Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Vacanze matte

Di

Editore: Einaudi (Stile libero big)

3.9
(548)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 337 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806207245 | Isbn-13: 9788806207243 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Carlo Rossi Fantonetti ; Curatore: Luca Briasco ; Prefazione: Francesco Piccolo

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Humor

Ti piace Vacanze matte?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
I Kwimper, una famiglia di sfaticati che vive di sussidi per la disoccupazione, composta da padre, tre figli e una baby-sitter, durante un viaggio in auto prendono per sbaglio una strada in costruzione e si ritrovano, senza benzina, nel cuore del nulla americano. La situazione ideale per cominciare da capo, come veri pionieri, e costruirsi un nuovo mondo. Peccato che la terra promessa vada difesa dalle pretese di un funzionario del governo fin troppo zelante e di una banda di gangster da strapazzo... Pubblicato nel 1959, salutato da un clamoroso successo, rimasto per settimane in vetta alle classifiche del «New York Times», “La guerra degli idioti” conserva, a distanza di più di cinquant’anni, la sua carica comica ed esplosiva. La guerra che i Kwimper, balordi di irresistibile testardaggine, ingaggiano con le autorità e il crimine organizzato, il loro ribaldo anarchismo, la loro disarmante ingenuità rischiano di diventare il simbolo, vincente proprio perché leggero e allegro, di una resistenza al conformismo dominante che mai come oggi appare necessaria.
Ordina per
  • 4

    Sono rimasto piacevolmente colpito leggendo questo romanzo di un autore a cui non avrei dato assolutamente credito. Anche se il libro è assolutamente leggero e senza alcuna pretesa, la lettura scorrevole e a tratti divertente mi ha fatto conoscere un autore fino a quelche giorno fa a me sconosciu ...continua

    Sono rimasto piacevolmente colpito leggendo questo romanzo di un autore a cui non avrei dato assolutamente credito. Anche se il libro è assolutamente leggero e senza alcuna pretesa, la lettura scorrevole e a tratti divertente mi ha fatto conoscere un autore fino a quelche giorno fa a me sconosciuto. Prenderò in considerazione se leggere altro anche se, leggendo qua e la alcune recensioni, sembrerebbe che libri di questo tipo non ne ha fatti altri

    ha scritto il 

  • 4

    Strano forte

    A me il libro è piaciuto nel suo genere. Certo non si tratta di un capolavoro della letteratura, ma Toby è simpaticissimo, i valori sono forti e il lieto fine non guasta. Sì, lui somiglia a Forest Gump, ma 30 anni prima, e la sua condizione dipende dall'endogamia. Una divertente finestra sull'am ...continua

    A me il libro è piaciuto nel suo genere. Certo non si tratta di un capolavoro della letteratura, ma Toby è simpaticissimo, i valori sono forti e il lieto fine non guasta. Sì, lui somiglia a Forest Gump, ma 30 anni prima, e la sua condizione dipende dall'endogamia. Una divertente finestra sull'america di quegli anni e sull'utilità degli psicologi.

    ha scritto il 

  • 3

    Titolo originale “Pioneer, go home!”
    Sono stati al sud per una villeggiatura e stanno tornando su, nel New Jersey, dove il signor Kwimper intende lavorare un po’ per avere nuovamente diritto alla disoccupazione ed essere in regola per la pensione.
    Il cartello sullo steccato di sbarram ...continua

    Titolo originale “Pioneer, go home!”
    Sono stati al sud per una villeggiatura e stanno tornando su, nel New Jersey, dove il signor Kwimper intende lavorare un po’ per avere nuovamente diritto alla disoccupazione ed essere in regola per la pensione.
    Il cartello sullo steccato di sbarramento recita “Assolutamente vietato il transito al pubblico”.
    “Ma dopo tanti anni che prendeva l’indennità di disoccupazione e l’assistenza per i figli a carico e tutta quell’altra roba papà mica si considerava il Pubblico”.
    Se non ci si considera il Pubblico, il divieto non ha alcun valore. Si passa a fianco della barriera e si marcia sulla nuova via. fino a quando il carburante finisce e la macchina si ferma. A quel punto non rimane che sistemarsi, organizzarsi e, perché no, sognare un mondo diverso.
    «Chissà che tipo di mondo cercheremmo di rifare,»
    disse Holly con quella sua aria di tizia che sta sognando.
    «Vorremmo cambiarlo molto?»
    Fu una domanda che ci diede da ponzare. Mica era una cosa facile trovare i cambiamenti che uno poteva desiderare. Togliere di mezzo quegli involti di cellofan che uno non riesce mai ad aprire? Far sparire le macchine che filano a cento all’ora e i coltelli a serramanico e i juke boxe che urlano a tutto volume? E far venire un governo grosso incaricato di badare alla gente piccola o della gente grossa incaricata di badare a un governo piccolo? A pensarci bene capii di non aver abbastanza cervello per capire cos’avrebbe voluto il resto dell’umanità e conclusi che non mi sarei fidato a cambiare lo stato delle cose solo in base alla mia parola.

