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Vallanzasca

Il romanzo non autorizzato del nemico pubblico numero uno

Di

Editore: Newton Compton

3.6
(50)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 404 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8854122270 | Isbn-13: 9788854122277 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Crime , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    interessante

    E' stata dura finirlo, ma non certo per il libro in sè... un vero e proprio scorcio della Milano degli anni Settanta, un inferno in mano a Renato Vallanzasca, Francis Turatello, la mafia ed ...continua

    E' stata dura finirlo, ma non certo per il libro in sè... un vero e proprio scorcio della Milano degli anni Settanta, un inferno in mano a Renato Vallanzasca, Francis Turatello, la mafia ed organizzazioni varie... mentre dall'altro lato c'è chi cerca di rimettere ordine, come il vicecommissario Moncada. Consigliato a tutti, per conoscere la nostra storia ed evitare che si ripeta!

    ha scritto il 

  • 4

    anzitutto va premesso che trattasi di un romanzo (come ben sottolineato già nel titolo). Secondo, all'interno del libro, prima di cominciare la lettura, viene sia specificato che i nomi non sono ...continua

    anzitutto va premesso che trattasi di un romanzo (come ben sottolineato già nel titolo). Secondo, all'interno del libro, prima di cominciare la lettura, viene sia specificato che i nomi non sono tutti reali, sia che i fatti non seguono fedelmente la realtà, in pratica vi sono alcune cose aggiunte, altre tolte e, la successione cronologica degli eventi, non è sempre lineare. Tutto questo, viene sempre specificato, per dare "fluidità" alla storia. Premesso tutto ciò, e premesso quindi che il libro non ha assolutamente la pretesa di essere un qualcosa di storico, io l'ho trovato veramente bello ed interessante, uno spaccato della vita criminale della milano anni '70, come già ribadito da qualcuno, un "romanzo criminale in salsa meneghina". Per chi, come me, era completamente a digiuno sull'argomento (un pò per la giovane età, un pò perchè a scuola questi argomenti non vengono mai trattati), questo libro può essere considerato un buon punto di partenza per cominciare a schiarirsi almeno qualche idea. Se, di quel che era il clima criminal-politico di quegli anni non ve ne importa nulla, o se quel che cercate sono fonti storiche, cambiate libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo scritto molto bene, che va molto al di là di ciò che semplicemente si legge sui giornali. Oltre a raccontare rapine, estorsioni e rapimenti nella Milano degli anni 70, si racconta anche ...continua

    Un romanzo scritto molto bene, che va molto al di là di ciò che semplicemente si legge sui giornali. Oltre a raccontare rapine, estorsioni e rapimenti nella Milano degli anni 70, si racconta anche il filo che lega e intreccia la banda di Turatello, detto Francis Faccia D'Angelo, Renatino Vallanzasca, il clan dei Marsigliesi con Stato, i servizi segreti, la nuova camorra, la grande massoneria, il terrorismo nero e rosso. In questo scenario di violenza si muove Renatino, l'affascinante e feroce capo della banda della Comasina, definito ilo bandito galante. Di lui viene minuziosamente raccontata la storia personale, a tratti anche difficile e toccante, soprattutto la parte che narra del tempo trascorso in prigione. Dall'altro lato della barricata, il vicecommissario della Squadra Mobile di Milano, Moncada, tenterà di rimettere al loro posto le tessere del mosaico, dare un nome ai personaggi che hanno manovrato per un decennio le istituzioni e tenuto sotto scacco la nostra democrazia. Un libro che consiglio a chi voglia informarsi di più e meglio sulla storia italiana.

    ha scritto il 

  • 4

    VALLANZASCA narra la vita e le gesta del nemico pubblico numero uno sotto forma romanzata dove l’autore cerca di far rivivere l’atmosfera che si respirava in Italia, soprattutto nel nord Italia, ...continua

