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Vampiretta

Di

Editore: Fazi

2.9
(39)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 248 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8881129566 | Isbn-13: 9788881129560 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

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Descrizione del libro
Una vampira si aggira per le strade: bella e irresistibile, ama e miete le sue vittime... E fin qui niente di originale! Se non fosse che Lara, la vampira in questione, ha una passione viscerale e assoluta che condiziona la sua esistenza ancor più della sovrumana specie cui appartiene: è una vera e propria divoratrice di libri. E di scrittori. Si barcamena ogni giorno tra i suoi studi - naturalmente alla facoltà di Lettere - e il lavoro come commessa in una boutique, aperitivi con la sua amica Matilde e occhiatacce di commiserazione per lo sfigato dietro al bancone del bar che la venera in silenzio... Ma soprattutto non si perde una presentazione letteraria in una delle migliaia di librerie sparse per la penisola, lasciando una lunga scia di sangue dietro di sé.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    ahahah, ammazza niccolòammaniti, e in che modo poi!!!! solo per questo meriterebbe 10 stelle!!!!

    ha scritto il 

  • 3

    L'indiscutibile pregio di questo libro è l'aver messo in croce quella genia di lettori che oggi hanno un'età compresa fra i venticinque e i quaranta anni cresciuti all'ombra di un conformistico culto per la letteratura. Quelli che non si perdono la presentazione di un libro, sono al corrente su t ...continua

    L'indiscutibile pregio di questo libro è l'aver messo in croce quella genia di lettori che oggi hanno un'età compresa fra i venticinque e i quaranta anni cresciuti all'ombra di un conformistico culto per la letteratura. Quelli che non si perdono la presentazione di un libro, sono al corrente su tutte le uscite del mese e non fanno altro che parlare maniacalmente di libri e scrittori (anche se in molti casi sarebbe opportuno sottolineare che non si può parlare di vera letteratura). Si tratta di una satira gustosissima su quella figura di giovane intellettuale radical chic il cui habitat naturale sono le moderne librerie "pop" (catena Feltrinelli in testa), i teatri, e i cinema d'essai ridotti a luoghi mondani. Il culto che la protagonista vampira nutre per la figura-scrittore e per l'oggetto-libro è molto simile ad una compulsione ossessiva e viene equiparato al fanatismo adolescenziale per le boyband, mentre il desiderio di tenersi al passo con le uscite di Tizio e Caio ha la stessa natura dell'ossessività maniacale che certe donne mettono nella ricerca del look. Ed infatti l'ossessione "culturale" della protagonista ha il suo riflesso estetico nel personaggio femminile secondario dell'opera: la migliore amica che cambia look e passione ogni giorno. Implicitamente l'autrice sottolinea che sia in un caso che nell'altro ci si trova davanti a pura e sempice frivolezza quasi nevrotica condizionata dai media. Non si tratta di un libro che passerà alla storia, ma è di rapida lettura e diverte in più punti (magari, finito l'effetto sorpresa, diventa un po' ripetitivo, ma non è sufficientemente lungo da annoiare il lettore) come un articolo particolarmente pungente che troviamo sfogliando annoiati l'Espresso. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    "Divorato"

    Divertente "l'idea". Scritto in maniera molto reale... attuale.... leggerissimo... l' ho letto in un sol fiato... Curiosa l'immagine dalla vampira affamata di scrittori ... Decisamente di un umorismo sadico...
    Per spaccare tensione... farsi una risata... Tre stelline diamogliele :-)

    ha scritto il 

  • 3

    Una vampira del cazzo

    Sembra senza fine la fantasia che circonda la figura del vampiro, che in questo romanzo si presenta sotto una nuova irriverente forma. Arriva Lara, aka Vampiretta, la vampira che si nutre di sangue umano praticando (oltremodo profonde) fellatio.
    E' una razza in estinzione e nel mondo, di queste v ...continua

    Sembra senza fine la fantasia che circonda la figura del vampiro, che in questo romanzo si presenta sotto una nuova irriverente forma. Arriva Lara, aka Vampiretta, la vampira che si nutre di sangue umano praticando (oltremodo profonde) fellatio. E' una razza in estinzione e nel mondo, di queste vampire eviratrici, rimangono solamente Lara, sua madre e... Monica Bellucci.

    Vampiretta è una groupie, ma non dei soliti musicisti, lei ama la lettura e impara interi capoversi a memoria, frequenta ogni presentazione libraria e a un certo punto della sua vita scopre di desiderare fisicamente gli scrittori maschi e sessualmente appetibili, che tratta come fossero rock star di livello mondiale. E' proprio approcciando un classico best seller italiano come Niccolò Ammaniti, sua prima vittima, che scopre di avere il pompino che uccide in grado di donarle la vita eterna.

