Vaticano S.p.A.

Da un archivio segreto la verità sugli scandali finanziari e politici della Chiesa

Di

Editore: Chiarelettere

3.7
(727)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8861900674 | Isbn-13: 9788861900677 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Affari & Economia , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro parte da un archivio custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tutti. Circa quattromila documenti riservati della Santa Sede. Lettere, relazioni, bilanci, verbali, bonifici. Tutto grazie all'archivio di monsignor Renato Dardozzi (1922-2003), tra le figure più importanti nella gestione dello Ior fino alla fine degli anni Novanta. Sembrava una storia conclusa con gli scandali degli anni Ottanta: Marcinkus, Sindona e Calvi. Invece tutto ritorna. Dopo la fuoriuscita di Marcinkus dalla Banca del Papa, parte un nuovo e sofisticatissimo sistema di conti cifrati nei quali transitano centinaia di miliardi di lire. L'artefice è monsignor Donato de Bonis. Conti intestati a banchieri, imprenditori, immobiliaristi, politici tuttora di primo piano, compreso Omissis, nome in codice che sta per Giulio Andreotti. Titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. I soldi di Tangentopoli (la maxitangente Enimont) sono passati dalla Banca vaticana, ma anche il denaro lasciato dai fedeli per le messe è stato trasferito in conti personali. Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria "lavanderia" nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato Vaticano. Tutto in nome di dio.
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  • 2

    Per quanto si legga in fretta, l'ho trovato molto noioso. Può risultare una lettura interessante per chi non conosce niente degli argomenti trattati ma per coloro che già sono informati di come andaro ...continua

    Per quanto si legga in fretta, l'ho trovato molto noioso. Può risultare una lettura interessante per chi non conosce niente degli argomenti trattati ma per coloro che già sono informati di come andarono (e purtroppo continuano ad andare) certe dinamiche ecclesiastiche, questo testo non dice nulla di nuovo. L'unica originalità è il punto di vista, cioè aver ripercorso una fetta della storia italiana dal punto di vista del prezioso Archivio Dardozzi, il quale, tutto sommato, ha confermato ciò che già da tempo era venuto alla luce.

    ha scritto il 

  • 3

    Pater Noster e miliardi

    Da secoli, ma specialmente negli ultimi decenni, alcune attività della Città del Vaticano, contornata dalla sua miriade di chiese, diocesi, parrocchie e istituzione religiose di ogni tipo, sono state ...continua

    Da secoli, ma specialmente negli ultimi decenni, alcune attività della Città del Vaticano, contornata dalla sua miriade di chiese, diocesi, parrocchie e istituzione religiose di ogni tipo, sono state ammantate da un’aura di mistero indirizzate soprattutto ai complessi canali finanziari controllati dalla banca vaticana meglio conosciuta come I.O.R. (Istituto per le Opere di Religione).
    In questo libro inchiesta il giornalista Gianluigi Nuzzi raccoglie, cataloga, elabora e cristallizza tutto l’archivio cartaceo composto di oltre quattromila documenti (lettere, relazioni contabili, bilanci, verbali, bonifici, ecc.) reso pubblico, per volontà testamentaria post-mortem, da monsignor Renato Dardozzi per venti anni consigliere presso la Segreteria di Stato della Santa Sede.
    Tali numerosi incartamenti mettono in luce tutte quelle attività finanziare senza trasparenza ordite da alte personalità ecclesiastiche con pochi scrupoli che agiscono a capo di uno I.O.R. parallelo che provvede in maniera occulta al riciclaggio di denaro e titoli di stato italiani, per una montagna di miliardi di lire dell’epoca, provenienti da vari scandali e attività criminose tra cui il crac del Banco Ambrosiano e la maxi tangente ENIMONT da cui lo scandalo (la famosa tangentopoli di “Mani pulite” iniziata nel 1992) del finanziamento illecito dei partiti della prima repubblica.
    Tutto è documentato e commentato con dovizia di particolari che includono i vari nomi di politici, alti prelati, imprenditori quali presunti artefici di questa grandissima e complessa operazione finanziaria.
    Il libro, nel suo complesso, è interessante poiché indica, e ricorda, molto dettagliatamente fatti, accadimenti, luoghi, istituzioni pubbliche e private e uomini coinvolti nel groviglio dell’illegalità finanziaria; d’altra parte l’ho trovato ripetitivo e con una moltitudine di richiami che rende difficoltosa la lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    trattando di argomenti scottanti e per niente scontati in un paese come l'Italia lo sforzo di raccolta delle fonti da parte dell'autore Nuzzi e la determinazione a raccontare quanto scoperto vanno sic ...continua

