Veľký Gatsby

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Publisher: Petit Press

4.0
(18185)

Language: Slovenčina | Number of Pages: 221 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Japanese , Portuguese , French , Italian , German , Swedish , Dutch , Finnish , Catalan , Polish , Romanian , Greek , Czech

Isbn-10: 8085585375 | Isbn-13: 9788085585377 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Ján Vilikovský

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Rozprávačom je Nick Carraway, ktorého sused je James Gatz, záhadný boháč pochybnej povesti. Vysvitne, že je to Jay Gatsby, veľký boháč zo stredozápadu, ktorý sa rozhodol dobyť späť Daisy, ktorá ním kedysi pohrdla, lebo nebol dosť bohatý. Veľký Gatsby ešte naplno zachytáva lesk a vábenie nového povojnového sveta patriaceho mladým, ale cítiť v ňom už vytriezvenie a kritický odstup. Zaujímavé sú aj autobiografické prvky - príbeh lásky medzi Gatsbym a Daisy pripomína vojnovú známosť medzi mladým Fitzgeraldom a Zeldou Sayrovou, ktorej otec, miestny sudca, príkro nápadníka odmietol s tým, aby sa ani neukazoval, kým nebude vedieť poskytnúť jeho dcére život, na aký je z domu navyknutá. A tak ako sa Posledný mogul opieral o skutočný príbeh hollywoodskeho producenta Irvinga Thalberga, aj postava Gatsby ho dostala niektoré črty gangstra známeho pod menom „Legs" Diamond. Najpodstatnejší tomto príbehu je však jeho citový náboj a napriek všetkým ohňostrojom ľahtikárstva a mondénnosti - morálna jednoznačnosť. A áno, finále bejzbalovej ligy roku 1919 naozaj skorumpovali. Aj keď sa ten pán nevolal Wolfshiem.
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  • 5

    Sotto la superficie del frivolo, un romanzo sul lato oscuro umano

    Questo romanzo non è così frivolo come appare, e non è nemmeno così immediato da amare, visto che i protagonisti sono degli antieroi.
    Sotto uno spesso strato dorato che è la ricchezza, tinto anche di ...continue

    Questo romanzo non è così frivolo come appare, e non è nemmeno così immediato da amare, visto che i protagonisti sono degli antieroi.
    Sotto uno spesso strato dorato che è la ricchezza, tinto anche di rosa, d'ingenuità e d'amore, si nasconde il nero, ossia il lato più torbido e oscuro dell'essere umano.

    Dopo un incipit potente, che introduce e quasi "chiede" di non giudicare i personaggi che ci saranno presentati («Quando ti vien voglia di criticare qualcuno [..] ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu») scopriamo che la storia è raccontata e descritta dal punto di vista di Nick, un narratore che è lo specchio del lettore che si fa le stesse domande mentre assiste a questo spettacolo decadente.

    Come accennato, tutti i personaggi a parte Nick sono degli antieroi, l'esaltazione della spavalderia, della superbia, della superficialità e dell'egoismo; a ognuno di loro non importa altro che di se stessi, solazzarsi senza prendersi alcuna responsabilità, bere fino all'estremo, fare le ore piccole in casa altrui, insomma, sembra una società non pensante, la cui esistenza vuota si riempie di sregolatezze ed eccessi.
    C'è un solo personaggio a cui importa qualcosa di qualcuno: Gatsby. Lui permette di tutto nella sua enorme villa con giardino (e piscina) senza badare a spese, lui accoglie chiunque a disporre come e quanto vuole della sua proprietà, ma fa tutto solo per lei: Daisy.