    Romanzo piuttosto ironico ma soprattutto molto strano, in quanto se è vero che la protagonista appare un po' come la versione ingentilita delle protagoniste dei romanzi di Genea e che cerca spesso di sdrammatizzare, sono anche presenti alcune fasi di introspezione piuttosto degne e i capitoli dedicati alle fughe per l'Italia di Lara sono momenti decisamente ben confezionati. Non rientra decisamente nel genere horror, in quanto pur essendo presenti brevi scene gore, non c'è mai morbosità nel descriverle. Di morboso c'è invece il parlare continuamente e con minuzia di scrittori, famosi e non, come fossero morti. Quindi scene da tg, frasi di commiato dei fan sulle lapidi, scene di dolore delle famiglie. Molto macabro considerando che tali scrittori sono ancora in vita... Sarà forse per scaramanzia o per diritti d'autore oltremodo snob che l'unico scrittore di cui non è presente il nome "vero" è Niccolò Ammaniti? Egli è infatti il più nominato eppure riportato come Niccolòammaniti. Forse non ha avuto molto senso dell'umorismo a sapere di questo romanzo.

    Lo stile di scrittura utilizzato da I.B. (una misteriosa scrittrice trentenne del nord, che ha già pubblicato dei romanzi, ma questo era decisamente differente dal suo stile da preferire l'anonimato) è una prima persona estremamente colloquiale, senza dialoghi e ogni capitolo Vampiretta si associa un voto da zero a dieci per la giornata che andrà a descrivere (con gli estremi prolungabili in negativo nei casi di estrema depressione o estrema gioia). L'impressione che dà è un po' da scrittura da blogger, eppure nel romanzo la stessa autrice fa esprimere a Vampiretta, ormai assetata di qualsiasi scribacchino di quart'ordine, che i blogger non si abbasserebbe a succhiarli.

    E' chiaro come il romanzo voglia sottolineare come il rapporto lettore-scrittore sia spesso troppo poco improntato sul piacere per la lettura, quanto più sull'isterismo di dover conoscere gli scrittori come "oggetti". Personalmente ritengo che questa non sia abbastanza forte come idea, non vedo questo voler essere groupie a tutti i costi un fenomeno così diramato, l'ironia presente mi sarebbe piaciuto enfatizzasse quello che fa Lara come una missione socialmente utile, del tipo che uccidere Moccia o Cohelo sarebbe stato di aiuto per l'umanità... Ma così non è. Anche se è stupendo vedere le case editrici e le catene di librerie con le lacrime di coccodrillo, con le vendite degli scrittori morti alle stelle. Ci si occupa sì della letteratura modaiola e un po' da supermercato, però Vampiretta non lo cita nemmeno un fenomeno come Moccia, in quanto non è così figo come per esempio Enrico Brizzi o Vitaliano Trevisan. In questo senso, la denuncia viene limitata a causa dell'aspetto fisico che cerca Vampiretta. L'aspetto più palese è, ovviamente, la mancanza totale di interesse verso la letteratura femminile che non viene mai citata. Tranne un unico grandissimo esempio, dove la Divina Isabella Santacroce viene nominata e a Vampiretta dispiace davvero che ella non sia un uomo perché l'avrebbe volentieri uccisa (il che, a modo suo, significa che la ritiene una grandissima scrittrice).

    Rimane comunque un libro molto carino e scorrevole, la sua pecca maggiore è il non sapere fermamente dove vuole andare a parare. La storia non è abbastanza ironica per delineare una denuncia che sollazza, non è abbastanza gothic per essere seriosa e commovente come si sforza di essere in alcuni punti.

    --- Gruppo: Protagoniste femminili nella letteratura gothic/horror/fantasy http://www.anobii.com/groups/01b4e69ea0bbc43811/

    ha scritto il 

  • 4

    Non posso fare altro che concordare col commento di Lauraetlory. Aggiungo solo che ho apprezzato un sacco questo libro anche per le citazioni che contiene! L'associazione parolaccia-scuse viene da Jess di "Non buttiamoci giù", come anche altre cose varie che al momento non ricordo. Sempre da Horn ...continua

    Non posso fare altro che concordare col commento di Lauraetlory. Aggiungo solo che ho apprezzato un sacco questo libro anche per le citazioni che contiene! L'associazione parolaccia-scuse viene da Jess di "Non buttiamoci giù", come anche altre cose varie che al momento non ricordo. Sempre da Hornby viene il tentativo di classifica di tre libri così, tre libri cosà, che lui però faceva con i dischi e a gruppi di cinque. E... boh, ne avevo notate tantissime, adesso che l'ho finito le ho dimenticate! T^T Mi sento un po' anche io una fangirl come Vampiretta XD è stato un altro dei motivi che mi ha spinta a interessarmi di questo libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Eccentrico

    Un libricino scritto in un parlato più che quotidinano, con una varietà lessicale di massimo 150 parole, ma che non si riesce a mollare.
    O almeno, io non ci sono riuscita. Per un'appassionata di Baricco sarebbe dovuta essere una lettura orribile, invece facevo davvero fatica a staccare gli o ...continua