    trattando di argomenti scottanti e per niente scontati in un paese come l'Italia lo sforzo di raccolta delle fonti da parte dell'autore Nuzzi e la determinazione a raccontare quanto scoperto vanno sicuramente apprezzati..
    tuttavia la lettura del libro è molto spigolosa, per niente scorrevole e molto confusionaria (se non altro perchè gli episodi e circostanze trattati non vengono quasi mai spiegati in modo logico ed esaustivo).
    pertanto lo stile di scrittura adottato penalizza notevolmente il libro, che se scritto in modo diverso avrebbe certamente riscosso il successo che meritava..

    ha scritto il 

  • 2

    Lo schifo s.p.a

    Non merita più di 2 stelline.
    Nella prima parte si fa un breve riassunto sugli scandali finanziari degli anni Ottanta con Marcinkus,Calvi e Sindona.Una volta terminato quel periodo,negli anni Novanta, ...continua

    Non merita più di 2 stelline.
    Nella prima parte si fa un breve riassunto sugli scandali finanziari degli anni Ottanta con Marcinkus,Calvi e Sindona.Una volta terminato quel periodo,negli anni Novanta,al potere c'è il pupillo di Marcinkus,Donato De Bonis.Cosa cambia dal passato?Nulla!Una speculazione continua,affari loschi.Uno ior parallelo,dove confluiscono soldi di politici importanti come Andreotti,azioni finanziarie spregiudicate,conti esteri fino al coinvolgimento nella maxitangente Enimont.L'immagine della chiesa ne esce danneggiata,viene a galla come lo ior sia uno strumento politico e finanziario solo marginalmente legato ad opere di bene e carità.La cosa davvero disgustosa e che lascia senza parole è la solita reazione del Vaticano:silenzio,protezione per i delinquenti,perenne non collaborazione con la giustizia italiana,risposte scarse o nulle su tutto.Uno schifo davvero!Dopo l'uscita di scena di De Bonis e l'inizio della seconda repubblica gli scandali continuano,i porporati si dimostrano davvero senza vergogna.Addirittura il vaticano risulta coinvolto in un progetto segreto che riguarda la costituzione di un nuovo partito politico di centro,che riunisca i cattolici sotto un'unica bandiera dopo la diaspora della democrazia cristiana.Anche qui escono fondi neri,soldi sporchi,fino a giungere alle dichiarazioni di pentiti di mafia secondo cui lo ior era un deposito di soldi di importanti famiglie mafiose come Ciancimino e Provenzano.Siamo ben lontani da una chiesa spirituale e povera.La solita chiesa,vicina e interessata più al potere temporale che a problemi spirituali.
    Il libro comunque è noioso in molti punti.Anche se ha avuto maggior diffusione rispetto al successivo"Le carte segrete di Benedetto XVI"lo trovo inferiore come qualità,soprattutto è più pesante e meno scorrevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro parte da un archivio custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tu ...continua

    Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro parte da un archivio custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tutti. Circa quattromila documenti riservati della Santa Sede. Lettere, relazioni, bilanci, verbali, bonifici. Tutto grazie all'archivio di monsignor Renato Dardozzi (1922-2003), tra le figure più importanti nella gestione dello Ior fino alla fine degli anni Novanta. Sembrava una storia conclusa con gli scandali degli anni Ottanta: Marcinkus, Sindona e Calvi. Invece tutto ritorna. Dopo la fuoriuscita di Marcinkus dalla Banca del Papa, parte un nuovo e sofisticatissimo sistema di conti cifrati nei quali transitano centinaia di miliardi di lire. L'artefice è monsignor Donato de Bonis. Conti intestati a banchieri, imprenditori, immobiliaristi, politici tuttora di primo piano, compreso Omissis, nome in codice che sta per Giulio Andreotti. Titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. I soldi di Tangentopoli (la maxitangente Enimont) sono passati dalla Banca vaticana, ma anche il denaro lasciato dai fedeli per le messe è stato trasferito in conti personali. Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria "lavanderia" nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato Vaticano. Tutto in nome di dio.