    Accecata dall'opinione del narratore Nick, all'inizio ho visto Daisy proprio come la vedevano lui e Gatsby: brillante, amabile, irresistibile, dolce... quasi angelica. In realtà è un mostro! Una viziata, una che non vuole prendere decisioni, una per cui "è tutto dovuto", una cinica, sia pure per i continui tradimenti del marito Tom, ma che in ogni caso dimostra di non essere capace d'amare, né sua figlia, né Tom, né Gatsby, e forse nemmeno se stessa.
    Per l'intero romanzo ho detestato il fedifrago Tom la cui amante è persino da considerarsi ufficiale: non si fa problemi a nascondere Myrtle a sua moglie poiché si fa chiamare in pieno giorno, poi la presenta all'interdetto Nick come se fosse una cosa normalissima. Vedevo Daisy ingoiare parole e sentimenti nel suo calice di vino, ma solo ora mi rendo conto che stava silenziosamente covando la sua vendetta: quando Gatsby si ripresenta a lei è l'occasione giusta per "colpire" il marito. Alla fine, anche lei usa Gatsby: non era davvero interessata, ci civettava soltanto.
    Ecco perché Tom e Daisy sono perfetti l'uno per l'altra: sono dei vendicativi. Sono l'eterna coppia infelice, sposati perché è la scelta più comoda; hanno un ambiguo rapporto che solo loro possono capire.

    Alla luce di quanto detto finora, si può ancora dire che "Il Grande Gatsby" sia una storia d'amore? Ebbene, nonostante tutto, io credo di sì. L'amore è la forza che muove tutto in questo romanzo: condiziona l'intera esistenza di Gatsby, mostra come chi ne è privo sia attaccato alla materia, ed è il pretesto utile all'autore per trasmettere il suo importante messaggio, un messaggio che si rivela solo nelle ultime righe del libro e che ogni volta che leggo mi lascia un grande magone.

    "E mentre meditavo sull’antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire più. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in questa vasta oscurità dietro la città, dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte.
    Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C’è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia e una bella mattina...
    Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato."

    Daisy rappresenta le opportunità e il sogno americano. Daisy è quella libertà irraggiungibile che non si può fare a meno di desiderare, e per quanto si possa provare, o arrivarci così vicino da poterla sfiorare, non si riuscirà mai a ottenerla davvero; è esattamente quanto accade nel romanzo. E' allora che scopriamo che "Il Grande Gatsby" è un'opera sui sogni infranti, sull'illusione e la disillusione, senza il bisogno di sostanze stupefacenti come il collega decadente Baudelaire adotta per "I fiori del male".

    Gatsby è vittima della vita che si è lui stesso creato, ciò nonostante, ho provato compassione per lui: come tutti, non è un personaggio esente da difetti, ma questo suo sentimento per Daisy lo rende così romantico, ingenuo e infantile che, forse ancora una volta annebbiata dalla visione che Nick ha di lui, mi ha trasmesso amarezza, rimpianto e dolcezza. Un personaggio che con i suoi misteri, e i contrasti che mi ha suscitato, sarà difficile da dimenticare; forse è questo il vero significato dietro il titolo "Grande".

    L'altro "grande" di questo libro è l'autore Francis Scott Fitzgerald che ci regala descrizioni così vivide da poter vedere ambientazione e personaggi nei minimi dettagli senza assolutamente cadere nel prolisso (tranne nel bizzarro elenco di tutti gli invitati a una festa da Gatsby; mai letta una cosa del genere! Ma in fondo l'ho trovata ironica).
    Molto misterioso all'inizio, soprattutto per quanto riguarda la figura di Gatsby che aleggia come una presenza per poi apparire solo dopo un paio di capitoli, conserva abilmente il mistero sulla sua identità fino alla fine, e al tempo stesso il romanzo intreccia le vicende dei vari protagonisti, persino quella apparentemente (e relativamente) innocua come il ritrovamento del collare di un cane; più o meno da qui diventa avvincente, stimolante e teso. La cosa curiosa è che non si tratta mai di violenza, ma di un degrado generale che coinvolge ogni singolo personaggio nel suo vortice.

    In conclusione, un classico indimenticabile che dev'essere letto almeno una volta nella vita.
    Io, però, ho la sensazione che ne leggerò di più.

    Questa e altre recensioni su https://valentinabellettini.blogspot.com

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  • 5

    Merita di essere un "classico"!