    Un libricino scritto in un parlato più che quotidinano, con una varietà lessicale di massimo 150 parole, ma che non si riesce a mollare.
    O almeno, io non ci sono riuscita. Per un'appassionata di Baricco sarebbe dovuta essere una lettura orribile, invece facevo davvero fatica a staccare gli occhi dalla pagina.
    Il contenuto mi è pèarso parechio originale, non perchè parli di una vampira, e neanche perchè invece che mordere sul collo si diletta in attività più piacevoli... ma per la sua "dieta" di soli scrittori: affascinante, per quanto maniacale.
    Non ho amato la protagonista, ma questo non inficia il giudizio sul libro: godibile.
    Due stelline solo perchè non posso dargliene di più... già mi stupisco di come sia possibile che mi piacciano libri come questo... o Eclipse, per dire!! :P

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Quando i libri sono... furbi

    “Vampiretta” di IB, edito da Fazi è un libro decisamente furbo. A partire dalla scelta di quella firma enigmatica: IB. Un uomo? Una donna? Un gruppo di scrittori in vena di divertissement? Oppure un’equipe di redattori della Fazi che ha cucinato “Vampiretta” mettendoci dentro tutti gli ingredient ...continua

    “Vampiretta” di IB, edito da Fazi è un libro decisamente furbo. A partire dalla scelta di quella firma enigmatica: IB. Un uomo? Una donna? Un gruppo di scrittori in vena di divertissement? Oppure un’equipe di redattori della Fazi che ha cucinato “Vampiretta” mettendoci dentro tutti gli ingredienti che, sulla carta, fanno un romanzo di successo?
    Andiamo ad analizzare.
    Dopo Melissa P. il colpo gobbo di Fazi è stato accaparrarsi la saga vampiresca dell’autrice americana Stephenie Meyer. Un successo cresciuto sulla base del passaparola, una vera e propria sindrome da Twilight che ha investito gli adolescenti italiani e che raggiungerà il picco di virulenza (e di vendite) con la prossima uscita del quarto volume e del film (quasi in contemporanea). La figura del vampiro non è mai stata tanto in auge nel pubblico giovane dai tempi del telefilm “Buffy” e quindi il primo ingrediente per “Vampiretta” è Lara, giovane studentessa di Lettere, appassionata di scrittura, grandissima lettrice, innamorata degli scrittori di successo almeno quanto una qualunque adolescente lo sarebbe dei Tokyo Hotel.
    Ma Melissa P. e i suoi cento colpi di spazzola hanno fatto scuola (e vendite record) e quindi la vampiretta Lara non è una vampira come tutte le altre. Là dove i succhiasangue della Meyer sono attirati da candide gole e colli torniti, Lara è attirata dal… pene. La sua brama sanguinaria è, al tempo stesso, erotica, quasi pornografica. Niente a che vedere con la sensualità canoviana riscontrabile nei libri della saga Twilight. “Vampiretta” punta al sodo. Avvicinare uno scrittore per lei equivale ad avere la bava alla bocca per la brama di sesso orale, di seme umano e di sangue.
    E qui, a due ingredienti furbi come il vampiro e il sesso estremo, si aggiunge il tocco da maestro: le vittime della torrida fame di “Vampiretta” sono scrittori famosi e realmente esistenti: Niccolò Ammaniti è la sua prima vittima, seguiranno Aldo Nove, Giuseppe Genna, Sandro Veronesi e molti altri in un crescendo grandguignolesco del quale la povera Lara è la prima a rammaricarsi. Ma nulla può per bloccare la fame insaziabile che la rende compagna di mitiche figure vampiresche quali la biblica Lilith e le molto più prosaiche Jacula e Spermula (eroine di fumetti pruriginosi di parecchi anni fa). Scrive l’ineffabile IB: “…vedo solo membri e sento solo rumori di saliva, bocca, sperma che schizza. La bocca mi si riempie di saliva alla sola idea di essere vicina a uno scrittore. Anche minore. Anche autopubblicato. Da fanzine, esordio. Scrittore anche di un solo racconto su un blog. No, forse da blog no. Però più o meno sto lì. Forse potrei accontentarmi di un traduttore. Cazzo…”
    Difficile stabilire quante volte la parola cazzo ricorra nelle 248 pagine di “Vampiretta”. La povera Lara ci racconta di un’educazione rigida che la costringe, ogni volta che dice cazzo, a chiedere scusa. Quindi anche di scusa ce ne sono una caterva.
    Un libro furbo, si diceva, perché attinge anche a quel sentimento ignobile ma potente che è l’invidia. Ci sarà senza dubbio chi godrà nell’immaginare i cadaveri di scrittori di grandissimo successo abbandonati in un lago di sangue. E ci sarà chi vorrà vedere nelle avventure di “Vampiretta” un’intelligente denuncia dei meccanismi editoriali, uno stigmatizzare gli editori che piangono i loro autori morti e si fregano le mani per l’oceanica richiesta delle loro opere in un’orgia di vendite e di ristampe come in Italia, probabilmente, non vedremo mai.
    Molte quindi le possibili chiavi di lettura di questo romanzo-collage, di quest’astuto divertissement letterario che si legge bene, a volte diverte ma che rimane, a mio parere, confinato in quel catalogo di libri furbi, destinati a cavalcare onde create da altri e più validi autori.

    ha scritto il 

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