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Vedi alla voce: amore

Di

Editore: Mondadori

3.6
(638)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 544 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8804331321 | Isbn-13: 9788804331322 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Sciloni

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 3

    Se lo avessi capito meglio, questa recensione sarebbe tanto più concisa

    L’ho trovato un libro davvero difficile da mandare giù a allo stesso tempo non si può semplicemente chiuderlo e riporlo in libreria perché ti lascia un segno; in gran parte è un segno indecifrabile ma pur sempre un segno.
    E’ un libro surreale e come tale l’ho letto con difficoltà. Anche se ...continua

    L’ho trovato un libro davvero difficile da mandare giù a allo stesso tempo non si può semplicemente chiuderlo e riporlo in libreria perché ti lascia un segno; in gran parte è un segno indecifrabile ma pur sempre un segno.
    E’ un libro surreale e come tale l’ho letto con difficoltà. Anche se a tratti offre qualche spezzone di concretezza, beh ciò accade troppo di rado per poterlo trasformare in un libro, diciamo così, “godibile”. Mi è capitato di amare libri onirici e surreali ma mai ho trovato tanta ostinazione nel vagabondare tra le allegorie ed i sogni come in questo libro. La seconda parte, dedicata ad un Bruno Schultz che si trasforma in salmone e fa innamorare il mare-femmina, è davvero una sfida. Troppo, a mio avviso. Troppo per me, specialmente perché mi rendo conto di aver perso molte connessioni, molti pensieri che invece mi sarebbe piaciuto cogliere e mi sono rimasti tanti, tantissimi dubbi. Si intuisce che l’autore ha una certa pienezza di sentimenti e idee ma è come se tutto questo fosse filtrato attraverso un vecchio setaccio otturato….ecco! la sua scrittura per me è come un setaccio otturato che lascia passare soltanto un assaggio di tutto quello che c’è.

    Allo stesso tempo però mi è capitato leggendolo di farmi colpire (e affondare) da passi inattesi di sentimenti diretti e mi si sono aperte voragini colme di punti interrogativi.
    L’uomo, ci dice il nostro protagonista, non è in grado di gioire per il fatto di essere nato, quando nasce non ricorda e poi tutto diventa scontato, tanto che il vivere quotidiano altro non è che un avvicinarsi alla morte e dunque, ciò che chiamiamo “vivere” sarebbe più corretto chiamarlo “morire”. Allora mi chiedo, il bambino che cresce, vive e muore nell’arco di 24 ore è una metafora di questo? Oppure rappresenta il tentativo fallito di ritrovare la fiducia perduta nell’essere umano, quella che il nostro protagonista perde fin dalla tenera età e che non vuole ritrovare, a costo di annullare la propria stessa identità? Dubbio. Mah…

    E c’è dell’altro. L’autore pone una questione interessante riguardo la remissiva accettazione del proprio destino da parte delle vittime, che vanno “come bestie al macello”:

    "…Ora Neigel esce dalla sua baracca. Cammina verso la stazione (banchina di arrivo ai campi di contrentramento), e ciò significa che oggi vuole scegliersi cinquanta nuovi operai per farli lavorare nel suo Campo, al posto del gruppo degli “azzurri” che c’è ora…..(gli azzurri) sanno che se Neigel viene in stazione oggi sarà effettuata una selezione………… e nuovi operai prenderanno il loro posto. Ciononostante essi continuano a fare il loro lavoro e a tranquillizzare con buone parole banali i nuovi arrivati. “Buon Dio!” mormora Wasserman “ ma lo puoi capire, Shleimele, perché gli azzurri non si rivoltano ora contro i loro carcerieri, perché non vendono la propria vita al prezzo di quella di uno solo di essi, almeno? Ora, quando già sanno tutto in modo così chiaro e lampante?”

    E poi, nella geniale chiusura enciclopedica del libro, a questo quesito si risponde che è la mancanza di fiducia nell’essere umano che compie questo, se l’essere umano può davvero far questo allora viene meno anche la fiducia nella vita stessa. Una risposta convincente? Non so, ci penserò.