    Ho letto pareri molto contrastanti su questo libro. A me è piaciuto davvero tanto, è molto avvincente, belle le descrizioni (forse a volte un po' lunghine), interessanti i personaggi...non sarà perfet ...continue

    Ho letto pareri molto contrastanti su questo libro. A me è piaciuto davvero tanto, è molto avvincente, belle le descrizioni (forse a volte un po' lunghine), interessanti i personaggi...non sarà perfetto ma è da leggere!

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  • 4

    Conciso, comunicazione delle immagini decisamente efficace. Stile scorrevole e piacevole. Il lettore può facilmente immedesimarsi nel periodo degli anni '20 descritto.
    Primo libro di Fitzgerald decisa ...continue

    Conciso, comunicazione delle immagini decisamente efficace. Stile scorrevole e piacevole. Il lettore può facilmente immedesimarsi nel periodo degli anni '20 descritto.
    Primo libro di Fitzgerald decisamente ottimo.

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  • 5

    "Il grande Gatsby è veramente un prodigio.
    Per quanto lo legga e lo rilegga, non me ne stufo mai.
    Dal punto di vista letterario, contiene un profondo nutrimento.
    Ogni volta vi scopro qualcosa di nuovo ...continue

    "Il grande Gatsby è veramente un prodigio.
    Per quanto lo legga e lo rilegga, non me ne stufo mai.
    Dal punto di vista letterario, contiene un profondo nutrimento.
    Ogni volta vi scopro qualcosa di nuovo, mentre in certi passaggi ritrovo la stessa forte emozione. A soli ventinove anni, come ha potuto Fitzgerald cogliere con tanto acume, imparzialità e calore umano la realtà del mondo?
    Come è riuscito a farlo? Più ci penso, più lo rileggo e più mi sembra prodigioso."
    da "L'arte di correre" di Haruki Murakami

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  • 4

    Ho iniziato questa lettura quasi senza pensarci e conoscendo solo pochi dettagli di questo libro, non ricordo neanche di aver letto la trama perchè alla fine è impossibile non conoscere Gatsby ma per ...continue

    Ho iniziato questa lettura quasi senza pensarci e conoscendo solo pochi dettagli di questo libro, non ricordo neanche di aver letto la trama perchè alla fine è impossibile non conoscere Gatsby ma per me era solo "quel personaggio ricco che organizza grandi feste, ma come fa?" e credevo che il libro fosse incentrato su questa domanda, invece mi sono ritrovata in un libro che contiene sia una storia d'amore (anche se diversa da molte altre) che in un piccolo giallo. Sono rimasta spiazzata quando mi sono trovata difronte a un finale totalmente ma totalmente diverso da ogni mia aspettativa, non che sia un punto negativo anzi...significa che non è per nulla un libro scontato dove già 30 pagine prima capisci cosa accadrà. E' un contrasto tra una parte iniziale dove ti sembra realmente di partecipare ad una festa in pieni anni 20 a casa Gasby e un finale che definirei...malinconico punto dove ho apprezzato molto di più il personaggio narrante ma per il resto Gastsby resta uno dei personaggi più incredibili che abbia mai trovato in un libro.

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  • 3

    "三十歲-未來是十年的孤寂"
    這是第二次閱讀
    還是看不懂...
    或許三十而立時再看一次
    會有不同感觸(有機會的話)
    看破繁華即過眼雲煙

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  • 5

    Non mi è sembrata una storia d’amore.
    O forse sì. Ma amore per le illusioni, amore per l’idealizzazione dell’amore.
    Amore per uno stile di vita, per la nostalgia, per l’inseguimento di un miraggio.

    È ...continue

    Non mi è sembrata una storia d’amore.
    O forse sì. Ma amore per le illusioni, amore per l’idealizzazione dell’amore.
    Amore per uno stile di vita, per la nostalgia, per l’inseguimento di un miraggio.

    È un ritratto di ricchi e annoiati giovani americani negli anni ’20 e del loro mondo di lusso e superficialità, descritto con moltissima poesia.
    Un ritratto leggero, direi un acquerello: i protagonisti danzano nella scena lasciando una traccia delicata, impalpabili nella loro complessità, intuibile ma mai veramente spiegata.

    Un libro scorrevole che si legge velocemente e che lascia un ricordo agrodolce.