    Se non cambiano il mondo, ne creano uno nuovo. Tutto loro. “È come essere pionieri” afferma entusiasta Holly.
    Papà Kwimper frena: «Non voglio che nessuno ci rimproveri d’aver voltato le spalle al governo per metterci a fare i pionieri. Se tutti quelli che gli salta in testa si mettono a fare i pionieri, dove finisce il governo?». Già, dove finisce?
    E s’ingegnano i Kwimper, s’inventano un’attività, perché alla fine qualcuno arriverà anche da quelle parti, no? E se servono soldi, basta tornare nel “vecchio mondo” e trovare una banca. Che ci vuole!
    “Quando avete bisogno di soldi da una banca tutto quello che vi occorre è di essere uno che merita tutta la fiducia di questo mondo oppure uno che non ne merita neanche un po’, e io dico che se la maggior parte della gente non ottiene niente è proprio perché sono tutti a metà strada”. E prosegue l’avventura.
    Lo sgrammaticato e semplice Toby, col suo stupefacente (e talvolta irritante) candore, con quella capacità di vedere il buono anche dove il buono non c’è, ci pone di fronte a uno specchio, oltre il quale si apre un mondo diverso.
    «A questo mondo c’è anche quella cosa che si chiama sentimento».
    Con un po’ di coraggio, anche noi possiamo scegliere da quale parte stare.

    Grottesco, surreale, insolente, velatamente anarchicheggiante. Una critica alla società, al sistema sociale, politico, economico, burocratico. Americano, certo. Degli anni ’50, certo. Così lontano da oggi? Così lontano da noi?

    Lettura leggera, ma non banale.
    Sulle righe si sorride, fra le righe si riflette. Direi che per un libro leggero non è poca cosa.

    ha scritto il 

  • 3

    DEvo essere sinvera? Più volte ho avuto la tentazione di mollare lì il libro. Poi non l'ho fatto e mi sono obbligata più volte a leggerlo fino alla fine. Toby, il protagonista, è un personaggio come Forest Gump, un po' tonto, che agisce con estrema ingenuità e per queto le ha tutte vinte. Evident ...continua

    DEvo essere sinvera? Più volte ho avuto la tentazione di mollare lì il libro. Poi non l'ho fatto e mi sono obbligata più volte a leggerlo fino alla fine. Toby, il protagonista, è un personaggio come Forest Gump, un po' tonto, che agisce con estrema ingenuità e per queto le ha tutte vinte. Evidentemente tutti coloro che hanno fatto fortuna in America erano così. Questo libro incarna i valori pionieristici degli stati uniti e per taluni questo libro potrà essere esilarante, ma per me è stato faticosissimo, L'umorismo dei tonti e dei semplici mi fa innervosire e non divertire.
    Poi devo fare un appunto ai traduttori. Se un libro si intitola Pioneer, Go Home! perchè lo avete chiamato Vacanze matte? Il titolo mi ha tratta in inganno ancora una volta. Mi aspettavo qualcosa di veramente diverso e per tutte le 335 pagine mi sono chiesta quale fosse il nesso fra il romanzo e il suo titolo. Ok che Pionieri, levatevi di qui non suona un granchè, ma Vacanze matte non c'entra davvero un fico secco.

    ha scritto il 

  • 3

    Breve intervallo delle nostre letture "impegnate" con un libro leggero e divertente. Alcuni lo hanno trovato esageratamente comico, nel senso che le vicende sono talmente al limite da apparire improbabili e per questo lo hanno giudicato "molto americano". Il confine tra stupidità naif e ingenuità ...continua

    Breve intervallo delle nostre letture "impegnate" con un libro leggero e divertente. Alcuni lo hanno trovato esageratamente comico, nel senso che le vicende sono talmente al limite da apparire improbabili e per questo lo hanno giudicato "molto americano". Il confine tra stupidità naif e ingenuità dei personaggi è davvero molto labile.

    ha scritto il 

  • 3

    Una risata seppellirà il mondo? Mah!

