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Vacanze matte

By Richard Powell

(567)

| Paperback | 9788806207243

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Book Description

I Kwimper, una famiglia di sfaticati che vive di sussidi per la disoccupazione, composta da padre, tre figli e una baby-sitter, durante un viaggio in auto prendono per sbaglio una strada in costruzione e si ritrovano, senza benzina, nel cuore del nul Continue

I Kwimper, una famiglia di sfaticati che vive di sussidi per la disoccupazione, composta da padre, tre figli e una baby-sitter, durante un viaggio in auto prendono per sbaglio una strada in costruzione e si ritrovano, senza benzina, nel cuore del nulla americano. La situazione ideale per cominciare da capo, come veri pionieri, e costruirsi un nuovo mondo. Peccato che la terra promessa vada difesa dalle pretese di un funzionario del governo fin troppo zelante e di una banda di gangster da strapazzo... Pubblicato nel 1959, salutato da un clamoroso successo, rimasto per settimane in vetta alle classifiche del «New York Times», “La guerra degli idioti” conserva, a distanza di più di cinquant’anni, la sua carica comica ed esplosiva. La guerra che i Kwimper, balordi di irresistibile testardaggine, ingaggiano con le autorità e il crimine organizzato, il loro ribaldo anarchismo, la loro disarmante ingenuità rischiano di diventare il simbolo, vincente proprio perché leggero e allegro, di una resistenza al conformismo dominante che mai come oggi appare necessaria.

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  • 1 person finds this helpful

    Titolo originale “Pioneer, go home!”
    Sono stati al sud per una villeggiatura e stanno tornando su, nel New Jersey, dove il signor Kwimper intende lavorare un po’ per avere nuovamente diritto alla disoccupazione ed essere in regola per la pensione.
    I ...(continue)

    Titolo originale “Pioneer, go home!”
    Sono stati al sud per una villeggiatura e stanno tornando su, nel New Jersey, dove il signor Kwimper intende lavorare un po’ per avere nuovamente diritto alla disoccupazione ed essere in regola per la pensione.
    Il cartello sullo steccato di sbarramento recita “Assolutamente vietato il transito al pubblico”.
    “Ma dopo tanti anni che prendeva l’indennità di disoccupazione e l’assistenza per i figli a carico e tutta quell’altra roba papà mica si considerava il Pubblico”.
    Se non ci si considera il Pubblico, il divieto non ha alcun valore. Si passa a fianco della barriera e si marcia sulla nuova via. fino a quando il carburante finisce e la macchina si ferma. A quel punto non rimane che sistemarsi, organizzarsi e, perché no, sognare un mondo diverso.
    «Chissà che tipo di mondo cercheremmo di rifare,»
    disse Holly con quella sua aria di tizia che sta sognando.
    «Vorremmo cambiarlo molto?»
    Fu una domanda che ci diede da ponzare. Mica era una cosa facile trovare i cambiamenti che uno poteva desiderare. Togliere di mezzo quegli involti di cellofan che uno non riesce mai ad aprire? Far sparire le macchine che filano a cento all’ora e i coltelli a serramanico e i juke boxe che urlano a tutto volume? E far venire un governo grosso incaricato di badare alla gente piccola o della gente grossa incaricata di badare a un governo piccolo? A pensarci bene capii di non aver abbastanza cervello per capire cos’avrebbe voluto il resto dell’umanità e conclusi che non mi sarei fidato a cambiare lo stato delle cose solo in base alla mia parola.

    Se non cambiano il mondo, ne creano uno nuovo. Tutto loro. “È come essere pionieri” afferma entusiasta Holly.
    Papà Kwimper frena: «Non voglio che nessuno ci rimproveri d’aver voltato le spalle al governo per metterci a fare i pionieri. Se tutti quelli che gli salta in testa si mettono a fare i pionieri, dove finisce il governo?». Già, dove finisce?
    E s’ingegnano i Kwimper, s’inventano un’attività, perché alla fine qualcuno arriverà anche da quelle parti, no? E se servono soldi, basta tornare nel “vecchio mondo” e trovare una banca. Che ci vuole!
    “Quando avete bisogno di soldi da una banca tutto quello che vi occorre è di essere uno che merita tutta la fiducia di questo mondo oppure uno che non ne merita neanche un po’, e io dico che se la maggior parte della gente non ottiene niente è proprio perché sono tutti a metà strada”. E prosegue l’avventura.
    Lo sgrammaticato e semplice Toby, col suo stupefacente (e talvolta irritante) candore, con quella capacità di vedere il buono anche dove il buono non c’è, ci pone di fronte a uno specchio, oltre il quale si apre un mondo diverso.
    «A questo mondo c’è anche quella cosa che si chiama sentimento».
    Con un po’ di coraggio, anche noi possiamo scegliere da quale parte stare.

    Grottesco, surreale, insolente, velatamente anarchicheggiante. Una critica alla società, al sistema sociale, politico, economico, burocratico. Americano, certo. Degli anni ’50, certo. Così lontano da oggi? Così lontano da noi?

    Lettura leggera, ma non banale.
    Sulle righe si sorride, fra le righe si riflette. Direi che per un libro leggero non è poca cosa.

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    Cat said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    lettura estiva

    oggi leggermente ingenuo ma comunque piacevole.