    E poi ci sono loro, i volenterosi carnefici nazisti. Molte volte in passato mi sono chiesta come mi sarei comportata se fossi nata nella germania nazista e avessi subito quell’indottrinamento; mi sono risposta che probabilmente avrei fatto “come loro” perché la coscienza si forma con l’esperienza, con l’educazione, con ciò che vediamo-respiriamo-viviamo da quando nasciamo in poi. E la mia anima si sarebbe sdoppiata, come quella di molti nazisti che in questo libro per la prima volta mi appaiono un po’ vittime anche loro. E ringrazio il cielo mille e mille e mille volte ancora.

    ha scritto il 

  • 5

    Come un urlo in un labirinto di tubi metallici

    È difficile scrivere di questo libro adesso che è qui di fronte a me, chiuso, finito di leggere e definitivamente dentro di me. È difficile perché si è nascosto dentro di me come un urlo in un labirinto di tubi di alluminio. La tentazione è quella di rileggerlo immediatamente, di riaprirlo per im ...continua

    È difficile scrivere di questo libro adesso che è qui di fronte a me, chiuso, finito di leggere e definitivamente dentro di me. È difficile perché si è nascosto dentro di me come un urlo in un labirinto di tubi di alluminio. La tentazione è quella di rileggerlo immediatamente, di riaprirlo per immergermi ancora in quegli abissi di luce e vita. Onestamente credo di dovermi astenere da scrivere qualsiasi cosa su questa opera. Tutto saprebbe di superbia e arroganza. Questo libro di fronte a me chiuso e silenzioso mi ha parlato della shoa scegliendo una strada nuova, la strada della vita e della luce, e facendo questo mi ha parlato dell'umanità come scelta, decisione, voto. Ho letto tanti libri sulla Shoa. Questo per me è in assoluto il più importante.

    ha scritto il 

  • 4

    sono appena uscito dall´impresa tour de force di questo libro fascinoso ma certo atipico e complesso.
    Grossman non si nega niente nell´usare tutti i toni del romantico, del barocco, del surreale, del favolistico, e per la maggior parte del tempo crea un mondo immaginario nel quale parlare d ...continua

    sono appena uscito dall´impresa tour de force di questo libro fascinoso ma certo atipico e complesso.
    Grossman non si nega niente nell´usare tutti i toni del romantico, del barocco, del surreale, del favolistico, e per la maggior parte del tempo crea un mondo immaginario nel quale parlare di Nazismo e Olocausto in maniera originale e direi necessaria. Cioé necessario avere una visione non solo grigia o rossa o bianca e nera, ma che comprenda tutti i colori dello spettro.
    Dico per la maggior parte del tempo perché la parte dedicata a Bruno Schulz-salmone é ampiamente allegorica e procede in maniera un po´lenta e contorta.
    Per il resto é questione di apprezzare o meno la prosa ricca, a volte iperftofica, spesso poetica ed ispirata di Grossman che qui ho apprezzato (decisamente) di piú rispetto a "Che tu sia per me il coltello"

    ha scritto il 

  • 0

    non ce l'ho proprio fatta!!! però qualcuno dovrebbe dire a Grossman che esistono i capoversi... non si può scrivere tutto attaccato!!!!
    sono così delusa che "Con il corpo capisco" non lo inizio nemmeno!!!

    ha scritto il 

  • 1

    Vedi alla voce: Abbandonare

    Perche' grandi scrittori sprecano il loro talento in opere incomprensibili, difficili, pesanti?
    Io c'ho provato, ma la lettura deve essere un piacere non un peso o un impegno.
    Non fa per me, sara' perche', mai come in questo periodo, io alla voce 'Amore' trovo la stessa definizione de ...continua

    Perche' grandi scrittori sprecano il loro talento in opere incomprensibili, difficili, pesanti?
    Io c'ho provato, ma la lettura deve essere un piacere non un peso o un impegno.
    Non fa per me, sara' perche', mai come in questo periodo, io alla voce 'Amore' trovo la stessa definizione della voce 'Abbandono' ...

    ha scritto il 

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