    VALLANZASCA narra la vita e le gesta del nemico pubblico numero uno sotto forma romanzata dove l’autore cerca di far rivivere l’atmosfera che si respirava in Italia, soprattutto nel nord Italia, dove Renato Vallanzasca ha operato con la sua banda dall’inizio degli anni Settanta. Una storia che non ne vuole fare un eroe ma in cui viene descritto il carattere burbero ma anche furbo di questo personaggio. Così si inizia con le prime bravate di bambino come il far scappare gli animali del circo dalle loro gabbie e il furto di figurine a danno degli edicolanti a rapine a supermercati passando dagli arresti, la vita carceraria, le evasioni, fino ai giorni nostri. La storia è una descrizione di tutta la storia del nostro paese in quegli anni, dalla politica alla mafia, dai sequestri alle bombe. Per ricordare, per non dimenticare.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo Criminale in salsa meneghina

    Premetto che mi è piaciuto molto, ma ha i suoi difetti. La prosa è molto, troppo, semplice e se questo da un lato rende il libro piuttosto scorrevole, dall'altro infastidisce per la pochezza della ...continua

    Premetto che mi è piaciuto molto, ma ha i suoi difetti. La prosa è molto, troppo, semplice e se questo da un lato rende il libro piuttosto scorrevole, dall'altro infastidisce per la pochezza della narrazione in alcuni tratti (e per alcuni refusi). Insomma, siamo lontani dal livello di De Cataldo, per intenderci. Il titolo potrebbe ingannare: Vallanzasca è il protagonista del libro, vero ma 1) non è assolutamente una biografia ma un vero e proprio romanzo 2) riesce ad essere, a modo suo, corale per quanto le figure di Vallanzasca e quella di Turatello emergano su tutte le altre. La caratterizzazione psicologica dei personaggi non è dettagliatissima, fatta eccezione appunto per il Renatino e per Faccia D'Angelo Turatello. Nel libro emergono riletture interessanti di alcuni avvenimenti che hanno segnato la seconda parte del '900 italiano: viene data una spiegazione (romanzata, quindi da prendere con le molle ma comunque plausibile) della tragedia di Montagna Longa del '72, racconta delle connessioni tra la malavita, la P2 ed i servizi segreti americani... peccato però che la descrizione delle riunioni di Gelli (mai nominato, ma è chiaro che il Venerabile sia lui) e gli altri vertici della P2 siano descritte in maniera talmente caricaturistica da sfiorare (purtroppo) un po' nel ridicolo (ci mancava poco che il Venerabile non se ne uscisse con qualcosa tipo "il piano di oggi è conquistare il Mondo" sullo stile di Mignolo&Prof") così come eccessivamente romanzato è l'episodio del rapimento di Alessia Terracina (la cui controparte reale è Emanuela Trapani, a tal proposito, n.b.: forse per evitare querele e/o cause legali, l'autore ha utilizzato i nomi "reali" soltanto per alcuni personaggi, tipo quelli.... morti :D). Trattandosi di un romanzo, è stupido ricercare la completa fedeltà storica però certe eccessive libertà fanno prendere una piega inverosimile alla storia stessa. So che in questa recensione mi sono dilungato più sui difetti che sui pregi, ma specifico che alla fine il libro mi è piaciuto: se vi piacciono i temi trattati, se non vi siete mai persi una puntata di BluNotte ed avete amato Romanzo Criminale, apprezzerete anche questo. Se invece non siete esattamente dei cultori del genere, ci sono titoli migliori con i quali cominciare.

    ha scritto il 

  • 2

    Forse è meglio non insistere

    Mentre leggevo questo romanzo mi chiedevo come lo scrittore si fosse potuto inventare delle storie così bizzarre, che però non mi avevano appassionato più di tanto; ma poi, quando ho letto la ...continua

    Mentre leggevo questo romanzo mi chiedevo come lo scrittore si fosse potuto inventare delle storie così bizzarre, che però non mi avevano appassionato più di tanto; ma poi, quando ho letto la biografia di Renato Vallanzasca, ho capito che niente era nato dalla fantasia dello scrittore, ma era tutto vero, scritto però sottoforma di romanzo. Devo dire che questa "scoperta", ha confermato e accentuato il mio non coinvolgimento nei fatti narrati: come ci si può appassionare alle rapine, agli omicidi, ai sequestri di persona. Per quanto riguarda lo scrittore, forse una volta di più, capisco che non è proprio il mio genere, perchè a me il modo di scrivere della maggior parte degli scrittori di oggi non piace per niente: che siano gialli, commedie, storie d'amore o storie vere romanzate, arrivo sempre alla solita conclusione: non fanno per me!

    ha scritto il