    ha scritto il 

  • 3

    va approfondito

    il libro in sè è molto interessante, ma la forma - come ha già sottolineato più d'uno - non è di alto livello (eufemismo); direi che se fosse anche appetibile dal punto di vista letterario (e più appr ...continua

    il libro in sè è molto interessante, ma la forma - come ha già sottolineato più d'uno - non è di alto livello (eufemismo); direi che se fosse anche appetibile dal punto di vista letterario (e più approfondito dal punto di vista storico) sarebbe un gran de best seller internazionale; da rivedere e da aggiungere note e riferimenti ai vari periodi storici, bravo comunque a Nuzzi per il coraggio

    ha scritto il 

  • 2

    Il libri di Chiarelettere sono meri elenchi di fatti. Sarebbe più interessante se invece di elencare tutte le minuzie si descrivessero i meccanismi in modo che il lettore non si perda in troppe note, ...continua

    Il libri di Chiarelettere sono meri elenchi di fatti. Sarebbe più interessante se invece di elencare tutte le minuzie si descrivessero i meccanismi in modo che il lettore non si perda in troppe note, riferimenti, nomi.
    Così è un libro da consultare per chi scrive.

    ha scritto il 

  • 2

    vanno fatte, secondo me, due analisi nettamente distinte per recensire questo libro.

    Dal punto di vista giornalistico-investigativo, l'opera è senza dubbio di pregio, tratta argomenti enormemente scot ...continua

    vanno fatte, secondo me, due analisi nettamente distinte per recensire questo libro.

    Dal punto di vista giornalistico-investigativo, l'opera è senza dubbio di pregio, tratta argomenti enormemente scottanti sfruttando fonti ben addentro al sistema finanziario del Vaticano (l'archivio riservato di uno dei maggiori protagonisti ecclesiastici dello Ior - rimane abbastanza inspiegabile la decisione di tale cardinale di lasciare lo scottante materiale post mortem in mano a un giornalista). Il risultato è impietoso per la chiesa, mostrandone lati oscuri in parte risaputi, in parte inediti che ne evidenziano la natura politica, finanziaria e economica, in una spirale infernale che ne mostra le responsabilità (soprattutto come centro di riciclaggio di denaro sporco utile al pagamento di tangenti) in praticamente tutti gli scandali italiani del dopoguerra, e le pericolose connessioni con mafia, CIA, massonerie e servizi deviati.

    Da questo punto di vista, e lo risottolineo, il libro è meritevole e andrebbe letto da tutti coloro che intendono ancora oggi il Vaticano e i suoi alti papaveri come una mera guida spirituale.

    Il problema è che c'è anche un altro aspetto in un libro, ossia quello prettamente letterario. E qui, oltre all'asino, casca anche qualcosa altro.

    La narrazione è totalmente priva di ritmo e di scorrevolezza e infarcita di nomi e aspetti tecnici d'ambito finanziario spesso utili solo a confondere ulteriormente le idee; la suddivisione in paragrafi è fatta altrettanto male, poiché spesso interrompe il filo principale del discorso per poi non ritrovarlo mai più. Troppi discorsi abbozzati e poi mal conclusi. Troppi argomenti in generale, proposti nel tentativo di fare un sunto delle fonti che, a quanto si capisce, devono essere state immense. In verità, di quello che è passato sotto i miei occhi m'è rimasto in testa ben poco (solo gli aspetti più generali).

    La relativa brevità aiuta a portare a termine la faticosissima lettura (per fortuna).

    Per conludere, le 3-4 stelle meritevoli per l'argomento e il coraggio sprofondano a causa della qualità letteraria. E dato che di libri in fondo qui si parla, più di 2 stelle non si possono proprio dare.

    Peccato, ma un saggio non si scrive così...

    ha scritto il