia un capolavoro. Verso la fine, quando tutti i disegni diventano più grigi, ho perso addirittura un po' il filo e non capivo più chi era chi (si assomigliavano tutti).

    ha scritto il 

  • 4

    Penso non ci sia molto da aggiungere alla prefazione curata da Stefano Negrini:

    «Eccolo di nuovo. Dopo aver scardinato le convenzioni e la compiacenza del fumetto classico nel grande Watchmen, Alan Mo ...continua

    Penso non ci sia molto da aggiungere alla prefazione curata da Stefano Negrini:

    «Eccolo di nuovo. Dopo aver scardinato le convenzioni e la compiacenza del fumetto classico nel grande Watchmen, Alan Moore ci scodella un'altra storia di quelle che lasciano il segno, V for Vendetta. Gli anglosassoni definiscono Reinassance man, uomo del Rinascimento, l'uomo dal talento versatile e multiforme, l'uomo dai mille interessi e dalle mille curiosità, che lascia la propria impronta geniale e originale in tutto ciò che fa, distinguendosi per brio e levità.
    Se oggi il fumetto ha un uomo del Rinascimento, questo è proprio Alan Moore: in appena una decina d'anni (e senza fare troppa gavetta), questo allampanato signore inglese dall'aria neohippy ha creato il personaggio di Marvelman, ha ridato vita all'agonizzante Swamp Thing, ha sceneggiato il ciclopico Watchmen, ha fondato una casa editrice di fumetti, ha collaborato con i più egregi disegnatori britannici e americani a serie come Big Numbers, Lost Girls e From Hell e ha scritto un romanzo, e tutto ciò con un'intelligenza, una giocosità e un gusto che sono ormai la sua inconfondibile cifra stilistica. Come un tempo al cinema c'era il Luitsch Touch, oggi si potrebbe parlare di un Moore Touch.
    Ciò che più stupisce di Moore è la sua capacità di prendere dei materiali di risulta, dei cascami letterari e cinematografici e di ricavare da essi dei capolavori: la definitiva demistificazione di una tradizione (Watchmen) non prende forse le mosse da un assai poco promettente manipolo di supereroi imbolsiti?
    Analogamente, anche i materiali e i personaggi di V for Vendetta appaiono di primo acchito poco promettenti: un futuribile fascismo britannico già ipotizzato da parecchia fantascienza, un vendicatore da melodramma, figure quasi risapute di leccapiedi di regime, un personaggio già visto e rivisto di poliziotto onesto intristito nel cinismo, tutto il repertorio di vizi, sciaccallaggi e perversioni che si accompagna alla dissoluzione di una dittatura; tutta roba non certo di prima mano, che però grazie a Moore ( che non fa certo mistero di essersi ispirato a Orwell, a Huxley, alla fantascienza di Bradbury e di Ellison, ai film di Vincent Price e a Robin Hood) prende nuova vita, assume una nuova freschezza e da vecchiume torna a trasformarsi in scheggia di verità.
    Nulla di inedito nell'orrore del campo di concentramento di Larkhill, nel sadomasochismo dei coniugi Almond, nella paranoia del Leader, negli ossessivi richiami al patriottismo della dittatura, nell'oscena falsa coscienza dei servitori del regime, eppure nelle mani di Moore tutto questo sembra nuovo, tutto questo vibra di rabbia e di sdegno, grida l' indignazione dell'intelligenza e dell'umanità offese. E in questo Moore trova l'ausilio dell'eccellente David Lloyd e del suo disegno sommesso, apparentemente opaco, ma in realtà (per chi sappia vedere) fitto di squarci toccanti o lancinanti. Senza bellurie, senza effettismi, Lloyd sa dire una tragedia con una sola scelta di un'inquadratura, ideale compagno di tanto sceneggiatore».

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per