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Vedere la matematica

Noi, con la storia

Di

Editore: UNI Service

2.0
(1)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8861785263 | Isbn-13: 9788861785267 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Fulvia Furinghetti

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Descrizione del libro
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  • 2

    Due stelle ... con rammarico

    Opera ben intenzionata ma non all'altezza delle mie pur modeste aspettative.
    L'idea di affrontare le idee e la storia della matematica attraverso le immagini è interessante.
    Solo che l'apparato iconografico sembra più il risultato di una frettolosa ricerca su google che quello di un'o ...continua

    Opera ben intenzionata ma non all'altezza delle mie pur modeste aspettative.
    L'idea di affrontare le idee e la storia della matematica attraverso le immagini è interessante.
    Solo che l'apparato iconografico sembra più il risultato di una frettolosa ricerca su google che quello di un'oculata e meditata scelta funzionale allo scopo. Anche la qualità lascia a desiderare: numerose le immagini sgranate, probabile esito di un disinvolto 'copia e incolla' di gif e jpeg a bassa risoluzione...
    Il testo non è da meno. Una miscellanea di "pillole" ispirate forse a SuperQuark ma non altrettanto efficaci. Un po' di questo e un po' di quello (un'allusione metamatematica alla passeggiata dell'ubriaco?) degno di "lo sapevate che" della Settimana Enigmistica.
    Ho visto tesine per l'esame di maturità fatte molto meglio (con il vantaggio della sintesi...).

    Il meglio l'autore lo riserva nel finale. Il capitolo 30 si intitola "Immagina un matematico". Memorabile l'incipit:

    "Propongo un momento di riflessione, per far diventare il lettore protagonista. Prova a immaginare un matematico e a disegnarlo. Non è richiesto lo sforzo di disegnare il ritratto di un matematico famoso o di pensare per forza ad uno, magari meno famoso, che conosci personalmente. Piuttosto cerca di ricostruire il ritratto di quello che per te può essere il "prototipo" del matematico e metti in evidenza le sue caratteristiche principali. Armati subito di una matita perché qui trovi lo spazio per dare sfogo alla tua vena artistica". [segue riquadro bianco].

    Se in questo spazio fosse stato possibile inserire immagini avrei omaggiato gli occasionali lettori di questa recensione con il mio contributo all'iconografia del matematico prototipico, ovvero dell'ur-matematico di cui tutti gli altri non sono che transitorie manifestazioni epifenomeniche...

    Particolarmente fastidioso il pistolotto finale, che immagino possa essere l'esito di un frustrato proselitismo:

    "[..] chi ha letto il libro un'idea se l'è fatta; chi ha saputo della sua esistenza ma non l'ha letto non sa neppure che con queste ultime righe ci siamo occupati anche di lui, della sua idea (preconcetta...) riguardo ai contenuti del volume, tale da non ritenerlo adatto ai suoi discorsi né, tanto meno, degno di una sua iniziativa. Ci rammarichiamo per lui perché ha perso un'occasione di riflessione su temi che ritengo debbano far parte della cultura di ogni cittadino." [I corsivi sono miei].

    Curiosa la similitudine con la "tirata" di Bruno D'Amore contro gli ignavi insensibili al fascino della matematica:

    “Se la voglia di saperne di più s’è risvegliata [..] bene, il compito è assolto. Altrimenti, che la matematica resti pure confinata per alcuni Lettori dove è rimasta finora, al limite del loro interesse. Ho solo dubbi, indipendentemente dalle loro dichiarazioni (mah!), su quel che davvero capiranno del mondo di oggi, della cultura di oggi, dell’arte di oggi, della letteratura di oggi, del pensiero filosofico di oggi, di questa società così complessa” [Da: "Matematica, stupore e poesia", il corsivo è mio].

    Insomma, leggiamo i libri di questi signori altrimenti se la prendono a male e si rammaricano per noi sprovveduti. Se proprio non comprendiamo i numeri potremo consolarci guardando le figure. E se ci lasciano anche lo spazio per disegnare il ritratto del prototipo del matematico non abbiamo proprio scusanti...

    ha scritto il