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  • 4

    Povero bastardo

    Autore: statunitense (1896-1940). Romanzo 1925.

    215 pagine nella mia edizione, nelle altre saremo più o meno lì.
    Eppure ci sono molti mondi in queste paginette.

    Il mondo della società che se la gode, ...continue

    Autore: statunitense (1896-1940). Romanzo 1925.

    215 pagine nella mia edizione, nelle altre saremo più o meno lì.
    Eppure ci sono molti mondi in queste paginette.

    Il mondo della società che se la gode, feste, cibo, alcol, ragazze e dimore lussuose. Qui la villa fantasmagorica di Gatsby. Gente ricca o famosa, più qualche imboscato magari senza una lira.
    In una paginetta c’è un elenco dei famiglie milionarie: molte nascondono casi di cronaca.
    La solita società che attraverso i tempi ha frequentato i Trimalcioni e le corti dei Signori e dei Re, spesso spazzata via dalla Storia. Per questa sarà il martedì nero di Wall Street a fare una scrematura, ma loro non lo sanno. Festeggiano fino allo sfinimento nella casa di un uomo di cui non sanno nulla e che non vedono o che non riconoscono.

    Il secondo mondo è quello al quale appartengono Tom e Daisy, più elegante, dove il tran tran ha uno stile.

    Il terzo mondo è quello in cui vive Myrtle. Vecchie officine e l’abitazione al di sopra. Donne vitali e sensuali, più istinto che cervello e con le ambizioni dei poveri. Una casa perfettamente kitsch, abiti un po’ volgari, gusto per gli oggetti che luccicano. Mariti incapaci di superare il fallimento che è la loro vita.

    Il quarto mondo è quello in cui è nato Jay Gatsby uccidendo per sempre James Gatz. Sappiamo qualcosa, ma non molto, sull’origine della sua fortuna. Tutto è oscuro e un po’ inquietante: truffe, contrabbando, qualche omicidio?

    Il quinto mondo è quello in cui domina, principessa d’argento, Daisy.
    Daisy, nome banale, diminutivo di Margareth, nome comune.
    Ma per Gatsby è la diciottenne ereditiera di cui s’innamorò un novembre di 5 anni prima. Una giovane vestita di bianco, in una casa bianca, un’auto bianca, una voce piena di monete, la figlia del re, la fanciulla dorata, che ricambiò il suo amore.
    Al suo ritorno dalla guerra, lei è sposata con uno straricco giocatore di Polo.

    L’hermes che viaggia tra i vari mondi è Nick, vicino di casa di Gatsby e quasi cugino di Daisy, che è il narratore della vicenda.

    Tra quei mondi ha viaggiato anche Daisy affascinata da un giovane che rappresentava la vita reale in cui gli uomini avevano cose, emozioni, esperienze lontane da lei come Andromeda dalla Terra.
    E anche Tom, attratto dalla sensualità di Myrtle.
    Ma al momento delle scelte torneranno entrambi nella loro bolla, felici o infelici non si sa, sicuramente complici.

    Anche Gatsby ha compiuto i suoi viaggi, ma il mondo in cui sta vivendo, quello che lui ha creato solo per Daisy, la sirena al di là dello stretto, con il suo pontile dalla luce verde che lo chiama ogni notte, è fatto di nulla.
    Contano qualcosa le camicie di seta, centinaia, le aeree tende bianche, le tante lussuose camere, il pianoforte, la piscina di marmo, i giardini e l’immensa distesa dei prati?
    Nulla conta, perché Daisy è solo un’immagine da lui costruita su un sogno del passato, la ragazza Daisy non è all’altezza dell’illusione.
    E’ una ragazza banale come il suo nome, capace solo di abbandonarsi di volta in volta all’uomo più forte. E il vincente non può essere Gatsby, schiavo di un tempo che fu e di un fantasma che ha senso solo lì.

    Alla fine questi mondi si scontrano in una specie di Big Bang emotivo. Nick scoprirà che il suo posto è dalla parte del sognatore e sarà solo, perché nel mondo in cui la storia termina, nel solo modo possibile, la luce verde è solo una luce su un pontile.

    1965 - 31.01.2017

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