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    Italosvevo said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    DEvo essere sinvera? Più volte ho avuto la tentazione di mollare lì il libro. Poi non l'ho fatto e mi sono obbligata più volte a leggerlo fino alla fine. Toby, il protagonista, è un personaggio come Forest Gump, un po' tonto, che agisce con estrema i ...(continue)

    DEvo essere sinvera? Più volte ho avuto la tentazione di mollare lì il libro. Poi non l'ho fatto e mi sono obbligata più volte a leggerlo fino alla fine. Toby, il protagonista, è un personaggio come Forest Gump, un po' tonto, che agisce con estrema ingenuità e per queto le ha tutte vinte. Evidentemente tutti coloro che hanno fatto fortuna in America erano così. Questo libro incarna i valori pionieristici degli stati uniti e per taluni questo libro potrà essere esilarante, ma per me è stato faticosissimo, L'umorismo dei tonti e dei semplici mi fa innervosire e non divertire.
    Poi devo fare un appunto ai traduttori. Se un libro si intitola Pioneer, Go Home! perchè lo avete chiamato Vacanze matte? Il titolo mi ha tratta in inganno ancora una volta. Mi aspettavo qualcosa di veramente diverso e per tutte le 335 pagine mi sono chiesta quale fosse il nesso fra il romanzo e il suo titolo. Ok che Pionieri, levatevi di qui non suona un granchè, ma Vacanze matte non c'entra davvero un fico secco.

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    Artemisia said on Jul 5, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Breve intervallo delle nostre letture "impegnate" con un libro leggero e divertente. Alcuni lo hanno trovato esageratamente comico, nel senso che le vicende sono talmente al limite da apparire improbabili e per questo lo hanno giudicato "molto americ ...(continue)

    Breve intervallo delle nostre letture "impegnate" con un libro leggero e divertente. Alcuni lo hanno trovato esageratamente comico, nel senso che le vicende sono talmente al limite da apparire improbabili e per questo lo hanno giudicato "molto americano". Il confine tra stupidità naif e ingenuità dei personaggi è davvero molto labile.

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    il club del martedì - gruppo di lettura della biblioteca di martellago said on Apr 17, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Una risata seppellirà il mondo? Mah!

    Finito ieri sera in tablet e soprattutto a gratis! Divertimento raddoppiato.
    Se l’avessi letto negli anni ‘70 l’avrei etichettato reazionario, un attentato al progresso e all’emancipazione del proletariato. Oggi, visto com’è andata a finire, lo poss ...(continue)

    Finito ieri sera in tablet e soprattutto a gratis! Divertimento raddoppiato.
    Se l’avessi letto negli anni ‘70 l’avrei etichettato reazionario, un attentato al progresso e all’emancipazione del proletariato. Oggi, visto com’è andata a finire, lo posso rubricare come distopico, anche se di narrazioni distopiche “comiche” ne circolano ben poche oltre l’Orlando Furioso.
    Distopico principalmente perché oggi come oggi, quello che era possibile negli anni ’50, anche se abbastanza improbabile, non sarebbe più immaginabile. Scegliere di abbandonare un mondo per colonizzare una terra di nessuno in cui andare a fare i Robinson Crousoe non è più dato.
    Sia perché non esistono più strisce di nessuno e qualunque atto della vita è regolato da leggi (moderni recinti delle élite privilegiate) alle quali il “popolo bue” non può che attenersi pena la stessa esistenza
    E soprattutto perché nessuna coppia di gemelli di otto anni rinuncerebbe al game boy ( onestamente non so se è stato soppiantato da qualche altro aggeggio), né un ragazzo di vent’anni al facebucco o alla movida alcolica e tantomeno un cinquantenne esodato a qualsivoglia sussidio sociale.
    Mancando gli elementi strutturali di quel mondo non resta che godersi il “rivoluzionario” libello, in cui spicca lo sdoppiamento del giudice del tribunale dove la famiglia anticonformista viene trascinata dai benpensanti del paesino, le cui “contromisure fino a quel punto si limitavano all'invettiva,” che si fa loro avvocato.
    Si fa Ghedini, un Ghedini che difende una buona causa per una volta, rovesciando da par suo (non sarebbe stato pagato milioni, in euro, se non fosse un acrobata del foro) la realtà.

    E che dire della demolizione dell’antropologia, psicologia e sociologia? Sovrastrutture che si parlano addosso e che di questo parlare si autoalimentano e, quel che è peggio, si fanno funzionali al potere liberticida. Spassosissimo!

    P.S. Mi sono giocata un’eventuale attenzione ai miei commenti del nuovo padrone del network, ma la satira contro la lobby degli avvocati è il punto di forza del libro e non potevo esimermi.

    P.P.S. ringrazio di cuore la mia amica anobina che me l’ha passato!

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    Maria Francesca e basta said on Mar 29, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Che spasso!

    “Quel che il Governo fa per me lo so benissimo, ma mi sembra che si dimentichi quello che io ho fatto per lui. Sono uno dei più forti sostenitori del governo io, e… Io ho aiutato il governo in tutto quello che il governo si è messo in testa di fare, ...(continue)

    “Quel che il Governo fa per me lo so benissimo, ma mi sembra che si dimentichi quello che io ho fatto per lui. Sono uno dei più forti sostenitori del governo io, e… Io ho aiutato il governo in tutto quello che il governo si è messo in testa di fare, dall’indennità di disoccupazione, all’assistenza per i figli a carico, alla pensione d’invalidità totale…”

    http://www.ilariapasqua.net/apps/blog/entries/show/4142…

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    Ilaria said on Feb 16, 2014 | Add your feedback

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