    Finito ieri sera in tablet e soprattutto a gratis! Divertimento raddoppiato.
    Se l’avessi letto negli anni ‘70 l’avrei etichettato reazionario, un attentato al progresso e all’emancipazione del proletariato. Oggi, visto com’è andata a finire, lo posso rubricare come distopico, anche se di na ...continua

    Finito ieri sera in tablet e soprattutto a gratis! Divertimento raddoppiato.
    Se l’avessi letto negli anni ‘70 l’avrei etichettato reazionario, un attentato al progresso e all’emancipazione del proletariato. Oggi, visto com’è andata a finire, lo posso rubricare come distopico, anche se di narrazioni distopiche “comiche” ne circolano ben poche oltre l’Orlando Furioso.
    Distopico principalmente perché oggi come oggi, quello che era possibile negli anni ’50, anche se abbastanza improbabile, non sarebbe più immaginabile. Scegliere di abbandonare un mondo per colonizzare una terra di nessuno in cui andare a fare i Robinson Crousoe non è più dato.
    Sia perché non esistono più strisce di nessuno e qualunque atto della vita è regolato da leggi (moderni recinti delle élite privilegiate) alle quali il “popolo bue” non può che attenersi pena la stessa esistenza
    E soprattutto perché nessuna coppia di gemelli di otto anni rinuncerebbe al game boy ( onestamente non so se è stato soppiantato da qualche altro aggeggio), né un ragazzo di vent’anni al facebucco o alla movida alcolica e tantomeno un cinquantenne esodato a qualsivoglia sussidio sociale.
    Mancando gli elementi strutturali di quel mondo non resta che godersi il “rivoluzionario” libello, in cui spicca lo sdoppiamento del giudice del tribunale dove la famiglia anticonformista viene trascinata dai benpensanti del paesino, le cui “contromisure fino a quel punto si limitavano all'invettiva,” che si fa loro avvocato.
    Si fa Ghedini, un Ghedini che difende una buona causa per una volta, rovesciando da par suo (non sarebbe stato pagato milioni, in euro, se non fosse un acrobata del foro) la realtà.

    E che dire della demolizione dell’antropologia, psicologia e sociologia? Sovrastrutture che si parlano addosso e che di questo parlare si autoalimentano e, quel che è peggio, si fanno funzionali al potere liberticida. Spassosissimo!

    P.S. Mi sono giocata un’eventuale attenzione ai miei commenti del nuovo padrone del network, ma la satira contro la lobby degli avvocati è il punto di forza del libro e non potevo esimermi.

    P.P.S. ringrazio di cuore la mia amica anobina che me l’ha passato!

    ha scritto il 

  • 5

    Che spasso!

    “Quel che il Governo fa per me lo so benissimo, ma mi sembra che si dimentichi quello che io ho fatto per lui. Sono uno dei più forti sostenitori del governo io, e… Io ho aiutato il governo in tutto quello che il governo si è messo in testa di fare, dall’indennità di disoccupazione, all’assistenz ...continua

    “Quel che il Governo fa per me lo so benissimo, ma mi sembra che si dimentichi quello che io ho fatto per lui. Sono uno dei più forti sostenitori del governo io, e… Io ho aiutato il governo in tutto quello che il governo si è messo in testa di fare, dall’indennità di disoccupazione, all’assistenza per i figli a carico, alla pensione d’invalidità totale…”

    http://www.ilariapasqua.net/apps/blog/entries/show/41429114-vacanze-matte-r-powell-1959-

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo così divertente è difficile da trovare. L'ironia e le situazioni surreali si sovrappongono perfettamente, raccontando al lettore le vicende di una famiglia particolare che decide di affrontare un'avventura che va sicuramente oltre le sue capacità.

    ha scritto il 

  • 3

    bè...scomodare addirittura i Simpson...

    come fa Piccolo nella prefazione è leggermente esagerato. Più interessante la critica nella post-fazione che contestualizza il romanzo, negli anni 60 quella del baby-boom, tra una società americana iper-bigotta ed un welfare state ancora inclusivo. il romanzo vacanze matte è un bel trattato, con ...continua

    come fa Piccolo nella prefazione è leggermente esagerato. Più interessante la critica nella post-fazione che contestualizza il romanzo, negli anni 60 quella del baby-boom, tra una società americana iper-bigotta ed un welfare state ancora inclusivo. il romanzo vacanze matte è un bel trattato, con un linguaggio ed una trama a tratti comica ma comunque divertente, sul rapporto stato-cittadino.

    ha scritto il 

Ordina per